Toledo

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Toledo
comune
Toledo – Stemma Toledo – Bandiera
Toledo – Veduta
Localizzazione
StatoSpagna Spagna
Comunità autonomaBandera Castilla-La Mancha.svg Castiglia-La Mancia
ProvinciaBandera Provincia de Toledo.svg Toledo
Territorio
Coordinate39°51′59.99″N 4°02′00″W / 39.866665°N 4.033333°W39.866665; -4.033333 (Toledo)
Altitudine454 m s.l.m.
Superficie232 km²
Abitanti84 873 (2019)
Densità365,83 ab./km²
Comuni confinantiAlbarreal de Tajo, Almonacid de Toledo, Aranjuez (M), Argés, Bargas, Burguillos de Toledo, Cobisa, Guadamur, Mocejón, Nambroca, Olías del Rey, Polán, Rielves
Altre informazioni
Cod. postale45001–45009
Prefisso(+34)...
Fuso orarioUTC+1
Codice INE45168
TargaTO
Nome abitantitoledani (toledanos)
Patronosant'Ildefonso di Toledo, santa Leocadia di Toledo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Spagna
Toledo
Toledo
Sito istituzionale

Toledo (84 873 abitanti, toledani, in spagnolo toledanos) è una città situata nel centro-sud della Spagna, appartenuta all'antico Regno di Castiglia che aveva come capitale la città di Burgos. Attualmente è capoluogo dell'omonima provincia e della Comunità Autonoma di Castiglia-La Mancia. Per tradizione l'arcidiocesi di Toledo, la più importante del Paese, è sede primaziale, cioè all'arcivescovo di Toledo spetta il titolo di Primate di Spagna.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

La città è attraversata dal fiume Tago, il centro storico di Toledo si trova sulla cima di una collina e permette di apprezzare il panorama.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Preistoria e età antica[modifica | modifica wikitesto]

Il primo stanziamento stabile di nostra conoscenza della città di Toledo riguarda una serie di castra, al di sopra dei quali si sviluppò in seguito la città carpetana fortificata, uno dei centri più importanti dei carpetani. Tra i primi insediamenti conosciuti nella zona troviamo il Cerro del Bu, situato sulla sponda sinistra del fiume Tago, un giacimento a più stadi, uno dei quali datato nell’Età del Bronzo.

Nell’anno 193 a.C. e dopo una grande resistenza, Marco Fulvio Nobiliore conquistò la città. I romani la ricostruirono e la denominarono Toletum, nella provincia di Carpetania. La città sviluppò un’importante industria del ferro, il che le permise di coniare monete. La zona dove era stata fondata la città subì un profondo processo di romanizzazione, come testimoniano i numerosi resti di ville romane, specialmente sulla riva del Tago.

I romani lasciarono numerose tracce nella città, come un imponente acquedotto, di cui si conservano unicamente le basi su entrambi i lati del Tago, una strada romana, parte della quale si può vedere sui pendii collinari della sponda sinistra del fiume, e un circo, situato in un parco pubblico e parzialmente dissotterrato. Esistono molte altre testimonianze che, nonostante in molti casi siano date per scomparse, è molto probabile che si trovino nel sottosuolo della città, come ad esempio il teatro (situato nelle immediate vicinanze del circo e che attualmente occupa una scuola), l’anfiteatro (al di sotto del quartiere di Covachuelas), un’importante infrastruttura idraulica (come i resti che rimangono al lato della porta da dove si accede alla moschea del Cristo della Luce), numerose strade (come quelle recentemente trovate approssimativamente a sette metri di profondità al di sotto del giardino della Moschea precedentemente menzionata), così come terme, canali di scolo e ville.

Bisogna sottolineare il fatto che la maggior parte di queste costruzioni storiche furono demolite, e i blocchi di pietra furono utilizzati per la costruzione di altri edifici e per la muraglia che circonda la città, sebbene, probabilmente la maggiore ricchezza archeologica di Toledo si trovi interrata nel suo sottosuolo.

