Christiane Taubira

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Christiane Taubira
Christiane Taubira par Claude Truong-Ngoc juin 2013.jpg
Christiane Taubira nel 2013

Custode dei sigilli, ministro della giustizia della Repubblica francese
Durata mandato 16 maggio 2012 –
27 gennaio 2016
Presidente François Hollande
Capo del governo Jean-Marc Ayrault
Manuel Valls
Predecessore Michel Mercier
Successore Jean-Jacques Urvoas

Deputato dell'Assemblea nazionale
Durata mandato 2 aprile 1983 –
16 giugno 2012
Predecessore Élie Castor
Successore Gabriel Serville
Sito istituzionale

Europarlamentare
Durata mandato 19 luglio 1994 –
19 luglio 1999
Legislature IV
Gruppo
parlamentare
Alleanza Radicale Europea
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Walwari (dal 1992)
Precedenti
PRG (2002-2006)
Titolo di studio Laurea in Economia
Università Università Panthéon-Assas
Università Paris VII
Università di Parigi-Sorbona
Professione Economista, Docente di Scienze economiche
Firma Firma di Christiane Taubira

Christiane Marie Taubira (Caienna, 2 febbraio 1952) è una politica francese.

Ha iniziato la sua carriera politica come militante indipendente, poi ha partecipato alla creazione del partito politico della Guyana Walwari nel 1992. Deputata della Guyana dal 1993 al 2012, è stata all'origine della "legge tendente al riconoscimento della tratta e della schiavitù come un crimine contro l'umanità". È stata anche deputata al Parlamento europeo dal 1994 al 1999.

Candidata del Partito Radicale di Sinistra (PRG) alle presidenziali del 2002, è arrivata tredicesima al primo scrutinio, con il 2,32% dei voti.

È stata Custode dei sigilli, ministro della giustizia dal 2012 al 2016, nei governi Jean-Marc Ayrault I e II, poi Manuel Valls I e II, sotto la presidenza di François Hollande. Come tale difende in Parlamento il disegno di legge che apre il matrimonio e l'adozione alle coppie dello stesso sesso.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Christiane Taubira è figlia di un'assistente infermieristica[1] che ha cresciuto lei e i suoi due fratelli da soli. Ha studiato economia all'Università Panthéon-Assas, etnologia afroamericana, sociologia all'Università di Parigi-Sorbona e industria alimentare al Centro francese per la cooperazione agricola. Taubira è la sorella del politico francese Jean-Marie Taubira, segretario generale del Partito Progressista della Guyana.

Alla fine degli anni '70, Christiane Taubira conobbe Roland Delannon, leader indipendentista, che sposò nel 1987 e dal quale ebbe quattro figli, nati tra il 1979 e il 1988.[2] La coppia si è separata nel 2002, sullo sfondo di una crisi politica, dopo che Roland Delannon aveva stilato una lista dissenziente da quella della moglie alle elezioni regionali del 1998.[3]

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Inizi come deputata all'Assemblea nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1993 Taubira è stata eletta per la prima volta all'Assemblea nazionale francese per la Guyana francese ed è stata rieletta rispettivamente nel 1997, 2002 e 2007. È sempre stata una candidata per il partito di orientamento socialista da lei fondato, Walwari. Dal 1994 al 1999 è stata deputata del Parlamento europeo per il Partito Radicale di Sinistra.

Nel 1993 Taubira ha votato sì al voto di fiducia al governo di Édouard Balladur. Nell'Assemblea nazionale dal 1993 al 1997 è stata membro del Gruppo Repubblica e Libertà, che riuniva membri del parlamento di piccoli partiti di sinistra e di destra. Dal 1997 ha appartenuto per lo più come cosiddetta Apparentée alla fazione socialista; Dal novembre 2001 al giugno 2002 è stata membro del gruppo parlamentare Radicale-Cittadino-Verde, che comprendeva anche i membri del Partito Radicale di Sinistra.

Nel 2001 Christiane Taubira ha dato il nome alla loi Taubira. In questa legge, la Francia ha riconosciuto la tratta degli schiavi e la schiavitù come crimini contro l'umanità. Taubira era relatore per la legge all'Assemblea nazionale.

