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Marine Le Pen

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Marine Le Pen
Marine Le Pen (2017-03-24) 01 cropped.jpg

Presidente del Fronte Nazionale
In carica
Inizio mandato 15 maggio 2017
Predecessore Steeve Briois (ad interim)

Durata mandato 16 gennaio 2011 –
24 aprile 2017
Predecessore Jean-Marie Le Pen
Successore Jean-François Jalkh (ad interim)

Consigliere regionale
In carica
Inizio mandato 26 marzo 2010
Circoscrizione Nord-Passo di Calais

Durata mandato 28 marzo 2004 –
21 marzo 2010
Circoscrizione Île-de-France

Durata mandato 15 marzo 1998 –
28 marzo 2004
Circoscrizione Nord-Passo di Calais

Deputata all'Assemblée nationale
In carica
Inizio mandato 21 giugno 2017
Legislature XV
Gruppo
parlamentare
Non Iscritti
Circoscrizione 11ª circoscrizione Pas-de-Calais;

Eurodeputato
Legislature VI (20 luglio 2004 - 13 luglio 2009); VII (14 luglio 2009 - 13 luglio 2014); VIII (14 luglio 2014 - 20 giugno 2017)
Gruppo
parlamentare
NI; ENF
Circoscrizione Île-de-France; Francia nord-occidentale

Consigliere municipale
Durata mandato 23 marzo 2008 –
24 febbraio 2011
Circoscrizione Hénin-Beaumont

Dati generali
Partito politico Fronte Nazionale
Università Università Panthéon-Assas
Professione Avvocato

Marine Le Pen, nata Marion Anne Perrine Le Pen (Neuilly-sur-Seine, 5 agosto 1968), è una politica francese, presidente del Fronte Nazionale dal 16 gennaio 2011 e deputata all'Assemblea nazionale francese dal 20 giugno 2017. Inoltre é stata europarlamentare dal 2004 al 2017.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureata in giurisprudenza, avvocato, Marine Le Pen è la terzogenita di Jean-Marie Le Pen. Sposata e madre di tre figli, nel 2002 divorziò dal primo marito e convolò a seconde nozze con Éric Iorio, un importante membro del suo partito, dal quale divorziò successivamente.[1] Il suo attuale compagno è Louis Aliot, vicepresidente del Front National e segretario del partito dal 2005 al 2010. Marine è la zia di Marion Maréchal-Le Pen, la più giovane parlamentare della V Repubblica[2], anche lei esponente del FN.

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Dal 15 marzo 1998 al 28 marzo 2004 è per FN Consigliere regionale di Nord-Pas-de-Calais. Dal 2002 è presidente dell'associazione "Generations Le Pen", un'organizzazione vicina al FN che mira a promuovere il pensiero e le iniziative di Jean-Marie Le Pen tra la gioventù. Divenuta nell'aprile del 2003 vicepresidente del Fronte, nel 2004 si candidò alla presidenza della regione Île-de-France ed ottenne il 12,3% dei voti, divenendo consigliere regionale.

Marine Le Pen viene generalmente considerata l'espressione di una tendenza nuova, e più moderata, che affiorò nel FN soprattutto dopo le elezioni presidenziali del 2002, in cui il padre ricevette un consenso maggiore rispetto a Lionel Jospin ed arrivò al ballottaggio (in cui poi perse nettamente contro Jacques Chirac).

Dopo le elezioni europee del 2004 ha ottenuto un seggio parlamentare a Strasburgo e dal gennaio del 2007 cura la campagna elettorale del padre in vista delle imminenti elezioni presidenziali. Nel luglio 2009 è rieletta europarlamentare, nella circoscrizione del Nord Ovest.

Alle Elezioni regionali francesi del 2010 si candida alla presidenza della regione Nord-Pas-de-Calais, ottenendo il 18.31% dei voti al primo turno e il 22.20% al secondo, quasi a ridosso del rappresentante della coalizione sarkozyana. Dopo queste consultazioni il padre Jean-Marie si congratula pubblicamente con lei e lascia trasparire una possibile successione "in famiglia" alla leadership del FN[3].

