Sinistra Repubblicana di Catalogna

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Sinistra Repubblicana di Catalogna
(CA) Esquerra Republicana de Catalunya
Logo-esquerra.svg
PresidenteOriol Junqueras
SegretarioMarta Rovira
PortavoceAnna Simó
StatoSpagna Spagna
SedeC/Calàbria, 166
Barcellona
AbbreviazioneERC
Fondazione19 marzo 1931
IdeologiaIndipendentismo catalano,[1]
Repubblicanesimo,[1]
Socialismo democratico,[1]
Socialdemocrazia,
Nazionalismo di sinistra
CollocazioneCentro-sinistra[2]
Partito europeoAlleanza Libera Europea
Gruppo parl. europeoVerdi Europei - Alleanza Libera Europea
Seggi Congresso
9 / 350
Seggi Senato
12 / 266
Seggi Europarlamento
2 / 54
Seggi Parlamento della Catalogna
32 / 135
Sito web

Sinistra Repubblicana di Catalogna (in catalano: Esquerra Republicana de Catalunya - ERC; IPA: [əsˈkɛrə rəpubːɫiˈkanə ðə kətəˈɫuɲə]) è un partito politico spagnolo, presente nella regione della Catalogna, che si dichiara di sinistra e repubblicano e sostiene l'indipendenza dei Paesi catalani (Països Catalans), ossia l'insieme delle regioni di lingua e cultura catalana: oltre alla Catalogna, il Paese Valenciano, le isole Baleari, la Frangia d'Aragona, lo stato di Andorra, la Catalogna del Nord (in Francia) e Alghero (in Italia).

Storia del partito[modifica | modifica wikitesto]

Esquerra nacque nel marzo 1931 per opera di Jaume Aiguader i Miró in seguito alla fusione di tre partiti: Partit Republicà Català, L'Opinió e Estat Català. Nello stesso anno, in seguito alla vittoria nelle elezioni, il segretario del partito Francesc Macià proclamò una Repubblica catalana, ma la questione cadde perché la nuova costituzione della seconda repubblica spagnola concesse alla Catalogna lo statuto di autonomia.

Quando il successore di Macià alla guida dell'ERC, Lluís Companys, tentò un'analoga operazione tre anni dopo come reazione all'entrata nel governo di un partito di destra, l'esercito spagnolo intervenne sciogliendo la Generalitat (il governo autonomo catalano) e arrestando tutti i suoi membri nonché i segretari dei partiti politici, tra cui Companys. In seguito a questi fatti lo statuto di autonomia fu sospeso fino al 1936.

Nel febbraio 1936 Esquerra fece parte del Fronte Popolare che vinse le elezioni e Companys assunse nuovamente il governo della Generalitat de Catalunya.

Con lo scoppiare della guerra civile spagnola nel luglio dello stesso anno Esquerra rimase a sostegno del governo democratico repubblicano, ma con la vittoria dei nazionalisti venne dichiarato fuorilegge da Franco assieme a tutti gli altri partiti del Fronte Popolare. La stessa Generalitat fu nuovamente sciolta.

Lo stesso Companys, che si era rifugiato in Francia, non sfuggì alle persecuzioni e, dopo essere stato arrestato da agenti tedeschi della Gestapo in collaborazione con il regime di Vichy, fu consegnato alla Spagna e fucilato nel 1940.

Esquerra è ritornata ad essere legale soltanto in seguito alla morte di Franco e negli anni della transizione spagnola fu peraltro l'ultimo partito catalano a riottenere il riconoscimento di legalità.

Il partito oggi[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni la popolarità del partito è cresciuta, così come il suo peso politico. Se alle elezioni regionali del 1999 Esquerra ha ottenuto 12 seggi nel parlamento catalano, nel 2003 i seggi conquistati dal partito sono stati 23, rendendolo terzo in Catalogna per ordine di grandezza nonché membro di coalizione del governo catalano.

Esquerra Republicana de Catalunya ha partecipato anche alla coalizione di governo di José Luis Rodríguez Zapatero grazie all'ottimo risultato elettorale nelle elezioni generali del 2004, in cui ha raccolto 652.196 voti e ottenuto 8 seggi nelle Cortes (nella storia democratica recente non ne aveva mai ottenuto più di uno).

ERC è rappresentata infine al Parlamento europeo (con un seggio, occupato da Bernat Joan), dove fa parte dell'Alleanza Libera Europea.

Presidente di ERC è Oriol Junqueras i Vies, mentre segretario generale è Marta Rovira. Il partito ha stabilito i propri principi politici in una dichiarazione del 1993; rivista ufficiale del partito è la pubblicazione Esquerra Nacional.

Esquerra ha alcune federazioni anche nelle Baleari, nella Catalogna settentrionale e nella Comunità Valenciana; in quest'ultima è nota dal 1934 con la denominazione Esquerra Republicana del País Valencià (ERPV).

