Diritto di accesso agli atti amministrativi

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Il diritto di accesso agli atti amministrativi è un diritto riconosciuto al cittadino in funzione dei rapporti con lo Stato e la Pubblica amministrazione, al fine di garantire in particolare la trasparenza di quest'ultima.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Un corretto e agevole accesso alle informazioni pubbliche è considerato estremamente importante per garantire un efficace funzionamento dei sistemi democratici, in quanto responsabile dell'aumento della responsabilità dei governi e dei pubblici ufficiali, incrementando in tal modo la partecipazione delle persone e consentendo la loro partecipazione informata e corretta alla vita pubblica. La premessa fondamentale del diritto di accesso all'informazione pubblica è la natura sostanzialmente pubblica delle informazioni detenute dalle istituzioni governative l'impossibilità di nasconderle se non sulla base di motivi legittimi che dovrebbero essere dettagliati nella legge.[1]

Trasparenza e libertà di accesso[modifica | modifica wikitesto]

A partire dalla Legge del 6 novembre 2012, n. 190 la normazione sulla Pubblica Amministrazione si è indirizzata verso la limitazione e lotta del fenomeno di corruzione. L'impostazione data dal Legislatore, con attribuzione di poteri sostanziali all'A.N.A.C (Autorità Nazionale Anticorruzione), è stata quella di costruire "pilastri" sui quali fondare un cambiamento culturale di chi opera nella Pubblica Amministrazione, operando in particolare sul tema della trasparenza.

Principio generale di trasparenza[modifica | modifica wikitesto]

Il decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 (successivamente modificato dal decreto legislativo n. 97/2016) riordina la disciplina sugli obblighi per le pubbliche amministrazioni di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni e detta le regole di presentazione dei dati sui siti istituzionali.

«La trasparenza è intesa come accessibilità totale delle informazioni concernenti l'organizzazione e l'attività delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche.

La trasparenza, nel rispetto delle disposizioni sul segreto di Stato, d'ufficio, e statistico e di protezione dei dati personali, concorre ad attuare il principio democratico e i principi costituzionali di eguaglianza, di imparzialità, buon andamento, responsabilità, efficacia ed efficienza nell'utilizzo di risorse pubbliche, integrità e lealtà nel servizio alla nazione. Essa è condizione di garanzia delle libertà individuali e collettive, nonché dei diritti civili, politici e sociali, integra il diritto ad una buona amministrazione e concorre alla realizzazione di una amministrazione aperta, al servizio del cittadino.»

In particolare, i dati personali pubblicati sono «riutilizzabili solo alle condizioni previste dalla normativa vigente sul riuso dei dati pubblici (direttiva comunitaria 2003/98/CE e d.lgs. 36/2006 di recepimento della stessa), in termini compatibili con gli scopi per i quali sono stati raccolti e registrati, e nel rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali.

Qualità dei dati[modifica | modifica wikitesto]

«Le pubbliche amministrazioni garantiscono la qualità delle informazioni riportate nei siti istituzionali nel rispetto degli obblighi di pubblicazione previsti dalla legge, assicurandone l'integrità, il costante aggiornamento, la completezza, la tempestività, la semplicità di consultazione, la comprensibilità, l'omogeneità, la facile accessibilità, nonché la conformità ai documenti originali in possesso dell'amministrazione, l'indicazione della loro provenienza e la riutilizzabilità»

I dati devono essere pubblicati in formato aperto e devono essere riutilizzabili.

Le Pubbliche Amministrazioni e le società partecipate dalle pubbliche amministrazioni devono creare nei loro siti istituzionali una apposita sezione denominata “Amministrazione trasparente”, nella quale sono contenute le informazioni da pubblicare.

Accesso Civico e normativa F.O.I.A.[modifica | modifica wikitesto]

L'Accesso civico (semplice o generalizzato) consente a chiunque di accedere a dati, documenti e informazioni delle pubbliche amministrazioni senza necessità di dimostrare un interesse qualificato (Art. 5, D.Lgs. 33/2013).

  • L’Accesso civico semplice consente a chiunque di richiedere documenti, dati o informazioni che le amministrazioni hanno l'obbligo di pubblicare nella sezione "Amministrazione trasparente" dei propri siti istituzionali, nei casi in cui gli stessi non siano stati pubblicati (art.5, c. 1).
  • L'Accesso civico generalizzato (o accesso FOIA) consente a chiunque di richiedere dati e documenti ulteriori rispetto a quelli che le amministrazioni sono obbligate a pubblicare (art. 5, c. 2).
  • L'Accesso Documentale (il tradizionale accesso agli atti), previsto dall'art. 22 della Legge n.241/1990, permette a chiunque di richiedere documenti, dati e informazioni detenuti da una Pubblica Amministrazione riguardanti attività di pubblico interesse, purché il soggetto che lo richiede abbia un interesse diretto, concreto e attuale rispetto al documento stesso. La richiesta va presentata alla Pubblica Amministrazione (PA) che detiene il documento e deve essere regolarmente motivata. L'ente decide entro 30 giorni (fatti salvi eventuali ricorsi), trascorsi i quali la richiesta si intende respinta.

