Manuel Azaña Díaz

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Manuel Azaña Díaz
Manuel Azaña, 1933.jpg
Manuel Azaña Díaz nel 1933

Escudo de la Segunda República Española (bandera).svg

2º e 4º Presidente della Repubblica Spagnola

Durata mandato 11 maggio 1936 –
3 marzo 1939
Capo del governo Santiago Casares Quiroga
Diego Martínez Barrio
José Giral
Francisco Largo Caballero
Juan Negrín
Predecessore Niceto Alcalá Zamora
(ad interim)
Successore José Miaja Menant (come Presidente del Consiglio di difesa nazionale)

Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Spagnola
Durata mandato 14 ottobre 1931 –
12 settembre 1933
Predecessore Niceto Alcalá-Zamora
Successore Alejandro Lerroux

Durata mandato 19 febbraio 1936 –
10 maggio 1936
Predecessore Manuel Portela Valladares
Successore Augusto Barcia Trelles

Ministro della Guerra della Repubblica Spagnola
Durata mandato 14 aprile 1931 –
12 settembre 1933
Predecessore Dámaso Berenguer
Successore Juan José Rocha García

Dati generali
Suffisso onorifico Don
Partito politico Sinistra repubblicana
Professione Giurista
Firma Firma di Manuel Azaña Díaz
Manuel Azaña Díaz

Manuel Azaña Díaz (Alcalá de Henares, 10 gennaio 1880Montauban, 3 novembre 1940) è stato un politico spagnolo. È stato capo del governo due volte: dal 14 ottobre 1931 al 12 settembre 1933 e dal 19 febbraio al 10 maggio 1936; e due volte Presidente della Seconda Repubblica spagnola: dal 14 ottobre al 10 dicembre 1931 e dall'11 maggio 1936 all'aprile 1939.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Di famiglia agiata, rimase orfano molto piccolo. Studiò al monastero dell'Escorial, all'Istituto Cisneros, all'Università di Saragozza, dove si laureò in Giurisprudenza nel 1897, e alla Università Complutense di Madrid, dove divenne dottore in diritto nel 1900.

Nel 1909 ottenne un lavoro alla Direzione dei Registri e Notariato; praticò l'attività di notaio. Nell' ottobre del 1913 fondò, con José Ortega y Gasset e Fernando de los Ríos, la Liga de Educación Política. Nel 1914 iniziò a dedicarsi alla politica, iscrivendosi al Partito Repubblicano Riformista di Melquíades Álvarez. Collaborò ad alcuni giornali, come El imparcial e El Sol. Durante la Prima guerra mondiale fu inviato al fronte occidentale per diversi giornali. Nel 1920 fondò, insieme al futuro cognato Cipriano Rivas Cherif, la rivista Pluma; dal 1922 fu inoltre direttore del settimanale España. Fu segretario dell'Università di Madrid dal 1913 al 1920, diventandone rettore nel 1930. Si candidò a deputato nella circoscrizione di Toledo nel 1918 e nel 1923, entrambe le volte senza successo.

Fu membro della Massoneria[1].

Molto critico verso la dittatura di Miguel Primo de Rivera, Azaña pubblicò nel 1924 un duro manifesto contro il dittatore e il re Alfonso XIII. L'anno successivo fondò il partito Acción Republicana insieme a José Giral. In seguito partecipò al Patto di San Sebastián del 1930, che costituì il nucleo del futuro governo repubblicano insediatosi dopo le elezioni municipali del 12 aprile 1931, nelle quali le liste repubblicane ottennero un successo così consistente da spingere il re Alfonso XIII a lasciare la Spagna.

Al governo[modifica | modifica wikitesto]

Azaña fu nominato Ministro della Guerra nel governo provvisorio, il 14 aprile. In ottobre divenne capo del governo provvisorio al posto di Niceto Alcalá-Zamora, a causa delle dimissioni di questi dovute alla questione religiosa. Come capo del governo della coalizione repubblicana, Azaña mise in opera il programma elettorale: la riforma dell'esercito spagnolo (per stabilirne una grandezza numerica proporzionata alla capacità del paese), la riforma agraria e la riforma dell'istruzione, sopprimendo istituzioni religiose e favorendo la laicizzazione dello stato.