Corsa per l'Eliseo nel 2002 e portavoce di Francois Hollande[modifica | modifica wikitesto]

Candidata alle elezioni presidenziali del 2002 per il Partito Radicale di Sinistra, è oggi presidente del movimento Walwari. Durante la campagna presidenziale del 2012, è diventata portavoce del candidato socialista François Hollande.

Ministro della giustizia (2012-2016)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012 viene nominata Ministro della Giustizia francese. È stata relatrice e forte sostenitrice della legge che introduce il matrimonio omosessuale in Francia[4], approvata il 23 aprile 2013[5]. Il 26 gennaio 2016, si è dimessa a causa, tra l'altro, della sua opposizione alla riforma antiterrorismo sostenuta dal governo francese, che prevede la revoca della cittadinanza francese per i condannati per terrorismo[6].

Prese di posizione[modifica | modifica wikitesto]

Christiane Taubira nel Festival America 2018, a Vincennes.

Christiane Taubira ha dato il suo nome alla legge francese approvata il 10 maggio 2001, che riconosce come crimini contro l'umanità la tratta transatlantica degli schiavi e la conseguente schiavitù. Alcuni storici sono critici sul fatto che limiti la schiavitù al traffico europeo di neri. Christiane Taubira non ha menzionato la collaborazione dei gruppi etnici africani con gli schiavisti. Ha anche detto che il traffico di schiavi neri da parte degli arabi musulmani non dovrebbe essere evocato in modo che i "giovani arabi" non portino sulle loro spalle tutto il peso dell'eredità dei misfatti degli arabi.[7] In uno studio approfondito, lo storico Max Lagarrigue conferma che la legge sulla tratta e la schiavitù o legge Taubira ha probabilmente accelerato sia il fenomeno del concorso di memoria sia radicalizzato il discorso di alcune associazioni come il COFFAD di Assani Fassassi che ha lanciato una campagna molto violenta contro i neri francesi e lo specialista in tratta di esseri umani Olivier Pétré-Grenouilleau. Un'organizzazione, aggiunge, “vicina alle autorità libiche, che paragona costantemente la schiavitù all'Olocausto, chiedendo allo stesso tempo un risarcimento per gli “africani”.

È spesso considerata dai politici come un elettrone libero per le sue posizioni personali che poco si adattano alla logica del partito. A differenza del PS, nel 2004 si è opposta al voto sulla legge francese sui simboli religiosi nelle scuole pubbliche. Nel 2005 ha preso posizione sul "no" al referendum francese sul trattato che istituisce una costituzione per l'Europa, a differenza del PRG, di cui lei era ancora vicepresidente.

Nell'aprile 2008 è stata nominata dal presidente Nicolas Sarkozy capo di una missione sugli accordi di partenariato economico UE-ACP. Il suo rapporto pubblicato due mesi dopo formula forti critiche a questi dispositivi e formula raccomandazioni considerate audaci e che sono state malamente accolte dall'Eliseo. Il capo dello Stato non ha commentato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FR) Christiane Taubira, le parcours d'une combattante - Gala, su Gala.fr. URL consultato il 2 giugno 2021.
  2. ^ Caroline Vigoureux, Le Mystère Taubira, EDI8, 2015, p. 153, ISBN 978-2-259-24145-8..
  3. ^ (FR) Mariana Grépinet, « Le livre de la semaine - Le Mystère Taubira », Paris Match n° 3444, semaine du 21 au 27 mai 2015, page 39.
  4. ^ Nozze gay, il ministro Taubira: "Onorati e fieri per questo passo", La Repubblica, 2 febbraio 2013. URL consultato il 17 maggio 2014.
  5. ^ Francia, sì definitivo alle nozze gay. È il 14mo Paese a dare l'ok, La Repubblica, 23 aprile 2013. URL consultato il 23 aprile 2013.
  6. ^ Francia, ministro della Giustizia lascia. Contraria a giro di vite antiterrorismo, su Il Fatto Quotidiano. URL consultato il 27 gennaio 2016.
  7. ^ (FR) Encore aujourd'hui di Eric Conan a L'Express, 4-5-2006

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Caroline Vigoureux, Le mystère Taubira, Plon, 2015, p. 210..
  • Christiane Taubira: Mes météores : combats politiques au long cours. Mémoires. Flammarion, Paris 2012, ISBN 978-2-08-127895-0.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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