Mariano Rajoy

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Mariano Rajoy
Mariano Rajoy 2017c (cropped).jpg

Primo ministro della Spagna
In carica
Inizio mandato 21 dicembre 2011
Monarca Juan Carlos I
Filippo VI
Predecessore José Luis Rodríguez Zapatero

Presidente del Partito Popolare
In carica
Inizio mandato 16 ottobre 2004
Predecessore José María Aznar

Segretario Generale del Partito Popolare
Durata mandato 4 settembre 2003 –
2 ottobre 2004
Presidente José María Aznar
Predecessore Javier Arenas
Successore Ángel Acebes

Vice-Primo ministro della Spagna
Durata mandato 27 aprile 2000 –
4 settembre 2003
Capo del governo José María Aznar
Predecessore Francisco Álvarez Cascos
Successore Rodrigo Rato

Portavoce del Governo spagnolo
Durata mandato 10 luglio 2002 –
4 settembre 2003
Capo del governo José María Aznar
Predecessore Pío Cabanillas Gallas
Successore Eduardo Zaplana

Ministro della Presidenza e dell'amministrazione territoriale
Durata mandato 10 luglio 2002 –
4 settembre 2003
Capo del governo José María Aznar
Predecessore Juan José Lucas
Successore Javier Arenas

Durata mandato 27 aprile 2000 –
27 febbraio 2001
Capo del governo José María Aznar
Predecessore Francisco Álvarez Cascos
Successore Juan José Lucas

Ministro degli Interni
Durata mandato 27 febbraio 2001 –
10 luglio 2002
Capo del governo José María Aznar
Predecessore Jaime Mayor Oreja
Successore Ángel Acebes

Ministero della Pubblica Istruzione e della Cultura
Durata mandato 19 gennaio 1999 –
27 aprile 2000
Capo del governo José María Aznar
Predecessore Esperanza Aguirre
Successore Pilar del Castillo

Ministro della Pubblica Amministrazione
Durata mandato 6 maggio 1996 –
19 gennaio 1999
Capo del governo José María Aznar
Predecessore Joan Lerma
Successore Ángel Acebes

Vice-Presidente della Galizia
Durata mandato 4 novembre 1986 –
26 settembre 1987
Presidente Xerardo Fernández Albor
Predecessore Xosé Luis Barreiro
Successore Xosé Luis Barreiro

Deputato del Regno di Spagna
In carica
Inizio mandato 20 novembre 1989
Gruppo
parlamentare
Popolare
Circoscrizione Madrid
Collegio Madrid

Durata mandato 7 luglio 1986 –
4 dicembre 1986
Gruppo
parlamentare
Popolare
Circoscrizione Galizia
Collegio Pontevedra

Dati generali
Partito politico Popolare
Tendenza politica Cristianesimo democratico
Popolarismo
Conservatorismo liberale
Europeismo
Titolo di studio Laurea in Diritto
Università Università di Santiago di Compostela
Professione Politico, funzionario di partito

Mariano Rajoy Brey (Santiago di Compostela, 27 marzo 1955) è un politico spagnolo, più volte ministro, presidente del Partito Popolare dal 2004 e presidente del Governo dal 2011.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la laurea in Diritto, conseguita presso l'Università di Santiago di Compostela, si dedicò all'attività politica nella sua regione natale, la Galizia, militando nelle file di Alleanza Popolare (il futuro Partito Popolare). Nel 1981, in occasione delle prime elezioni regionali, fu eletto deputato all'Assemblea regionale gallega. Ricoprì vari incarichi in Galizia.

Nelle elezioni generali del 1986, fu eletto al Congresso dei Deputati nazionale nel collegio di Pontevedra, ma rinunciò all'incarico dopo pochi mesi per assumere quello di vicepresidente della Giunta di Galizia.

Ministro di Aznar[modifica | modifica wikitesto]

Nell'aprile 1990, in seguito all'elezione di José María Aznar a candidato del PP alle elezioni generali, Rajoy divenne vicesegretario generale del partito.

Fu nuovamente e più volte eletto alle Cortes Generales, sempre a Pontevedra. Dopo la vittoria dei Popolari alle elezioni generali del 1996 e l'insediamento di Aznar come Primo ministro, Rajoy assunse il dicastero dell'Amministrazione pubblica. Il suo mandato in questa posizione fu caratterizzato dall'adozione, nel 1997, della legge sull'organizzazione e il funzionamento dell'amministrazione generale dello Stato (in spagnolo: Ley de Organización y Funcionamiento de la Administración General del Estado, LOFAGE), che regola da allora l'organizzazione e le funzioni del governo centrale.

Nel 1999 lasciò il ministero ad Ángel Acebes per sostituire Esperanza Aguirre a quello della Pubblica Istruzione e della Cultura. Subito dopo la sua nomina, Rajoy fu rieletto vice-segretario generale del PP durante la tredicesima conferenza nazionale.

