Mariano Rajoy

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Mariano Rajoy Brey
Mariano Rajoy 2016 (portrait).jpg

Primo ministro della Spagna
In carica
Inizio mandato 21 dicembre 2011
Monarca Juan Carlos I
Filippo VI
Predecessore José Luis Rodríguez Zapatero

Presidente del Partito Popolare
In carica
Inizio mandato 16 ottobre 2004
Predecessore José María Aznar

Dati generali
Partito politico Popolare

Mariano Rajoy Brey (Santiago di Compostela, 27 marzo 1955) è un politico spagnolo, più volte ministro, presidente del Partito Popolare dal 2004 e presidente del Governo dal 2011.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la laurea in Diritto, conseguita presso l'Università di Santiago di Compostela, si dedicò all'attività politica nella sua regione natale, la Galizia, militando nelle file di Alleanza Popolare (il futuro Partito Popolare). Nel 1981, in occasione delle prime elezioni regionali, fu eletto deputato all'Assemblea regionale gallega. Ricoprì vari incarichi in Galizia.

Nelle elezioni generali del 1986, fu eletto al Congresso dei Deputati nazionale nel collegio di Pontevedra, ma rinunciò all'incarico dopo pochi mesi per assumere quello di vicepresidente della Giunta di Galizia.

Ministro di Aznar[modifica | modifica wikitesto]

Nell'aprile 1990, in seguito all'elezione di José María Aznar a candidato del PP alle elezioni generali, Rajoy divenne vicesegretario generale del partito. Fu nuovamente e più volte eletto alle Cortes Generales, sempre a Pontevedra. Dopo la vittoria dei Popolari alle elezioni generali del 1996 e l'insediamento di Aznar come Primo ministro, Rajoy assunse il dicastero dell'Amministrazione pubblica. Nel 1999 lasciò il ministero ad Ángel Acebes per sostituire Esperanza Aguirre a quello della Pubblica Istruzione e della Cultura.

Presidente del PP[modifica | modifica wikitesto]

Rajoy (a destra) al congresso del PP nel 2004 con Angel Acebes

Nel 2000 diresse la campagna elettorale per le elezioni generali del 2000, che il PP vinse, ottenendo la maggioranza assoluta dei seggi; in seguito fu nominato dal riconfermato Aznar primo vicepresidente e ministro della Presidenza: incarico che tenne, salvo una breve parentesi come ministro degli Affari Interni (2001-2002) - fino al 2003. Nell'agosto 2003 fu infatti "proposto" dal presidente del partito Aznar come nuovo segretario generale del Partito Popolare, prendendone il posto nel congresso del 2004 del PP, e ottenendo poco dopo l'incarico e l'investitura a candidato per le successive elezioni generali del 2004.

Nel marzo del 2004, alla tornata elettorale segnata dagli Attentati dell'11 marzo 2004 a Madrid, fu però sconfitto dal segretario del Partito Socialista Operaio Spagnolo, José Luis Rodríguez Zapatero, che lo superò anche alle successive elezioni generali del 2008. Nonostante la sconfitta, è stato rieletto presidente del PP.

Posizioni politiche[modifica | modifica wikitesto]

Rajoy non ha mai dichiarato in maniera netta di essere favorevole al matrimonio omosessuale, introdotto dal governo Zapatero I il 30 giugno del 2005, dichiarando nel 2010 che, in caso di vittoria, non si sarebbe impegnato a mantenere la legge ed evitando successivamente di precisare la sua posizione, durante una campagna elettorale che si è giocata quasi esclusivamente sui temi di economia[1][2]. Ha poi dichiarato che non bloccherà il progetto di legge dei socialisti sul divorzio veloce, e nemmeno la sperimentazione sulle cellule staminali embrionali[3].

Presidente del governo dal 2011[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Governo Rajoy I.

Si ricandida come presidente in vista delle elezioni anticipate del 20 novembre 2011, in cui i sondaggi lo davano nettamente favorito rispetto all'avversario socialista Alfredo Pérez Rubalcaba. Le elezioni vedono la vittoria del Partito Popolare che elegge 186 deputati e 136 senatori, garantendosi la maggioranza sia al Congresso dei Deputati che al Senato. Il giorno successivo re Juan Carlos I incarica Rajoy di formare un nuovo governo.[4]

Il 20 dicembre il suo governo ottiene la fiducia al Congresso dei Deputati con 187 sì, 149 no e 14 astenuti; il giorno successivo ha ufficialmente giurato nelle mani del re.

