Sinistra Unita (Spagna)

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Sinistra Unita
(ES) Izquierda Unida (IU)
Izquierda Unida (logo).svg
Leader Alberto Carlos Garzón Espinosa
Portavoce José Luis Centella
Stato Spagna Spagna
Fondazione 27 aprile 1986
Sede C/Olimpo 35, Madrid
Ideologia Eurocomunismo
Socialismo democratico
Repubblicanesimo
Ecosocialismo
Euroscetticismo moderato
Collocazione Sinistra[1]
Partito europeo Partito della Sinistra Europea
Gruppo parlamentare europeo Sinistra Unitaria Europea - Sinistra Verde Nordica
Affiliazione internazionale nessuna
Seggi Parlamento Europeo
5 / 54
 (2014)
Testata La Izquierda
Organizzazione giovanile Área de Juventud de IU
Iscritti 71,578[2]
Sito web www.izquierda-unida.es

Sinistra Unita (sp. Izquierda Unida, IU) è una coalizione politica spagnola di sinistra radicale, che si ispira all'eurocomunismo e al repubblicanesimo. Fu fondata nel marzo 1986.

Quando fu indetto il referendum sulla permanenza della Spagna nella NATO, in cui vinse il Sì alla permanenza nell'Alleanza Atlantica, vi fu tuttavia una buona affermazione dei No (quasi 7 milioni di spagnoli). Per questo motivo vennero convocate le elezioni politiche anticipate dal governo di Felipe González (PSOE), sostenitore del Sì.

Alle elezioni si presentò Izquierda Unida, che raggruppava tutte le formazioni di sinistra che in precedenza erano state contrarie all'ingresso della Spagna nella NATO. I partiti fondatori furono: Partito Comunista di Spagna (PCE), Partito Comunista dei Popoli di Spagna (PCPE), Partito di Azione Socialista (PASOC), Sinistra Repubblicana, Federazione Progressista (FP); i ed il Partito Umanista aderirono da indipendenti.

Si costituì una Commissione Politica per dirigere la coalizione, presieduta da Gerardo Iglesias, segretario generale del PCE.

IU partecipò alle elezioni generali del giugno 1986 con esigui risultati, ottenendo 7 seggi col 4,6% dei voti. Nonostante il risultato modesto però, le varie forze politiche della coalizione decisero non solo di mantenerla in vita ma anche di impegnarsi per la costituzione di un unico partito.

Izquierda Unida è membro del Partito della Sinistra Europea.

Tra il 1986 e il 1988 alcuni dei partiti minori che inizialmente avevano costituito IU l'abbandonarono (il Partito Umanista, la Federazione Progressista

Nel febbraio del 1989 si celebrò la I Assemblea Generale di IU, che approvò la sua trasformazione da coalizione elettorale a "movimento politico e sociale", e viene scelto Gerardo Iglesias come coordinatore generale.

Tra l'89 e il '99, il coordinatore della Sinistra Unita fu Julio Anguita. Dopo vari problemi cardiovascolari, nel 2000, ha lasciato la candidatura di presidente a Francisco Frutos, cui succede nel 2000 Gaspar Llamazares, proveniente dal Partito Comunista ma su posizioni di innovazione ecopacifista.

Il successivo coordinatore generale è Cayo Lara.

Dopo aver sostenuto il primo governo di Zapatero (Partito Socialista) dal 2004 al 2008, nella legislatura iniziata nel 2008 i due deputati di Izquierda Unida si sono astenuti durante il voto di fiducia; in Spagna esso è un voto a maggioranza semplice, l'astensione dei piccoli partiti favorisce la maggioranza relativa ed è quindi "benevola".

Nell'autunno 2008 intanto esce dal partito la corrente più a sinistra, proclamatasi indipendente con il nome di Izquierda Anticapitalista.

Alle elezioni generali del 2011 IU ottiene il 6,92% dei voti ed elegge 11 deputati, secondo miglior risultato della sua storia.

Alle Elezioni Generali del dicembre 2015 si è presentata nel cartello elettorale "Unidad Popular" con altri soggetti politici locali della Sinistra Radicale, ha ottenuto il 3,67% ed eletto 2 deputati e nessun senatore. In Galizia ha dato origine alla coalizione (oggi partito politico) En Marea insieme alla sezione galiziana di Podemos e ad altri partiti e movimenti locali. Si è opposta con il PSOE, Podemos e Ciudadanos alla nascita di un nuovo governo del Partito Popolare, e Mariano Rajoy non ha ottenuto il sostegno parlamentare necessario all'ottenimento dell'investitura. Similmente si è rifiutata, con Podemos, di sostenere l'investitura del socialista Pedro Sanchez, che ottenne l'appoggio del PSOE e di Ciudadanos senza ottenere l'investitura, portando la Spagna a nuove Elezioni Generali.

Nel 2016 la IU ha organizzato, per la prima volta nella sua storia, le primarie per l'elezione del Coordinatore Federale, che hanno eletto a guida del partito Alberto Carlos Garzón Espinosa. Nello stesso anno ha formato, con Podemos, la coalizione "Unidos Podemos", che è risultata terza formazione politica più votata alle Elezioni Generali del giugno 2016, eleggendo, con il 21,15%, 41 deputati e 18 senatori. I parlamentari di "Unidos Podemos" si sono opposti con il PSOE all'investitura di Mariano Rajoy sostenuta dal Partito Popolare e da Ciudadanos, che non ha ottenuto la maggioranza parlamentare. Alberto Garzón e Pablo Iglesias hanno mostrato la propria solidarietà a Pedro Sanchez dopo che la dirigenza del Partito Socialista lo ha portato alle dimissioni, l'1 ottobre 2016, per la sua politica di opposizione assoluta ad un nuovo governo di centrodestra in Spagna.

Coordinatore Federale[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ _825916 L'Espagne n'enquêtera pas sur sa crise - Libération
  2. ^ http://www.aecpa.es/uploads/files/recp/02/textos/08.pdf

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