Jean-Luc Mélenchon

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Jean-Luc Mélenchon
Meeting Mélenchon Toulouse - 2017-04-16 - Jean-Luc Mélenchon - 41 (cropped 2).jpg

Deputato all'Assemblea Nazionale Francese
In carica
Inizio mandato 21 giugno 2017
Predecessore Patrick Mennucci
Legislature XV legislatura
Gruppo
parlamentare
La France Insoumise
Collegio Quarto collegio delle Bouches-du-Rhône

Eurodeputato
In carica
Inizio mandato 14 luglio 2009
Gruppo
parlamentare
GUE/NGL

Presidente poi co-presidente dell'Ufficio Nazionale del Partito di Sinistra
Durata mandato 2009 –
2014
Successore Éric Coquerel

Dati generali
Partito politico Partito di Sinistra
Coalizione:
Fronte di Sinistra
In precedenza:
Organizzazione Comunista Internazionalista (fino al 1976)
Partito Socialista (1977-2008)
Tendenza politica Socialismo democratico
Eco-socialismo
Alter-globalizzazione
Firma Firma di Jean-Luc Mélenchon

Jean-Luc Mélenchon (Tangeri, 19 agosto 1951) è un politico francese, fondatore nel 2008 del Partito di Sinistra.

È stato candidato alle elezioni presidenziali del 2017, senza il Fronte di Sinistra (coalizione con cui aveva ottenuto più dell'11% dei voti nel 2012), ma in nome del movimento "La France Insoumise" (FI), fondato per sostenere la sua candidatura nel febbraio 2016.[1] Con esso ha ottenuto il 19,58% dei voti, comunque non sufficienti per accedere al ballottaggio, ma che lo hanno piazzato davanti al candidato del Partito Socialista Benoit Hamon (6,36%). È la prima volta nella storia della Quinta Repubblica francese che un candidato di sinistra supera il candidato del Partito Socialista alle presidenziali[2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Mélenchon nasce nell'allora zona internazionale di Tangeri[3] il 19 agosto del 1951 da una famiglia di pieds-noirs[4][5]. Il padre, Georges Mélenchon, era un dirigente del PTT (l'ente pubblico francese preposto ai mezzi di comunicazione), nato ad Orano (nell'allora Algeria francese) da genitori spagnoli originari della Murcia, e di Jeanine Bayona, un'insegnante di scuola elementare, figlia a sua volta di un immigrato spagnolo originario della Comunità Valenzana e di un'immigrata italiana originaria della Sicilia[4]. Cresciuto con un'educazione prettamente cattolica[6], lascierà il Marocco nel 1962, a seguito del divorzio dei genitori, stabilendosi con la madre in Francia, dapprima presso le cittadine normanne di Elbeuf ed Yvetot, ed infine presso Giura (nella Franca Contea)[7][8][9][10][11].

Dopo aver attivamente militato, da ragazzo, nelle fila dell'Organizzazione Comunista Internazionalista, di matrice trotskista, entrò a far parte del Partito Socialista, figurando nella corrente di sinistra interna Nuovo Mondo. È stato senatore dal 1986 (per il dipartimento dell'Essonne) al gennaio 2010 (con un'interruzione dal 2000 al 2004).[12]

È stato delegato del ministro dell'educazione nel governo Jospin dal 2000 al 2002, per occuparsi dell'insegnamento professionale.[13]

Per continue divergenze con Ségolène Royal, nel 2008 ha fondato il Partito della Sinistra, di orientamento socialista democratico, ecologista ed alter-globalista. Per le europee del 2009 il partito si è alleato con il Partito Comunista Francese in un Fronte di Sinistra (FDG). Queste stesse forze politiche hanno candidato Mélenchon alle presidenziali del 2012, ottenendo più dell'11,1% (3.984.822 voti) dei voti, al quarto posto tra i candidati all'Eliseo.[14]Al ballottaggio del 6 maggio 2012, appoggia Hollande.

