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Fronte Nazionale (Francia)

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Fronte Nazionale
(FR) Front National (FN)
Logo Front National.svg
Presidente Marine Le Pen
Stato Francia Francia
Fondazione 5 ottobre 1972
Sede 76-78 rue des Suisses, 92000 Nanterre
Ideologia Nazionalismo francese[1]
Populismo di destra[1][2]
Euroscetticismo
Destra sociale
Alter-globalizzazione
Collocazione Destra,[3][4][5]
Estrema destra[3][4]
Coalizione Rassemblement Bleu Marine
Gruppo parlamentare europeo Europa delle Nazioni e della Libertà
Seggi Assemblea nazionale
2 / 577
 (2012)
Seggi Senato
2 / 348
 (2014)
Seggi Europarlamento
23 / 74
 (2014)
Organizzazione giovanile Front National de la Jeunesse
Iscritti 51551 (2015)
Colori

__ Blu marino

                  Blu, Bianco, Rosso
Sito web www.frontnational.com/

Il Fronte Nazionale (Front National, pronuncia [fʁɔ̃ na.sjɔ.nal]) è un partito politico francese, fondato nel 1972 da Jean-Marie Le Pen, leader e figura centrale indiscussa del partito fino alle sue dimissioni avvenute nel 2011, a seguito delle quali è diventata presidente la figlia Marine Le Pen.

Relegato a forza politica marginale durante i suoi primi dieci anni, il Fronte Nazionale è stato la formazione principale e senza rivali del nazionalismo francese di estrema destra a partire dal 1984.[6]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nascita[modifica | modifica wikitesto]

FN nacque per iniziativa degli esponenti del movimento Ordre Nouveau (Ordine Nuovo), che si riprometteva la rinascita del sentimento patriottico, la restaurazione familiare ed educativa e la promozione di una gerarchia dei valori. Il partito fu ufficialmente fondato il 5 ottobre 1972 con il nome di Fronte Nazionale per l'Unità francese (Front national pour l'unité française) o Fronte Nazionale. Tra i fondatori, insieme all'ex deputato poujadista Jean-Marie Le Pen che assunse la presidenza, Roger Holeindre, Jacques Bompard, François Brigneau e Pierre Durand.

Jean-Marie Le Pen e Roger Holeindre, tra i fondatori del partito

Il nuovo partito si modellò sul Movimento Sociale Italiano; il FN adottò una versione francese della fiamma tricolore del MSI come logo ufficiale. L'intento del FN era unire tutti movimenti politici francesi di destra sotto la guida di Le Pen. L'affermazione del FN fu resa difficile, per circa un decennio, dalla "concorrenza" con il PFN, Parti des forces nouvelles (Partito delle Forze Nuove), di Jean-Louis Tixier-Vignancour, fondato nel 1974 da ex membri dell'ON, che era stato sciolto nel 1973 dalla Presidenza del Consiglio francese, dopo aver organizzato un discusso convegno sull'immigrazione clandestina; il PFN rimarrà particolarmente attivo nella vita politica francese fino alla fine degli anni ottanta.

Solo alle elezioni europee del 1984, il FN riuscì ad ottenere il primo risultato di rilievo, eleggendo due eurodeputati. Il FN è stato fortemente penalizzato dal sistema elettorale francese (maggioritario a doppio turno con un'alta soglia di sbarramento). Infatti, anche quando ha raggiunto percentuali a doppia cifra è riuscito ad eleggere solo pochi deputati, se non nessuno. Qualora un candidato del FN riesca a superare lo sbarramento (attualmente al 12,5% degli elettori del collegio) ed accedere al secondo turno, gli elettori di sinistra e quelli della destra gollista e moderati solitamente fanno convergere i propri voti sui candidati di qualsiasi altro partito (politica del "cordone sanitario"); inoltre, i partiti di centro-destra si sono sempre rifiutati di fare accordi elettorali con il FN, opponendovi il principio della difesa delle istituzioni repubblicane da forze anti-sistema.

