Lista dell'Unità - I Rosso-Verdi

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Lista dell'Unità - I Rosso-Verdi
(DA) Enhedslisten – De Rød-Grønne
Enhedslisten Logo.svg
LeaderLeadership collettiva, ma il partito ha come ufficiale portavoce Johanne Schmidt-Nielsen
StatoDanimarca Danimarca
SedeStudiestræde 24, 1
1455 København K
Fondazione1989
IdeologiaSocialismo democratico[1]
Eco-socialismo[1]
Anti-capitalismo[1][2]
Euroscetticismo[3][4]
CollocazioneSinistra[5][6][7][8]
Coalizionenel 2011 con i Socialdemocratici, Sinistra Radicale e Partito Popolare Socialista nella cosiddetta Alleanza Rossa.
Partito europeoPartito della Sinistra Europea
Gruppo parl. europeonessuno
Affiliazione internazionalenessuna
Seggi Folketing
13 / 179
 (2019)
Seggi Europarlamento
1 / 13
 (2019)
Seggi Regioni
15 / 205
Seggi Consiglieri comunali
119 / 2444
Iscritti9 385 (2013)
Sito web

La Lista dell'Unità - I Rosso-Verdi (in danese: Enhedslisten - De Rød-Grønne, EL) è un partito politico danese attivo dal 1989.

Esso si è formato dalla confluenza di tre partiti:

A questi si aggiunse, nel 1994, il Partito Comunista dei Lavoratori.

Alle politiche del 2007, EL ottenne il 2,2% dei voti e 4 seggi, ponendosi all'opposizione del governo di centro-destra (V-KF).

Alle politiche del 2011, EL salì al 6,7% dei voti, ottenendo 12 seggi, all'interno della cosiddetta Alleanza Rossa, per la formazione di un governo di centro-sinistra (SD-RV-SF)

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'Alleanza Rosso-Verde fu formata, nel 1989, come alleanza elettorale fra tre partiti di estrema sinistra: i Socialisti di Sinistra (VS), il Partito Comunista di Danimarca (DKP) e il Partito Socialista dei Lavoratori (SAP). Il piano originario era quello, in realtà, di unire queste forze politiche insieme ai Verdi (De Grønne) e al partito postcomunista Corso Comune per creare un ampio movimento progressista, ma ciò non si è mai concretizzato[9]. Un quarto partito, il partito comunista dei Lavoratori (KAP), entrò nell'Alleanza nel 1994.

Prima delle elezioni parlamentari del 2007, il partito mise in lista Asmaa Abdol-Hamid, una candidata che si autodefinì come musulmana e socialista[10]. La sua candidatura fu approvata da alcuni imam e osteggiata da altri (ad esempio Hizb ut-Tahrir). Ella indossava spesso il velo islamico e non stringeva la mano ad altri uomini[11]: questi fatti, insieme ad alcune sue dichiarazioni riguardanti la politica e la religione la fecero diventare bersaglio di molte critiche da parte di esponenti di tutto l'asse politico. Importanti figure di sinistra hanno anche citato la sua candidatura come una ragione per ritirare il loro sostegno dal partito[12]. Una rete anti-religiosa è stata creata all'interno del partito con l'obiettivo dichiarato di trasformare l'Alleanza Rosso-Verde in una formazione politica atea con alla base un materialismo marxista[13].

Durante la campagna elettorale ci sono state speculazioni sul fatto che la sua candidatura possa attirare o far diminuire gli elettori[14][15].

I risultati delle elezioni parlamentari del 2007 sono del 2,2% per il partito, in calo del 1,2% rispetto al 2005; Abdol-Hamid non viene eletta. Il partito ha diritto a 4 deputati.

Alle elezioni parlamentari del 2011 l'Alleanza Rosso-Verde ottenne il 6,7% dei voti, passando da 4 a 12 deputati.

Alle elezioni parlamentari del 2015 l'Alleanza Rosso-Verde ottenne il 7,8% dei voti, passando da 12 a 14 deputati.

