Maggiore età

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Per maggiore età si intende, in diritto, e in particolare in diritto civile, l'età alla quale il soggetto acquisisce in linea di principio la capacità di agire, cioè la capacità di porre in essere in autonomia contratti e altri negozi giuridicamente validi. Tale capacità è distinta dalla mera capacità giuridica, che invece è semplicemente la titolarità in astratto di diritti e doveri.
Colui che ha raggiunto la maggiore età viene detto maggiorenne, mentre colui che non l'ha raggiunta, il minorenne, sebbene sia a tutti gli effetti un soggetto di diritto, necessita generalmente dell'assistenza di un maggiorenne per compiere gli atti necessari a esercitare i diritti di cui è titolare, fatti salvi i casi in cui i singoli ordinamenti prevedono un'età inferiore, ad esempio per svolgere un'attività lavorativa o per i cosiddetti diritti esistenziali, oppure per esercitare gli obblighi di custodia, potestà, tutela o responsabilità, a seconda dell'ordinamento, nei confronti dei figli.
La legge può altresì prevedere l'istituto dell'emancipazione, che consiste nell'attribuzione anticipata della capacità di agire de iure o sub iudice, sebbene solitamente con alcune limitazioni, al verificarsi di determinate condizioni. In Italia ad esempio il minore è emancipato di diritto quando contragga matrimonio oppure quando diventi, in determinate circostanze, amministratore dell'impresa familiare.

La disciplina italiana[modifica | modifica wikitesto]

Secondo l'ordinamento italiano, con la maggiore età si acquisisce la capacità di agire, da non confondere con la capacità giuridica, che si acquisisce, invece, direttamente con la nascita. Dall'entrata in vigore della legge 8 marzo 1975, n. 39, avvenuta il 10 marzo 1975, la maggiore età è fissata al compimento del diciottesimo anno (in precedenza era fissata al compimento del ventunesimo anno).

I minorenni sono sottoposti, in base alla riforma del diritto di famiglia del 2013, alla responsabilità genitoriale, istituto che ha superato il vecchio regime della potestà (sino al 1975 patria potestà) e che si applica a qualsiasi figlio riconosciuto come tale dalla legge, essendo venuta meno la distinzione tra figli legittimi, figli legittimati, figli naturali riconosciuti e figli adottati. La responsabilità consiste nel diritto-dovere all'educazione, all'istruzione e alla tutela, nonché nella rappresentanza nell'esercizio di diritti reali sui beni di loro proprietà. Quest'ultima funzione può essere esercitata da tutori, anche temporanei. Il minore, a partire dalla riforma del 1975, può ricorrere al giudice tutelare nel caso ritenga che i suoi genitori o tutori non stiano perseguendo i propri interessi; al minore viene inoltre riconosciuto il diritto a provvedere autonomamente, in ragione delle sue possibilità, ai suoi bisogni esistenziali.

I negozi giuridici posti in essere autonomamente dai minorenni, secondo i più recenti ordinamenti dottrinali e giurisprudenziali, non sono annullabili se relativi all'esercizio di bisogni esistenziali (come per esempio l'iscrizione a un partito, a un'associazione, a un certo indirizzo di studi piuttosto che un altro dopo l'istruzione obbligatoria); sono annullabili, ma non nulli, invece, i contratti.

Per assumere la responsabilità genitoriale è necessario aver compiuto 14 anni di età, laddove per la vecchia potestà ne occorrevano 16. Anche i minorenni non emancipati hanno la responsabilità genitoriale sui propri figli, se riconosciuti; con il matrimonio possono ottenere l'emancipazione e quindi la capacità di agire, seppur limitata. In altri sistemi giuridici l'emancipazione può essere disposta in sede giurisdizionale su richiesta del minore. Va precisato che il concetto di maggiore età ha natura squisitamente privatistica.