Marine Le Pen a Parigi il 19 novembre 2011 durante la campagna elettorale per le presidenziali

Il 16 gennaio 2011, dopo le dimissioni del padre, Marine Le Pen è eletta Presidente del partito con il 67,65% dei voti, battendo Bruno Gollnisch. Marine Le Pen si candida alle presidenziali francesi del 22 aprile 2012. Al primo turno ottiene il 17,9% (6.421.426 voti) dei consensi, classificandosi al terzo posto, dopo il socialista Hollande e il presidente uscente Sarkozy. È il secondo miglior risultato ottenuto da sempre da FN alle presidenziali [4].

Nel 2012 viene indagata dalla procura di Lione di incitazione all'odio, alla discriminazione o alla violenza nei confronti di un gruppo di persone a motivo della loro appartenenza a una religione, reato previsto dal diritto francese[5]. Il 2 luglio 2013 il Parlamento europeo, dietro richiesta del ministro della Giustizia della Repubblica Francese avanzata il 26 novembre 2012, ha autorizzato la revoca della sua immunità parlamentare, rilevando come i presunti fatti a lei addebitati non siano in diretto o evidente rapporto con l'esercizio delle funzioni di deputato europeo e come non vi sia motivo di sospettare l'esistenza di un caso di fumus persecutionis.[6][7]

Dopo il grande successo alle Elezioni europee del 2014 (primo partito in Francia), nel marzo 2015 guida il Front National al 25,19% alle elezioni dipartimentali mentre i moderati di Nicolas Sarkozy prendono il 29,4% e i socialisti e i loro alleati raccolgono il 21,8%: è il miglior risultato di sempre alle elezioni locali.[8] La settimana seguente però al secondo turno non riesce ad ottenere nemmeno un dipartimento nonostante i tanti voti ottenuti; può contare su una trentina di consiglieri in tutta la Francia contro uno soltanto in precedenza.[9]

Al primo turno delle elezioni regionali del 6 e 13 dicembre 2015, si candida alla presidenza della regione Nord-Calais-Piccardia, dove ottiene il 40,64% delle preferenze, mentre al secondo turno di ballottaggio il 42,23%[10]. Viene battuta da Xavier Bertrand ( LR) , che ottiene il 57,77%.

È candidata per il suo partito alle Elezioni presidenziali in Francia del 2017 e al primo turno delle elezioni del 23 aprile con il 21,30% dei voti arriva seconda, andando al ballottaggio del 7 maggio insieme a Emmanuel Macron (24,01%). Ottiene 7.678.491 voti al primo turno e ne fa così il miglio risultato di FN alle presidenziali.[11][12] All'indomani del risultato si dimette dalla guida del Front National[13]. Al ballottaggio la Le Pen con il 33,94% delle preferenze, ne esce sconfitta a favore del candidato centrista. Ma ottiene il massimo storico di voti per FN, con 10.638.475 voti al secondo turno, doppiando il risultato del padre nel 2002.

Il 15 maggio Marine Le Pen torna presidente del partito. Il 19 maggio annuncia la sua candidatura nell'undicesima circoscrizione del Passo di Calais in vista del primo turno delle elezioni legislative. L'11 giugno, giorno del primo turno, la Le Pen vince nella circoscrizione ottenendo il 46,02 % dei voti, sbaragliando il deputato socialista uscente Kemel (che la batté di soli 118 voti nel 2012 - 50,11 a 49,89) e la candidata LREM, Anne Rouquet, che ottiene il 16,4%. Al secondo turno Marine Le Pen viene eletta all'Assemblea Nazionale, con il 58,6% (65,97% ad Henin Beaumont), per la prima volta nella sua vita e diviene la seconda Le Pen ad entrare al Parlamento francese[14]. All'inizio di luglio, con effetto retroattivo al 18 giugno, lei si dimette dal Parlamento europeo, sostituita da Christelle Lechevalier.

