Carles Puigdemont

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Carles Puigdemont
Retrat oficial del President Carles Puigdemont.jpg

Presidente della
Generalitat de Catalunya
Durata mandato 12 gennaio 2016 –
28 ottobre 2017
Vice presidente Oriol Junqueras
Predecessore Artur Mas
Successore Soraya Sáenz de Santamaría
(come commissario straordinario)
Coalizione Junts pel Sí

Alcalde di Girona
Durata mandato 1º luglio 2011 –
11 gennaio 2016
Predecessore Anna Pagans
Successore Albert Ballesta
Coalizione Convergenza e Unione

Dati generali
Partito politico Partito Democratico Europeo Catalano (dal 2016)
Convergenza Democratica di Catalogna (1983-2016)
Tendenza politica Indipendentismo
Professione Giornalista
Firma Firma di Carles Puigdemont

Carles Puigdemont i Casamajó (IPA: [ˈkarɫəs pudʒðəˈmon i kazəməˈʒo], pronuncia[?·info]; Amer, 29 dicembre 1962) è un politico e giornalista spagnolo, presidente della Generalitat de Catalunya dal 12 gennaio 2016 al 28 ottobre 2017, giorno del commissariamento della Generalitat.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Puigdemont, a destra, da bambino insieme ad uno dei suoi fratelli

Carles Puigdemont nasce il 29 dicembre 1962 ad Amer da Xavier Puigdemont i Oliveras e Núria Casamajó i Ruiz, pasticcieri, è il secondo di otto fratelli.[2] Il nome gli venne dato in onore di suo nonno, Carles Casamajó, combattente della guerra civile spagnola, scomparso nel nulla nel 1943 dopo l'esilio in Francia.[3] Il suo bisnonno e suo zio, Josep Puigdemont, furono entrambi sindaci di Amer, sebbene la sua famiglia non fosse direttamente collegata al mondo della politica.[4]

Da giovane lavorò nella pasticceria di famiglia e suonò il basso nel gruppo pop-rock locale degli Zènit,[5] manifestando però da subito una passione per il giornalismo: a sedici anni, infatti, era già reporter per il giornale Diari de Girona, occupandosi prevalentemente di cronaca sportiva, mentre pochi anni dopo fondò il giornale Espelt.[6] In seguito studiò filologia catalana all'Università di Girona, ma non si laureò per dedicarsi totalmente al lavoro di giornalista.[7]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Ha vissuto per anni a Girona con la moglie Marcela Topor, giornalista di origini rumene sposata nel 2000, e le due figlie Magalí e Maria; dalla sua investitura a Presidente della Generalitat, tuttavia, risiede a Sant Julià de Ramis. Parla cinque lingue: catalano, spagnolo, inglese, francese e rumeno.[8] Grande appassionato di tecnologia, è stato uno dei primi politici catalani ad aprire un proprio profilo Twitter.[4]

Carriera giornalistica[modifica | modifica wikitesto]

Iniziò la propria carriera da giornalista come corrispondente di Amer per i diari de Los Sitos. Nel 1982 venne assunto dal quotidiano El Punt, collegato al partito politico Convergenza e Unione, come correttore di bozze;[9] ne divenne in seguito capo redattore.[7] In quegli anni cominciò a seguire corsi su giornalismo elettronico e utilizzo delle nascenti reti sociali, specializzandosi quindi nell'ambito tecnologico.[4] Promosse vari progetti di comunicazione su Internet per la Provincia di Girona.

Nel 1993 cominciò una serie di viaggi per gli Stati dell'Unione Europea col fine di raccogliere vari pareri, vedute ed idee della stampa internazionale sulla Catalogna dalla rivolta di Prats de Molló (1926) ai Giochi della XXV Olimpiade (1992): il risultato fu, l'anno dopo, il libro Cata ... que? Catalunya vista per la Premsa internazionale ("Cata... cosa? La Catalogna vista dalla stampa estera"), pubblicato in associazione col settimanale Presència, nel quale vengono affrontati temi fondamentali della storia catalana come la figura di Josep Tarradellas, l'indipendentismo, l'uso della lingua e le relazioni con la Spagna.[9][10]