Età medievale[modifica | modifica wikitesto]

Dopo le prime incursioni germaniche, vennero ricostruite le antiche muraglie a scopi difensivi; nonostante ciò nell’anno 411 la città fu conquistata dagli alani grazie al loro notevole capacità del controllo del combattimento a cavallo e alle loro capacità  militari. Questi furono a loro volta sconfitti dai visigoti nel 418. Una volta vinto il suo rivale Agila, Atanagildo stabilì la sua corte nella città, e successivamente, con Leovigildo, questa divenne la capitale del regno ispano-goto e sede di arcivescovato. Raggiunse così una grande importanza civile e religiosa (come provano i concili di Toledo) arrivando a raggiungere i 10 000 abitanti (cosa che la collocava tra le maggiori città spagnole della epoca). Molto vicino a Toledo, nella città di Guadamur, fu trovato il tesoro di Guarrazar, un insieme eccezionale di corone votive dei re visigoti.

Nell’anno 711 venne conquistata da Tariq ibn Ziyad e sottomessa al dominio musulmano. La presa della città fu ottenuta senza difficoltà attraverso la sua capitolazione, dato che gran parte della popolazione era fuggita. Gli arabi la chiamarono Tulaytula (in arabo طليطلة ).

Il predomino della popolazione mozarabica la trasformò immediatamente in un centro che suscitava la preoccupazione di Cordova. Nel 797 durante l’emirato di al-Hakam I scoppiò una rivolta contro Cordoba. In base alle cronache, che ci forniscono diverse versioni dell’accaduto, l’emiro avrebbe inviato il muladí Amrús ben Yusuf a sottomettere la città. Amrús decimò i muladí locali mediante la cosiddetta “giornata della fossa”: durante un banchetto nel palazzo del governatore, dove vennero invitati i principali muladí della città, questi sarebbero stati uccisi man mano che entravano e i loro cadaveri gettati in un fosso. In questo modo l’emiro riuscì a sottomettere per un certo periodo di tempo la regione di Toledo. Nonostante ciò, gli abitanti della città si ribellarono nuovamente nell’811 e nell’829, dopo la morte dell'emiro. Si dice che da questi eventi potrebbe essere nata l’espressione "passare una notte toledana”.

Per finire, Abd al-Rahman III sedò la ribellione endemica della città di Toledo nel luglio del 932, dopo un assedio di due anni, sottomettendola al califfato di Cordoba. Dopo il disintegrarsi del califfato nell’XI secolo, Toledo divenne un importante regno di Taifa, che ad ogni modo dovette pagare tributi di vassallaggio ai re di Castiglia per mantenere la propria indipendenza.

Dopo tre anni di assedio, la città viene successivamente sottomessa e si arrese il 6 maggio 1085. Giorni dopo, il 25 maggio, Alfonso VI di León entra a Toledo, dopo un accordo con il re di Taifa che la governava. Attraverso il trattato di resa il re di Leon sottomise il regno, garantendo agli abitanti musulmani la sicurezza delle persone e dei loro beni. Il re concesse fueros propri a ognuna delle minoranze esistenti: mozarabiche (Toledo era un importante centro mozarabico, con liturgia propria, quella ispano-mozarabica, che ancora oggi si conserva), musulmane ed ebree, successivamente consolidate da Alfonso VII nel Fuero del 1118. Dopo la capitolazione della città, sopraggiunse il maggior periodo di splendore di Toledo, di una grande intensità culturale, sociale e politica. La scuola di traduttori di Toledo, fiorente durante i secoli XII e XIII, cosi come le numerose opere di arte civili e religiose, che lasciarono un’importante testimonianza nella città.

Dopo la resa venne tollerata la pratica religiosa della comunità ebraica e di quella musulmana, ma questo atteggiamento tollerante non durò a lungo. I cristiani costruirono la nuova cattedrale sulla moschea maggiore, che a sua volta si trovava al di sopra dell’antica cattedrale visigota.

Nel 1162 la città fu conquistata dal re Ferdinando II di León, durante il periodo particolarmente caotico in cui Alfonso VIII di Castiglia era minore di età. Il re leonese nominò Ferdinando Rodríguez di Castro “il castigliano”, membro della casa del Castro, governatore della città. La città di Toledo rimase sotto il potere dei leonesi fino all’anno 1166, quando fu riconquistata dai castigliani.