Alla fine di gennaio 2016 Mélenchon propone la sua candidatura alla presidenza della Repubblica, invitando i francesi ad appoggiarlo attraverso il sito internet jlm2017.fr e raccogliendo in pochi giorni più di 100.000 sostenitori, e quasi mezzo milione un anno dopo[15]. Vari gruppi di sostegno si organizzano nel territorio e il programma viene steso durante il mese di ottobre. Vengono definiti anche i candidati alle elezioni legislative, e il partito comunista, insieme ad altre forze dell'ex Fronte di Sinistra, rinnova l'appoggio alla candidatura di Mélenchon.[16] Melenchon parte male con il 9-10% nei sondaggi,ma,grazie ai suoi metodi di campagna elettorale,della sua capacità oratoria e delle proposte antieuropeiste che propone, inizia una colossale rincorsa nei sondaggi,che lo porta prima a sorpassare il candidato PS Hamon e poi a giungere a ridosso di Macron, Le Pen e Fillon,al 18-19%. Malgrado una campagna molto dinamica ed un risultato molto alto (19,58% dei voti espressi e 7.060.885 voti), Jean-Luc Mélenchon non si qualifica per il ballottaggio, distanziato di poco dal candidato della destra François Fillon (che, con il 20,01% dei voti, rimane al disotto di Sarkozy e del suo 27,2% del 2012) e dai due finalisti, Marine Le Pen (21,3%) e Emmanuel Macron (24,01%). Passato da circa 4 milioni di elettori nel 2012 a oltre 7 milioni nel 2017, la sua progressione rimane tuttavia impressionante, e stimolante in vista delle elezioni legislative di giugno[17]. Alle legislative di giugno il partito ottenendo l'11,03% e 2.497.622 voti al primo turno e giungendo al ballottaggio in 74 circoscrizioni, vincendone poi 17 al secondo turno. Melenchon viene eletto con 59,8% nel collegio 4 delle Bocche del Rodano battendo Corinne Versini (REM) ferma al 40,2%.[18]

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Filosofo e appassionato di letteratura, Jean-Luc Mélenchon ha scritto più di una decina di libri. Si tratta per la maggior parte di saggi filosofici sulla condizione umana, la sua concezione della politica e, ovviamente, il suo programma politico.

Alcune pubblicazioni rilevanti[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicato dopo la sconfitta elettorale del Partito Socialista nel 2007, e due anni dopo la campagna per il No al referendum sulla costituzione europea (aveva deciso di sostenere il No contro il parere del suo partito, apertamente schierato per il Sì), questo libro riassume le sue delusioni e attese dalla sinistra, e mette già in chiaro le divergenze con la direzione nazionale del partito. Un anno dopo infatti, Mélenchon lascerà il Partito Socialista per fondare il Partito di Sinistra.

Questo breve saggio è una risposta al discorso pronunciato da Nicolas Sarkozy, appena intronizzato canonico del Laterano un anno dopo la sua elezione.

Best-seller ristampato più volte all'occasione delle elezioni presidenziali del 2012, questo libro riprende come titolo lo slogan delle rivoluzioni della Primavera Araba e dell'America Latina ("Che se ne vadano via tutti"). Inno alla rivoluzione civile, non violenta e decisa dal suffragio universale, questo libro è anche una riflessione che anticipa il programma elettorale del Fronte di Sinistra, coalizione del suo Partito di Sinistra e di altre formazioni della sinistra francese (tra cui i comunisti, gli eco-socialisti ed altre piccole formazioni), con il quale sarà candidato alle presidenziali del 2012.

  • L'Avenir en commun (préf. Jean-Luc Mélenchon, Charlotte Girard et Jacques Généreux), Seuil, 2016 ISBN 978-2-0213-1751-0

Programma ufficiale del movimento La France Insoumise, lanciato all'occasione delle presidenziali francesi del 2017 e scritto durante un'assemblea di migliaia di persone a Lilla (ottobre 2016) che hanno contribuito alla redazione. E disponibile on-line grazie al lavoro di un gruppo di volontari, al sito www.laec.fr.

  • Con Cécile Amar, De la vertu, Éditions de L'Observatoire, 2017 ISBN 1032900598

Dopo gli scandali che hanno segnato la campagna elettorale (il candidato della destra, Fillon, è stato accusato di impiegare in maniera fittizia sua moglie ed i suoi figli come assistenti parlamentari, e Marine Le Pen, candidata dell'estrema destra, di aver fatto lavorare a spese del parlamento europeo alcuni suoi collaboratori, tra cui le sue guardie del corpo), Mélenchon pubblica questo libro per sottolineare l'importanza di avere una certa virtù quando ci si dedica alla politica. Per lui, l'unico modo di ottenere questa virtù è una riforma istituzionale profonda, per rendere la Francia un regime parlamentare democratico e non più una "monarchia presidenziale" dove tutti i poteri sono concentrati da un solo uomo, il presidente.

Altre pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Giochi elettronici e nuove tecnologie[modifica | modifica wikitesto]

Jean-Luc Mélenchon è il protagonista di un gioco on-line, Fiscal Kombat.

