Sportello unico per le attività produttive

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Lo Sportello Unico per le Attività Produttive (abbreviato S.U.A.P.) è uno strumento di semplificazione amministrativa che mira a coordinare tutti gli adempimenti richiesti per la creazione di imprese, al fine di snellire e semplificare i rapporti tra la pubblica amministrazione italiana e i cittadini.

Discipline normativa[modifica | modifica wikitesto]

Per ridurre ad unità le molteplici procedure amministrative necessarie per creare un’impresa il legislatore ha istituito lo Sportello Unico per le attività produttive, sin dal D. Lgs. 31 marzo 1998, n. 112[1]; ma, per arrivare al regolamento governativo di attuazione, "è stato necessario, come si apprende dal preambolo del regolamento, porre in essere il seguente iter: una deliberazione «preliminare» del Consiglio dei Ministri; un parere della Conferenza unificata Stato-Regioni; un parere del Consiglio di Stato; un parere delle competenti Commissioni parlamentari, della Camera e del Senato, e ben due deliberazioni «finali» del Consiglio dei Ministri (perché dopo la prima erano sopravvenuti dei ripensamenti ministeriali)"[2]. Il D.P.R. 7 settembre 2010, n. 160 costituisce il nuovo regolamento per la disciplina e la semplificazione dello sportello[3].

In base al nuovo regolamento del 2010,[4] il SUAP è:

«l’unico soggetto pubblico di riferimento territoriale per tutti i procedimenti che abbiano come oggetto l’esercizio di attività produttive e di prestazione di servizi, e quelli relativi alle azioni di localizzazione, realizzazione, trasformazione, ristrutturazione o riconversione, ampliamento o trasferimento nonché cessazione o riattivazione delle suddette attività, ivi compresi quelli di cui al decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59»

Il D. Lgs. 26 marzo 2010, n. 59, emanato ai fini del recepimento della cosiddetta Direttiva Bolkestein ha ribadito l'istituzione dei SUAP telematici presso i Comuni.[5]

Il comma 4 dell'Art.2 del D.P.R. n. 160/2010, tuttavia, esclude dal campo di applicazione del S.U.A.P., tra gli altri,

«gli impianti e le infrastrutture energetiche»

come ad esempio gli impianti e le reti di trasmissione e distribuzione dell'energia elettrica.

Procedimento[modifica | modifica wikitesto]

Il procedimento può essere di due tipi:

  • un procedimento semplificato, della durata di 90 giorni nel quale le singole amministrazioni competenti esaminano il progetto e rilasciano un parere o nulla osta. Il SUAP riceve l'istanza corredata dalla necessaria documentazione e inoltra le richieste di parere tecnico agli uffici coinvolti nel procedimento. Entro 30 giorni questi possono richiedere tramite il SUAP eventuale documentazione integrativa. Quando tutti gli uffici si sono espressi positivamente il procedimento si conclude con un provvedimento unico di autorizzazione. In presenza di un parere negativo il SUAP trasmette la pronuncia al richiedente entro 3 giorni e il procedimento si intende concluso. In tal caso il richiedente può richiedere la convocazione di una conferenza di servizi per concordare le condizioni per superare la pronuncia negativa;
  • un procedimento autocertificato, della durata di 45/60 giorni nel quale il SUAP riceve l'istanza corredata da autocertificazioni attestanti la conformità del progetto alle norme vigenti redatte da professionisti abilitati e sottoscritte dal legale rappresentante. Copia della documentazione viene trasmessa a cura del SUAP agli uffici competenti per le verifiche. Allo scadere del termine, qualora gli uffici non si siano espressi, le verifiche si intendono concluse positivamente per silenzio assenso.

È possibile operare tramite strutture, infrastrutture e reti già realizzate: è previsto anche il ricorso al sistema informatico delle Camere del Commercio e l'utilizzo del sistema pubblico di connettività per automatizzare ulteriormente i procedimenti tra gli enti interessati.

Requisiti tecnici[modifica | modifica wikitesto]

Le infrastrutture tecnologiche richieste sono: PC, linea ADSL, casella PEC, firma digitale, dispositivo di firma digitale con lettore, oppure soluzioni come dispositivi di firma digitale tramite USB.

  • Tramite la casella di PEC istituzionale si può ricevere e inviare la documentazione tra le imprese e PA. Trasmettere atti, comunicazioni e relativi allegati alle altre amministrazioni comunque coinvolte nel procedimento e ricevere dalle stesse comunicazioni e atti in formato elettronico;
  • firma digitale necessaria per la sottoscrizione degli atti in formato elettronico;
  • utilizzo di un qualsiasi software che permette di leggere documenti firmati digitalmente in grado di elaborare file firmati in modo conforme a quanto deliberato dalla CNIPA;
  • protocollazione informatica della documentazione in entrata e in uscita, per la certificazione della corrispondenza, come previsto dal D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 e dal DPCM del 31 ottobre 2000;
  • la sezione del sito web dedicato al SUAP (collocato all'interno di portali realizzati da una forma associativa di appartenenza, dalla Provincia o dalla Regione di riferimento), in cui sono pubblicate informazioni sui procedimenti amministrativi oltre alle modulistiche di riferimento, prevede anche la possibilità per gli utenti di verificare lo stato di avanzamento delle pratiche.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Art. 24 del D. Lgs. n. 112/1998
  2. ^ F. Merusi, La legalità amministrativa. Altri sentieri interrotti, Bologna, Il Mulino, 2012, pp. 9-10.
  3. ^ Tale regolamento, emanato ai sensi della legge 6 agosto 2008 n. 133, abroga il previgente di cui al D.P.R. 20 ottobre 1998, n. 447. Per F. Merusi, La legalità amministrativa. Altri sentieri interrotti, Bologna, Il Mulino, 2012, pp. 10, "naturalmente a forza di metterci le mani il risultato non assomiglia alla icastica chiarezza delle dodici tavole, ma neanche alla comprensibilità di qualche testo normativo degli anni ’60, tanto che sono subito sorti dubbi interpretativi non di poco conto, in buona parte originati da problemi linguistico-lessicali la cui soluzione è affidata alla futura interpretazione giurisprudenziale".
  4. ^ Art. 2, comma 1 del D.P.R. n. 160/2010
  5. ^ art. 25 D. Lgs. n. 59/2010

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]