Pedro Sánchez

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Pedro Sánchez
Pedro Sánchez in 2018d.jpg

Presidente del Governo della Spagna
In carica
Inizio mandato 2 giugno 2018
Monarca Filippo VI
Predecessore Mariano Rajoy

Segretario generale del Partito Socialista Operaio Spagnolo
In carica
Inizio mandato 18 giugno 2017
Predecessore Javier Fernández (ad interim)

Durata mandato 26 luglio 2014 –
1º ottobre 2016
Predecessore Alfredo Pérez Rubalcaba
Successore Javier Fernández (ad interim)

Deputato del Regno di Spagna
Durata mandato 15 settembre 2009 –
27 settembre 2011
Gruppo
parlamentare
Socialista
Circoscrizione Madrid
Collegio Madrid

Durata mandato 10 gennaio 2013 –
29 ottobre 2016
Gruppo
parlamentare
Socialista
Circoscrizione Madrid
Collegio Madrid

Dati generali
Partito politico Partito Socialista Operaio Spagnolo
Titolo di studio Laurea in economia e commercio
Università Università Complutense di Madrid
Professione Professore universitario, economista
Firma Firma di Pedro Sánchez

Pedro Sánchez Pérez-Castejón (Madrid, 29 febbraio 1972) è un politico ed economista spagnolo, Presidente del Governo della Spagna dal 2 giugno 2018[1].

È inoltre segretario del Partito Socialista Operaio Spagnolo dal 18 giugno 2017, dopo esserlo già stato dal 2014 al 2016.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Professore di Struttura Economica e Storia del Pensiero Economico presso la facoltà di Giurisprudenza e Commercio dell'Università Camilo José Cela di Madrid, è sposato e ha due figlie. Ha frequentato il liceo presso l'Istituto Ramiro Maeztu di Madrid. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Complutense di Madrid, ha un Master in politica economica dell'UE - conseguito all'Università Libera di Bruxelles - e un altro Master in Leadership pubblico da IESE.

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Pedro Sánchez fa parte del PSOE dal 1993. A 26 anni ha lavorato come consulente al Parlamento europeo con il socialista Dührkop e poi come capo di gabinetto dell'Alto rappresentante delle Nazioni Unite in Bosnia, Carlos Westendorp, durante la guerra del Kosovo. Nel 2003 si è candidato alle elezioni municipali nella lista PSOE di Madrid guidato da Trinidad Jiménez, non viene eletto ma un anno più tardi diviene consigliere, a seguito delle dimissioni di due compagni. rieletto nel 2007, dal 2004 al 2009 è stato assessore comunale a Madrid. Alle elezioni generali del 2008 si è candidato alla carica di deputato nazionale socialista per la circoscrizione di Madrid, ma non viene eletto. Dopo le dimissioni di Pedro Solbes, ha preso il suo posto nel Congresso dei Deputati, così ha lasciato il suo incarico di consigliere a Madrid. Alle elezioni generali del 2011 viene candidato in undicesima posizione nella lista del PSOE circoscrizione di Madrid, ma è fuori dal Congresso perché il suo partito ottenne solo dieci deputati in quella zona. Tuttavia, nel gennaio 2013 ritorna al Congresso dei Deputati dopo le dimissioni di Cristina Narbona.

L'elezione a segretario generale del PSOE[modifica | modifica wikitesto]

Pur non avendo mai fatto parte del Comitato Esecutivo o federale PSOE, durante i primi mesi del 2014, Pedro Sánchez era uno dei candidati per le primarie del novembre 2014, indette per eleggere il segretario generale, quindi inizia la sua campagna elettorale in tutta la Spagna.

Il processo elettorale però si accelera dopo lo scarso rendimento del PSOE alle elezioni europee del 2014. Difatti Pochi giorni dopo, il segretario generale del partito, Alfredo Pérez Rubalcaba, annuncia le sue dimissioni. Il 12 giugno, Pedro Sanchez ha annunciato la sua candidatura alle prime elezioni primarie della storia del partito. Alle elezioni tenute il 13 luglio, ha vinto con il 49% dei voti rispetto al 36% e il 15% di Medina e Perez Tapias[2]. È diventato ufficialmente il successore di Alfredo Pérez Rubalcaba una volta che il Congresso straordinario del PSOE il 26 e 27 luglio 2014 ha confermato i risultati[3].

Incarico di governo[modifica | modifica wikitesto]

Il 2 febbraio 2016 re Filippo VI incarica Sánchez di formare un nuovo governo[4]. Nel tentativo di formare una maggioranza, Sánchez si accorda con Ciudadanos[5].

