Diritto allo studio

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Il diritto allo studio è uno dei diritti fondamentali ed inalienabili della persona, nonchè principio sancito nel diritto internazionale dalla Dichiarazione universale dei diritti umani dell'ONU.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Fin dalla costituzione delle prime università, e fino a tutta l'età moderna, pur se non in maniera non uniforme, sia gli organi universitari, che le autorità locali avevano emanato provvedimenti per favorire il soggiorno degli studenti provenienti dall'estero.[1]

Riforme più sostanziali vennero emanate nel periodo della costituzione degli Stati nazionali. Per esempio, il Regno di Sardegna, già nel 1720, promulgò norme di assistenza verso gli studenti universitari, istituendo il Reale Collegio delle Province, che aveva la funzione di assicurare a cento giovani poveri, ma forniti di buon ingegno e propensi allo studio i mezzi necessari per attendere agli studi.[2]

La dichiarazione è stata recepita dagli stati membri dell'ONU nel 1948, con l'articolo 26 garantisce il diritto all'istruzione e per renderlo effettivo si consiglia la gratuità e obbligatorietà dei livelli fondamentali e l'accesso su base di merito ai livelli superiori. Lo stesso articolo continua insistendo anche sulla qualità e il fine dell'istruzione quale rispetto dei diritti umani e pieno sviluppo della personalità, al fine di evitare forme di indottrinamento tipiche dei regimi dittatoriali (ricordiamo che la dichiarazione viene firmata nel 1948 poco dopo la seconda guerra mondiale causata anche dalla diffusione dei regimi totalitari in Europa).

Diritto internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Dichiarazione universale dei diritti umani[modifica | modifica wikitesto]

La dichiarazione universale dei diritti umani allk'art. 26 recita:

«Ognuno ha diritto ad un'istruzione. L'istruzione dovrebbe essere gratuita, almeno a livelli elementari e fondamentali. L'istruzione elementare dovrebbe essere obbligatoria. L'istruzione tecnica e professionale, dovrebbero essere generalmente fruibili, così come pure un'istruzione superiore dovrebbe essere accessibile sulle basi del merito.»

(ONU, Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, art. 26[3])

I principi della Dichiarazione universale dei diritti umani sono fatti propri da molte costituzioni dei Paesi europei, tra cui quella italiana.

Nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Diritto allo studio in Italia.

Il diritto allo studio in Italia è un diritto soggettivo che trova il suo fondamento nei comma 3 e 4 dell'art. 34 della Costituzione della Repubblica Italiana nei quali si afferma il diritto dei capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi economici, di raggiungere i gradi più alti degli studi nonché il dovere della Repubblica a rendere effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze da attribuire mediante concorso.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ R. Rosboch, Il diritto allo studio universitario dalla Costituzione all'epoca delle autonomie, in E. Genta (a cura di), Il diritto allo studio universitario: radici e prospettive, Savignano, 2001; Il Diritto allo Studio universitario in Italia. L'evoluzione normativa e le problematiche attuali delle politiche di welfare in favore degli studenti universitari, Tesi di laurea di Nicola Tanno, p. 10
  2. ^ N. Tanno, cit., p.11
  3. ^ Dichiarazione universale dei diritti umani, Human Rights Education Associates. URL consultato l'8 novembre 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]