Nuova Caledonia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 21°30′S 165°30′E / 21.5°S 165.5°E-21.5; 165.5

Nuova Caledonia
Nuova Caledonia - Bandiera Nuova Caledonia - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Motto: Terre de parole, terre de partage[1]
Terra della parola, terra della condivisione
Nuova Caledonia - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Nuova Caledonia
Nome ufficiale Nouvelle-Calédonie
Dipendente da Francia Francia
Lingue ufficiali Francese
Altre lingue Kanak
Capitale Nouméa  (97.579[2] ab. / 2009)
Politica
Status Collettività sui generis
Presidente della Repubblica
Alto Commissario
François Hollande

Jean-Jacques Brot
Presidente del Governo locale Harold Martin
Superficie
Totale 18.576 km² (154º)
 % delle acque trascurabile
Popolazione
Totale 245.580[2] ab. (2009)
Densità 13 ab./km² (205º)
Geografia
Continente Oceania
Fuso orario UTC +11
Economia
Valuta Franco CFP
PIL (nominale) 8,820 milioni di $ (2007)
PIL pro capite (nominale) 36,376 $ (2007)
Fecondità 2,1 (2010)[3]
Varie
TLD .nc
Prefisso tel. +687
Inno nazionale La Marsigliese (Francia)
Soyons unis, devenons frères (Locale)
Nuova Caledonia - Mappa
 

La Nuova Caledonia (in francese: Nouvelle-Calédonie, in kanak Kanaky) è una collettività francese d'oltremare, situata nell'Oceano Pacifico sudoccidentale. Il suo capoluogo è Nouméa. I suoi abitanti vengono chiamati Neocaledoni.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Contesa fra Gran Bretagna e Francia durante la prima metà del XIX° Secolo, l'isola, nel 1853 divenne possedimento francese. A partire dal 1864, servì da colonia penale per quarant'anni. Della Nuova Caledonia fanno parte anche le Isole Loyauté (Marè, Lifou, Ouvea, Tiga, Mouli e Faiava) e l'Isola dei Pini.

La vita politica è complicata dal fatto che la popolazione indigena Melanesiana, la comunità Kanak, è ora una minoranza (44%) a causa del declino della popolazione e dell'immigrazione avvenuta sotto il dominio francese. Il resto della popolazione è composto dai discendenti dei deportati francesi, conosciuti come, caldoches, e da una piccola minoranza est-asiatica.

La rivendicazione dell'indipendenza da parte del Front de Liberation Nationale Kanak Socialiste (FLNKS) inizia nel 1985. Il Fronte, guidato da Jean Marie Tjibaou, assassinato nel 1989, chiedeva la creazione di uno Stato, chiamato, Kanaky.

L'agitazione portò a una crescita dell'autonomia con gli Accordi di Matignon del 1988 e l'Accordo di Noumea del 1998. Entro il 2018 si dovrà tenere un referendum per definire lo status della comunità [4].

Posizione[modifica | modifica wikitesto]

È situata a circa 1.500 km a est della costa australiana, nella zona sud-occidentale dell'Oceano Pacifico.

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2010 si stima che la popolazione abbia raggiunto i 253.743 abitanti. Buona parte di essi abita nel capoluogo Nouméa [5].[2] I principali gruppi etnici sono due: quello melanesiano, 45,1% della popolazione, e quello europeo, i cosiddetti Caldoche, 34,1%. Esistono altre minoranze tra cui quella polinesiana, 11,6% e quella indonesiana, 2,5%.[2]

Religione[2][modifica | modifica wikitesto]

New Caledonia-CIA WFB Map (2004).png

La popolazione è a maggioranza cristiana, il 54% della popolazione è cattolica, il 14% protestante e il 2,1% di altre confessioni cristiane. La restante parte della popolazione è legata ad altre religioni, 27%, e all'Islam ,2,7%.

Lingua[modifica | modifica wikitesto]

La lingua ufficiale del paese è il francese, insieme a quest'ultimo vengono tutelate altre lingue a livello nazionale che sono:

  • Il kanak afferente all'area austronesiana che ha subito molti influssi lessicali e fonetici dall'indonesiano rendendosi simile a questo.
  • Il corso un idioma appartenente all'area italo-romanza della famiglia delle lingue indoeuropee, parlato principalmente nel comune di Farino [6].