Appassionato di nuove tecnologie, si reca regolarmente alle fiere di giochi elettronici,[19] ma anche a quelle di fumetti (come quella di Angoulême)[20] e d'arte contemporanea. Questo lo rende molto popolare tra i giovani.[21]

A febbraio 2017, in piena campagna elettorale, Mélenchon innova il modo di fare politica, realizzando a Parigi il primo meeting olografico della storia, in diretta da Lione. Dopo il notevole successo dell'esperimento (quasi 20.000 persone erano presenti), decide di ripeterlo in più città prima della fine della campagna elettorale.[22] Oltre a sfruttare l'aspetto ludico e originale della proiezione tridimensionale, Mélenchon usa questa nuova tecnologia per illustrare il suo programma sulle innovazioni tecnologiche, che sostiene di voler favorire per aumentare il potenziale creativo del paese.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

È Grande Ufficiale dell'Ordine Nazionale del Merito Argentino, in segno di riconoscimento per il suo investimento nella lotta alla dittatura militare argentina.[23]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ JLM 2017, su jlm2017.fr.
  2. ^ Elezioni Francia, al ballottaggio Macron (24,1%) e Le Pen (21,3%) - Speciali, in ANSA.it, 23 aprile 2017. URL consultato il 25 aprile 2017.
  3. ^ "Le CV de Jean‑Luc Mélenchon", Europe 1, 5 March 2012
  4. ^ a b Jean-Louis Beaucarnot, Mélenchon : entre la Mancha et la Sicile !, su Rfgenealogie..
  5. ^ Biographie de Jean-Luc Mélenchon et actualités - Challenges.fr, su www.challenges.fr..
  6. ^ Jean-Luc Mélenchon : « Je suis de culture catholique, je connais la maison ! », su www.famillechretienne.fr..
  7. ^ Jean-Luc Mélenchon, su France-Soir. URL consultato il 24 marzo 2012..
  8. ^ Olivier Cassiau, L'enfance de Mélenchon : de Tanger à Yvetot, in Paris Normandie, 25 marzo 2017..
  9. ^ Vanessa Schneider, Jean-Luc Mélenchon, 48 ans, ex-grande gueule du PS, rentre dans le rang avec celui de ministre délégué. L'importuniste., su Libération, 27 aprile 2000..
  10. ^ Who's Who in France, Laffite Hébrard, 2001-2002, p. 1279..
  11. ^ Hortense Paillard, Biographie : Qui est Jean-Luc Mélenchon ?, su la République des Lettres..
  12. ^ Sénat français, Anciens sénateurs Vème République : MÉLENCHON Jean-Luc, su www.senat.fr. URL consultato il 10 aprile 2017.
  13. ^ (FR) Jean-Luc Mélenchon, 48 ans, ex-grande gueule du PS, rentre dans le rang avec celui de ministre délégué. L'importuniste., in Libération.fr. URL consultato il 10 aprile 2017.
  14. ^ Wikiwix's cache, su archive.wikiwix.com. URL consultato il 10 aprile 2017 (archiviato dall'url originale il 13 maggio 2012).
  15. ^ [www.jlm2017.fr Nombre de adhérents].
  16. ^ Jean-Luc Mélenchon, JLM 2017 - Appuyer la candidature de Jean-Luc Mélenchon, su www.jlm2017.fr. URL consultato il 10 dicembre 2016.
  17. ^ Stefano Montefiori, corrispondente da Parigi; Aldo Cazzullo, Alessandra Coppola, Marco Imarisio, Elisabetta Rosaspina inviati in Francia; Davide Casati, L. De Feudis, A. Grandi, M. Rovelli, Elezioni Francia, risultati in diretta: primi exit poll (vietati) dal Belgio: in testa Macron, poi Marine Le Pen, in Corriere della Sera. URL consultato il 25 aprile 2017.
  18. ^ (FR) Second tour des législatives : Mélenchon élu député de la quatrième circonscription des Bouches-du-Rhône. URL consultato il 4 settembre 2017.
  19. ^ Arricchirsi umanamente giocando ai videogames, su charentelibre.fr.
  20. ^ Festival fumetto, su charentelibre.fr.
  21. ^ Topic Mélenchon forum 18-25 anni, su jeuxvideo.com.
  22. ^ Francia:Mélenchon,6 comizi con ologramma - Europa, in ANSA.it, 10 aprile 2017. URL consultato il 10 aprile 2017.
  23. ^ 12 cose da sapere su Melenchon, su tempsreel.nouvelobs.com.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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