Ideologia[modifica | modifica wikitesto]

Ambiente e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Marine Le Pen auspica che la Francia aumenti "l'autarchia dei grandi spazi" e "l'economia in cerchi concentrici". A suo avviso, è una "eresia ecologica consumare prodotti coltivati a 20mila km di distanza e riciclare i rifiuti migliaia di chilometri più avanti". Sostiene si debba "produrre per il territorio più vicino", "distribuire sul posto", e che "consumare i prodotti locali deve essere una priorità della regione" o "della regione più vicina" se non prodotti in loco. Sostiene che la Francia deve attuare "contratti di cooperazione", se merci necessarie come il caffè non sono prodotte in Europa[15].

Appoggia il ferroutage e i trasporti pubblici.

Immigrazione: "il francese prima"[modifica | modifica wikitesto]

Marine Le Pen sostiene che serva una moratoria sull'immigrazione e che bisogni attuare una politica "il francese prima" in materia di occupazione, stato sociale e alloggi[16][17].

Cittadinanza e nazionalità[modifica | modifica wikitesto]

A suo avviso, la cittadinanza è indivisibile dalla nazionalità e si poggia sull'eguaglianza di tutte le persone di fronte alla legge; la legge dovrebbe ostacolare un trattamento preferenziale in base all'appartenenza di una categoria sociale, etnica o religiosa[18]. Di conseguenza, lei favorisce l'abrogazione della affirmative action[18][19] e la restaurazione di una "meritocrazia repubblicana"[19][20].

Lei sostiene che la filiazione dovrebbe essere la via normale per acquisire la nazionalità francese, con l'eccezione[18] della naturalizzazione: "la nazionalità è ereditata o meritata"[16]. Al fine di risolvere il problema dell'immigrazione, lei auspica una riforma dei regolamenti sulla nazionalità per rimuovere la doppia cittadinanza e l'acquisizione automatica della nazionalità francese[17]. Sostiene che è necessaria una severa applicazione della legge per quanto riguarda la perdita della cittadinanza[16]. A suo avviso, uno straniero che non rispetta la legge in Francia dovrebbe essere privato della nazionalità francese; inoltre ritiene che qualsiasi straniero che commette reati gravi e illeciti in Francia deve essere restituito al suo paese d'origine[16].

Laicità[modifica | modifica wikitesto]

Marine Le Pen, sostenendo che il FN rimane un partito non confessionale, afferma regolarmente il suo attaccamento ai valori della laicità (laïcité) della società francese[21]. Ella difende vigorosamente la cosiddetta legge del 1905, la quale stabilisce che la Repubblica francese non riconosce, non concede stipendi o sussidi a qualsiasi forma di culto religioso[18][21][22].

Ella è favorevole all'approvazione di un divieto di ogni tendenza religiosa nelle scuole e sostiene la necessità di un emendamento alla Costituzione della V Repubblica affermando che la Repubblica francese non riconosce alcuna comunità religiosa[16][22]. Si oppone al finanziamento delle moschee con i fondi pubblici: inoltre si batte per vietare il loro finanziamento da attività estere[16][21][22]. A suo avviso, la costruzione, la manutenzione e il finanziamento dei luoghi di culto dovrebbe essere una questione importante solamente per i gruppi di fedeli che operano all'interno di un quadro regolamentato[16][18]. Lei sostiene che bisogna attuare "la separazione della moschea e dello stato" e si oppone alla formazione degli imam da parte della Repubblica francese[22].

Il 29 novembre 2009, 57,5% dei votanti svizzeri e 19 ½ Cantoni hanno approvato l'iniziativa popolare per vietare la costruzione di nuovi minareti (senza l'effetto retroattivo sui quattro minareti già costruiti in Svizzera). Marine Le Pen si è congratulata con il popolo svizzero per l'approvazione schiacciante del divieto e ha denunciato "l'élite dominante" per il suo disprezzo per la democrazia diretta[23][24][25][26].