Economia e comunicazioni[2][modifica | modifica wikitesto]

L'attività economica di più importante è l'estrazione e la lavorazione del nichel. Nel 2010 di questo metallo ne sono state estratte 138.000 tonnellate. Nel 2009 nel Paese si sono contati 99.000 ingressi e un totale di 141 milioni di dollari di entrate grazie al turismo, altra voce economica rilevante. Per quanto riguarda il settore primario, nello stesso anno sono state coltivate 2.600 tonnellate di mais e 16.500 di noci di cocco; inoltre sono stati contati 90.000 bovini, 37.000 suini, 12.000 equini e 600.000 volatili. Infine, sono stati ricavati 16.618 metri cubi di legname e 5.742 tonnellate di pesce. La rete stradale si estende per 4.926 km. Nel capoluogo, oltre al porto più importante dell'isola, si trova un aeroporto. Circa 3 persone su 10 hanno accesso ad internet.

Arte[modifica | modifica wikitesto]

L'arte principale è la scultura, utilizzata come ornamento per le capanne a tetto conico. Per questo tipo di capanne si ergono pilastri antropomorfi alti anche un metro e mezzo con un tetto impreziosito da figure di antenati o decorazioni astratte. Numeroso e variegato è il numero di maschere, esibite durante le feste. Peculiari sono le piccole "teste-moneta" decoranti gli scettri da cerimonia.[7]

La bandiera[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Bandiera della Nuova Caledonia.
Bandiera del movimento per l'indipendenza (FLNKS)

Nel luglio 2010 al tricolore francese è stato ufficialmente affiancato un vessillo[8] ideato dal Fronte di Liberazione Nazionale Kanako e Socialista (FLNKS), un partito politico che lotta per l'indipendenza dell'isola.

Questa bandiera fu adottata dal partito nel 1980 ed è composta di tre fasce orizzontali di uguali dimensioni. Dall'alto verso il basso i colori sono il blu, Pantone 286c, rosso, Pantone 032c, e verde, Pantone 347c, con la presenza di un cerchio di colore giallo,Pantone 102c, dal diametro la cui lunghezza è due terzi dell'altezza della bandiera e spostato verso il lato del pennone. Il cerchio è bordato di nero e al suo interno vi è un disegno dello stesso colore.

Il blu simboleggia il cielo e soprattutto l'oceano che circonda l'isola. Il rosso rappresenta il sangue versato dai kanaki durante la loro lotta per l'indipendenza, il socialismo e l'unità. Il verde simboleggia infine la terra e, per estensione, gli antenati seppelliti sotto di essa.

Il disco giallo rappresenta il sole mentre il disegno al suo interno è una flèche faitière, un tipo di freccia che adorna i tetti delle case del posto, totem degli antichi villaggi kanak.

Omonimia[modifica | modifica wikitesto]

Una colonia britannica nel Nord America chiamata Nuova Caledonia si unì all'Isola di Vancouver per formare la colonia della Columbia Britannica, che si unì successivamente alla Confederazione Canadese e divenne una provincia del Canada. Il termine Caledonia è il nome latino che definiva anticamente l'attuale Scozia.

Amministrazione[2][modifica | modifica wikitesto]

La Nuova Caledonia è dotata di uno status speciale, differente da quello delle altre proprietà extraterritoriali francesi. Viene amministrata da un Alto Commissario. A livello territoriale, il Governo viene esercitato da un Congresso formato dai componenti delle assemblee provinciali, per un totale di 54 membri. Le tre assemblee provinciali vengono elette a suffragio universale ogni 5 anni. Nel Parlamento francese la Nuova Caledonia viene rappresentata da un senatore e due deputati.

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

La Nuova Caledonia è suddivisa in 3 province e 33 comuni.

Suddivisioni amministrative della Nuova Caledonia
Legenda

Vert Provincia Nord
14. Poya (parte nord)
15. Pouembout
16. Koné
17. Voh
18. Kaala-Gomen
19. Koumac
20. Poum
21. Îles Belep
22. Ouégoa
23. Pouébo
24. Hienghène
25. Touho
26. Poindimié
27. Ponérihouen
28. Houaïlou
29. Kouaoua
30. Canala


Dispute internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Le isole Matthew e Hunter sono contese da Francia e Vanuatu.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Nouvelle-Calédonie se dote d'un hymne et d'une devise - LeMonde.fr
  2. ^ a b c d e f g Calendario Atlante De Agostini 2012
  3. ^ Tasso di fertilità nel 2010, data.worldbank.org. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  4. ^ Articolo su Le Monde
  5. ^ Nel 2007 l'agglomerato urbano contava circa 156.000 abitanti.
  6. ^ Intervista al presidente della Nuova Caledonia su Corsematin.com
  7. ^ Gabriel Mandel, Arte Etnica, Mondadori, Milano, 2001, pag.114
  8. ^ Bonnie Malkin, New Caledonia adopts second flag in compromise over French rule, in The Daily Telegraph, 20 luglio 2010. URL consultato il 28 luglio 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Calendario Atlante De Agostini 2012, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2011, pp. 594-595, ISBN 978-88-511-1599-9.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]