Il codice penale italiano prevede il perdono giudiziale e riduzioni di pena per soggetti minori di 18 anni e la non imputabilità di soggetti minori di 14 anni, ma questo è indipendente dalla maggiore età, tant'è che è previsto sin dal testo originario di Alfredo Rocco, risalente al 1930, quando la maggiore età era fissata in 21 anni. Per il diritto penale è infatti rilevante la capacità di intendere e di volere, non la capacità di agire (cioè contrarre). Tuttavia, i minorenni che commettono reati vengono giudicati dai tribunali per i minorenni e scontano le eventuali pene detentive, se rese esecutive prima del compimento dei 21 anni, in appositi penitenziari. Se il rinvio a giudizio avviene successivamente al compimento dei 21 anni, il processo si celebra dinanzi al giudice ordinario. Il tribunale dei minorenni è anche competente per l'affidamento dei figli in caso di separazione legale dei genitori, colpa, incapacità o altra ragione, per l'affido familiare e per l'adozione di minorenni. Per l'affidamento e l'adozione il parere del minore che abbia compiuto 12 anni è vincolante.

L'articolo 48 della Costituzione attribuisce il diritto di voto ai cittadini maggiorenni, ma secondo alcuni giuristi l'abbassamento dell'età minima per l'elettorato attivo, ma anche passivo, nei consigli degli enti locali disposto con legge ordinaria sarebbe compatibile con il disposto costituzionale.

Infine, è un puro caso se l'età minima per il conseguimento della patente di guida europea di categoria B in Italia coincida con la maggiore età: per il conseguimento della patente di categoria A1 bastano 16 anni, mentre per categorie superiori ne sono necessari sino a 25.

Nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

9 anni[modifica | modifica wikitesto]

14 anni[modifica | modifica wikitesto]

15 anni[modifica | modifica wikitesto]

16 anni[modifica | modifica wikitesto]

17 anni[modifica | modifica wikitesto]

18 anni[modifica | modifica wikitesto]

19 anni[modifica | modifica wikitesto]

20 anni[modifica | modifica wikitesto]

21 anni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b IRAN: Calls to ban juvenile death penalty, Los Angeles Times, 10 settembre 2008. URL consultato il 23 settembre 2009.
    «In Iran, capital punishment can be imposed if the defendant has reached the age of “," which is set by Iranian law as young as 9 for girls and 15 for boys.».
  2. ^ Constitution of the Republic of Cuba 1992
  3. ^ Culture of Cuba - traditional, history, people, clothing, women, beliefs, food, customs, family, social, marriage, men, life, population, religion, rituals, Cultural name
  4. ^ Interpol report on Kyrgyzstan
  5. ^ Interpol report on Uzbekistan law
  6. ^ a b c d e f g h i j k l m Susan Munroe, Age of majority, in About.com. URL consultato il 23 settembre 2009.
    «The age of majority in Canada is determined by each province and territory in Canada.».
  7. ^ Interpol report on Andorra law
  8. ^ Telam: Política - El Senado aprobó la ley de la mayoría de edad a los 18 años
  9. ^ Interpol report on Armenia
  10. ^ The Age of Majority, Website of the Tangled Moon Coven. URL consultato il 23 settembre 2009.
  11. ^ Interpol report on Austria
  12. ^ Interpol report on Azerbaijan
  13. ^ Interpol report on Bahamas
  14. ^ Interpol report on Barbados
  15. ^ Interpol report on Belgium (in francese)
  16. ^ Interpol report on Belarus
  17. ^ Interpol report on Bosnia and Herzegovina
  18. ^ Interpol report on Denmark
  19. ^ Interpol report on Djibouti (in francese)
  20. ^ [1] (EN)
  21. ^ [2] (EN)
  22. ^ Age of Majority Act 1970
  23. ^ Interpol report on Bahrain
  24. ^ Ordonnance 62-041 du 19 septembre 1962 relative aux dispositions générales de droit interne et de droit international privé

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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