Ha chiesto inoltre che venga proibita l'ostentazione di simboli religiosi vistosi da ogni luogo pubblico, non solo dagli edifici statali[27], pronunciandosi contro la possibilità di chiedere il rispetto delle regole alimentari religiose nelle mense scolastiche (come accade con le regole del kosher ebraico e dell'halal musulmano)[28].

Diritti LGBT[modifica | modifica wikitesto]

Marine le Pen si è opposta alla legge del 2013 che ha esteso il matrimonio alle coppie di persone dello stesso sesso, dichiarando che nel caso in cui venisse eletta presidente della repubblica cambierebbe la legge, tuttavia non ha partecipato alle manifestazioni contro tale legge[29]. In quanto presidente del Front National, Marine le Pen adotta generalmente toni moderati sulle questioni LGBT e ha fatto avvicinare diversi omosessuali al Front National[30].

Questioni sociali[modifica | modifica wikitesto]

Aborto ed eutanasia[modifica | modifica wikitesto]

Marine Le Pen si oppone all'abrogazione della Loi Veil, la legge del 1975 di Simone Veil con la quale l'aborto è stato regolamentato in una disposizione legislativa restrittiva. Ella sostiene che, poiché il background socio-economico sfavorevole è un fattore determinante per la maggior parte delle donne che scelgono di abortire, di conseguenza, occorre auspicare una radicale politica più favorevole alla famiglia, per il nutrimento e di sensibilizzazione dei bambini. Inoltre è favorevole ad una politica finalizzata ad aumentare il tasso di natalità[31].

Marine Le Pen è rigorosamente contraria a qualsiasi ammorbidimento della legge contro l'eutanasia[32].

Criminalità e giustizia[modifica | modifica wikitesto]

Le Pen è inoltre contraria alla legalizzazione delle droghe, sostiene l'obbligo di cura per i tossicodipendenti e l'inasprimento delle leggi contro i trafficanti.[33]

Sostiene una linea dura contro le violenze nelle scuole e l'incremento delle forze di polizia nelle zone a rischio, e allo stesso tempo appoggia il miglioramento delle condizioni delle carceri.[34]

Si è espressa contro la proposta di criminalizzare i clienti delle prostitute.[35]

Pena capitale[modifica | modifica wikitesto]

Appoggia la pena capitale per coloro che rapiscono i bambini a scopo di violenza sessuale[36], in quanto ritiene che la massima pena potrebbe servire da deterrente; anche per l'omicidio di anziani e bambini e per spaventosi reati, come quelli che coinvolgono gli atti di tortura, sostiene che sia necessaria la pena capitale[37]. Riguardo a questo tema, la posizione della maggioranza del FN è che i cittadini francesi possano scegliere, tramite referendum, tra il ripristino della pena di morte e l'introduzione dell'ergastolo senza condizionale.[38] Nel programma presidenziale del 2017 non ha tuttavia messo questo punto, limitandosi a menzionare un ergastolo reale e senza sconti per i condannati di gravi reati.[39]

Politica estera: contro l'Unione europea, l'euro e la NATO[modifica | modifica wikitesto]

In un dispaccio[40] pubblicato mercoledì 13 aprile 2011, l'agenzia di stampa russa RIA Novosti ha salutato con grande favore l'orientamento geopolitico di Marine Le Pen, presidente del Fronte Nazionale. Quello stesso giorno, davanti ai giornalisti stranieri riuniti a Nanterre, la signora Le Pen ha promesso che, se vincerà le elezioni presidenziali, la Francia farà della Russia un partner privilegiato ed uscirà dalla NATO. “Penso che la Francia abbia ogni interesse a guardare all'Europa, ma alla grande Europa, in particolare lavorando in partnership con la Russia”, ha affermato. La signora Le Pen ha sostenuto la necessità di un partenariato strategico con Mosca per “ovvi motivi, geostrategici e di comunanza culturale”, così come per gli interessi d'indipendenza energetica della Francia. Nel 2014 Il Front National si è visto concedere un finanziamento di nove milioni di euro da parte di una primaria banca ceco-russa molto vicina al governo russo, controllata da un uomo d'affari che fa parte della cerchia più intima di Vladimir Putin.[41][42]

