Partito Popolare (Spagna)

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Partito Popolare
People's Party (Spain) Logo.svg
PresidentePablo Casado Blanco
SegretarioTeodoro García Egea
StatoSpagna Spagna
SedeCalle de Génova, 13, 28004 Madrid
Fondazione5 maggio 1977 (come Alleanza Popolare)
20 gennaio 1989 (come Partito Popolare)
IdeologiaCristianesimo democratico[1]
Monarchismo
Cristianesimo sociale
Popolarismo
Conservatorismo[2][3][4]
Conservatorismo liberale[5]
Liberalismo[3]
CollocazioneCentro-destra
Partito europeoPartito Popolare Europeo
Gruppo parl. europeoGruppo del Partito Popolare Europeo
Affiliazione internazionaleInternazionale Democratica Centrista
Unione Democratica Internazionale
Seggi Congreso
134 / 350
Seggi Senado
149 / 266
Seggi Parlamento Europeo
16 / 54
Organizzazione giovanileNuevas Generaciones del Partido Popular
Iscritti865.000 (2013)
Colori     Ciano
Sito web

Il Partito Popolare (in spagnolo: Partido Popular), spesso abbreviato in PP (pronunciato /peˈpe/), è il principale partito di centro-destra spagnolo. Il Partito Popolare, fondato con questo nome nel 1989, è definito nel suo statuto come centro-riformista. Il PP ha delegazioni regionali in ogni comunità autonoma.

Il PP è membro del Partito Popolare Europeo, dell'Internazionale democratica di centro e dell'Unione Democratica Internazionale. La sua organizzazione giovanile è chiamata Nuove Generazioni del Partito Popolare (Nuevas Generaciones del PP).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Alianza Popular[modifica | modifica wikitesto]

Il Partito Popolare nasce dalle ceneri di una serie di coalizioni politiche conservatrici e post franchiste di cui la prima fu Alleanza Popolare (Alianza Popular), creata nel settembre 1976 da Manuel Fraga Iribarne, ex ministro del governo di Francisco Franco, comprendente i seguenti partiti:

  • Reforma Democrática (Manuel Fraga Iribarne),
  • Unión del Pueblo Español (Mª Cruz Martínez Esteruelas),
  • Acción Democrática Española (Federico Silva Muñoz)
  • Democracia Social (Licinio de la Fuente y de la Fuente),
  • Acción Regional (Laureano López Rodó),
  • Unión Social Popular (Enrique Thomas de Carranza),
  • Unión Nacional Española (Gonzalo Fernández de la Mora),
  • e altri partiti minori moderati.
Il leader di AP Fraga Iribarne nel 1983.

Alle prime elezioni della Transizione democratica del 1977 AP ottenne un discreto risultato con l'8,2% dei voti e 16 seggi. Il 5 maggio 1977 si costituì in partito, con Manuel Fraga che mantenne solo la carica di segretario generale. Nel 1978 il gruppo Acción Democrática Española e Gonzalo Fernández de la Mora uscirono dal partito, perché contrari alla nuova Costituzione spagnola. Nel 1979 AP si presentò alle consultazioni di quell'anno, insieme con partiti minori, come "Coalizione Democratica" (Coalición Democrática) ottenendo però solo il 6% dei voti e 10 seggi al congresso e tre senatori.

Il decisivo passo verso la costituzione del PP fu la coalizione che nel 1982 fece con il Partido Demócrata Popular nato alla scissione di 13 deputati del principale partito di governo, l'Unione del Centro Democratico (UCD): presentatosi come Alianza Popular-Partido Demócrata Popular (AP-PDP) ebbe un ampio successo, divenendo il principale partito d'opposizione al PSOE con il 26% (107 seggi al Congresso, di cui 84 di AP).

Nel 1986 divenne Coalizione Popolare (Coalición Popular), confermando i risultati precedenti alle consultazioni del 1986 (105 seggi). Fino al 1987 il leader fu Fraga Iribarne, poi per un biennio Antonio Hernández Mancha.