Con la normativa cosiddetta FOIA (Freedom of Information Act), introdotta con decreto legislativo n. 97 del 2016, l’ordinamento italiano riconosce la libertà di accedere alle informazioni in possesso delle pubbliche amministrazioni come diritto fondamentale. Il principio che guida l’intera normativa è la tutela preferenziale dell’interesse conoscitivo di tutti i soggetti della società civile: in assenza di ostacoli riconducibili ai limiti previsti dalla legge, le amministrazioni devono dare prevalenza al diritto di chiunque di conoscere e di accedere alle informazioni possedute dalla pubblica amministrazione.  

Giornalisti, organizzazioni non governative, imprese, i cittadini italiani e stranieri possono richiedere dati e documenti, così da svolgere un ruolo attivo di controllo sulle attività delle pubbliche amministrazioni. L’obiettivo della norma, è anche quello di favorire una maggiore trasparenza nel rapporto tra le istituzioni e la società civile, e incoraggiare un dibattito pubblico informato su temi di interesse collettivo.

L’accesso civico generalizzato, istituito dalla normativa FOIA, differisce dalle altre due principali tipologie di accesso già previste dalla legislazione.

A differenza del diritto di accesso procedimentale o documentale (regolato dalla legge n. 241/1990), garantisce al cittadino la possibilità di richiedere dati e documenti alle pubbliche amministrazioni, senza dover dimostrare di possedere un interesse qualificato.

A differenza del diritto di accesso civico “semplice” (regolato dal d. lgs. n. 33/2013), che consente di accedere esclusivamente alle informazioni che rientrano negli obblighi di pubblicazione previsti dalla legge (in particolare, dal decreto legislativo n. 33 del 2013), l’accesso civico generalizzato si estende a tutti i dati e i documenti in possesso delle pubbliche amministrazioni, all’unica condizione che siano tutelati gli interessi pubblici e privati espressamente indicati dalla legge.

A due anni dall’introduzione dell’istituto dell’accesso civico generalizzato, la pratica ha evidenziato la necessità di: a) fornire alle amministrazioni ulteriori chiarimenti, con l’obiettivo di promuovere una sempre più efficace applicazione della disciplina FOIA; b) favorire l’utilizzo di soluzioni tecnologiche per la presentazione e gestione delle istanze di accesso, con l’obiettivo di semplificare le modalità di accesso dei cittadini e il lavoro di gestione delle richieste da parte delle amministrazioni.

Per dare risposta a queste esigenze e orientare il sistema amministrativo verso una piena attuazione della disciplina dell’accesso civico generalizzato, il Dipartimento della funzione pubblica ha avviato, insieme all’A.N.AC. e al Garante per la protezione dei dati personali, un percorso di riflessione congiunto per individuare soluzioni tecniche e interpretative adeguate, sia mediante la circolare n.1/2019, sia mediante la revisione delle Linee guida di cui all’art. 5 comma 2 del decreto trasparenza, in ordine alla applicazione delle eccezioni e dei limiti all’accesso civico generalizzato.[2]

Casistica giurisprudenziale[modifica | modifica wikitesto]

L'azienda Bavarian Lager, che esporta nel Regno Unito la propria birra tedesca, ha denunciato alla Commissione Europea una iniquità della legge britannica che favoriva le aziende locali a dispetto delle estere. La CE ha dunque avviato un procedimento che ha portato alla modifica delle leggi britanniche.

L'azienda ha quindi richiesto alla CE un verbale riguardante una riunione a cui erano presenti i rappresentanti della Commissione, le autorità britanniche e la Confédération des Brasseurs du Marché Commun (CBMC). Tuttavia, la CE ha deciso di non inserire in tale verbale il nome di cinque partecipanti che si erano opposte alla divulgazione dei loro dati o non erano reperibili. La Bavarian Lager ha proposto un ricorso per ottenere la versione integrale, ottenendo con la sentenza dell'8 novembre 2007 l'annullamento dell'omissione dei nomi.[3]

La sentenza dell'8 novembre 2007 venne a sua volta annullata su ricorso della CGUE secondo la quale la Commissione aveva legittimamente respinto la domanda di accesso al verbale completo della riunione “dal momento che la Bavarian Lager non ha fornito alcuna motivazione espressa e legittima né alcun argomento convincente per dimostrare la necessità del trasferimento di questi dati personali, la Commissione non ha potuto soppesare i differenti interessi delle parti in causa. Essa non era neppure in grado di verificare se sussistevano ragioni per presumere che tale trasferimento avrebbe arrecato pregiudizio agli interessi legittimi delle persone coinvolte”.

Secondo il diritto dell'Unione Europea il diritto di accesso agli atti amministrativi non può dunque prevalere automaticamente sul diritto alla protezione dei dati.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]