Ha anche promesso di modificare le relazioni franco-americane e di far uscire la Francia dall'Alleanza Atlantica, osservando che il FN è sempre stato contro l'adesione alla NATO. “Le scelte compiute dal Presidente della Repubblica, che appaiono scelte di allineamento sistematico (agli Stati Uniti), non mi sembrano positive”, ha detto.

Le Pen ha anche predetto la fine dell'euro e ha difeso il programma del suo partito per l'uscita dalla moneta unica. Ha invitato a sospendere con urgenza l'area Schengen ed a riflettere seriamente sulla possibile “fine dell'Unione europea”.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Accuse di negazionismo[modifica | modifica wikitesto]

Le Pen è stata accusata di negazionismo in quanto ha dichiarato che la Francia non ebbe nessuna responsabilità per la deportazione di ebrei dalla nazione durante il nazismo, riversando le colpe sul governo collaborazionista di Vichy: «Penso che la Francia non sia responsabile del Vel d’Hiv» (vicenda riguardante la polizia e la gendarmeria francese che nel luglio del ’42 arrestò, a Parigi, più di 13 mila ebrei tra cui più di 4 mila bambini. Stando alle fonti storiche i celibi e le famiglie senza figli furono trasferiti a Drancy, gli altri invece vennero rinchiusi a Vélodrome d’Hiver per essere poi tutti deportati a Auschwitz).[43][44][45]

Accuse di plagio[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º maggio 2017 Marine Le Pen, durante un comizio presiedutosi a Villepinte, ha tenuto un discorso rivolto ai suoi elettori in occasione del ballottaggio delle elezioni presidenziali. In seguito i media si accorsero che molte frasi del discorso che Le Pen ha tenuto sono state riciclate da un discorso che fece François Fillon, candidato dei Repubblicani arrivato terzo al primo turno delle elezioni, durante un suo comizio tenutosi il 15 aprile precedente[46]. Ad accusarla di plagio fu un canale di YouTube chiamato Ridicule Tv, che fu il primo ad accorgersi di questo fatto. A seguito di numerose polemiche, Florian Philippot, numero due del Fronte Nazionale, si giustifica affermando che l'intenzione della candidata alla presidenza era quello di avvicinare l'elettorato di destra moderato.

Impegno politico[modifica | modifica wikitesto]

Funzioni politiche[modifica | modifica wikitesto]

Mandati politici[modifica | modifica wikitesto]

  • dal 21 giugno 2017 Deputato all'Assemblée nationale

Mandati politici locali[modifica | modifica wikitesto]

Mandati europei[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Autobiografie[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) À contre-flots, éd. Jacques Grancher, coll. « Grancher Depot », Paris, 2006, 322 p., broché, 15 × 22 cm ISBN 2-7339-0957-6

