Depenalizzazione

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La depenalizzazione, nel gergo giuridico italiano, consiste nel trasformare illeciti penali in illeciti amministrativi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia la proliferazione di numerosi illeciti penali contenuti in leggi speciali, ha indotto il legislatore a depenalizzarli. Una delle leggi più importanti in materia di depenalizzazione è la legge n. 689 del 24 novembre 1981, che ha cercato di risolvere in materia organica il problema della depenalizzazione.

Successive ondate di depenalizzazione si sono realizzate con la legge 28 dicembre 1993, n. 56, con il D. Lgs. 13 luglio 1994, n. 400 e con il D. Lgs. 30 dicembre 1999, n. 507.

Gli illeciti depenalizzati sono una vasta categoria di fatti corrispondenti a quelle figure di reato, per lo più di lieve entità[1], che leggi recenti hanno trasformato in infrazioni di carattere amministrativo, assoggettandoli a sanzioni pecuniarie non penali.

Differenza con la normativa sulla particolare tenuità[modifica | modifica wikitesto]

Il decreto legislativo n. 28/2015, recante "Disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a norma dell'articolo 1, comma 1, lettera m), della legge 28 aprile 2014, n. 67", ha introdotto una causa di non punibilità che scatta caso per caso, quando il fatto sia di «particolare tenuità» e quando il comportamento del colpevole risulti «non abituale»)[2]. Tale previsione, applicabile soltanto ai reati per i quali è prevista la pena detentiva non superiore nel massimo a 5 anni, o la sola pena pecuniaria, sola o congiunta alla pena predetta, non si configura come una depenalizzazione, ma impone di valutare, ai fini della punibilità del reo, le modalità della condotta e l'eseguità del danno o del pericolo, così come si sono manifestate in concreto.

L'equivoco potrebbe essere nato per il fatto che la legge di delega (Legge 28 aprile 2014, n. 67) contiene un'altra norma (articolo 2, commi 1-4) - ancora non attuata, ma con uno schema di decreto all'esame per il parere parlamentare[3] - che invece reca una vera e propria depenalizzazione per alcuni reati (tra i quali comunque non vi è la violazione di domicilio).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ad esempio, "il primo e più ampio gruppo di reati abrogati è quello che attiene alle fattispecie concernenti il duello che, da un punto di vista pratico, risulta alquanto irrilevante: l'eleminazione di questi reati niente altro è che opera di "pulizia" legislativa" (Nacci Isabella, Depenalizzazione: la l. n. 205/1999, un passo in avanti nella lunga opera di snellimento del sistema sanzionatorio penale, Resp. civ. e prev. 2000, pag. 1203, fasc. 4-5, 1 ottobre 2000.
  2. ^ http://www.laleggepertutti.it/85845_violazione-di-domicilio-depenalizzata-resta-la-legittima-difesa
  3. ^ http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/950834.pdf

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]