Durante la guerra civile castigliana, Toledo lottò a fianco di Pietro I e, dopo aver sofferto un lungo assedio, fu conquistata nel gennaio del 1369. Durante tutto il medioevo la città continuò a crescere: nel XIV secolo ricevette il privilegio fieristico e nel XV secolo divenne uno dei principali produttori di stoffe castigliani, attività che si aggiunse a quelle già esistenti, quali la coniatura di monete, la fabbricazione di armi e l’industria della seta. Nel 1492 gli ebrei vennero espulsi e i Re Cattolici riformarono la città. Isabella la Cattolica vi fece costruire, nel monastero di San Juan de los Reyes, quella che voleva che fosse la sua tomba, però alla fine fu sepolta insieme al suo sposo all’interno della cattedrale di Granada. Carlo I trasformò Toledo in città imperiale e in sede della Corte.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

I Re Cattolici urbanizzarono e ingrandirono la città, e nella cattedrale toledana Giovanna e Filippo il Bello furono proclamati eredi della corona castigliana nel 1502. I nobili castigliani  parteciparono attivamente all’unificazione del primo stato moderno d'Europa, in particolare l'aristocratica famiglia degli Álvarez de Toledo, il cui potere aumentò sotto la protezione del potere regio. Isabella la Cattolica fece costruire a Toledo il monastero di San Juan de los Reyes per commemorare la battaglia di Toro ed essere sepolta lì con suo marito, ma dopo la riconquista di Granada i Re decisero di farsi seppellire in quest'ultima città, dove le  loro spoglie riposano oggi.

Fu una delle prime città che si unì alla rivolta delle Comunità nel 1520, con capi comuneros come Pedro Laso de la Vega e Juan de Padilla. Dopo la sconfitta  dei comuneros nella battaglia di Villalar, i comuneros toledani, guidati da Maria Pacheco, la vedova di Padilla, furono quelli che opposero più resistenza ai progetti di Carlo I, fino alla loro resa nel 1522. Toledo divenne una delle sedi della corte imperiale e nella la quarta città più popolosa della monarchia con 60.000 abitanti (1560).

Successivamente, con la decisione di trasferire la corte a Madrid, presa da suo figlio Filippo II, nell’anno 1561, la città perse gran parte del suo peso politico e sociale. Il crollo dell'industria tessile accentuò la decadenza di Toledo, sebbene mantenne la sua importanza come centro del potere ecclesiastico. Il 23 agosto del 1580 iniziò una grande epidemia di influenza che afflisse tutta la Castiglia e si accanì specialmente su Toledo, come racconta fra Antonio de Villacastín nelle sue Memorie della fondazione di San Lorenzo il Reale, monastero dell'ordine di San Girolamo...:

-Né c'era un medico che visitasse e neppure un chierico per amministrare i sacramenti, e seppellivano i morti senza campane in tutta la Spagna, e nelle tombe mettevano 7 e 8 e più in ognuna; e il giorno della Natività di Nostra Signora c’erano chiese che non  avevano chierico sacerdote che dicesse messa. E avvenne a Toledo una cosa da notare: che questo detto giorno della nostra Signora di settembre non  c’era canonico che celebrasse la messa maggiore, e così la  celebrò un povero  sacerdote, e gli accoliti furono due uomini secolari e poveri dal momento che non c’era persona ecclesiastica in tutta la chiesa. Era una malattia notevole, o per meglio dire una pestilenza. Si Soffrì di questa grave malattia fino alla metà di ottobre di quell'anno e si diceva che un terzo delle persone morì in tutti i centri abitati grandi e piccoli.  Si disse che questo male si diffuse in primo luogo in tutta l'Italia e in Francia e nelle Fiandre; e che infine  divenne una pestilenza generale. I suoi primi sintomi erano catarro e febbre terzana... morivano tutti quelli che sanguinavano. - Antonio de Villacastín (Zarco Cuevas, 1985, pp. 56-57)

Questa è considerata la prima pandemia influenzale, anche se alcuni credono che sia stata in realtà la pertosse. Questa epidemia è iniziata in Asia e da lì è passata in Europa e in America. Quasi tutta l'Europa è stata colpita in sei settimane, e si dice che solo il 20% della popolazione sfuggì alla malattia.

