La France Insoumise

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La France insoumise
FI logo.svg
LeaderJean-Luc Mélenchon
StatoFrancia Francia
Sede6 bis, Rue des Anglais, 91300 Massy, e 43, Rue de Dunkerque, 75010 Parigi
Fondazione2016
IdeologiaEcosocialismo
Repubblicanesimo
Umanismo
Populismo
Euroscetticismo
CollocazioneSinistra, Sinistra radicale
Iscritti538 900 (rivendicati il 22 maggio 2017)
ColoriRosso e blu
Sito web
 Jean-Luc Mélanchon in un comizio a Brest il 28 febbraio 2017
Il candidato alla presidenziali 2017 de La France insoumise, Jean-Luc Mélenchon, in un comizio a Brest (28 febbraio 2017)

La France insoumise (letteralmente "La Francia non-sottomessa" o "indomabile", abbreviata FI, rappresentata ufficialmente con il simbolo della lettera greca phi (φ)) è un movimento politico francese di sinistra radicale, lanciato il 10 febbraio 2016 per promuovere la candidatura di Jean-Luc Mélenchon alle elezioni presidenziali del 2017 e alle legislative, ed applicare il programma L'Avenir en Commun ("Il Futuro Comune")[1].

La campagna per le elezioni è diretta da Manuel Bompard e Alexis Corbière, dirigenti del Partito di Sinistra, con la coordinamento della docente di diritto all'università di Parigi-Nanterre Charlotte Girard e dell'economista Jacques Généreux.

Dopo il primo turno dell'elezione presidenziale del 2017, Jean-Luc Mélenchon arriva in quarta posizione con il 19,58% dei suffragi espressi, non sufficienti per accedere al ballottaggio. Per la prima volta dal 1969 (quando i comunisti arrivarono davanti alla SFIO) un candidato di sinistra supera in ampia scala quello del Partito Socialista.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

La France Insoumise nasce dalla volontà di creare un movimento partendo "dal basso", in rottura totale con la logica dominante di un partito politico gerarchizzato. Il movimento si ispira apertamente al suo omologo spagnolo Podemos[2], ma anche alla révolution citoyenne del presidente Rafael Correa in Ecuador[3] e alla campagna di Bernie Sanders alle primarie del Partito Democratico nel 2016[4].

Fondazione[modifica | modifica wikitesto]

Fondato il 10 febbraio 2016, il movimento organizza un primo raduno sulla piazza Stalingrado a Parigi il 5 giugno 2016[5], al quale partecipano oltre 10 000 persone[6], ed un secondo il 28 agosto nei giardini dell'Observatoire di Tolosa[7].

Il programma intitolato "Un Futuro Comune" è adottato durante una convenzione a Lilla il 15 e 16 ottobre 2016, scritto da oltre 1000 persone, di cui più dei due terzi tirati a sorte tra gli aderenti del movimento. Alla convenzione hanno partecipato anche numerose personalità, tra cui Jérôme Kerviel, ex-trader della Société générale, Antoine Deltour, che ha rivelato lo scandalo LuxLeaks, Paul Ariès, politologo, Aminata Traoré, ex-ministro della cultura, Zoé Konstantopoúlou, l'ex-presidente del parlamento greco, e molti altri[8][9][10]. La traduzione italiana del programma "Un Futuro Comune" è disponibile qui.

Il 13 maggio 2017 si tiene la seconda convenzione, a Villejuif, per preparare le elezioni legislative di giugno[11].

Presidenziali 2017[modifica | modifica wikitesto]

Al primo turno delle elezioni presidenziali francesi del 2017, Jean-Luc Mélenchon arriva 4º con 19,58 % dei suffragi con più di 7 milioni di voti[12], il che non gli permette di accedere al secondo turno. Arriva comunque primo in 8 grandi città: Marsiglia, Toulouse, Montpellier, Lille, Le Havre, Saint-Étienne, Nîmes e Grenoble[13], e in 7 dipartimenti: Ariège, Dordogna, Guyana, La Réunion, Martinica, Saint-Pierre-et-Miquelon e Seine-Saint-Denis[14].

Legislative 2017[modifica | modifica wikitesto]

Alle primo turno delle legislative dell'11 giugno 2017 ottiene l'11,3%, superando anche il partito socialista francese. In ballottaggio in oltre 74 circoscrizioni (più di 90 se si contano anche quelle in cui è presente un candidato del Partito Comunista Francese), la France Insoumise riesce a far eleggere 21 deputati, sufficienti per costituire un gruppo parlamentare, al quale si aggiungeranno probabilmente una decina di deputati comunisti[15].