Nel Giugno 2018 aderisce al movimento europeo Ora il Popolo.[16]

Numero di iscritti[modifica | modifica wikitesto]

Anno Numero iscritti % cambiamento anno precedente
1992 1 082 N.D.
1993 999 -7,7%
1994 1 093 +9,4%
1995 1 189 +8,8%
1996 1 282 +7,8%
1997 1 479 +15,4%
1998 2 023 +36,8%
1999 1 968 -2,7%
2000 1 945 -1,1%
2001 1 992 +2,4%
2002 2 366 +18,8%
2003 2 321 -1,9%
2004 2 524 +8,7%
2005 3 739 +48,1%
2006 4 127 +10,4%
2007 4 099 -0,7%
2008 4 336 +5,8%
2009 4 373 +0,9%
2010 5 111 +16,9%
2011 7 885 +54,3%
2012 9 385 +21,7%
2013 9 483 +1,0%

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Elezione Voti % Seggi
Parlamentari 1990 54 038 1,7 (10.º)
0 / 179
Parlamentari 1994 104 701 3,1 (7.º)
6 / 179
Parlamentari 1998 91 933 2,7 (8.º)
5 / 179
Parlamentari 2001 82 685 2,4 (7.º)
4 / 179
Parlamentari 2005 114 123 3,4 (7.º)
6 / 179
Parlamentari 2007 74 982 2,2 (8.º)
4 / 179
Parlamentari 2011 236 860 6,7 (6.º)
12 / 179
Parlamentari 2015 274 463 7,8 (4.º)
14 / 179
Europee 2019 151 903 5,51 (7.°)
1 / 13

Loghi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Wolfram Nordsieck, Parties and Elections in Europe, su parties-and-elections.eu. URL consultato il 12 giugno 2017.
  2. ^ Åsa Bengtsson, Kasper Hansen, Ólafur Þ Harõarson, Hanne Marthe Narud e Henrik Oscarsson, The Nordic Voter: Myths of Exceptionalism, ECPR Press, 15 novembre 2013, p. 204, ISBN 978-1-907301-50-6.
  3. ^ https://www.opendemocracy.net/can-europe-make-it/anita-nissen/uk-and-denmark-growing-public-euroscepticism
  4. ^ (DA) EU-politik, in enhedslisten.dk. URL consultato il 7 marzo 2015.
  5. ^ March, Luke (2008). Contemporary Far Left Parties in Europe Berlin: Friedrich-Ebert-Stiftung. p. 3. ISBN 978-3-86872-000-6.
  6. ^ Edwards, Geoffrey; Georg Wiessala (2000). The European Union: annual review 1998/1999. Wiley-Blackwell. p. 184. ISBN 978-0-631-21598-1.
  7. ^ Banks, Arthur S.; Thomas C. Muller (1995). Political Handbook of the World 1994-95. CSA Publications. p. 234. ISBN 978-0-933199-10-1.
  8. ^ London School of Economics and Political Science (1999). Government and opposition, Volume 34. Weidenfeld and Nicolson. p. 73.
  9. ^ Enhedslistens historie | Enhedslisten
  10. ^ Feminist, socialist, devout Muslim: woman who has thrown Denmark into turmoil | World news | The Guardian
  11. ^ Imamer anbefaler Asmaa | Kristeligt Dagblad
  12. ^ Kære Asmaa | information.dk
  13. ^ http://www.aalborg.dk/dansk/visiting/rundtiaalborg.aspx?ctrl=424&data=1%2C2504614%2C531[collegamento interrotto]
  14. ^ Asmaa kan sprænge Enh's partiliste i København - Politiken.dk Archiviato il 4 dicembre 2007 in Internet Archive.
  15. ^ Ekspert: Asmaa har skræmt marxisterne - Politiken.dk Archiviato il 3 dicembre 2007 in Internet Archive.
  16. ^ (FR) Le mouvement européen «Maintenant le peuple» s'élargit ! - La France Insoumise, in La France Insoumise, 27 giugno 2018. URL consultato il 16 settembre 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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