La costituzione della Real Compañía de Comercio y Fábrica, nel 1748, nell'ambito delle ristrutturazioni borboniche ispirate all'Illuminismo, portò una breve rinascita della città, ma alla fine del XVIII secolo  andò nuovamente in rovina e fu ridotta a funzioni puramente amministrative.

Nel 1761, per ordine del re Carlo III, si stabilì nella città la Reale Fabbrica d'Armi.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'inizio della guerra civile spagnola, la città rimase nella zona sotto il controllo repubblicano. Tuttavia, nell'alcazar della città, sede dell'Accademia di Fanteria, si rifugiò un gruppo di fedeli ai ribelli (1950 persone, secondo il bollettino El Alcázar di quei giorni, tra militari, guardie civili e le loro famiglie), al comando del colonnello Moscardó, che resistette al governo dal 21 luglio 1936 fino all'arrivo delle truppe del generale Varela il 27 settembre di quello stesso anno. L'assedio dell'Alcazar fu ampiamente utilizzato dalla propaganda franchista. L'Alcazar, quasi  del tutto distrutto durante l'assedio, fu ricostruito completamente in seguito.

La repressione e la violenza tra i sostenitori di ogni fazione furono i segni caratteristici del periodo della guerra e del dopoguerra. In un primo momento, con la città ancora sotto il dominio repubblicano,  furono messe in atto fucilazioni di massa, in cui i cittadini venivano giustiziati per il semplice sospetto di essere di «destra» o di appartenere alla chiesa cattolica (essendo documentata la morte di almeno cento ecclesiastici). In una di queste fucilazioni  risulterà morto il decano della cattedrale e secondo la tradizione storiografica franchista, Luis Moscardó, figlio del colonnello rinchiuso nell'Alcázar. Nel settembre 1936 si stabilì un Tribunale Popolare nel Palazzo Arcivescovile. Il Tribunale ebbe vita breve, stabilendo solo quattro procedimenti sommari prima del suo trasferimento a Madrid. Inoltre, la vita in città era in un costante stato di guerra, con combattimenti e bombardamenti continui nella zona dell'Alcazar. Gli errori nei bombardamenti causarono molti danni alla città, soprattutto nella vicina piazza di Zocodover. Dopo la presa della città da parte delle truppe franchiste la repressione  si inasprì. Fino al dicembre 1936 la città vivrà in uno stato di durissima repressione attuata attraverso giudizi abbreviati, guidata dalle disposizioni del comandante Planas e rivolta a tutti i cittadini che avevano collaborato alla repressione attuata dalle truppe repubblicane.

La città fu ufficialmente eletta sede della Giunta delle Comunità di Castiglia-La Mancia dopo una votazione nelle Cortes, il 7 dicembre 1983. Per l'elezione, il governo regionale ha incaricato José María Barreda di un’attività di informazione e consultazione della popolazione, delle istituzioni politiche e delle associazioni culturali. Nella votazione nei Tribunali, la proposta di Toledo ha ricevuto l'approvazione di 27 deputati (i 22 socialisti e i cinque del gruppo popolare di Toledo), tre contrari (i popolari di Cuenca) e 12 astensioni.

UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
Città storica di Toledo
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Toledo-Espania-August-2006.JPG
TipoCulturali
Criterio(i) (ii) (iii) (iv)
PericoloNon in pericolo
Riconosciuto dal1986
Scheda UNESCO(EN) Historic City of Toledo
(FR) Scheda