Si tratta del primo gruppo di opposizione in parlamento: dopo la schiacciante vittoria dell'astensione (55% degli elettori non sis sono recati ai seggi), lo scrutinio uninominale maggioritario ha infatti favorito il partito del presidente Macron (305 deputati) e del suo alleato François Bayrou (42 deputati del MoDem). I Repubblicani, favorevoli alla linea politica del governo, ottengono 140 seggi mentre i socialisti, divisi tra i sostenitori e non del governo, crollano a poco più di 30[16]. Notevole è l'assenza di un gruppo parlamentare del Fronte Nazionale, che ottiene solo 8 deputati (15 è il minimo richiesto). La France Insoumise è quindi uno dei movimenti al centro della ricomposizione politica che vive la Francia e Jean-Luc Melenchon ha intenzione di sfruttare al massimo questa posizione vantaggiosa per pesare nei negoziati sul nuovo Codice del Lavoro che prepara Emmanuel Macron[17].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FR) Le programme de Jean-Luc Mélenchon en ligne – L'Avenir En Commun, su LAEC.fr. URL consultato il 14 maggio 2017.
  2. ^ (ES) Silvia Ayuso, La remontada del movimiento Francia Insumisa... y su referente Podemos, in EL PAÍS, 3 aprile 2017. URL consultato il 14 maggio 2017.
  3. ^ (ES) Pablo Castaño Tierno, Tribuna | El aroma a Podemos de Jean-Luc Mélenchon, in EL PAÍS, 19 aprile 2017. URL consultato il 14 maggio 2017.
  4. ^ Rachid Laïreche, Jean-Luc Mélenchon, le vent dans le dos, in Libération, 14 ottobre 2016. URL consultato il 15 maggio 2017.
  5. ^ (FR) Mathieu Dejean, Les Inrocks - Pour son premier meeting de campagne, Jean-Luc Mélenchon appelle à "changer la civilisation humaine", su Les Inrocks, 6 giugno 2016. URL consultato il 14 maggio 2017.
  6. ^ Avec sa "France insoumise", Jean-Luc Mélenchon met le PCF et la gauche au pied du mur, su Le Huffington Post. URL consultato il 14 maggio 2017.
  7. ^ (FR) Le JDD, Mélenchon veut prendre de la hauteur, su www.lejdd.fr. URL consultato il 14 maggio 2017.
  8. ^ (FR) Olivier Philippe-Viela, Convention de la «France insoumise»: Dans le Nord, Mélenchon à gauche toute, in 20minutes.fr, 16 ottobre 2016. URL consultato il 14 maggio 2017.
  9. ^ (FR) La France insoumise détaille son projet et son calendrier, in L'Humanité, 17 ottobre 2016. URL consultato il 14 maggio 2017.
  10. ^ (FR) EN DIRECT. Législatives : Jean-Luc Mélenchon pense c’est La France insoumise qui aura le plus de députés…, in 20minutes.fr, 13 maggio 2017. URL consultato il 14 maggio 2017.
  11. ^ (FR) Jean-Luc Mélenchon et ses « insoumis » au travail sur un programme, in L'Humanité, 25 maggio 2016. URL consultato il 14 maggio 2017.
  12. ^ Election présidentielle 2017, su elections.interieur.gouv.fr, Ministère de l'Intérieur. URL consultato il 24 aprile 2017.
  13. ^ Présidentielle : radiographie d'un vote éclaté, su regards.fr, 25 aprile 2017. URL consultato il 27 aprile 2017..
  14. ^ CARTE. Présidentielle : quel candidat arrive en tête dans votre département ?, in Franceinfo, 24 aprile 2017. URL consultato il 27 aprile 2017..
  15. ^ Parti par parti, les chiffres à scruter au second tour pour voir qui a limité la casse, su Le Huffington Post. URL consultato il 19 giugno 2017.
  16. ^ (FR) Législatives françaises: voici la carte des résultats du second tour, in RTBF Info, 18 giugno 2017. URL consultato il 19 giugno 2017.
  17. ^ Ballottaggio Francia, Mélenchon: astensione buona notizia, è sciopero civico, su Rainews. URL consultato il 19 giugno 2017.

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