Elezioni presidenziali in Francia del 2002

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Elezioni presidenziali in Francia del 2002
Stato Francia Francia
Data 21 aprile, 5 maggio
Jacques Chirac-2008-12-17.jpg Jeanmarielepen-profile-harounaaron (cropped 2).png
Candidati Jacques Chirac Jean-Marie Le Pen
Partito RPR FN
I turno 5.665.855
19,88 %
4.804.713
16,86 %
II turno 25.537.956
82,21 %
5.525.032
17,79 %
Présidentielles 2002 1er tour.svg
France-dep.png
Presidente uscente
Jacques Chirac (RPR)
Left arrow.svg 1995 2007 Right arrow.svg

Le elezioni presidenziali francesi del 2002 si sono tenute il 21 aprile (primo turno) e il 5 maggio (secondo turno). È rieletto Presidente della Repubblica francese al secondo turno Jacques Chirac.

Contesto[modifica | modifica wikitesto]

Le elezioni presidenziali del 2002 sono state le ottave elezioni del Presidente della Repubblica francese della Quinta Repubblica francese; il Presidente uscente Jacques Chirac si ricandida per un nuovo mandato.

Inoltre, esse avvengono dopo le elezioni legislative del 1997 che avevano condotto alla seconda coabitazione tra il Presidente Chirac e il Primo ministro Lionel Jospin.

Infine, dopo la modifica costituzionale del 2000, il mandato presidenziale è ridotto da 7 a 5 anni (la medesima durata della legislatura) e le elezioni legislative sono fissate per il mese successivo.

Il 4 aprile 2002 il Consiglio costituzione valida 16 candidature, un record, tuttora ineguagliato.

Candidati[modifica | modifica wikitesto]

Estrema destra

L'estrema destra si presenta divisa, con Jean-Marie Le Pen (del Fronte Nazionale) e Bruno Mégret (del Movimento Nazionale Repubblicano ed ex Fronte Nazionale). In termini di voti e di percentuale, Jean-Marie Le Pen in queste elezioni farà un poco meglio delle precedenti elezioni presidenziali, solo 233.875 voti in più; tuttavia, grazie anche ad un contesto particolare, questi basteranno a qualificarlo per il secondo turno.

Destra

A destra, il Raggruppamento per la Repubblica (all'epoca all'opposizione) sostiene la candidatura del Presidente in carica Jacques Chirac. Il quadro politico a destra è completato dalle candidature di Christine Boutin, Alain Madelin e Jean Saint-Josse.

Centristi

François Bayrou è il candidato dell'Unione per la Democrazia Francese; Corinne Lepage è sostenuta dal movimento ecologista Citoyenneté action participation pour le XXIe siècle.

Sinistra

La sinistra (all'epoca al governo con Jospin) è divisa e presenta ben 5 candidati: Lionel Jospin per il Partito Socialista, Jean-Pierre Chevènement per il Movimento dei cittadini, Robert Hue per Partito Comunista Francese, Noël Mamère per I Verdi e Christiane Taubira per il Partito Radicale di Sinistra. Le candidature comunista ed ecologista non sono una novità (dal 1988 presentano un proprio candidato), ma sommate anche alle altre due nuove candidature, le quattro candirature si riveleranno "decisive"; alla fine questi 4 partiti insieme otterranno il 16,27%, in particolare il miglior risultato di sempre per I Verdi, dei buoni risultati per Chevènement e Taubira e il peggior risultato del PCF.

Estrema sinistra

Arlette Laguiller di Lotta Operaia e Olivier Besancenot della Lega Comunista Rivoluzionaria otterranno il loro miglior risultato di sempre (almeno fino al 2017). Daniel Gluckstein completa il quadro all'estrema sinistra.

Fasi elettorali[modifica | modifica wikitesto]

La sera del primo turno, per la prima volta nella storia delle elezioni presidenziali a suffragio universale della V Repubblica un candidato dell'estrema destra accede al secondo turno.

La forte dispersione elettorale fa sì che Chirac arrivi in testa con meno del 20%, seguito da due candidati tra il 16%-17%; a titolo di comparazione, alle precedenti elezioni del 1995 si accedeva al secondo turno con più del 20%, alle successive del 2007 e del 2012 occorrerà più del 27%.