Questi impegni, insieme alle agitazioni sociali già in corso in diversi settori della popolazione, portarono Azaña in conflitto con diverse fazioni, specialmente la Chiesa cattolica e parte dell'esercito. I settori cattolici si opposero alla aconfesionalidad dello Stato, mentre la destra non accettò la riforma della struttura statale che garantiva il diritto all'autogoverno di alcune regioni, come la Catalogna. Particolarmente invise alla Chiesa erano le norme che disponevano lo scioglimento di tutti gli ordini religiosi, la fine dei sussidi ai religiosi entro due anni dall'entrata in vigore della legge (i sussidi erano stati concessi come indennizzo a seguito della confisca delle terre della Chiesa nel 1837[2]). L'abolizione dell'insegnamento religioso[2] e la separazione del concetto su cui per secoli si era basata in Spagna l'idea di indissolubilità di legame tra lo Stato e la Chiesa[3]. Fu però Azaña[3] a rendere meno dure le norme contro la Chiesa, limitando lo scioglimento degli ordini religiosi alla sola Compagnia di Gesù[2].

Gravi scontri avvenuti a Benalup-Casas Viejas, Castilblanco e Arnedo contribuirono alle sue dimissioni, presentate l'8 settembre 1933. Le successive elezioni del 19 novembre dello stesso anno videro il successo dei radicali centristi di Alejandro Lerroux e del cartello delle destre, la CEDA di José María Gil-Robles; i due partiti formarono la coalizione governativa. Azaña si ritirò temporaneamente dalla politica per dedicarsi alla sua attività letteraria.

Già nel 1934 riprese però l'impegno politico, fondando la Izquierda Republicana (Sinistra repubblicana), unione della Acción Republicana con il Partito Repubblicano Radical-Socialista di Marcelino Domingo e l'Organización Republicana Gallega Autónoma (ORGA) di Santiago Casares Quiroga. Nello stesso anno avvennero le rivolte delle Asturie e di Barcellona. Accusato di istigare gli scontri, Azaña fu imprigionato all'interno del cacciatorpediniere Sanchez Barcáiztegui, all'ancora nel porto di Barcellona. Fu in seguito prosciolto dalle accuse.

Dopo la sua liberazione, nel gennaio 1935, Azaña iniziò una campagna politica per la creazione di un Fronte popolare. Il Frente Popular, una vasta e varia coalizione, vinse le elezioni del febbraio 1936. Il 19 febbraio Azaña fu nominato capo del governo. La vittoria della sinistra diede inizio a un periodo di instabilità sociale in un clima quasi pre-rivoluzionario, provocando grave scontento nei settori più tradizionali della società spagnola: l'esercito e la Chiesa innanzitutto.

Presidenza della Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

Il 10 maggio 1936 Manuel Azaña fu eletto per la seconda volta Presidente della Repubblica dopo la destituzione di Alcalá-Zamora, appena due mesi prima dell'inizio della guerra civile. Azaña insisteva sulla necessità di maggior coesione della coalizione repubblicana, le divisioni interne costituendo un serio pericolo alla stabilità della nazione. Nei suoi diari e memorie, ai quali lavorava meticolosamente, descrive vividamente le varie personalità e i conflitti ideologici tra se stesso e diversi esponenti repubblicani, tra cui Francisco Largo Caballero e Juan Negrín. L'elezione di Azaña a Presidente della Repubblica costituì un elemento di instabilità, secondo alcuni, poiché le sue riforme da Ministro della Guerra lo avevano reso sgradito a importanti settori dell'esercito spagnolo.

La caduta di Barcellona prima, il 26 gennaio 1939, e di Girona poi, il 5 febbraio, costrinsero Azaña a rifugiarsi in Francia. Poco dopo si dimise dalla presidenza della Repubblica, sostituito da José Miaja Menant, come Presidente del Consiglio di difesa nazionale (dal 13 al 25 marzo).

