Sanzione amministrativa

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Una sanzione amministrativa pecuniaria,ossia la cosiddetta multa per divieto di sosta.

Una sanzione amministrativa, nell'ordinamento italiano, è una sanzione prevista dalla legge per la violazione di una norma giuridica che costituisce illecito amministrativo.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista normativo, una delle norme essenziali è stata la legge n. 24 novembre 1981, n. 689 che ha istituito per la prima volta nell'ordinamento un sistema compiuto di illecito amministrativo, conseguente alla depenalizzazione di molti reati, puniti sino ad allora con la pena dell'ammenda. Le sanzioni amministrative sono in genere di tipo pecuniario, cioè ingiungono il pagamento di una somma di denaro

Sanzione pecuniaria[modifica | modifica wikitesto]

Le sanzioni amministrative pecuniarie, previste dall'art. 10 della legge n. 689/1981, possono essere di due tipi:

  • fisse, che consistono nel pagamento di una somma non inferiore a euro 10 e non superiore a euro 15000.
  • proporzionali, che non hanno limite massimo.

La proporzione fra reddito e sanzione è introdotta nel 2009 per violazioni al codice della privacy se inefficaci in ragione delle condizioni economiche del contravventore.[1]

La legge stabilisce, inoltre, che tranne casi tassativi espressamente stabiliti dalla legge, il limite massimo della sanzione amministrativa pecuniaria non può, per ciascuna violazione, superare il decuplo del minimo.

Criteri per l'applicazione[modifica | modifica wikitesto]

Generalmente per l'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie la legge ammette il pagamento di una somma in misura ridotta.

Essa è pari alla terza parte del massimo della sanzione prevista per la violazione commessa o, se più favorevole, al doppio del minimo della sanzione edittale, oltre alle spese del procedimento. Il pagamento deve essere effettuato entro il termine di 60 giorni dalla contestazione immediata o dalla notificazione degli estremi della violazione. In caso di non pagamento si effettua l'ordinanza-ingiunzione con l'innalzamento della sanzione.

Ci sono alcune eccezioni; ad esempio il codice della strada italiano prevede, per il pagamento in misura ridotta, la sanzione minima edittale; il mancato pagamento entro il termine di 60 giorni, comporta in automatico l'innalzamento della sanzione al doppio del minimo, essendo il verbale di contestazione già considerato titolo esecutivo per la riscossione della somma senza che sia necessaria l'ordinanza-ingiunzione prevista dall'art. 18 della legge 689/1981. Il pagamento entro cinque giorni dalla data del verbale di accertamento comporta una riduzione del 30% dell'importo (con l'eccezione di alcune violazioni).

L'art. 11 della legge n. 689/1981, inoltre, dispone che nella determinazione della sanzione amministrativa pecuniaria fissata dalla legge tra un limite minimo e un limite massimo e nell'applicazione delle sanzioni accessorie facoltative, si deve aver riguardo a vari criteri:

  • alla gravità della violazione,
  • all'opera svolta dall'agente per la eliminazione o attenuazione delle conseguenze della violazione,
  • alla personalità dello stesso,
  • alle sue condizioni economiche.

Una criticità nell'effettività della sanzione e nella possibilità di recupero coatto del credito riguarda la sanzione amministrativa nei confronti di soggetti non residenti nel nostro Paese (es. turisti, cittadini non italiani e che non hanno richiesto il permesso di soggiorno).

Distinzioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel linguaggio comune, quando si parla (in modo atecnico) di "multa" o "contravvenzione", ci si riferisce in realtà a una sanzione amministrativa pecuniaria, in genere conseguenza di un illecito previsto dal Codice della strada o per aver usufruito di mezzi di trasporto pubblici senza o con titolo di viaggio inadeguato. Nel diritto penale la multa è invece un tipo di pena comminata per un delitto mentre la contravvenzione è un tipo di reato; più precisamente, per il delitto le pene previste sono la reclusione e la multa, mentre per la contravvezione abbiamo l'arresto e l'ammenda.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ art. 44, comma 4 della legge 27 febbraio 2009, n. 14

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]