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dal primo marito, Franck Chauffroy, ha avuto tre figli: Jehanne e due gemelli Mathilde e Louis. Nel 2002 si è risposata con Eric Iorio, ma la loro unione è terminata con il divorzio. (EN) Who is Marine Le Pen and the Front National party?, The Daily Telegraph. URL consultato il 23 aprile 2017.
  2. ^ (FR) Législatives : Marion Maréchal-Le Pen élue à Carpentras, in Le Monde, 17-18 giugno 2012. URL consultato il 31 marzo 2014.
  3. ^ Aldo Cazzullo, Le Pen non perdona il presidente «Punito per il flirt con la sinistra», in Corriere della Sera (Parigi), 23 marzo 2010. URL consultato il 31 marzo 2014.
  4. ^ Ballottaggio Hollande-Sarkozy per l'Eliseo, in Corriere della Sera (Milano), 22-24 aprile 2012. URL consultato il 31 marzo 2014.
  5. ^ Precisamente dall'articolo 24, comma 8, dall'articolo 23, comma 1, e dall'articolo 42 della legge del 29 luglio 1881 nonché dall'articolo 93-3, della legge 82-652 del 29 luglio 1982, e le cui pene figurano all'articolo 24, paragrafi 8, 10, 11 e 12 della legge del 29 luglio 1881 e all'articolo 131-26, comma 2 e 3, del Codice penale francese.
  6. ^ Decisione del Parlamento europeo del 2 luglio 2013 sulla richiesta di revoca dell'immunità di Marine Le Pen (2012/2325(IMM))., su europarl.europa.eu, Parlamento europeo. URL consultato il 31 marzo 2014.
  7. ^ (FR) Procedure file (PDF), su europarl.europa.eu, Parlamento europeo. URL consultato il 31 marzo 2014.
  8. ^ Elezioni Francia: il ritorno di Sarkozy
  9. ^ Francia, trionfo dell'Ump di Sarkozy
  10. ^ http://elections.interieur.gouv.fr/regionales-2015/32/32.html
  11. ^ Presidenziali Francia, Emmanuel Macron al ballottaggio con Marine Le Pen, in rainews. URL consultato il 24 aprile 2017.
  12. ^ Francia, al ballottaggio sfida Macron-Le Pen, su www.adnkronos.com. URL consultato il 24 aprile 2017.
  13. ^ Il Giornale
  14. ^ (FR) Législatives 2017 : Marine Le Pen fait son entrée à l’Assemblée nationale, in Le Monde.fr, 18 giugno 2017. URL consultato il 18 giugno 2017.
  15. ^ (FR) Marine Le Pen (FN) : "Instaurons une autarcie des grands espaces", terraeco.net, 26 maggio 2009. URL consultato il 31 marzo 2014.
  16. ^ a b c d e f g (FR) Loic Baudoin, Marine Le Pen : « Si j’étais présidente… », Paris-Match (Nations Presse Info), 8 luglio 2010. URL consultato il 31 marzo 2014.
  17. ^ a b (FR) Interview pour ViePolitique.net de Marine Le Pen, députée européenne, et vice-présidente du FN (Front National), Vie Politique, 29 luglio 2010. URL consultato il 26 novembre 2010 (archiviato dall'url originale il 21 dicembre 2010).
  18. ^ a b c d e (FR) Marcel Dibe, Marine Le Pen : « Ma République irréprochable », Nations Presse Info, 1º novembre 2010. URL consultato il 31 marzo 2014.
  19. ^ a b (FR) Marine Le Pen sur France 2, Front National, 10 dicembre 2010. URL consultato il 31 marzo 2014 (archiviato dall'url originale il 25 agosto 2011).
  20. ^ (FR) Et si la vraie tête pensante du FN, c'était Marine Le Pen ?, Le Vrai Débat, 1º novembre 2010. URL consultato il 26 novembre 2010 (archiviato dall'url originale il 13 luglio 2011).
  21. ^ a b c (FR) Willy Legrand, Marine Le Pen parlait déjà de laïcité en 2005!, Nations Presse Info, 16 dicembre 2010. URL consultato il 31 marzo 2014.
  22. ^ a b c d (FR) Ségolène de Larquier, Débat sur l'Islam - Marine Le Pen : "Il faut obtenir la séparation de la mosquée et de l'État", in Le Point, 17-18 febbraio 2011. URL consultato il 31 marzo 2014.