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

La cattedrale di Toledo
  • Chiese:
    • Cattedrale costruita nel XIII secolo secondo lo stile gotico delle cattedrali francesi. Contiene la scultura trasparente di Narciso Tomé.
    • Santa Giusta e Rufina
    • San Giusto e Pastore
    • Sant'Andrea
    • San Bartolomeo
    • San Cipriano
    • Sant'Ildefonso
    • San Lorenzo
    • San Luca
    • San Marco
    • San Michele el Alto
    • San Romano
    • San Sebastiano
    • San Vincenzo
    • Sant'Eulalia
    • Santa Leocadia
    • Santiago del Arrabal
    • San Tommaso, dove è conservato il noto quadro del Greco della Sepoltura del conte di Orgaz
    • Cristo de la Vega (Basílica Santa Leocadia)
    • Salvador
  • Conventi
    • Concepción
    • Purísima Concepción (Capuchinas)
    • Agustinas Calzadas
    • Carmelitas de San José
    • Comendadoras
    • Carmelitas Descalzos
    • Sant'Antonio da Padova
    • San Clemente
    • Penitencia
    • San Pietro Martire
    • Santa Chiara la Real
    • Santa Fe
    • Sant'Elisabetta de los Reyes
    • Sant'Orsola
    • San Domenico el Antiguo
    • San Domenico el Real
  • Ermitas (eremi o santuari):
    • Cabeza (eremo del capo)
    • Candelaria (Candelora)
    • Vergine Maria de la Bastida
    • Vergine Maria de la Estrell
    • Vergine del Valle
    • Nostra Signora de los Desamparados
    • Sant'Eugenio
    • San Girolamo
    • Santi Giuliano, Rocco e Antonio
    • Cristo de la Vega
  • Monastero San Giovanni de los Reyes (San Giovanni dei re), costruito dalla regina Isabella a ricordo della battaglia del Toro del 1475 che la confermava sul trono di Castiglia assieme al marito Ferdinando.
  • Oratorio di san Filippo Neri

Durante il periodo di dominazione araba nella città si ebbe una certa tolleranza religiosa, con la convivenza dei musulmani con una piccola minoranza di cristiani ed ebrei: tuttavia questi ultimi non godevano degli stessi diritti spettanti ai musulmani. Tale periodo si concluse nel 1492, dopo la Reconquista, con l'espulsione, da parte del re "cattolicissimo", dei musulmani e degli ebrei. A ricordo di quel periodo restano oggi numerosi monumenti religiosi come la Sinagoga di Santa Maria la Blanca, la Sinagoga del Transito e la Moschea del Cristo della Luce.

Sinagoga di Santa Maria la Blanca
  • Sinagoga di Santa Maria la Blanca sulla quale si sono fatte le più svariate teorie, per alcuni fu costruita da Jusef ben Sossan, morto nel 1205, gabelliere di Alfonso VIII, per altri è la sinagoga Al Malikin o di David ben Salomon ben Abi Durhan datata alla fine del XIII secolo. Si suppone che l'edificio fosse più lungo e non si sa dove fosse la galleria riservata alle donne, ma gli scavi del 1987-88 non hanno portato ad alcuna conclusione. L'interno è una ridotta pianta basilicale di 28x20 metri divisa in cinque navate con pilastri ottagonali che sopportano bellissimi archi a forma di ferro di cavallo e si adornano di capitelli lavorati a stucco. Fu trasformata in chiesa romana trasformando il muro dove erano custoditi i rotoli della legge in altare maggiore al tempo del cardinale Siliceo alla metà del XVI secolo.
  • Sinagoga del Tránsito, la bella sinagoga di Samuel Levy. Nel 1492, con la cacciata degli ebrei, divenne chiesa cristiana del Transito, così chiamata dal quadro principale dell'ancona dipinto da Correa de Vivar rappresentante l'Assunzione o Transito della Vergine. È notevole per la ricca decorazione che lascia aperto una nicchia (Hekal) per la conservazione dei rotoli della legge. Sono state conservate le iscrizioni in ebraico dei salmi di Davide sulle pareti.
  • Moschea delle Tornerie
  • Moschea del Cristo della Luce

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

L'Alcázar[modifica | modifica wikitesto]

Tra i monumenti più importanti si ricorda la fortezza dell'Alcázar, teatro di una sanguinosa battaglia durante la guerra civile spagnola: l'Alcazar era allora sede dell'accademia militare per gli allievi ufficiali dell'esercito e si schierò con gli insorti franchisti resistendo all'assedio dell'esercito regolare. Durante questo assedio al comandante dell'Accademia fu posta da parte dell'esercito repubblicano l'alternativa di arrendersi o di lasciare uccidere il figlio catturato dalle truppe regolari. Il generale non si arrese. L'assedio fu raccontato in un film italiano, L'assedio dell'Alcázar, girato durante la dittatura fascista.