I primi parlamentari nel 1986[modifica | modifica wikitesto]

Per le elezioni politiche del 1986, il Presidente Mitterrand, al fine di evitare la sconfitta del proprio schieramento politico (il PS), decise di introdurre un sistema elettorale proporzionale, molto meno selettivo del precedente. In quelle elezioni, il FN ottenne il 6% dei voti e ben 35 seggi. Però, già alle legislative del 1988, essendo stato reintrodotto il sistema maggioritario, il FN riuscì ad eleggere un solo deputato. Nel corso degli anni ottanta molti monarchici hanno aderito a FN, considerandolo il partito erede della tradizione dell'Action française.

Dagli anni novanta alle presidenziali del 2002[modifica | modifica wikitesto]

Gli anni novanta si caratterizzarono per l'impegno del partito nel denunciare la corruzione politica sia dei socialisti, che dei neogollisti. Del resto, Le Pen fece di tutto per presentare il partito non come un tradizionale partito nazionalista neo-fascista, ma come una forza politica trasversale: di "destra" perché attenta ai valori patriottici, di "sinistra" perché attenta ai problemi sociali, di "centro" perché attenta ai valori cristiani. In questo periodo si ha la cosiddetta "proletarizzazione" del partito, tanto che alla fine degli anni novanta sono più gli operai che votano FN di quelli che votano comunista.

Alle elezioni del 1993, grazie alla campagna antieuropeista al Referendum del 1992 sul Trattato di Maastricht, FN ottenne il 13% (+4%) dei consensi al primo turno, ma non riuscì comunque ad eleggere deputati. Alle elezioni del 1997 FN salì al 14,9% ed elesse un solo deputato.

Nel 1998, il partito raggiunse il suo massimo storico alle elezioni locali, tanto da risultare decisivo per l'elezioni di alcuni candidati gollisti alle regioni; ma, subito dopo, ha subito la scissione operata da Bruno Mégret, vice di Le Pen, che ha dato vita al Movimento Nazionale Repubblicano, che alle elezioni successive si è attestato intorno al 2% dei voti. FN ha dovuto, negli stessi anni contrastare la competizione operata dal partito conservatore Movimento per la Francia di Philippe de Villiers, che, alle elezioni del 2002, pur attestandosi appena allo 0,8% è riuscito comunque ad eleggere un deputato.

Alle elezioni presidenziali del 2002, anch'esse a doppio turno, Le Pen riuscì a giungere al ballottaggio superando, a sorpresa, il candidato socialista Lionel Jospin. Al ballottaggio contro il Presidente uscente, il gollista Jacques Chirac, Le Pen si limitò a confermare il risultato del primo turno, 16%. Tutti i partiti politici, infatti, compresi quelli di sinistra, fecero confluire i propri voti sul presidente uscente pur di non far eleggere Le Pen. Nonostante l'inaspettato risultato delle presidenziali, alle politiche di pochi mesi dopo FN calò all'11,3%, non riuscendo ad eleggere alcun deputato.

Dalla flessione del 2007 alla presidenza di Marine le Pen[modifica | modifica wikitesto]

Manifestazione a Parigi nel 2007

Le Pen si è candidato anche per le elezioni presidenziali del 2007 contro il candidato di centro-destra Sarkozy, la candidata socialista Royal e il candidato centrista Bayrou. Per l'occasione ha suscitato sorpresa e, addirittura qualcuno ha parlato di "svolta", un manifesto con una ragazza di origine nordafricana che invita a votare Le Pen. Alle presidenziali del 2007 Le Pen ottiene il 10,4% classificandosi al quarto posto. Alle legislative del 2007 il Fronte Nazionale è crollato al 4,3%. I voti dell'FN sono quasi interamente trasmigrati verso l'Unione per un Movimento Popolare di Sarkozy, vincitore delle presidenziali del mese precedente. Alle europee del 2009 il Fronte Nazionale recupera consensi raccogliendo il 6,3% ed eleggendo tre deputati tra cui Marine Le Pen. Alle elezioni regionali del 2010 il partito conquista il 12% di media nazionale.