La nuova denominazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio 1989 torna alla presidenza Fraga Iribarne, cambiando denominazione in Partido Popular, con vice José María Aznar, che viene scelto come candidato premier per le elezioni del settembre 1989, e che poi assume la presidenza del partito nel X Congresso del 1º aprile 1990. Con la guida di Aznar, il Partito Popolare attenuò i suoi rapporti con il passato franchismo e pose il partito su posizioni politiche più centriste e di centro-destra; scelta che si manifestò con l'adesione al Partito Popolare Europeo e all'Internazionale democratica di centro e all'Unione Democratica Internazionale.

Dal 1996 a oggi[modifica | modifica wikitesto]

Il presidente Aznar con il capogruppo del PP Gabriel Cisneros nel 1996.

Nelle elezioni generali del 3 marzo 1996, il PP guidato da Aznar conseguì la maggioranza relativa (156 deputati su 350) e grazie a un accordo con altre forze regionaliste, formò un nuovo governo, mandando dopo 14 anni il PSOE all'opposizione. Nel 1999 Aznar fu rieletto presidente del PP con Javier Arenas segretario generale. Alle successive elezioni generali del 2000, il PP ottenne un crescente successo, con la maggioranza assoluta dei seggi in parlamento (183 seggi). Il 1º settembre del 2003 il ministro popolare Mariano Rajoy divenne segretario del partito, e al XV congresso nazionale del 2004 Mariano Rajoy fu eletto presidente del partito, con José María Aznar presidente onorario e Ángel Acebes segretario generale.

Il partito fu sconfitto inaspettatamente[6] in occasione delle elezioni generali del 2004, quando ottenne con 148 seggi contro i 164 dei socialisti.

Nelle elezioni generali del 2008, con alla guida Mariano Rajoy, confermato come presidente al XVI congresso, e María Dolores de Cospedal, segretaria generale, il partito pur recuperando sei seggi, rimase all'opposizione, ottenendo il 39,9% dei consensi, contro il 43,9 del PSOE.

Alle elezioni generali anticipate del 20 novembre 2011, il PP, sempre guidato da Rajoy, ottenne il suo miglior risultato in termini di seggi, ben 186 (maggioranza assoluta), e conseguì il 44,62% dei voti, tornando al governo con il suo leader, il quale nominò come vice Soraya Sáenz de Santamaría.

Pur rimanendo il primo partito alle elezioni del 20 dicembre 2015, il PP perse la maggioranza assoluta, ma Rajoy rimase in carica per gli affari correnti. La situazione di stallo creatasi in Parlamento, con l'entrata di nuovi movimenti come Podemos e Ciudadanos, condusse il Paese, dopo infruttuose consultazioni tra i partiti per la formazione di un governo di coalizione, a nuove elezioni anticipate il 26 giugno 2016, che hanno visto il PP conquistare la maggioranza relativa col 33,01% dei voti e 137 parlamentari al Congresso e al Senato, passando da 124 a 130 seggi. Il 29 ottobre Rajoy ottiene la fiducia dal parlamento per formare un nuovo governo.

Pablo Casado e Mariano Rajoy al congresso del PP del 2018.

Nel febbraio 2017 a Madrid si è svolto il XVIII congresso del partito che ha riconfermato presidente Mariano Rajoy.

Il II Governo Rajoy resta in carica fino al 1º giugno 2018, quando viene approvata per la prima volta una mozione di sfiducia costruttiva che porta il leader socialista Pedro Sánchez al governo. Il 5 giugno Rajoy annuncia le sue dimissioni da presidente del partito.

Il 20 e 21 luglio 2018, quindi, si svolge a Madrid, convocato in maniera straordinaria, il XIX congresso nazionale del partito che elegge come nuovo presidente e leader Pablo Casado Blanco, con il 57,21% dei voti, contro l'ex vicepremier Soraya Sáenz de Santamaría (42,05% dei voti).

