Fiamma tricolore

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La fiamma tricolore è un simbolo politico utilizzato da partiti politici di estrema destra e di destra.

Dapprima simbolo del Movimento Sociale Italiano, venne poi utilizzato da Alleanza Nazionale. Attualmente gli unici partiti ad utilizzare la fiamma tricolore sono Movimento Sociale Fiamma Tricolore e Fratelli d'Italia.[1]

Origine e significato della fiamma tricolore sono incerti; secondo una ricostruzione rappresenterebbe la fiamma degli Arditi, corpo speciale del Regio Esercito italiano,[2] mentre, secondo un'altra versione però contestata da MSI, AN, e FDI, rappresenterebbe la fiaccola ardente sulla tomba di Benito Mussolini.[senza fonte]. Considerato il fatto che l'adozione della fiamma tricolore da parte del Movimento Sociale Italiano risale al 1947, mentre la salma di Mussolini venne trasferita nella tomba di famiglia (nella Cripta Mussolini) nel 1957 (dunque ben 10 anni dopo), quest'ultima ipotesi deve essere scartata.

Simbologia e storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondato il 26 dicembre 1946 da reduci della Repubblica Sociale Italiana come Giorgio Almirante, Pino Romualdi ed ex esponenti del regime fascista, dal 1947 il Movimento Sociale Italiano ha come simbolo la fiamma tricolore, forse disegnata dallo stesso Almirante, spesso identificata in quella che arde sulla tomba di Mussolini che sarebbe riconducibile al trapezio sottostante.[3] Alcuni osservatori descrivono anche che la sigla MSI, come appare sul trapezio, come l'acronimo del cognome Mussolini o della frase "Mussolini Sei Immortale".[4][5] Tale riferimento apologetico venne contestato dal politico dell'MSI Cesco Giulio Baghino, il quale sottolineò come il trapezio sottostante sarebbe stato introdotto unicamente per trovare uno spazio grafico alla scritta, evidenziando come l'idea originale sarebbe stata unicamente legata alla fiamma.[6]

Il primo movimento che usò il simbolo nella versione fiaccola fu la Giovane Italia, movimento giovanile dell'MSI, a metà degli anni 1950.

Nel 1972, quando la Giovane Italia si unì al Raggruppamento giovanile studenti e lavoratori, nacque il Fronte della Gioventù, che continuò ad utilizzare la fiaccola tricolore come proprio emblema.

Nel 1995 il MSI si sciolse per dar vita ad Alleanza Nazionale:[7] in questo caso il Fronte della Gioventù che, un anno dopo rispetto al partito, cambiò denominazione in Azione Giovani, mantenne la fiaccola tricolore come simbolo del proprio movimento. Nello stesso anno viene fondato il Movimento Sociale Fiamma Tricolore il cui simbolo è una versione stilizzata della fiamma tricolore del MSI.[7]

Dopo la scissione nel 2007 da Alleanza Nazionale e dal movimento politico giovanile Azione Giovani, verrà usata in veste rielaborata da La Destra.

La fiamma tricolore è stata inserita anche nel simbolo ufficiale dei Fratelli d'Italia, partito italiano di destra ed estrema destra, fondato nel 2012 e guidato dal 2014 da Giorgia Meloni.[7]

Nel 2014 Gioventù Nazionale, movimento giovanile di Fratelli d'Italia, ha adottato un simbolo simile ma con la bandiera tricolore al posto della fiaccola.

Controversie e dibattito sui legami con il fascismo[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal secondo dopoguerra, l'inserimento della fiamma tricolore in simboli di partito ha fatto emergere il dibattito sui legami che tali partiti hanno con il fascismo.

Nel 2017, Fratelli d'Italia presenta il proprio simbolo rinnovato, rimuovendo i riferimenti ad Alleanza Nazionale e all'MSI, resta solamente e in maggiore evidenza il simbolo della fiamma tricolore.[7]

Durante le elezioni europee del 2019 alcuni importanti esponenti del partito, come Guido Crosetto, hanno ipotizzato la possibilità, in futuro, di togliere la fiamma tricolore dal simbolo ufficiale, ma sono stati in molti a difenderne la permanenza.[8]

Nel 2022, in occasione della campagna elettorale per le elezioni politiche, Giorgia Meloni ha motivato la permanenza della fiamma tricolore nel simbolo di FdI in un video destinato alla stampa internazionale, precisando che "la destra italiana ha consegnato il fascismo alla storia ormai da decenni, condannando senza ambiguità la privazione della democrazia e le infami leggi anti-ebraiche". Esprimendo la sua opinione a riguardo, Liliana Segre ha replicato che queste parole rimarrebbero prive si consistenza reale se non accompagnate da fatti e che togliere la fiamma tricolore dal logo di Fratelli d'Italia sarebbe un inizio.[9]

All'estero[modifica | modifica wikitesto]

La fiaccola tricolore, con i colori della bandiera nazionale francese, venne adottato come simbolo dal Rassemblement National, come del suo predecessore Front National, e dal suo movimento giovanile Front de la Jeunesse.

In Belgio venne adottata dal Fronte Nazionale, con i colori della bandiera belga.

In Spagna venne adottata dal Movimento Sociale Repubblicano.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La fiamma, dal disegno di Almirante al nuovo logo di Fratelli d’Italia, in Corriere della Sera, 4 dicembre 2017. URL consultato il 4 luglio 2022 (archiviato il 20 agosto 2020; seconda copia archiviata il 20 agosto 2020).
  2. ^ Pierluigi Barrotta, Storia del Partito Liberale Italiano: nella Prima Repubblica, su books.google.it.
  3. ^ Assunta Almirante, donna della storia della destra italiana e memoria storica del Msi, su ilgiornaleditalia.it.
  4. ^ Addio alla fiamma tricolore, simbolo dell'epopea missina, su repubblica.it. URL consultato l'8 settembre 2022.
  5. ^ Da dove arriva la fiamma del simbolo di Fratelli d'Italia, su ilpost.it. URL consultato l'8 settembre 2022.
  6. ^ Ecco perché sulla fiamma di Fdi raccontano solo balle, su ilGiornale.it, 12 agosto 2022. URL consultato il 13 agosto 2022.
  7. ^ a b c d La fiamma, dal disegno di Almirante al nuovo logo di Fratelli d’Italia, in Corriere della Sera, 4 dicembre 2017. URL consultato il 4 luglio 2022 (archiviato il 20 agosto 2020; seconda copia archiviata il 20 agosto 2020).
  8. ^ Fdi, scontro sulla fiamma nel simbolo. Crosetto: "In futuro si può anche togliere". Ma gli altri insorgono, su la Repubblica, 12 gennaio 2019. URL consultato il 6 novembre 2021.
  9. ^ Liliana Segre: 'Meloni inizi a togliere la fiamma dal logo', su ANSA.it. URL consultato il 14 agosto 2022.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Fabrizio Tatarella, La Fiaccola Tricolore: Antologia della Giovane destra italiana dal dopoguerra ad oggi, Edizioni Nuova Stampa, Bari.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]