Il 16 gennaio 2011, dopo le dimissioni del padre, Marine Le Pen è eletta Presidente del partito (con il 67,65% dei voti) battendo Bruno Gollnisch, mentre vice presidente viene eletto Louis Aliot, consigliere della Regione Linguadoca. Marine Le Pen si candida alle presidenziali del 2012, costituendo la coalizione Rassemblement bleu Marine, e si classifica terza, ottenendo il 17,9%, dietro ad Hollande e Sarkozy.

Marine Le Pen a una manifestazione per le presidenziali del 2012

Come sempre accade il Fronte Nazionale viene penalizzato dal sistema elettorale in vigore per le elezioni parlamentari e vede così diminuire i propri consensi rispetto alle presidenziali. Alle legislative del 2012, il Fronte Nazionale ottiene comunque il 13,6% e due seggi all'Assemblea con la ventiduenne Marion Maréchal-Le Pen, figlia della secondogenita di Jean-Marie, e l'avvocato Gilbert Collard.

Le europee del 2014[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni europee del 2014 il Fronte Nazionale si allea con la Lega Nord italiana e il Partito della Libertà Austriaco a formare il Movimento per un'Europa delle Nazioni e della Libertà. Dopo il voto risulta il primo partito in Francia con il 24,9% e ottiene 23 eurodeputati su 74.

Nel novembre 2014 il 15° congresso del partito rielegge presidente Marine Le Pen, mentre a sorpresa è eletta vicepresidente la nipote 24 enne Marion Le Pen con l'80% delle preferenze, che supera l'uscente Louis Aliot (76%), Steeve Briois (70%) e Florian Philippot[7]. Il vecchio leader Jean Marie è presidente onorario.

Dopo il grande successo delle europee, nel marzo 2015 il partito arriva al 25,19% alle elezioni dipartimentali mentre i moderati di Nicolas Sarkozy prendono il 29,4% e i socialisti e i loro alleati raccolgono il 21,8%: è il miglior risultato di sempre alle elezioni locali[8] La settimana seguente però al secondo turno non riesce ad ottenere neanche un dipartimento nonostante i tanti voti ottenuti; così può contare su una trentina di consiglieri in tutta la Francia contro uno soltanto in precedenza.[9]

L'espulsione di Jean-Marie Le Pen dal partito[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 maggio 2015, il presidente onorario del partito Jean-Marie Le Pen, dopo aver ribadito per l'ennesima volta in una intervista che le camere a gas sono state un dettaglio della seconda guerra mondiale, viene sospeso dal partito[10]. In seguito alla sospensione, Jean-Marie ripudia la figlia Marine, dicendo di vergognarsi che lei porti il suo stesso cognome e augurandosi che possa perderlo il più presto possibile[11]. Il 12 giugno 2015 Jean-Marie annuncia un ricorso contro la sua espulsione decisa dal consiglio esecutivo del partito[12], ricorso che viene accolto dal Tribunale civile di Nanterre il 2 luglio, consentendogli di rimanere presidente onorario del partito[13][14][15]. Il tribunale ha inoltre sospeso il congresso straordinario attraverso il quale gli iscritti si sarebbero dovuti esprimere online sull'approvazione del nuovo statuto e l'abolizione della carica di Presidente onorario; per il tribunale, infatti, il congresso avrebbe dovuto tenersi con la presenza fisica degli iscritti e avrebbe dovuto dare la possibilità a Jean-Marie di difendersi[16]. Il 20 agosto, tuttavia, il comitato esecutivo del FN decide nuovamente l'espulsione di Jean-Marie Le Pen dal partito[17][18].

Le regionali del 2015[modifica | modifica wikitesto]

Al primo turno delle elezioni regionali del 6 e 13 dicembre 2015, il FN ha raggiunto il 27,3%, affermandosi come primo partito, con punte del 40,55% nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, dove era candidata la giovane Marion Le Pen[19], e del 40,64% nella regione Nord-Calais-Piccardia, dove era candidata Marine Le Pen. Sebbene al primo turno i suoi candidati siano stati primi in 6 regioni su 13, al secondo turno di ballottaggio non si aggiudicano alcuna regione, con il miglior risultato ottenuto da Marion Le Pen con il 45,22%.[20].