Complessivamente, la sinistra (tutti e 5 i candidati) ottiene il 32,45%, che insieme ai voti dell'estrema sinistra (al secondo turno) avrebbe potuto permettere ad un candidato di essere addirittura eletto Presidente; tuttavia la dispersione delle candidature al primo turno ha fatto sì che Jospin, con 194.600 preferenze in meno rispetto a Le Pen, non si sia qualificato per il secondo turno. Il complessivo buon risultato della sinistra (32,45%, rispetto alla destra che totalizzava il 29,21%), aveva fatto sperare in un successo alle successive elezioni legislative, che tuttavia però non si è verificato.

Il Presidente in carica Chirac ottiene poco meno di quanto ottenuto al primo turno nelle precedenti elezioni presidenziali, ma nel 1995 era in competizione con Balladur (19%), mentre nel 2002 gli altri 3 candidati di destra raggiugono insieme il 9,33%; anche aggiungendovi il risultato del centrista Bayrou (6,84%), lo score finale di Chirac appare deludente. Complessivamente, i 4 candidati della destra sommano una percentuale del 29,21%, a cui eventualmente aggiungere il risultato dei due candidati centristi (8,72%), per arrivare al 37,93%.

I due candidati in testa che accedono al secondo turno (Chirac e Le Pen) raccolgono nuovamente insieme meno della maggioranza delle preferenze (36,74%); obbligando de facto più della maggioranza dei francesi a fare una scelta diversa al secondo turno rispetto a quella fatta al primo turno.

Lo «shock» causato dalla prospettiva di un Presidente di estrema destra, condurrà – tra i due turni – quasi tutti gli altri partiti (solo Mégret si schiera a favore di Le Pen, mentre Laguiller e Gluckstein per nessuno dei due), l'opinione pubblica e gli artisti ad una mobilitazione a favore di Chirac. Numerose manifestazioni hanno luogo nei giorni successivi, in particolare il 1º maggio con 1 300 000 manifestanti in tutta la Francia. Chirac rifiuta di partecipare al consueto dibattito televisivo tra i due turni con Le Pen.

Alla fine, è eletto Chirac, che al secondo turno ha beneficiato del «fronte repubblicano» e dei voti di praticamente tutti gli altri partiti ed è eletto con la percentuale record del 82,21%; superiore anche a quella che Luigi Napoleone Bonaparte aveva ottenuto (ma al primo turno) alle elezioni presidenziali del 1848 (74,33%).

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Elezioni presidenziali del 2002[1]
PartitoCandidatoPrimo turno
21 aprile 2002
Ballottaggio
5 maggio 2002
Voti%Voti%
Raggruppamento per la Repubblica
e PRV, PPDF e dissidenti UDF
Jacques Chirac5 665 85519,8825 537 95682,21
Fronte NazionaleJean-Marie Le Pen4 804 71316,865 525 03217,79
Partito Socialista
e PRG
Lionel Jospin4 610 11316,18
Unione per la Democrazia FranceseFrançois Bayrou1 949 1706,84
Lotta OperaiaArlette Laguiller1 630 0455,72
Movimento dei cittadini
e Polo repubblicano
Jean-Pierre Chevènement1 518 5285,33
I VerdiNoël Mamère1 495 7245,25
Lega Comunista RivoluzionariaOlivier Besancenot1 210 5624,25
Caccia, Pesca, Natura e TradizioniJean Saint-Josse1 204 6894,23
Democrazia LiberaleAlain Madelin1 113 4843,91
Partito Comunista FranceseRobert Hue960 4803,37
Movimento Nazionale RepubblicanoBruno Mégret667 0262,34
Partito Radicale di Sinistra
e Walwari
Christiane Taubira660 4472,32
Citoyenneté action participation pour le XXIe siècleCorinne Lepage535 8371,88
Forum dei repubblicani socialiChristine Boutin339 1121,19
Partito dei lavoratoriDaniel Gluckstein132 6860,47
Iscritti41 194 689100,0041 191 169100,00
↳ Votanti (% su iscritti)29 495 73371,6032 832 29579,71
 ↳ Voti validi (% su votanti)28 498 47196,6231 062 98894,61
 ↳ Voti non validi (% su votanti)997 2623,381 769 3075,39
↳ Astenuti (% su iscritti)11 698 95628,408 358 87420,29
Eletto Jacques Chirac

