Suffragio universale

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Il suffragio universale è il principio secondo il quale tutti i cittadini maggiorenni, senza restrizioni di ceto, istruzione e sesso, possono partecipare alle elezioni politiche e amministrative e alle altre consultazioni pubbliche, come i referendum, garantendo loro il diritto di voto come unica espressione di democrazia diretta dal basso (si ammette tuttavia che in caso di condanna per determinati reati, al condannato si possa sospendere il diritto di voto, temporaneamente o permanentemente). Storicamente si può distinguere tra il suffragio universale maschile, con restrizione al solo sesso maschile, e il suffragio universale propriamente detto, che comprende il completo suffragio femminile. Il suffragio universale è opposto al suffragio ristretto, in cui a votare sono solo coloro che rispettano certi requisiti.

Concetto[modifica | modifica sorgente]

Il principio di suffragio universale è correlato alle idee di volontà generale e di rappresentanza politica promosse da Jean-Jacques Rousseau: in base a questi principi, si elabora l'assunto in base al quale la rappresentanza politica trova legittimazione nella propria volontarietà.

I cittadini, nei moderni Stati democratici, sono alla base del sistema politico e col suffragio universale viene eletto l'organo legislativo di uno Stato; nelle repubbliche presidenziali, ciò avviene anche per l'elezione del Capo dello Stato.

Il principio del suffragio universale maschile è stato introdotto per la prima volta durante la rivoluzione francese da un "comitato di salute pubblica"

Generalmente viene considerata la data del 1893, in cui la Nuova Zelanda introdusse il suffragio universale, quindi maschile e femminile, quale primo Stato al mondo. In realtà per quanto riguarda il suffragio femminile, almeno due precedenti vanno citati: durante la cosiddetta Epoca della libertà svedese, tra il 1718 ed il 1772, ci fu un ristretto diritto di voto per le donne; nella Repubblica di Corsica tra il 1755 ed il 1769, in virtù della costituzione promulgata da Pasquale Paoli[1].

L'Europa si mosse su questa strada nel corso dell'Ottocento: da un suffragio ristretto - per la maggior parte dei casi attribuito ad una porzione della popolazione in base a criteri censitari o relativi all'istruzione - si passò via via al suffragio universale. Si ricorda, inoltre, che la Francia nel 1792, dopo la Rivoluzione francese, introdusse il suffragio universale anche se per un periodo di tempo brevissimo. Solo dal 1946 sarà effettivo e stabile.

Infine, si ricorda che nella penisola italiana, ma solo nel Granducato di Toscana nel 1848 si concesse il suffragio ristretto maschile e femminile: unico Stato che lo concedeva allora, quantunque limitato alle classi abbienti.

Giuseppe Mazzini sosteneva il suffragio universale: tuttavia durante la breve esperienza della Repubblica Romana del 1849, benché la Costituzione non lo prevedesse, il voto restò maschile per consuetudine.

In Italia[modifica | modifica sorgente]

1912 Introduzione del primo Suffragio universale maschile con la legge del 30 giugno 1912, n. 666 esteso a tutti i cittadini con età maggiore dei 30, senza restrizioni, rimanendo elettori i cittadini di età inferiore, maggiorenni e con le restrizioni precedentemente in vigore. Fu applicato nelle elezioni politiche del 1913 con il tradizionale collegio uninominale a doppio turno: il primo turno si svolse il 26 ottobre e il ballottaggio del secondo turno il 2 novembre 1913.

1918 Con la legge 16 dicembre 1918, n. 1985 fu ampliato l'elettorato, sempre maschile, a tutti i cittadini con età maggiore ai 21 anni o che avessero prestato il servizio nell'esercito mobilitato.

1945 Il 31 gennaio del 1945, con l'Italia divisa ed il Nord sottoposto all'occupazione tedesca, il Consiglio dei ministri, presieduto da Ivanoe Bonomi, emanò un decreto che riconosceva il diritto di voto alle donne (decreto legislativo luogotenenziale nº 23 del 2 febbraio 1945).