Il 2 marzo 2016 il Congresso dei Deputati nega (con 130 sì, 219 no e 1 astenuto) la fiducia al governo Sánchez[6]. Due giorni dopo il Congresso conferma (con 131 sì e 219 no) il voto contrario al governo.[7]

Le dimissioni[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º ottobre 2016 rassegna le proprie dimissioni da segretario del partito dopo i risultati deludenti alle elezioni regionali, spinto dalla sedizione interna dell'apparato del PSOE, favorevole all'astensione in Parlamento che ha permesso l'investitura di Rajoy come Premier di un Governo di minoranza, che chiude la lunga crisi istituzionale. Il 29 ottobre si dimette anche da deputato[8].

Il ritorno alla guida del PSOE[modifica | modifica wikitesto]

Alle primarie del 21 maggio 2017, Sanchez, pur avendo contro tutti i notabili del partito favorevoli a un maggiore dialogo col governo di centro-destra, vince col 49% di preferenze contro la favorita presidente del PSOE-A Susana Díaz, al 40%. Si tratta di una rivolta della base contro l'establishment. Sanchez viene confermato formalmente segretario nel Congresso del PSOE del 17 e 18 giugno.

Presidente del Governo[modifica | modifica wikitesto]

Presenta nel maggio 2018 una mozione di sfiducia nei confronti del capo del governo Mariano Rajoy, dopo la sentenza del cosiddetto caso Gürtel, uno scandalo di corruzione e fondi neri che ha coinvolto alcuni esponenti di primo piano del Partito popolare. Al suo partito si sono aggiunti Podemos e Izquierda Unida, i separatisti catalani PDeCAT e ERC, e altri partiti regionali minori.[9] Il 1º giugno la mozione di sfiducia viene approvata dal Congresso dei Deputati con 180 voti a favore, 169 contrari e un astenuto, e automaticamente Sanchez viene designato nuovo capo del governo.[10] Il 2 giugno giura come capo del Governo innanzi a Re Felipe VI, ed è il primo a farlo senza alcun simbolo religioso (essendo egli dichiaratamente ateo).[11][12] Il 7 giugno giurano i ministri del Governo Sánchez.

Incarichi ricoperti[modifica | modifica wikitesto]

  • Consigliere generale designato dall'Assemblea generale di Caja Madrid (2004-2009).
  • Consigliere comunale di Madrid (2004-2009).
  • Consigliere dell'azienda municipale di promozione di Madrid (2007-2008).
  • Consigliere dell'azienda municipale dell'abitazione e del suolo di Madrid (2008-2009).
  • Deputato per la circoscrizione di Madrid nel Congresso dei deputati (2009-2011).
  • Deputato per la circoscrizione di Madrid nel Congresso dei deputati (2013-2016).
  • Segretario generale del PSOE (2014-2016; dal 2017).
  • Presidente del gruppo parlamentare del PSOE nel Congresso dei deputati (2014-2016).
  • Presidente del Governo della Spagna (dal 2018)

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze spagnole[modifica | modifica wikitesto]

Gran Cancelliere dell'Ordine di Carlo III - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cancelliere dell'Ordine di Carlo III
— Dal 2 giugno 2018

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia di Salvador Allende (Cile) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di Salvador Allende (Cile)
— Santiago del Cile, 28 agosto 2018[13]
Gran Collare dell'Ordine Nazionale del Condor delle Ande (Bolivia) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Collare dell'Ordine Nazionale del Condor delle Ande (Bolivia)
— Santa Cruz de la Sierra, 29 agosto 2018[14]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Relación cronológica de los presidentes del Consejo de Ministros y del Gobierno, su lamoncloa.gob.es. URL consultato il 5 giugno 2018.
  2. ^ Spagna, Pedro Sanchez vince le primarie e viene eletto segretario socialista
  3. ^ Spagna, il Psoe in crisi si affida a Pedro Sanchez "il bello" - Repubblica.it
  4. ^ Corriere
  5. ^ Giuseppe Guarino, È accordo “Mayonesa” tra Psoe e Ciudadanos, Avanti! online, 23 febbraio 2016. URL consultato il 5 marzo 2016.
  6. ^ Giuseppe Guarino, In Spagna tutto rimandato. Sanchez senza maggioranza, Avanti! online, 3 marzo 2016. URL consultato il 5 marzo 2016.
  7. ^ Spagna, Congresso boccia definitivamente Sanchez: politica nel caos, in Repubblica.it, 4 marzo 2016. URL consultato il 16 ottobre 2016.
  8. ^ Repubblica
  9. ^ Sole 24ore
  10. ^ Ansa
  11. ^ Omero Ciai, Spagna, Sánchez giura da premier. E per la prima volta non c'è la Bibbia, su la Repubblica, 2 giugno 2018. URL consultato il 2 giugno 2018.
  12. ^ Gianluca Viviacqua, Catalogna. Sánchez giura a Madrid, Torra a Barcellona, su NotizieGeopolitiche.net, 3 giugno 2018. URL consultato il 13 luglio 2018.
  13. ^ El Presidente del Gobierno recibe emocionado la Medalla de Salvador Allende
  14. ^ Noticias de Navarra

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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