In un'intervista rilasciata ad Antena 3, annuncia le elezioni generali per il 20 dicembre 2015.

Ricandidatura e crisi istituzionale[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni del 20 dicembre 2015 Rajoy si ricandida a Presidente del Governo. Le elezioni vedono un netto calo del Partito Popolare che, pur arrivando primo, elegge solo 123 deputati e 124 senatori e perdendo la maggioranza in entrambe le camere del parlamento.

Nei mesi successivi Rajoy si è opposto alla nomina a Presidente di Pedro Sanchez (PSOE), a cui il Congresso ha negato la fiducia, e ha visto favorevolmente il ritorno ad elezioni anticipate.

Nuova ricandidatura[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni del 26 giugno 2016 Rajoy si ricandida nuovamente. Le elezioni vedono un lieve miglioramento del Partito Popolare, che elegge 137 deputati e 130 senatori, arrivando primo, ma non garantendosi la maggioranza. Dopo diverse consultazioni, il 28 luglio 2016 re Filippo VI incarica Rajoy di formare un nuovo governo.

Il 31 agosto 2016 il Congresso dei Deputati nega (con 170 sì e 180 no) la fiducia al governo di Rajoy. Due giorni dopo il Congresso conferma (sempre con 170 sì e 180 no) voto contrario.

Il secondo governo Rajoy[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Governo Rajoy II.

Ha continuato intanto a guidare il governo ad interim negli ultimi dieci mesi poiché né le elezioni del dicembre 2015 né quelle del giugno 2016 hanno creato una maggioranza assoluta, Dopo le elezioni regionali di settembre, dove il Partito Popolare ha una crescita, il 23 ottobre il Congresso del PSOE approva (con 139 sì e 96 no) l'astensione su un nuovo governo del centro-destra, per evitare di andare la terza volta alle urne in pochi mesi[5]. Lo stesso giorno il re Filippo VI incarica Rajoy di formare un nuovo governo.

Il 29 ottobre Rajoy ottiene la fiducia del parlamento con 170 deputati favorevoli, 111 contrari e 68 astenuti. Il nuovo governo ha giurato il 4 novembre[6].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze spagnole[modifica | modifica wikitesto]

Gran Cancelliere dell'Ordine di Carlo III - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cancelliere dell'Ordine di Carlo III
— Dal 21 dicembre 2011
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Carlo III - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Carlo III
— 12 settembre 2003[7]

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Fascia Speciale dell'Ordine dell'Aquila azteca (Messico) - nastrino per uniforme ordinaria Fascia Speciale dell'Ordine dell'Aquila azteca (Messico)
— 18 aprile 2012[8]
Fascia dell'Ordine della Repubblica di Serbia (Serbia) - nastrino per uniforme ordinaria Fascia dell'Ordine della Repubblica di Serbia (Serbia)
«Per i meriti nello sviluppo e nel rafforzamento della cooperazione pacifica e delle relazioni amichevoli tra la Serbia e la Spagna.»
— 2013
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito (Cile) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito (Cile)
— [9][10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Spagna, la Destra spaventa i gayLoro: “Si sposi chi può” | Alessandro Oppes | Il Fatto Quotidiano
  2. ^ Unioni gay, aborto, divorzio: quale Spagna dopo Zapatero? - Tg24 - Sky.it
  3. ^ Rajoy copia Zapatero «I diritti dei gay? Se vinco li confermo»
  4. ^ Elezioni spagnole: vince Mariano Rajoy
  5. ^ Il Post
  6. ^ Repubblica
  7. ^ Bollettino Ufficiale di Stato
  8. ^ (ES) Apoya Rajoy guerra anticrimen; pide a empresarios mexicanos invertir en España, Proceso, 18 aprile 2012.
    «[...] a quien Calderón entregó la Banda Especial de la Orden del Águila Azteca, en grado de Banda en Categoría Especial.».
  9. ^ Casa Real
  10. ^ El Faro de Vigo

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente del Governo spagnolo Successore Flag of Spain.svg
José Luis Rodríguez Zapatero dal 21 dicembre 2011 in carica
Controllo di autorità VIAF: (EN7079434 · LCCN: (ENno2003052380 · ISNI: (EN0000 0001 0534 9699 · GND: (DE137037457 · BNF: (FRcb16223389w (data)