1946 Il 2 giugno e la mattina del 3 giugno 1946 ebbe luogo il referendum per scegliere fra monarchia o repubblica a cui i cittadini e le cittadine italiane votarono per la prima volta con suffragio universale.

1946 Approvata dall'Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 la Costituzione Italiana agli articoli 56 e 58 stabilisce le limitazioni di suffragio universale per le votazioni alla Camera dei Deputati, aperta a tutti i cittadini maggiorenni, e al Senato della Repubblica, a tutti i cittadini con età superiore ai 25 anni. Inoltre all'articolo 75 la costituzione stabilisce che anche i referendum siano votati a suffragio universale, con le limitazioni della Camera dei deputati.

Negli Stati Uniti d'America[modifica | modifica sorgente]

"Il voto alle donne" pennant dal 20esimo secolo

1776 Suffragio maschile censitario, quindi non universale.

1869 Voto alle donne nel Wyoming.

1918 Suffragio universale, comprese le donne.

Nel 1965 il Voting Rights Act ha proibito l'accertamento di un grado minimo di cultura e di alfabetizzazione quale prerequisito per l'accesso al voto.

È nel 1966 che due sentenze della Corte Suprema ribadiscono l'incostituzionaltà sia delle prove per accertare i gradi di cultura e di alfabetizzazione per l'ammissione ai diritti politici, sia dei requisiti che chiedevano il pagamento di una tassa per essere ammessi al diritto di voto.

Le ultime discriminazioni, che si opponevano all'esercizio pieno del suffragio universale, sono scomparse in America soltanto negli anni settanta del Novecento.

Nel Regno Unito[modifica | modifica sorgente]

È uno tra i primi paesi europei ad attuare riforme elettorali tendenti a universalizzare il voto:

1832 First Reform Act: il voto viene allargato a tutti i cittadini possessori di beni immobiliari.

1867 Second Reform Act: la riforma permette di votare a tutti i cittadini con beni immobili, e anche a tutti gli affittuari della città.

1884-1885 Third Reform Act: allarga il suffragio agli affittuari nelle campagne.

1918 suffragio universale (maschile e femminile, ma per le donne solo dopo aver compiuto i 30 anni d'età).

1928 suffragio femminile (tutte le donne).

In Francia[modifica | modifica sorgente]

A partire dalla Rivoluzione francese del 1789, si verificano molte insurrezioni e manifestazioni popolari per ottenere per tutti il diritto al voto, non solo nel rispetto dei principi della rivoluzione francese, ma anche per il sentimento patriottico e nazionalistico che sarebbe risultato incrementato e cementato dalla partecipazione attiva di tutta la popolazione.

1792 Breve periodo di suffragio universale maschile.

1848 Suffragio universale maschile.

1946 Suffragio universale (maschile e femminile).

In altri Stati[modifica | modifica sorgente]

Paese Anno di passaggio
Argentina 1947
Australia 1902
Belgio 1948
Brasile 1932
Canada 1920
Cile 1949
Cuba 1934
Danimarca 1917
Ecuador 1924
Finlandia 1906[2]
Francia 1946
Germania 1919
Giappone 1946
Indonesia 1949
Irlanda 1918
Israele 1948
Italia 1946
Norvegia 1913
Nuova Zelanda 1893
Regno Unito 1928
Russia 1917
San Marino 1958
Spagna 1931
Sudafrica 1930
Svezia 1917
Svizzera 1971-1991[3]
Turchia 1923
Uruguay 1917

Negli anni Novanta il suffragio femminile era riconosciuto in tutto il mondo, eccetto un piccolo gruppo di paesi musulmani e il Vaticano.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Thierry Ottaviani, La Corse pour les Nuls, Editions Générales, 2010, ISBN 978-2754015462
  2. ^ La donna finlandese vuole essere libera di badare a sé stessa, guidafinlandia.it. URL consultato il 30 marzo 2014.
  3. ^ A livello confederale, a livello cantonale le date differiscono, ad esempio Appenzello Interno concesse il voto alle donne solo nel 1991.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]