Presidente del PP[modifica | modifica wikitesto]

Rajoy (a destra) al congresso del PP nel 2004 con Angel Acebes

Nel 2000 diresse la campagna elettorale per le elezioni generali del 2000, che il PP vinse, ottenendo la maggioranza assoluta dei seggi; in seguito fu nominato dal riconfermato Aznar primo vice-primo ministro e ministro della Presidenza, incarico che tenne, salvo una breve parentesi come ministro degli Affari Interni (2001-2002) sostituendo Jaime Mayor Oreja divenuto candidato governatore dei Paesi Baschi, fino al 2003, conservando invece ininterrottamente dal 2000 al 2003 il ruolo di vice-primo ministro. Come ministro degli interni ha promosso una legge organica sul diritto di associazione, ha approvato il decreto di attuazione della legge organica sui diritti e doveri degli stranieri, ed ha presentato il disegno di legge sulla prevenzione dell'alcolismo.

Dopo il rimpasto di governo del 9 luglio 2002, tornato ad essere Ministro della Presidenza, venne nominato anche portavoce ufficiale del secondo governo Aznar. In questa veste collaborò alla risoluzione della crisi generata dal naufragio della petroliera Prestige e all'intervento della Spagna a fianco degli Stati Uniti in Iraq.

Nell'agosto 2003 fu infatti "proposto" dal presidente del partito Aznar come nuovo segretario generale del Partito Popolare, prendendone il posto nel congresso del 2004 del PP, e ottenendo poco dopo l'incarico e l'investitura a candidato per le successive elezioni generali del 2004.

Nel marzo del 2004, alla tornata elettorale segnata dagli Attentati dell'11 marzo 2004 a Madrid, fu però sconfitto dal segretario del Partito Socialista Operaio Spagnolo, José Luis Rodríguez Zapatero, che lo superò anche alle successive elezioni generali del 2008. Nonostante la sconfitta, Rajoy fu rieletto presidente del PP.

Il 1º dicembre 2005 Rajoy sopravvisse ad un incidente in elicottero, insieme al Presidente della Comunità autonoma di Madrid Esperanza Aguirre.

Presidente del governo dal 2011[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Governo Rajoy I.

Si ricandidò come presidente in vista delle elezioni anticipate del 20 novembre 2011, in cui i sondaggi lo davano nettamente favorito rispetto all'avversario socialista Alfredo Pérez Rubalcaba. Le elezioni videro la vittoria del Partito Popolare che elesse 186 deputati e 136 senatori, garantendosi la maggioranza sia al Congresso dei Deputati che al Senato. Il giorno successivo re Juan Carlos I incaricò Rajoy di formare un nuovo governo.[1]

Il 20 dicembre il suo governo ottenne la fiducia al Congresso dei Deputati con 187 sì, 149 no e 14 astenuti; il giorno successivo giurò ufficialmente nelle mani del re.

Perseguendo una linea d'austerità economica, il 30 dicembre 2011, il governo presieduto da Rajoy approvò un piano di tagli alla spesa pubblica per un importo di 8,9 miliardi di euro di risparmi e 6,2 miliardi di nuove entrate. Gli stipendi dei dipendenti pubblici furono congelati, la settimana lavorativa nella pubblica amministrazione ridotta a 37,5 ore e le assunzione di nuovi dipendenti pubblici vennero interrotte, fatta eccezione per i settori della sicurezza, della salute e dell'istruzione. Altri tagli riguardarono programmi per i giovani ed il salario minimo che venne congelato (cosa che non accadeva dal 1966). L'imposta sul reddito e quella sugli immobili subirono degli aumenti nel 2012 e nel 2013, tuttavia, la detrazione fiscale per l'acquisto di abitazioni venne ripristinata.

Il 4 gennaio 2013 vennero mosse accuse contro Mariano Rajoy e altri 62 deputati (tra cui quattro ministri) dinanzi alla Corte Suprema, accusandoli di distrazione di fondi pubblici e appropriazione indebita. Rajoy fu accusato di ricevere un'indennità di soggiorno, nonostante il fatto che vivesse a Palazzo Moncloa a Madrid. L'azione legale davanti alla Corte Suprema era una conseguenza dei dati che era apparso nei media che forniscono informazioni su diversi deputati che hanno avuto le case a Madrid, ma allo stesso tempo sono stati ricevere fondi supplementari per l'alloggio. Secondo l'associazione DRY, questi rappresentanti, che potrebbero essere proposti senza alcun costo per le casse pubbliche, sono stati pagati un'indennità mensile del valore di 1,823.36 euro. Inoltre, se fossero stati eletti dal collegio elettorale di Madrid e aveva una casa in questa città, sono stati autorizzati 870 euro al mese per coprire vitto e alloggio le spese derivanti dall'esercizio delle loro funzioni che, per quanto riguarda Rajoy, erano già coperti - dal bilancio dello stato - nel Palazzo Moncloa. DRY quindi li accusati di distrazione di fondi pubblici e appropriazione indebita. Inoltre, DRY chiesto che tornano tutti i soldi che non appartiene a loro, tenendo conto in particolare che "i tagli stanno rendendo la vita la maggior parte degli spagnoli 'una miseria".[2][3]

Il 24 aprile 2013, avendo trovato alcuna irregolarità nella regolazione esistente e scartando l'esistenza di costituenti elementi di reato, la Corte Suprema ha respinto l'azione legale.