  23. ^ (FR) Votation suisse: lourde majorité contre l’édification de minarets !, Front National, 29 novembre 2009. (archiviato dall'url originale il 3 dicembre 2009).
  24. ^ Filmato audio(FR) Minarets : les élites perdent la tête, Front National, 30 novembre 2009. (archiviato dall'url originale il 24 agosto 2011).
  25. ^ (EN) Fury over Swiss ban on new minarets on mosques, in Daily Mail, 2 dicembre 2009. URL consultato il 31 marzo 2014.
  26. ^ (EN) Chuck Penfold, European politicians react to Swiss minaret ban, Deutsche Welle, 30 novembre 2009. URL consultato il 31 marzo 2014.
  27. ^ Marine Le Pen al divieto di velo e kippah, su finslab.com. URL consultato il 9 dicembre 2014.
  28. ^ (FR) Francia, Marine Le Pen contro kosher e halal, su moked.it. URL consultato il 9 dicembre 2014.
  29. ^ (FR) Marine Le Pen le redit: «J’abolirai la loi» sur le mariage pour tous, su yagg.com. URL consultato il 1° maggio 2017.
  30. ^ (FR) Ségolène de Larquier, Comment Marine Le Pen a fait la cour aux gays, in Le Point, 15 dicembre 2014. URL consultato il 1° maggio 2017.
  31. ^ (FR) Louis Derycker, « Il faut éclairer la conscience et non la contraindre » ou le débat interdit, Nations Presse Info, 25 novembre 2010. URL consultato il 31 marzo 2014.
  32. ^ (FR) Emile Varlange e Louis Aliot, Trop, c'est trop..., Nations Presse Info, 9 luglio 2010. URL consultato il 31 marzo 2014 (archiviato dall'url originale il 27 luglio 2011).
  33. ^ (FR) Le project de FN: Securité, su frontnational.com. URL consultato il 9 dicembre 2014.
  34. ^ (FR) Le project de FN: Justice, su frontnational.com. URL consultato il 9 dicembre 2014.
  35. ^ (FR) Prostitution: Le Pen contre la pénalisation, su lefigaro.fr. URL consultato il 9 dicembre 2014.
  36. ^ Chi è Marine Le Pen, su polisblog.it. URL consultato il 9 dicembre 2014.
  37. ^ (FR) Législative partielle : L’irrésistible ascension du Front National dans l’Oise, Front National, 25 marzo 2013. URL consultato il 31 marzo 2014.
  38. ^ Strage di Tolosa: Marine Le Pen invoca un referendum sulla pena di morte, su agoravox.it. URL consultato il 9 dicembre 2014.
  39. ^ Francia, una partita a due: i programmi dei candidati al ballottaggio
  40. ^ (FR) Les choix géopolitiques de Marine Le Pen, su geostrategie.com, 14 aprile 2011. URL consultato il 31 marzo 2014.
  41. ^ In arrivo nove milioni dalla banca di Putin per l’ascesa di Le Pen, su corriere.it. URL consultato il 9 dicembre 2014.
  42. ^ (EN) Anton Shekhovtsov, Marine Le Pen Is No Patriot of France, su anton-shekhovtsov.blogspot.it, 21 aprile 2017. URL consultato il 25 aprile 2017.
  43. ^ Le Pen assolve la Francia sulla deportazione degli ebrei: "Non abbiamo colpe", su L’Huffington Post. URL consultato l'11 aprile 2017.
  44. ^ Olocausto, Le Pen riscrive la Storia. Francia assolta per i rastrellamenti al Vel d’Hiv, su LaStampa.it. URL consultato l'11 aprile 2017.
  45. ^ (IT) il manifesto, su ilmanifesto.it. URL consultato l'11 aprile 2017.
  46. ^ Discorso copiato da Fillon: imbarazzo per Marine Le Pen, in Il Sole 24 ORE. URL consultato il 03 maggio 2017.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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Jean-Marie Le Pen 16 gennaio 2011 - 24 aprile 2017 Jean-François Jalkh (interim)
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