Ideologia[modifica | modifica wikitesto]

Descritto come il principale partito conservatore-liberale di Spagna,​ Hloušek e Kopeček hanno osservato che durante la leadership di José María Aznar il PP si evoluzionò in un partito conservatore, con elementi del cristianesimo democratico e, soprattutto, elementi liberali nella politica economica. Magnone appunta il successo che ottenne José María Aznar nel trasformare il partito in una organizzazione più moderna in una linea «cristiano democratica».​ Invece l'economista Vicenç Navarro descrisse il PP come una coalizione conservatrice-neoliberal, con una politica economica neoliberale.

Secondo Juan Avilés Farré, il Partido Popular ampliò durante i governi di José María Aznar un discorso europeista pragmatico, essendosi mostrati quando era all'opposizione critici con Felipe González nella sua politica europea. Núñez Seixas sostiene che a partire dagli anni 2000 il Partido Popular impiantò un programma di «rinazionalizzazione spagnola»; il sentito diffuso con il quale il PP reinterpretò il termine «patriottismo costituzionale» —«noi non siamo nazionalisti», però assumendo la Spagna «con naturalezza e senza complessi storici»— si mostrò compatibile, secondo intellettuali vicini al PP, con un nazionalismo civico e politico.​ Tacciato di appoggiare un «spagnolismo conservatore»,​ difende il modello delle autonomie della Costituzione del 1978, e la monarchia.

Il PP negli statuti del 2012, votati nel XVII congresso nazionale di Siviglia, si definisce come una formazione politica di centro destra riformista, europeista, che difende l'umanesimo cristiano.​

Il presidente del Partido Popular, Mariano Rajoy, lo descrisse nel 2011 come «un partito dove entrano tutti, il gran partito del centro e della destra spagnola».​ Aznar lo aveva situato nel 2008 nel centrodestra dello spettro politico spagnolo.

Il partito si mostra da sempre a favore della monarchia in Spagna.

Congressi e presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Alianza Popular[modifica | modifica wikitesto]

Partido Popular[modifica | modifica wikitesto]

  • IX Madrid 1989: Manuel Fraga Iribarne
  • X Siviglia 1990: José María Aznar
  • XI Madrid 1993: José María Aznar
  • XII Madrid 1996: José María Aznar
  • XIII Madrid 1999: José María Aznar
  • XIV Madrid 2002: José María Aznar
  • XV Madrid 2004: Mariano Rajoy Brey
  • XVI Valencia 2008: Mariano Rajoy Brey
  • XVII Siviglia 2012: Mariano Rajoy Brey
  • XVIII Madrid 2017: Mariano Rajoy Brey
  • XIX Madrid 2018: Pablo Casado Blanco

Leader[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ José María Magone, The Politics of Southern Europe: Integration Into the European Union, Greenwood Publishing Group, 1º gennaio 2003, pp. 145–, ISBN 978-0-275-97787-0. URL consultato il 25 luglio 2013.
  2. ^ Parties and Elections in Europe: The database about parliamentary elections and political parties in Europe, by Wolfram Nordsieck
  3. ^ a b Vít Hloušek e Lubomír Kopeček, Origin, Ideology and Transformation of Political Parties: East-Central and Western Europe Compared, Ashgate, 2010, p. 157.
  4. ^ Wolfram Nordsieck, Parties and Elections in Europe: The database about parliamentary elections and political parties in Europe, Parties and elections. URL consultato il 21 novembre 2011.
  5. ^ Claire Annesley, A Political And Economic Dictionary Of Western Europe, Routledge, 2005, p. 260.
  6. ^ Dopo le elezioni del 2004 il Pp, sotto la guida di Rajoy, ha imboccato la strada dell’estremizzazione del confronto con i socialisti (crispación), delegittimando la vittoria scippata (dal clima di opinione che aveva fatto seguito all’attentato terroristico di Madrid) e con attacchi personali allo stesso Zapatero": Francesco Raniolo, L’alternanza a somma zero, Mondoperaio, n. 2/2014, p. 32.

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