Ideologia[modifica | modifica wikitesto]

Il Fronte Nazionale è un partito nazionalista[1] che sovente viene descritto di "destra populista"[1][2], sebbene rifiuti categoricamente tale etichetta, dichiarandosi "un grande movimento patriottico, né di destra né di sinistra"[21], perché ritiene che entrambe le polarità siano "neoliberiste". Alla tradizionale dicotomia destra/sinistra, la leader Marine Le Pen preferisce contrapporre élites/popolo, dominati/dominanti, alto/basso. Su questo punto anche Fausto Bertinotti ritiene che lei abbia ragione e che "il suo successo" nel 2014 sia dovuto "alla comprensione di questo cambiamento"[22].

Riguardo ai punti del programma del Fronte Nazionale, in primo luogo vi è l'uscita dall'Euro per riacquisire sovranità nazionale da mantenere poi con misure protezionistiche[23], l'uscita dalla NATO in un'ottica eurasiatica "da Brest a Vladivostok"[24] e quindi rafforzando l'asse "Parigi-Berlino-Mosca"[25], il rifiuto delle politiche di austerità, l'accentramento del potere statale all'insegna dei valori repubblicani e della laicità, una pianificazione strategica di reindustrializzazione, l'accesso ad una sanità di qualità per tutti i cittadini francesi, la priorità nazionale e un piano di sdebitamento pubblico[25]. Inoltre propone una revisione degli Accordi di Schengen sulla libera circolazione delle persone, limitando il flusso di immigrati a 10.000 persone l’anno, privilegiando talenti e innovazione ed espellendo i clandestini. Si oppone al "modello multiculturalista", alle "discriminazioni positive" e "differenzialiste" che inficerebbero l'uguaglianza di tutti i cittadini, al velo e ad altri simboli religiosi nei luoghi pubblici[25].

Programma economico[modifica | modifica wikitesto]

Il programma economico del FN è antiliberista, si oppone alla mondializzazione e alla globalizzazione (sia negli aspetti economici, sia in quelli sociali e culturali) e prevede piani di investimento pubblico, ripristino dell'età pensionabile a 60 anni, redistribuzione dei redditi per via fiscale con l'aumento fortemente progressivo della tassazione, limiti alla circolazione dei capitali e alle speculazioni finanziarie, innalzamento di pensioni e salari minimi e loro indicizzazione mediante un meccanismo di "scala mobile"[25]. Per questi motivi alcuni osservatori definiscono il Fronte Nazionale come economicamente "keynesiano" [26] o addirittura "di sinistra"[27][28]. Anche il giornalista Éric Zemmour, editorialista del quotidiano Le Figaro, afferma che "il FN, dalle presidenziali del 2012, è divenuto un partito di sinistra"[29].

Molti evidenziano una trasformazione ideologica del partito dal reaganismo di Jean-Marie Le Pen che nel 1974 proponeva di "privatizzare tutto quello che si può" [30] all'interventismo statale promosso dalla figlia Marine Le Pen. Parallelamente è in atto un processo di dediabolisation, per ripulirsi dalle simpatie fasciste del padre, definito dai commentatori un parricidio[31][32]. L'anno della discontinuità viene talvolta identificato nel 2007, con l'ingresso nel partito del comunista Alain Soral[33], che con la sua corrente Egalité & Réconciliation parla esplicitamente di "sinistra del lavoro, destra dei valori" che si possa opporre alla "destra finanziaria" e alla "sinistra libertaria"[34].

I legami con il governo russo[modifica | modifica wikitesto]

Le inchieste di Mediapart[35] e Le Monde[36] hanno dimostrato che il Fronte Nazionale ha ottenuto importanti finanziamenti economici da parte della First Czech-Russian Bank, di proprietà di Roman Jakubovič Popov, considerato vicino al primo ministro russo Dmitri Medvedev ed al presidente russo Vladimir Putin, in cambio del sostegno del partito all'annessione della Crimea da parte della Russia.[37] Secondo Mediapart il Fronte Nazionale avrebbe ricevuto la somma di 40 milioni di euro, mentre Le Pen ha riconosciuto di aver ricevuto 9 milioni di euro.[38]