Siti di epoca romana[modifica | modifica wikitesto]

  • Acquedotto romano (resti). L'acquedotto romano doveva essere molto ardito e a due piani di archi per superare il vallone del Tago; l'altezza doveva raggiungere i settanta metri sul livello del fiume, con archi di almeno trenta metri di diametro.
  • Circo Romano: Diversi scavi hanno portato alla luce un'enorme arena di 480 metri circa di lunghezza con una capacità di venti-venticinquemila spettatori; molte case del quartiere delle Covachuelas sono costruite su arcate di cemento dell'anfiteatro.

Ponti[modifica | modifica wikitesto]

Ponte di San Martino sul fiume Tago
  • Ponte di Alcántara, che si trova al di sotto dell'Alcàzar nel punto in cui il Tago si restringe; il nome deriva dal termine arabo al Qantara che significa "ponte", ma nonostante il nome, esso è di origine romana. Fu risparmiato e utilizzato dai Visigoti e giunse quasi intatto agli Arabi, che lo fortificarono con una cinta muraria e con torrioni ai due ingressi; subì poi diverse ristrutturazioni e in parte riedificazioni in diverse date successive fino all'ultima del 1962, sicché poco rimane sia del ponte romano (resti delle fondamenta e dei pilastri), sia della costruzione a difesa degli Arabi.
  • Ponte di San Martino, il cui nome deriva dalla vicina parrocchia dedicata a San Martino. Serviva a collegare Toledo con l'Estremadura da cui arrivava il carbone e la pietra di granito. Gli Arabi avevano un ponte di barche di cui un pilastro esiste ancora. Il ponte nella sua attuale struttura risale agli inizi del XIV secolo. Una delle diverse leggende della città racconta che l'architetto chiudendo l'ardito grande arco ogivale centrale si accorse che non avrebbe potuto sopportare il peso dei grandi carri che trasportavano il granito e l'alternativa non poteva essere altro che continuare l'opera correndo il rischio di un crollo o distruggere la centina e rifare la costruzione - con perdita di credibilità come costruttore sia nell'uno che nell'altro caso. Confidò la sua preoccupazione alla moglie che di nascosto di notte si arrampicò sul ponte e diede fuoco alla centina facendo così risultare un danno accidentale e salvando dal discredito il marito, il quale rifece i calcoli e costruì il ponte più solido.

Altre architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Alhóndiga, cioè il fondaco o granaio pubblico
  • Ayuntamiento, cioè il Municipio
  • Baños Arabes (bagni arabi)
  • Baños Arabes de Ibn Yayx
  • Casa de Cedillo. Seminario Minore
  • Casa de Mesa
  • Casa del Temple
  • Castillo de San Servando, castello costruito da Alfonso VI, divenuto poi monastero della congregazione di Cluny, passato più tardi ai Templari e ricostruito nel XIV secolo dal cardinale Tenorio. Restaurato nel 1949 divenne un albergo per la gioventù.
  • Colegio de Infantes
  • Conjunto Histórico
  • Cortes de Castilla-La Mancha
  • Diputación
  • Escuela de Artes y Oficios (Scuola d'arti e mestieri)
  • Fábrica de Harinas San José
  • Hospital de Tavera-Museo Duque de Lerma
  • Hospital del Nuncio
  • Maternità Provinciale
  • Mercado de Abastos
  • Palazzi:
    • Arcivescovile
    • Fuensalida
    • Galiana
    • del Marqués de Malpica
    • Universitario de Lorenzana
  • Piazza di Zocodover (antico mercato centrale dell'epoca araba)
  • Portale della Chiesa di san Torquato
  • Posada de la Hermandad
Porta Bisagra
  • Porte:
    • di Alarcones
    • di Alcántara
    • di Balmardón
    • di Bisagra (ne esistono due una è detta nuova e l'altra vecchia, a distanza di soli 80 m; il nome viene forse dal termine arabo bab sagra = "porta della pianura")
    • de Doce Cantos
    • del Cambrón, entrata nel ghetto toledano. La parte esterna conserva ancora la struttura originale. Cambron significa pruno e il nome deriva appunto da un pruno selvatico che crebbe in una delle due torri nel XV secolo
    • del Sol costruita all'epoca dell'Arcivescovo Tenorio (1375-1399) è considerata la migliore porta in stile mudejar spagnolo per la sua armonia e forza.
  • Stazione ferroviaria
  • Taller del Moro
  • Torre de San Cristóbal
  • Torre del Hierro, cioè torre del ferro è una delle tante torri della cinta muraria.
  • Torreón del Baño de la Cava, il torrione non è altro che uno dei pilastri del ponte di barche che esisteva dal periodo arabo sostituito dal ponte di S. Martino.

