Crisi del quarto di secolo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La crisi del quarto di secolo[1], o anche crisi del quarto di vita[2] (Quarter-Life Crisis in inglese), è una fase che ricade intorno ai 25 anni, caratterizzata da ansia da prestazione (professionale), senso di soffocamento (che sia per un lavoro o per un matrimonio che non piacciono più) e, nei casi più gravi, depressione[2].

Aspetti[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il Boston Globe, la crisi avviene dopo i vent'anni, dopo essere entrati nel "mondo reale". L'esistenza di questa crisi è stata proposta da Erik H. Erikson, il quale aveva già proposto otto diversi periodi di crisi nella vita umana, tra i quali è identificabile questo.

Il conflitto associato coi giovani adulti è quella dell'intimità contro l'isolamento. Secondo Erikson, dopo aver stabilito una certa identità, i giovani adulti tendono a desiderare rapporti romanticamente più intensi e stabili con le altre persone.

Comunemente i sintomi sono quelli di sentirsi "persi, impauriti, soli e confusi", intorno alle decisioni da prendere per il futuro, per passare ufficialmente all'età adulta. Alcuni studi hanno dimostrato che la disoccupazione e la scelta di un percorso di carriera rappresentano i maggiori promotori di questa crisi.

Dover affrontare la vita senza l'aiuto dei propri genitori per la prima volta può portare alla sensazione di solitudine e abbandono.

Note[modifica | modifica wikitesto]