Dalle comunicazioni intercettate e pubblicate da Anonymous è emerso che il capo del dipartimento degli Affari interni russo, Timur Prokopenko, ha intrattentuo rapporti con alcune personalità vicine ai vertici del Fronte Nazionale.[39] Prokopenko tramite i suoi contatti ha tentato, senza riuscirci, di assegnare a Marine Le Pen il ruolo di osservatrice indipendente durante il referendum del 16 marzo 2014 di annessione della Crimea, referendum ritenuto illegittimo da ONU, Unione europea ed altri principali osservatori internazionali.[36] Dopo il referendum il Fronte Nazionale ha sostenuto che gli stati europei avrebbero dovuto riconoscere l'annessione della Crimea alla Russia.[38]

Nuove componenti interne[modifica | modifica wikitesto]

Con l'arrivo alla presidenza di Marine Le Pen il movimento si è fatto più composito, con l'apertura a nuove componenti. Così è nata anche un'ala cattolica-conservatrice, guidata da Marion Maréchal-Le Pen, e una laico-progressista di Florian Philippot, ascoltato consigliere della presidente[40].

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Elezione Voti  % Seggi
Legislative 1973 108.616 0,5
0 / 577
Legislative 1978 82.743 0,3
0 / 577
Legislative 1981 44.414 0,2
0 / 577
Europee 1984 2.210.334 11,0
10 / 81
Legislative 1986 2.699.307 9,8
35 / 577
Legislative 1988 2.353.466 9,8
1 / 577
Europee 1989 2.129.668 11,7
10 / 81
Legislative 1993 3.155.702 12,7
0 / 577
Europee 1994 2.050.086 10,5
11 / 87
Legislative 1997 3.791.063 14,9
1 / 577
Europee 1999 1.005.113 5,7
5 / 87
Legislative 2002 2.873.390 11,1
0 / 577
Europee 2004 1.684.792 9,8
7 / 78
Legislative 2007 1.116.136 4,3
0 / 577
Europee 2009 1.091.691 6,3
3 / 74
Legislative 2012 3.528.373 13,6
2 / 577
Europee 2014 4.712.461 24,9
24 / 74