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Toledo vista di notte

Per gli amanti dell'arte, la città di Toledo si identifica con il grande pittore Domenico Theotocopulos detto El Greco (1541-1614) che trascorse qui gli ultimi 37 anni della sua vita; nella città sono conservate alcune delle sue opere, tra le quali la Sepoltura del conte di Orgaz, conservato nella chiesa di Santo Tomé. C'è anche una "Casa e Museo del Greco", ma è documentato che El Greco visse da tutt'altra parte e che questa casa era appartenuta a Samuel Levy, tesoriere evidentemente ebreo di re don Pedro. All'inizio del Novecento il marchese della Vega per mantenere il ricordo del pittore, conservare i suoi quadri, restaurare questo casolare, volle creare una copia di ciò che avrebbe potuto essere la casa del Greco, creando un'opera verosimile con mobili dell'epoca. Attorno ad un bel cortile con lo zoccolo piastrellato ci sono la sala da pranzo e quella da lavoro della moglie, o amante, madre del figlio Manuel e ispiratrice del pittore, donna Jeronima, la cucina e un bel giardino. Al piano superiore lo studio del pittore, con un notevole dipinto, le "Lacrime di San Pietro", ed altre stanze ricostruite immaginando come visse El Greco.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Arte Contemporanea
  • Scuola dell'Arte
  • Museo del Greco
  • Victorio Macho
  • Safardi
  • Museo-Hospital de Santa Cruz

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Toledo[1] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 1012,515,919,122,728,733,432,127,520,614,510,411,019,231,420,920,6
T. min. mediaC) 1,62,45,17,510,515,218,618,014,79,95,32,62,27,717,310,09,3
Precipitazioni (mm) 3632384344258102744414110912543112389

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Acciaio Toledo.

Toledo è famosa da secoli per la sua produzione di acciaio e soprattutto per le spade, le cui tecniche di produzione, secondo alcuni di provenienza persiana e importate dagli arabi, in realtà, come ci racconta il lessico bizantino della Suda (X sec.), erano di origine celtibera, quindi di molti secoli anteriori alle invasioni arabe. Gli antichi romani infatti le apprezzavano e cercavano di imitarle già dai tempi delle guerre puniche:

I celtiberi eccellono nella fabbrica delle spade: senza dubbio le loro spade e i loro pugnali sono molto adatti a ferire di taglio con entrambe le mani. Per il qual motivo già dai tempi di Annibale i romani, ripudiate le spade patrie, adottarono le spade ispaniche; inoltre in un certo qual modo ne imitarono la fabbricazione e la stessa forma, ma non furono in alcun modo capaci di uguagliarne né la bontà del ferro né l’accuratezza e la diligenza della manifattura (Celtiberi gladiorum fabrica εκcellunt: quippe eorum gladii et mucrones sunt valide, et ad caesim utraque manu feriendum apti. Quamobrem Romani jam inde ab Αnnibalicis temporibus, abjectis ensibus patriis, Ηispanici gladii usum adscivere: ac formam quidem ipsam ac fabricam imitati sunt, bοnitatem autem ferri ac reliquam curam et industriam assequi haudquaquam potuerunt.)[2]

Ancora oggi la città è un centro importante di produzione di coltelli e di altri oggetti di acciaio.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ https://it.climate-data.org/location/6374/
  2. ^ Suida, Lexicon, graece et latine. Tomo II, pp. 510-511. Halle e Brunswick, 1705.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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