Analisi del voto[modifica | modifica wikitesto]

Per comprendere come si è arrivati al risultato delle elezioni presidenziali del 2002 – il risultato di Le Pen non è in termini numerici particolarmente eccezionale – bisogna considerare che molteplici fattori hanno permesso che vi si arrivasse.

  • Forte frammentazione dell'offerta politica, con 16 candidati;
  • Aumento dell'astensione, che arriva al 28,4%;
  • Frammentazione della sinistra, in ben 5 candidati;
  • Buoni risultati di quasi tutti i "piccoli" candidati della sinistra e dell'estrema sinistra (che naturalmente hanno sottratto voti al principale partito della sinistra, il PS);
  • L'elettorato di Le Pen – anche se in competizione con Mégret – rimane sostanzialmente unito dietro il presidente del FN, che non perde ma anzi guadagna 233.875 preferenze in più rispetto al 1995;
  • I risultati indubbiamente mediocri dei due candidati princiali (il Presidente Chirac e il Primo ministro Jospin);

In breve, una serie di circostanze, che sommate le une alle altre, hanno condotto ad un risultato che nessuno si aspettava.

Nessun sondaggio elettorale aveva previsto un secondo turno RPR/FN, il ballottaggio RPR/PS era dato per certo. I sondaggi elettorali di fine aprile 2002 davano: Chirac 19,5%-20%, Jospin 18%, Le Pen 12,5%-13%, Laguiller 6,5%-8%, Chevenement 6%-6,5%, Bayrou 6%, Hue 6%, Mamere 5,5%-6%, ecc.

Tra le conseguenze di queste elezioni:

  • L'emersione del concetto di «voto utile», ovvero votare fin dal primo turno per uno dei candidati favoriti, concetto che sarà ripreso anche in altre elezioni successive e che alcuni considerano anti-democratico, in quanto lo scopo di un'elezione a doppio turno è che al primo turno gli elettori devono scegliere liberamente secondo le loro convinzioni e sensibilità, e non secondo altre considerazioni o (peggio) influenzati dai sondaggi;
  • L'espressione politica «21 aprile», per indicare una sconfitta inaspettata ad un'elezione come quella che si è prodotta il 21 aprile 2002, inoltre il concetto di «voto utile» è spesso invocato (e giustificato) per evitare il ripertersi di un «21 aprile»;
  • L'inizio dell'uso di elezioni primarie (dapprima interne ai militati iscritti, poi aperte anche ai simpatizzanti non iscrtti), per designare un candidato unico all'interno di una coalizione o di una famiglia politica, al fine di evitare la moltiplicazione delle candidature, che inevitabilmente frammentano l'offerta politica e di conseguenza il voto degli elettori;
  • Questo risultato provoca infine una ricomposizione politica a destra, il 23 aprile 2002 è creata l'"Union pour la majorité présidentielle" in vista delle elezioni seguenti, che unisce insieme il Raggruppamento per la Repubblica, Democrazia Liberale, Écologie bleue e molti parlamentari dell'Unione per la Democrazia Francese, questa coalizione diventerà poi l'Unione per un Movimento Popolare.
  • Queste elezioni rappresentano il punto massimo della strategia del «fronte repubblicano», a titolo di esempio, alle presidenziali del 2017, con Marine Le Pen al secondo turno, il «fronte repubblicano» non ha più la stessa forza: tra i 9 candidati battuti solo 2 invitano a votare per Macron e 1 di essi fa alleanza con la Le Pen, gli astensionisti addirittura aumentano dal 22% (del primo turno) al 25% (del secondo turno) così come i voti non validi (schede nulle e bianche), infine Macron è eletto col 66% (contro l'82% di Chirac), ma in realtà meno del 44% degli iscritti al voto ha votato per lui.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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