Fu, dal 1999 al 2002, direttore dell'Agencia Catalana de Notícies.[9] Nel 2004 fondò il mensile in inglese Catalonia Today, del quale fu direttore generale fino al 2016, quando lasciò l'incarico alla moglie.[2][7] È attualmente membro dell'Associazione dei giornalisti catalani e ha pubblicato diversi saggi sulla comunicazione e le nuove tecnologie.[4]

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Inizi[modifica | modifica wikitesto]

Puigdemont fu un membro fondatore della sezione di Girona della Joventut Nacionalista de Catalunya ("Gioventù nazionalista di Catalogna");[9] nel 1983 si iscrisse al partito Convergenza Democratica di Catalogna, nel quale resterà fino al 2016.

Nel 1992, in occasione delle Olimpiadi di Barcellona, fece parte di un'organizzazione di nazionalisti catalani vista come parte della cosiddetta "Operation Garzón", pur non condividendone alcuni aspetti.[5][11] tra il 2002 e il 2004 fu il direttore della Casa della Cultura di Girona.[9] Dal 2006 è deputato del Parlamento della Catalogna, impegnandosi a tempo pieno nella politica.[12]

Alcalde di Girona[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2007, Puigdemont corse alle elezioni locali a Girona come candidato di Convergenza e Unione, sostituendo il precedente candidato Carles Mascort (ritiratosi dopo aver ricevuto minacce di morte), ma perse e rimase all'opposizione.[11] Tuttavia alle successive elezioni locali, il 1° luglio 2011, riuscì a rompere l'egemonia del Partito dei Socialisti di Catalogna, che durava da trentadue anni, e ad essere eletto alcalde (sindaco), sostituendo Anna Pagans i Gruartmoner.[12] Durante il suo mandato, però, non ebbe la maggioranza assoluta (31.53%), trovandosi costretto a stipulare accordi con le altre fazioni politiche. Tra le proposte del suo programma politico vi erano forti investimenti nel settore turistico, la promozione del Temps des Flors e l'apertura della città come ambientazione di alcune scene della serie TV Il Trono di Spade.[13]

Appena due settimane dopo, il 15 luglio, dopo una conferenza del Consigliere alla Salute, fu aggredito da un gruppo di manifestanti contrari ai tagli effettuati in un quel settore.[14]

Nel 2012 venne denunciato dallo Stato per uso improprio di denaro pubblico per aver comprato dei treni speciali della Renfe Operadora in occasione della manifestazione per l'indipendenza catalana tenutasi nel settembre di quell'anno.

Nel maggio 2015, dopo le elezioni municipali, venne rieletto alcalde di Girona. A luglio subentrò a Josep Maria Vila d'Abadal come presidente dell'Associació de Municipis per la Independència ("Associazione dei comuni per l'indipendenza").[11][12] A settembre si presentò nuovamente nella lista del CDC per le elezioni parlamentari catalane, arrivando terzo (dopo Lluís Llach e Anna Caula) e confermando il suo ruolo da deputato. A novembre venne indagato dall'Audiència Nacional per il suo sostegno alla dichiarazione di inizio del processo di indipendenza catalana.

Presidente della Generalitat de Catalunya[modifica | modifica wikitesto]

Il 27 settembre 2015 è stato nuovamente eletto deputato al Parlamento di Catalogna nella lista indipendentista Junts pel Sí ("Insieme per il Sì").

È stato eletto presidente della Catalogna il 10 gennaio 2016 grazie a un accordo all'ultimo minuto tra i partiti pro-indipendenza Junts pel Sí e Candidatura di Unità Popolare.[15]