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) Wolfram Nordsieck, France, su Parties and Elections in Europe, 2012. URL consultato il 7 giugno 2014.
  2. ^ a b Betz, p. 13
  3. ^ a b Marine Le Pen ha conquistato il Quarto Stato con la destra moderna - Huffington Post Italia
  4. ^ a b Le Pen: ora alleanza tra euroscettici d'Europa - Mondo - ANSA.it
  5. ^ http://www.parties-and-elections.eu/france.html
  6. ^ Shields, p. 229
  7. ^ http://www.secoloditalia.it/2014/11/front-national-congresso-incorona-terza-pen-vicepresidenza/
  8. ^ Elezioni Francia: il ritorno di Sarkozy
  9. ^ Francia, trionfo dell'Ump di Sarkozy
  10. ^ Jean-Marie Le Pen sospeso dal Front National
  11. ^ LE PEN, LA FAMIGLIA SI SPACCA. MARINE CACCIA IL PADRE DAL FN, LUI SBOTTA: "LA RIPUDIO" - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/le-pen-francia-fron-national-famiglia-spaccatura-8117a5d0-a62f-4c7a-b06f-a5a582294510.html
  12. ^ FRANCIA, JEAN-MARIE LE PEN FA CAUSA AL FRONT NATIONAL PER L'ESPULSIONE - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Francia-Jean-Marie-Le-Pen-fa-causa-al-Front-National-per-espulsione-22975852-7d59-4fc0-b57f-4a2d6931f472.html
  13. ^ La rivincita di Jean-Marie Le Pen sulla figlia. Resterà presidente onorario del Fn
  14. ^ Francia, colpo di scena al FN: JM Le Pen torna presidente onorario
  15. ^ Francia: giustizia annulla sospensione Le Pen dal Front National
  16. ^ .Le Pen, la “guerra” continua: stop del tribunale al voto contro Jean Marie
  17. ^ Jean Marie Le Pen: il Front National lo caccia (per la seconda volta)
  18. ^ Francia, il Front National espelle Jean-Marie Le Pen
  19. ^ Rainews
  20. ^ http://elections.interieur.gouv.fr/regionales-2015/93/93.html
  21. ^ Abel Mestre e Caroline Monnot, Marine Le Pen: "Né fascisti né di sinistra, siamo il terzo polo", in La Repubblica, 29 marzo 2014. URL consultato il 14 giugno 2014.
  22. ^ Angela Azzaro, Bertinotti: “Ha ragione Le Pen: Lo scontro è tra alto e basso”, in Gli Altri, 27 marzo 2014. URL consultato il 14 giugno 2014.
  23. ^ Leonardo Martinelli, Francia, le idee della Le Pen: “Uscita dall’euro, protezionismo e spesa pubblica”, in Il Fatto Quotidiano, 29 novembre 2013. URL consultato il 14 luglio 2014.
  24. ^ Michele De Feudis, Destre. La sintesi di Marine Le Pen: “Eurasia e patriottismo economico”, in Barbadillo, 21 novembre 2013. URL consultato il 14 luglio 2014.
  25. ^ a b c d (FR) Programme Politique du Front National (PDF). URL consultato il 14 giugno 2014.
  26. ^ (EN) Agnès Catherine Poirier, Can Marine Le Pen Win in France?, in The Nation, 5 ottobre 2011. URL consultato il 14 giugno 2014.
  27. ^ (FR) Le Front national est devenu le premier parti de gauche, in Atlantico, 12 aprile 2011. URL consultato il 14 giugno 2014.
  28. ^ (FR) The political bazar, Le FN est-il (économiquement) de gauche ?, in Agoravox, 24 maggio 2012. URL consultato il 14 giugno 2014.
  29. ^ (FR) Eugénie Bastié, Eric Zemmour : «Le clivage droite-gauche va-t-il enfin exploser ?», in Le Figaro, 26 marzo 2014. URL consultato il 14 giugno 2014.
  30. ^ (FR) Anti-étatiste en 1974, le Front National est étatiste en 2011, in Enquete & Debat, 13 giugno 2011. URL consultato il 14 giugno 2014.
  31. ^ Piotr Zygulski e Alessandro Volpi, La sfida di Grillo, tra Tsipras e la Le Pen, in Corretta Informazione, 23 maggio 2014. URL consultato il 14 giugno 2014.
  32. ^ (FR) Marion Joseph, Le Pen père et fille : chronique d'un parricide annoncé, in Le Figaro, 10 giugno 2014. URL consultato il 14 giugno 2014.
  33. ^ (FR) Stevno, Le Front National est-il de gauche ?, in Le Post - Huffington Post, 24 maggio 2012. URL consultato il 14 luglio 2014.
  34. ^ (FR) Evelyne Pieiller, Les embrouilles idéologiques de l’extrême droite, in Le Monde Diplomatique, ottobre 2013. URL consultato il 14 luglio 2014.
  35. ^ (FR) Agathe Duparc, Karl Laske, Marine Turchi, Crimée et finances du FN: les textos secrets du Kremlin, 2 aprile 2014. URL consultato il 2 aprile 2015.
  36. ^ a b (FR) Financement du FN : des hackers russes dévoilent des échanges au Kremlin, in Le Monde.fr, 2 aprile 2015. URL consultato il 5 aprile 2015.
  37. ^ I finanziamenti russi al Fronte Nazionale, in Il Post.it, 27 novembre 2015. URL consultato il 5 aprile 2015.
  38. ^ a b Un’altra inchiesta su Russia e Front National, in Il Post.it, 5 aprile 2015. URL consultato il 5 aprile 2015.
  39. ^ (EN) Lucy Draper, Hackers Leak Messages 'Between Kremlin and France’s Front National', in Newsweek.com, 3 aprile 2015. URL consultato il 5 aprile 2015.
  40. ^ http://formiche.net/2015/12/13/florian-philippot-chi-e-e-cosa-pensa-il-consigliere-di-marine-le-pen/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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