Socialismo del XXI secolo

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Hugo Chávez

Il socialismo del XXI secolo è un termine politico ideato da Heinz Dieterich nel 1996, usato in seguito da Hugo Chávez in un discorso al World Social Forum del 2005, dopo il quale si è associato al neologismo di chavismo, detto anche "socialismo democratico stile Chavez" (Chavez style in inglese).[1]

I capisaldi dell'ideologia del socialismo del XXI secolo, che può anche non essere inteso solo nel senso di chavismo o bolivarismo (in riferimento all'esperienza venezuelana o latinoamericana in genere), raggruppano, al pari del socialismo fino al 2000 (socialismo del XX secolo), le ideologie mature di ispirazione marxista, spesso revisionista e anti-stalinista, nonché anti-imperialista, particolarmente sviluppatesi in America latina, e che intendono realizzare un'esperienza socialista[1]; ma il concetto si richiama molto all'uso della democrazia diretta, per non ripetere gli errori degli stati del socialismo reale dell'Europa dell'Est, dell'Asia e dell'America latina, che furono fin dall'origine o si trasformarono presto in regimi comunisti fortemente burocratici, autoritari e centralisti, nei quali erano negate le forme, conosciute all'Occidente americano ed europeo, di partecipazione politica, i diritti di libertà ed i diritti sociali della cittadinanza, fino a sconfinare nel totalitarismo. In Unione sovietica ciò avvenne quando Stalin esautorò la democrazia dei soviet, avocando a sé e al politburo tutto il potere decisionale, attuando repressione, censura, militarismo e fortissimo culto della personalità.

Gli stati socialisti in stile sovietico furono difatti definiti dai critici, come i trotskisti e i socialisti libertari e democratici, come stati proletari deformati, in cui la temporanea dittatura del proletariato post-rivoluzionaria si trasformò subito in "governo del partito unico" (specie dove mancava la classe operaia già formata, in grado di partecipare attivamente al fianco dei politici di professione) e in capitalismo di stato; questo, unito al concetto di "socialismo in un solo paese" e al nazionalismo, ha causato la fine del processo di liberazione del popolo e l'instaurazione di politiche stataliste assai simili ai totalitarismi di destra, del quale i piani quinquennali dell'URSS, la Corea del Nord e la Repubblica popolare cinese sono il maggior esempio.

Il socialismo del XXI secolo è invece un socialismo democratico, che rifugge la violenza rivoluzionaria, tranne quando si renda assolutamente necessaria (come per difendersi da un golpe reazionario), e propugna la libertà di parola, la di stampa e di movimento dei cittadini, nonché il rispetto dei diritti umani, come antidoto alla degenerazione osservata nel socialismo reale. Forte è anche l'attenzione all'ambiente e all'ecologia, con forme di ecosocialismo, antiglobalizzazione e indigenismo.[1].

Le figure e i movimenti storici di riferimento sono, tra quelli dei tempi più recenti, Salvador Allende e Fidel Castro[2]. Oltre ad Hugo Chávez, fanno parte di questa ideologia il suo successore, Nicolás Maduro, e altri leader come l'ecuadoriano Rafael Correa, il boliviano Evo Morales e molti appartenenti al Partito Comunista del Cile.

Norme basilari[modifica | modifica wikitesto]

Dieterich suggerisce l'istuituzione di 4 "norme basilari" all'interno della nuova realtà di civilizzazione post-capitalista, ovvero[1]:

  1. Equivalenza economica, che dovrebbe essere basata sulla teoria marxiana del valore ed è democraticamente determinata da coloro che creano direttamente il valore, anziché dai principi dell'economia di mercato;
  2. Democrazia della maggioranza, che fa uso dei plebisciti per decidere riguardo alle questioni importanti che interessano l'intera società;
  3. Democrazia di base diretta, basata su istituzioni democratiche come legittime rappresentanti dei comuni interessi della maggioranza dei cittadini, con un'appropriata tutela dei diritti delle minoranze;
  4. Il soggetto critico, responsabile, cittadino in maniera razionale, etica ed esteticamente autodeterminata.

Secondo Dieterich, la società esistente dovrebbe venire rimpiazzata da un "sistema qualitativamente diverso". Il programma del socialismo del XXI secolo è necessariamente rivoluzionario. Questa rivoluzione, tuttavia, dovrebbe essere un processo graduale, che non richiede l'uso della violenza ed è sensibile al fatto che le istituzioni che abbiamo oggi sono il risultato di centinaia di anni di tentativi ed errori. Per questo, non possono essere cambiate dall'oggi al domani, come le esperienze del socialismo reale ci hanno mostrato. Secondo Dieterich, gli esseri umani non sono topi da laboratorio. Ogni rivoluzione di larga scala sociale che vuole avere successo, deve essere il risultato di una bene informata persuasione riguardo ai benefici di un progetto, piuttosto che un'imposizione attraverso la violenza di stato e la repressione. Questa rivoluzione attraverso la democrazia partecipativa assicurerà il potere, l'istruzione, le conoscenze scientifiche sulla società e la cooperazione internazionale.[1]

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

I critici accusano il socialismo del XXI secolo di essere una democrazia illiberale e demagogica, accusando spesso i leader di questa corrente di caudillismo (come accadde per il peronismo), ovvero di attuare un regime populista guidato da un "capo carismatico" (molti paesi latinoamericani sono repubbliche presidenziali, con ampi poteri conferiti al Presidente, direttamente eletto dal popolo). Nel mirino sono finiti anche gli atteggiamenti di Chávez e sul suo motto "Socialismo, Patria o morte", giudicato troppo estremista, e il monopolio statale sui mass media, volto all'egemonia culturale dell'ideologia di governo.[3]

In Venezuela esiste però, come forma di contrappeso istituzionale, lo strumento del referendum revocatorio, con cui il popolo può destituire il Capo dello Stato votando "si" alla proposta del quesito referendario (negli altri paesi del mondo, invece, solo il Parlamento o il Governo possono destituire un Capo di Stato, a certe condizioni). Gli oppositori hanno talvolta però denunciato brogli, benché anche l'ex Presidente statunitense Jimmy Carter abbia definito regolari ed esemplari le elezioni in Venezuela.[3]

Adesioni nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia il socialismo del XXI secolo era una delle ideologie a cui si richiamava esplicitamente la Federazione della Sinistra[4] ed è tuttora, accanto all'eurocomunismo, l'ideologia principale del Partito della Rifondazione Comunista.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Heinz Dieterich: „Der Sozialismus des 21. Jahrhunderts – Wirtschaft, Gesellschaft und Demokratie nach dem globalen Kapitalismus“, Einleitung Socialism of the 21st Century – Economy, Society, and Democracy in the era of global Capitalism, Introduction
  2. ^ considerato un liberatore dall'imperialismo, anziché un dittatore, come spesso viene definito
  3. ^ a b Venezuela after Chávez: Now for the Reckoning in The Economist, 9 marzo 2013. URL consultato il 4 maggio 2013.
  4. ^ Ricostruire il socialismo del XXI secolo

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]