Alle elezioni catalane del 2015 ha fatto parte del cartello elettorale trasversale indipendentista Junts pel Sí, costituito da CDC che ottiene 62 seggi nel Parlamento della Catalogna e forma un governo guidato da Carles Puigdemont [3], di cui Oriol Junqueras diventa vice presidente e ministro dell'economia.[4] Nel novembre dello stesso anno, ERC vota insieme ai deputati di Junts pel Si e della CUP la Dichiarazione di Inizio del Processo di Indipendenza.[5] In seguito, Junts pel Si, CUP e Catalunya Si Que Es Pot firmano il Patto Nazionale per il Referendum, in cui i firmatari si impegnano a costruire un referendum con garanzie internazionali e riconosciuto dal governo spagnolo.[6][7]

ERC sostiene il Referendum sull'indipendenza della Catalogna[8] del 1 ottobre, dichiarato unilateralmente dal governo catalano.[9] Il 10 ottobre i deputati di ERC votano, insiem a Junts pel Si e CUP, una dichiarazione di indipendenza della Catalogna[10] in seguito alla quale il governo dello stato spagnolo ha invocato l'articolo 155 della Costituzione, sciogliendo il parlamento e assumendo il governo diretto della Catalogna.[11] Junqueras è tra i leader dell'indipendentismo catalano arrestati per ribellione, sedizione e malversamento di fondi pubblici.[12]

Nelle successive elezioni catalane del Dicembre 2017, l'alleanza Uniti per il Si non viene riconfermata e ERC si presenta con l'alleanza Catalonia Si, ottenendo il 21,4% dei voti e 32 deputati[13].

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Parlamento della Catalogna[14]
Data Voti Seggi Status Note
# % ±pp # ±
1980 240,871 8,9 -
14 / 135
- Opposizione
1984 126,943 4,4 Red Arrow Down.svg4,5
5 / 135
Red Arrow Down.svg9 Governo Esce dal governo nel 1987
1988 111,647 4,1 Red Arrow Down.svg0,3
6 / 135
Green Arrow Up Darker.svg1 Opposizione
1992 210,366 8,0 Green Arrow Up Darker.svg3,9
11 / 135
Green Arrow Up Darker.svg5 Opposizione
1995 305,867 9,5 Green Arrow Up Darker.svg1,5
13 / 135
Green Arrow Up Darker.svg2 Opposizione
1999 271,173 8,7 Red Arrow Down.svg0,8
12 / 135
Red Arrow Down.svg1 Opposizione
2003 544,324 16,4 Green Arrow Up Darker.svg7,7
23 / 135
Green Arrow Up Darker.svg11 Governo
2006 416,355 14,0 Red Arrow Down.svg2,4
21 / 135
Red Arrow Down.svg2 Governo
2010 219,173 7,0 Red Arrow Down.svg7,0
10 / 135
Red Arrow Down.svg11 Opposizione
2012 498,124 13,7 Green Arrow Up Darker.svg6,7
19 / 135
Green Arrow Up Darker.svg1 Opposizione In alleanza con Catalonia Si
2015 - - -
20 / 135
Green Arrow Up Darker.svg1 Governo Nella lista Uniti per il Si
2017 935,861 21,4 -
32 / 135
Green Arrow Up Darker.svg12 In alleanza con Catalonia Si
Parlamento delle Isole Baleari[15]
Data Voti Seggi Status Note
# % ± # ±
1995 2,082 0,6 -
0 / 59
0 Opposizione
1999 1,106 0,3 Red Arrow Down.svg0,3
0 / 59
Arrow Blue Right 001.svg0 Opposizione
2003 1,667 0,4 Green Arrow Up Darker.svg0,1
0 / 59
Arrow Blue Right 001.svg0 Opposizione
2007 - - -
1 / 59
Green Arrow Up Darker.svg1 Governo Nell'alleanza PSOE-Ibiza per il Cambiamento
2011 5,325 1,3 -
0 / 59
Red Arrow Down.svg1 Opposizione Nella circoscrizione di Ibiza non si presente e sostiene la lista Patto Per Ibiza
2015 766 0,2 Red Arrow Down.svg1,1
0 / 59
Arrow Blue Right 001.svg0 Opposizione