Lo scrittore[modifica | modifica wikitesto]

Azaña non fu solo un politico, ma anche uno scrittore, appartenente alla cosiddetta "generazione del 14", nel 1926 ricevette il premio nazionale di letteratura per la sua biografia Vida de Don Juan Valera, ma la sua opera più conosciuta, scritta durante la guerra civile, è La veglia a Benicarló (La velada en Benicarló). Ne terminò la scrittura durante la rivolta di Barcellona, nel maggio 1937. in quest'opera Azaña fa uso di diversi personaggi per esporre i vari punti di vista ideologici, politici e sociali presenti nella Repubblica durante la guerra, dipingendo e cercando di spiegare le rivalità ed i conflitti che stavano deteriorando la coesione dei repubblicani. Scritte in esilio prima di morire, le sue memorie intitolate Diarios, sono considerate come uno dei documenti storici più importanti per la guerra civile e contribuiscono molto allo studio delle difficoltà del governo repubblicano in quegli anni. Di Azaña sono anche famosi alcuni discorsi, in particolare quello pronunciato davanti al Parlamento spagnolo, le Cortes, il 18 luglio 1938, nel quale predicava la necessità di una riconciliazione nazionale a guerra finita; usò il motto "Pace, pietà, perdono" (Paz, Piedad, Perdón).

L'esilio e la morte[modifica | modifica wikitesto]

Tomba di Manuel Azaña a Montauban

Dopo la fine della guerra civile, Azaña visse in esilio in Francia, nel Roussillon. Con l'occupazione nazista e la repubblica di Vichy, fu tenuto sotto controllo costante da parte di agenti franchisti, che cercavano di ottenerne l'arresto e l'espulsione verso la Spagna; fu infine arrestato dalla Gestapo. Grazie all'intervento dell'ambasciatore messicano in Francia, Azaña fu quindi liberato ma costretto a vivere all'interno di edifici sotto la giurisdizione dell'ambasciata messicana, a Montauban. Qui, repentinamente invecchiato e indebolito dalle difficoltà degli ultimi mesi, morì il 3 novembre 1940 e fu sepolto il cinque dello stesso mese nella sezione n. 7 del cimitero di Montauban, dove suoi resti ancora riposano. Il maresciallo Pétain proibì che gli fossero tributati gli onori di un ex capo di Stato; consentì che la sua bara fosse avvolta dalla bandiera spagnola, ma quella bicolore franchista e non quella tricolore repubblicana, il feretro venne quindi avvolto nella bandiera messicana.


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Massimo Della Campa, Luce sul Grande Oriente, Sperling & Kupfer, Milano, 2005, p.323.
  2. ^ a b c Hugh Thomas, Storia della guerra civile spagnola, Giulio Einaudi Editore, 1963, pag 46
  3. ^ a b Antony Beevor, La guerra civile spagnola, BUR, 2006, Milano, pag 37

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Ordine della repubblica Spagnola - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della repubblica Spagnola
— 1936
(Capo dell'Ordine come Presidente della Repubblica)