In un'intervista rilasciata ad Antena 3, annuncia le elezioni generali per il 20 dicembre 2015.

Ricandidatura e crisi istituzionale[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni del 20 dicembre 2015 Rajoy si ricandida a Presidente del Governo. Le elezioni vedono un netto calo del Partito Popolare che, pur arrivando primo, elegge solo 123 deputati e 124 senatori e perdendo la maggioranza in entrambe le camere del parlamento.

Nei mesi successivi Rajoy si è opposto alla nomina a Presidente di Pedro Sanchez (PSOE), a cui il Congresso ha negato la fiducia, e ha visto favorevolmente il ritorno ad elezioni anticipate.

Nuova ricandidatura[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni del 26 giugno 2016 Rajoy si ricandida nuovamente. Le elezioni vedono un lieve miglioramento del Partito Popolare, che elegge 137 deputati e 130 senatori, arrivando primo, ma non garantendosi la maggioranza. Dopo diverse consultazioni, il 28 luglio 2016 re Filippo VI incarica Rajoy di formare un nuovo governo.

Il 31 agosto 2016 il Congresso dei Deputati nega (con 170 sì e 180 no) la fiducia al governo di Rajoy. Due giorni dopo il Congresso conferma (sempre con 170 sì e 180 no) voto contrario.

Il secondo governo Rajoy[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Governo Rajoy II.

Ha continuato intanto a guidare il governo ad interim negli ultimi dieci mesi poiché né le elezioni del dicembre 2015 né quelle del giugno 2016 hanno creato una maggioranza assoluta. Dopo le elezioni regionali di settembre, dove il Partito Popolare ha una crescita, il 23 ottobre il Congresso del PSOE approva (con 139 sì e 96 no) l'astensione su un nuovo governo del centro-destra, per evitare di andare la terza volta alle urne in pochi mesi[4]. Lo stesso giorno il re Filippo VI incarica Rajoy di formare un nuovo governo.

Il 29 ottobre Rajoy ottiene la fiducia del parlamento con 170 deputati favorevoli, 111 contrari e 68 astenuti. Il nuovo governo ha giurato il 4 novembre[5].

Posizioni politiche[modifica | modifica wikitesto]

Rajoy non ha mai dichiarato in maniera netta di essere favorevole al matrimonio omosessuale, introdotto dal governo Zapatero I il 30 giugno del 2005, dichiarando nel 2010 che, in caso di vittoria, non si sarebbe impegnato a mantenere la legge ed evitando successivamente di precisare la sua posizione, durante una campagna elettorale che si è giocata quasi esclusivamente sui temi di economia[6][7]. Ha poi dichiarato che non bloccherà il progetto di legge dei socialisti sul divorzio veloce, e nemmeno la sperimentazione sulle cellule staminali embrionali[8].

Rajoy è un forte difensore della corrida. Ha affermato che "la tradizione è una forma d'arte profondamente radicata nella storia spagnola". Ha abrogato il divieto di trasmissione delle corride in diretta sulla televisione statale, cosicché esse sono nuovamente in onda nella fascia oraria tradizionale delle 18:00 su TVE.[9]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Rajoy ha sposato Elvira "Viri" Fernandez Balboa nel 1996, nell'isola di La Toja. La coppia ha due figli.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze spagnole[modifica | modifica wikitesto]

Gran Cancelliere dell'Ordine di Carlo III - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cancelliere dell'Ordine di Carlo III
— Dal 21 dicembre 2011
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Carlo III - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Carlo III
— 12 settembre 2003[10]

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Fascia Speciale dell'Ordine dell'Aquila azteca (Messico) - nastrino per uniforme ordinaria Fascia Speciale dell'Ordine dell'Aquila azteca (Messico)
— 18 aprile 2012[11]
Fascia dell'Ordine della Repubblica di Serbia (Serbia) - nastrino per uniforme ordinaria Fascia dell'Ordine della Repubblica di Serbia (Serbia)
«Per i meriti nello sviluppo e nel rafforzamento della cooperazione pacifica e delle relazioni amichevoli tra la Serbia e la Spagna.»
— 2013
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito (Cile) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito (Cile)
— [12][13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente del Governo spagnolo Successore Flag of Spain.svg
José Luis Rodríguez Zapatero dal 21 dicembre 2011 in carica
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