Xenofobia

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Graffiti xenofobi in Israele

La xenofobia (dal greco ξενοφοβία, xenophobia, ossia "paura del diverso"; composto da ξένος, xenos, "estraneo, insolito" e φόβος, phobos, "paura") è la paura di ciò che è distinto per natura, razza o specie. A volte questo atteggiamento non si ferma alla semplice paura, ma sfocia in una vera e propria intolleranza e discriminazione nei confronti dell'oggetto della propria paura.

Il termine è spesso usato per descrivere la paura o l'avversione per ciò che è estraneo; il razzismo viene oggi erroneamente considerato da molti come una forma di xenofobia, come anche i pregiudizi e l'omofobia. Malgrado il significato dei due termini in parte si sovrapponga, la xenofobia, a sua volta, viene oggi erroneamente considerata sinonimo di razzismo. Il timore per il diverso, diverso di religione, razza o nazionalità, non significa necessariamente razzismo, anche se il razzismo è almeno in parte il risultato di una fobia.

Avere timore o paura non significa esclusivamente considerare inferiore. La derivazione greca della parola ne è la corretta interpretazione, oggi dilatata dai media soprattutto nei casi di faziosità politica. Sebbene xenofobia non voglia letteralmente dire razzismo, ad ogni modo si può obiettivamente affermare che il razzismo ne è una pressoché diretta conseguenza. Si può ulteriormente puntualizzare che con il termine razzismo (nell'accezione generalmente riconosciuta) ci si riferisce alla discriminazione e/o fobia e/o odio verso gruppi sociali deboli, non economicamente, politicamente o culturalmente dominanti.

La American Psychiatric Association, nella quarta edizione del suo Manuale diagnostico e statistico dei disordini mentali (DSM-IV) include nella descrizione di una fobia un'intensa ansia che si manifesta in seguito all'esposizione "all'oggetto della fobia, sia nella vita reale che nella vita immaginaria o in video...". Per la xenofobia ci sono due oggetti principali verso cui si manifesta la fobia:

  • il primo è una popolazione presente all'interno di una società, che però non è considerata parte di quella società. Spesso si tratta di immigrati recenti, ma la xenofobia può anche essere diretta verso un gruppo che sia presente da secoli. Questa forma può provocare o facilitare reazioni ostili e violente, come l'espulsione di massa degli immigranti o, nei casi peggiori, il massacro, come nel caso dei pogrom.
  • la seconda forma è sostanzialmente culturale e l'oggetto della fobia sono alcuni elementi culturali che vengono considerati alieni. Tutte le culture sono soggette a influenze esterne, ma la xenofobia culturale è spesso ben indirizzata, ad esempio verso parole straniere inserite nella lingua nazionale. Conduce raramente ad aggredire le persone, può portare a campagne politiche per la purezza della cultura e della lingua.

L'isolazionismo, un sospetto generico verso governi e stati stranieri, non è propriamente descritto dalla xenofobia.

A livello europeo, la Cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale (rappresentante il terzo pilastro dell'Unione europea) riconosce come uno degli obiettivi primari quello di prevenire e reprimere il razzismo e la xenofobia, il cui istituto di riferimento è "Osservatorio europeo per i fenomeni di razzismo e xenofobia" ("European Monitoring Centre on Racism and Xenophobia" - EUMC) sostituito e trasformato, nel 2007, dall'Agenzia dell'UE per i diritti fondamentali'.

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