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • A la altura de las circunstancias. Escritos sobre la Guerra Civil (Inter. di Isabelo Herreros; coord. di José Esteban), Madrid, Reino de Cordelia, 2016.
  • Al año de guerra [Discorso pronunciato nel Paraninfo della Università di Valencia il 18 luglio 1937], Valencia, Ediciones Españolas, 1937.
  • Antología (a cura di Federico Jiménez Losantos), Madrid, Alianza Editoria, 1982.
  • Apuntes de memoria: Guerra Civil: mayo 1936-abril 1937, diciembre 1937-abril 1938 (inédito); Cartas: 1938-1939-1940 (Ed. Enrique de Rivas), Valencia, Editorial Pre-Textos, 1990.
  • Azaña en León [Discorso pronunciato al Teatro Principale il 12 febbraio 1936], León, Ediciones Asociación Manuel Azaña y Fundación Vela Zanetti, 2001.
  • Azaña: su política. El Ejército y la Guerra, Madrid, Editorial Castro, 1935.
  • Cartas inéditas (1917-1935), Manuel Azaña-Cipriano de Rivas Cherif, Valencia, Editorial Pre-Textos, 1990.
  • Causas de la guerra de España, Barcelona, Diario Público, 2011.
  • De la cárcel al poder. Discursos de Manuel Azaña en "Política", Edición de Isabelo Herreros, Madrid, Editorial Eneida, 2009.
  • Defensa de la Autonomía de Cataluña, Barcelona, Undarius Editorial, 1977.
  • Diarios completos, Barcelona, Editorial Crítica, 2004.
  • Discursos parlamentarios. Edición y estudio preliminar, Javier Paniagua Fuentes, Madrid: Congreso de los Diputados, Servicio de Publicaciones, DL 1992.
  • Discursos políticos: discursos, 1911-1938. La oratoria perdida, Ed. Santos Juliá Díaz, Barcelona, Editorial Crítica, 2004.
  • El Arma de las Letras. Saggi letterari. (a cura di José Esteban), Madrid, Reino de Cordelia, 2018.
  • El jardín de los Frailes, Madrid, Diario El País, 2003 (Collezione Classici del XXo secolo), 2003.
  • El problema español y un año de dictadura, Ed. A. Serrano e J. M. San Luciano, Madrid, Edascal, 1980.
  • En el Poder y la Oposición (1932-1934), Madrid, Espasa Calpe, 1934.
  • Estudios de política francesa contemporánea, Madrid, Calleja, 1919.
  • Estudios de política francesa. La política militar, Madrid, Calleja, 1919.
  • Estudios sobre Valera. Prologo di Juan Marichal, Madrid, Alianza, 1971.
  • Fresdeval (Ed. di Enrique Rivas. Introd. di José María Marco), Madrid, Pre-Textos, 1987.
  • Gentes de mi tiempo. (Ed. e intr. di José Esteban), Madrid, Reino de Cordelia, 2015.
  • Grandezas y miserias de la política [Conferenza in “El Sitio” di Bilbao, 21 aprile 1934], Madrid, Espasa Calpe, 1934.
  • La Corona: Drama en tres actos, Madrid, Rivadeneyra, 1932 (Collezione La Farsa, vol. 244)
  • La Pluma. Revista Literaria. Redattori: Manuel Azaña e Cipriano Rivas Cherif, Madrid, 1920-1923. Edizione in facsimile, Topos Verlag, AG Vaduz,Liechtenstein, 1980.
  • La Velada en Benicarló. Diario de la guerra de España. (Intr. di Isabelo Herreros e José Esteban; epilogo grafico di Vicente A. Serrano), Madrid, Reino de Cordelia, 2011. Traduzione italiana: La Veglia a Benicarlo, (Prefazione di Leonardo Sciascia; traduzione di Leonardo Torino, Sciascia e Salvatore Girgenti), Firenze, Einaudi, 1967.
  • La invención del “Quijote” y otros ensayos, (Prologo di Andrés Trapiello), Madrid, Asociación de libreros de lance, 2005.
  • La libertad de asociación, Discorso tenuto all' Academia de Jurisprudencia, Madrid, Hijos de M. Hernández, G., 1902.
  • La novela de Pepita Jiménez, Madrid, Cuadernos literarios, 1927.
  • Los españoles en guerra, Madrid, Crítica, 1999.
  • Los motivos de la germanofilia, Madrid, Imprenta Helénica, 1917.
  • Memorias íntimas de Azaña (Con note di Joaquín Arrarás), Madrid, Ediciones Españolas, 1939.
  • Mi rebelión en Barcelona, Madrid, Espasa Calpe, 1935.
  • Obras completas de Manuel Azaña, 8 volumi (Ed. di Santos Juliá), Madrid: Centro de Estudios Políticos y Constitucionales, 2007.
  • Plumas y palabras, Barcelona, Editorial Crítica, 2002 (ed. orig. 1931).
  • Reims y Verdun: (Impresiones de un viaje a Francia) [conferenza all'Ateneo di Madrid, 25 gennaio 1917]. (Prologo di Isabelo Herreros), Madrid, Ministerio de Cultura, Subdirección General de Publicaciones, Información y Documentación, 2005.
  • Tierras de España. El problema español, (Sel., ed. e introd. de José Esteban), Madrid, Reino de Cordelia, 2017.
  • Todavía el 98: textos de Azaña sobre el 98, Madrid, Editorial Biblioteca Nueva, 1997.
  • Tres generaciones del Ateneo [Discorso del 20 novembre 1930], Madrid, Sáez Hermanos, 1930.
  • Una política (1930-1932), Madrid, Sáez Hermanos, 1932.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Amalric, Jean-Pierre e Aubert, Paul (Ed.). Azaña et son temps. Colloquio Internazionale, Montauban (Francia) Novembre 1990, Madrid, Edición Casa de Velázquez, 1993.
  • Julià, Santos, Vida y tiempo de Manuel Azaña. 1880-1940, Madrid, Taurus, 2008.
  • Villena, Miguel Ángel, Ciudadano Azaña. Biografía del símbolo de la II República, Madrid, Editorial Península, 2010.

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