In seguito al referendum sull'indipendenza del 1° ottobre 2017, da lui fortemente voluto e sostenuto, il 27 ottobre dello stesso anno ha dichiarato l'indipendenza della Catalogna dalla Spagna;[16] ciò ha causato l'immediata applicazione, da parte del Primo ministro spagnolo Mariano Rajoy, dell'Articolo 155 della Costituzione, che prevede il controllo diretto su una comunità autonoma. Il 28 ottobre la Catalogna è stata commissariata e Puigdemont destituito con tutto il suo Governo.[1] Il 30 ottobre il Procuratore Generale di Spagna José Manuel Maza ha annunciato una querela contro l'ex-Presidente ed il suo staff per i reati di ribellione, sedizione e appropriazione indebita di denaro; Puigdemont, però, lo stesso giorno è partito per Bruxelles[17], da dove ha annunciato di voler ritornare in Spagna solo in cambio della garanzia di un giusto processo.[18] Il 3 novembre le autorità spagnole hanno emesso contro di lui un mandato d'arresto europeo[19].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Redazione Online, Catalogna, la vice di Rajoy alla guida del governo. Puigdemont: «No alla forza ma ci opponiamo all’art. 155», su Corriere della Sera, 28 ottobre 2017. URL consultato il 31 ottobre 2017.
  2. ^ a b (CA) Sara González, Puigdemont, de la pastisseria dels pares a la plaça Sant Jaume, su ara.cat, 9 gennaio 2016. URL consultato il 7 novembre 2017.
  3. ^ Riera i Font.
  4. ^ a b c d (CA) David Céspedes, Qui és Carles Puigdemont?, su DiarideGirona.cat, 10 gennaio 2016. URL consultato il 6 novembre 2017.
  5. ^ a b (CA) Marta Costa-Pau e Gerard Bagué, De l’austeritat a Zènit: retrat del nou president de la Generalitat, su ara.cat, 15 gennaio 2016. URL consultato l'8 novembre 2017.
  6. ^ (CA) David Céspedes, El passat periodístic i musical del nou president de la Generalitat, su DiarideGirona.cat, 14 gennaio 2016. URL consultato l'8 novembre 2017.
  7. ^ a b c (ES) Sílvia Oller, Carles Puigdemont, de alcalde de Girona a president de la Generalitat, su La Vanguardia, 9 gennaio 2016. URL consultato l'8 novembre 2017.
  8. ^ Puigdemont, ecco chi è l'uomo che ha spaccato la Spagna, su Corriere del Ticino, 27 ottobre 2017. URL consultato il 9 novembre 2017.
  9. ^ a b c d e (CA) el perfil del candidat, su CarlesPuigdemont.cat. URL consultato il 14 novembre 2017.
  10. ^ (CA) Carles Puigdemont, Cata…què?, su LaCampanaEditorial.com. URL consultato il 9 novembre 2017.
  11. ^ a b c (CA) Josep Maria Fonalleras, 'Puigdi' arriba al tron, su El Periódico de Catalunya, 9 gennaio 2016. URL consultato il 14 novembre 2017.
  12. ^ a b c Silvia Ragusa, Catalogna, Carles il sindaco-presidente con la secessione nel cuore: “Via le mani da qui, fondiamo uno Stato nuovo”, su Il Fatto Quotidiano, 10 gennaio 2016. URL consultato il 14 novembre 2017.
  13. ^ (CA) Jordi Grau, Puigde... què?, su ElPunt.cat, 10 gennaio 2016. URL consultato il 14 novembre 2017.
  14. ^ (CA) Jordi Nadal, Puigdemont, agredit per uns manifestants antiretallades, su ElPunt.cat, 15 luglio 2011. URL consultato il 14 novembre 2017.
  15. ^ Redazione ANSA, Catalogna, Puigdemont eletto presidente: 'E ora indipendenza', su ANSA, 10 gennaio 2016. URL consultato il 27 ottobre 2017.
  16. ^ La Catalogna dichiara l’indipendenza. Rajoy: «Destituito Puigdemont», su Il Secolo XIX, 27 ottobre 2017. URL consultato il 31 ottobre 2017.
  17. ^ Puigdemont a Bruxelles. Denunciato per ribellione, sedizione e malversazione, su Euronews, 30 ottobre 2017. URL consultato il 31 ottobre 2017.
  18. ^ Puigdemont: "Senza garanzie non torno", ma il giudice spagnolo lo convoca, su Rai News, 31 ottobre 2017. URL consultato il 1° novembre 2017.
  19. ^ Giudice firma il mandato d'arresto europeo per Puigdemont e i 4 ministri a Bruxelles, in rainews. URL consultato il 04 novembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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