Congresso dei deputati (Spagna)[16]
Data Voti Seggi Status
# % ±pp # ±
1977 143,954 0,8 -
1 / 356
- Opposizione
1979 123,452 0,7 Arrow Blue Right 001.svg0
1 / 356
Arrow Blue Right 001.svg0 Opposizione
1982 138,118 0,7 Arrow Blue Right 001.svg0
1 / 356
Arrow Blue Right 001.svg0 Opposizione
1986 84,628 0,4 Red Arrow Down.svg0,3
0 / 356
Red Arrow Down.svg1 Opposizione
1989 84,756 0,4 Arrow Blue Right 001.svg0,0
0 / 356
Arrow Blue Right 001.svg0 Opposizione
1993 189,632 0,8 Green Arrow Up Darker.svg0,4
1 / 356
Green Arrow Up Darker.svg1 Opposizione
1996 167,641 0,7 Red Arrow Down.svg0,1
1 / 356
Arrow Blue Right 001.svg0 Opposizione
2000 194,715 0,8 Green Arrow Up Darker.svg0,4
1 / 356
Arrow Blue Right 001.svg0 Opposizione
2004 652,196 2,5 Green Arrow Up Darker.svg1,7
8 / 356
Green Arrow Up Darker.svg7 Opposizione
2008 298,139 1,2 Red Arrow Down.svg1,3
3 / 356
Red Arrow Down.svg5 Opposizione
2011 256,985 1,1 Red Arrow Down.svg0,1
3 / 356
Arrow Blue Right 001.svg0 Opposizione
2015 604,285 2,4 Red Arrow Down.svg1,3
9 / 356
Green Arrow Up Darker.svg6 Opposizione
2016 639,652 2,7 Green Arrow Up Darker.svg0,3
9 / 356
Arrow Blue Right 001.svg0 Opposizione
Parlamento Europeo[17]
Data Voti Seggi Note
# % ± # ±
1987 326,911 1,7 -
0 / 54
- Nella lista Europa dei Popoli
1989 238,909 1,5 Red Arrow Down.svg0,2
0 / 54
Arrow Blue Right 001.svg0 Nella lista Europa dei Popoli
1994 239,339 1,3 Red Arrow Down.svg0,2
0 / 54
Arrow Blue Right 001.svg0 Nella lista Europa dei Popoli
1999 613,968 2,9 Green Arrow Up Darker.svg1,6
0 / 54
Arrow Blue Right 001.svg0 Nella lista Europa dei Popoli
2004 380,709 2,5 Red Arrow Down.svg0,4
1 / 54
Green Arrow Up Darker.svg1 Nella lista Europa dei Popoli
2009 394,938 2,5 0
1 / 60
Arrow Blue Right 001.svg0 Nella lista Europa dei Popoli
2014 630,072 4,0 Green Arrow Up Darker.svg1,5
1 / 60
Arrow Blue Right 001.svg0 Nella lista Sinistra per il Diritto a Decidere

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Parties and elections - Spain, su parties-and-elections.eu. URL consultato il 4 giugno 2012.
  2. ^ Catalan trial turns into pro-independence show of force
  3. ^ (EN) Catalan regional election, 2015, in Wikipedia, 05 aprile 2018. URL consultato il 20 aprile 2018.
  4. ^ (EN) Sara Prim, New Catalan Government set to work, su www.catalannews.com. URL consultato il 20 aprile 2018.
  5. ^ (EN) Sara Prim, The Parliament declares the start of the independence process, su www.catalannews.com. URL consultato il 20 aprile 2018.
  6. ^ (IT) Paolo Rizzi, Un referendum per l'indipendenza della Catalogna - La Città Futura. URL consultato il 20 aprile 2018.
  7. ^ Manifesto del Patto Nazionale per il Referendum [PDF] (PDF), su pactepelreferendum.cat.
  8. ^ (ES) Junqueras afirma que el referéndum del 1-O en Cataluña es una oportunidad para "transformar España" - RTVE.es, in RTVE.es, 10 settembre 2017. URL consultato il 20 aprile 2018.
  9. ^ (IT) Paolo Rizzi, Un referendum per l'indipendenza della Catalogna - La Città Futura. URL consultato il 20 aprile 2018.
  10. ^ (EN) Laura Pous, Pro-independence parties sign declaration of independence, su catalannews.com. URL consultato il 20 aprile 2018.
  11. ^ (EN) Sam Jones, Stephen Burgen, Emma Graham-Harrison, Spain dissolves Catalan parliament and calls fresh elections, su the Guardian, 28 ottobre 2017. URL consultato il 20 aprile 2018.
  12. ^ (IT) Catalogna, in cella 8 membri del Govern. 'Mandato di cattura Ue per Puigdemont'. Migliaia in piazza. Leader: 'State calmi' - Il Fatto Quotidiano, in Il Fatto Quotidiano, 02 novembre 2017. URL consultato il 20 aprile 2018.
  13. ^ (IT) Paolo Rizzi, La Catalogna da Puigdemont a Puigdemont - La Città Futura. URL consultato il 20 aprile 2018.
  14. ^ Eleccions al Parlament de Catalunya, su www.historiaelectoral.com. URL consultato il 17 aprile 2018.
  15. ^ Eleccions Autonòmiques Parlament de les Illes Balears, su www.historiaelectoral.com. URL consultato il 20 aprile 2018.
  16. ^ Consulta de resultados electorales. Ministerio del Interior, su www.infoelectoral.mir.es. URL consultato il 17 aprile 2018.
  17. ^ història electoral, su www.historiaelectoral.com. URL consultato il 20 aprile 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN151936375 · ISNI (EN0000 0001 0195 8796 · LCCN (ENn86123978 · GND (DE5175970-6 · BNF (FRcb12137369q (data)