Giurista

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Il giurista è uno studioso il cui compito è studiare e interpretare il diritto, inteso come scienza dell'organizzazione della società attraverso le Istituzioni e le regole operanti nei vari ambiti dell'agire umano.[1]

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Nell'evo antico il concetto era espresso dai sinonimi "giurisperito" e "giureconsulto", tutti di chiara etimologia latina (condividendo la medesima radice nel sostantivo ius "diritto"). Essi, nel senso di "cultore della scienza giuridica", furono travasati nell'esperienza giuridica medievale.

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Scuola bolognese dei glossatori, Commentatori e Ultramontani.

In epoca moderna la personalità del giurista "è condizionata da due fatti: il fatto che la società borghese si trasforma da omogenea a pluralista; il fatto che la scienza giuridica è stata dominata finora dal diritto borghese classico"[2].

Il ruolo giocato dai giuristi nella vita pubblica è simboleggiato dalla storia dell'Italia dopo l'unificazione: esso "negli anni del fascismo – come già nel precedente periodo liberale – derivava sia dalla loro preminenza numerica all’interno del Parlamento, sia e soprattutto dal fatto che si trattava di figure che operavano contemporaneamente all’interno di diversi e decisivi contesti, tanto politici che culturali: sedevano in Parlamento, ricoprivano cariche governative e all’interno del Pnf – si pensi soltanto ai nomi di Alfredo Rocco, Arrigo Solmi, Dino Grandi, Carlo Costamagna, Sergio Panunzio, Pier Silverio Leicht, Pietro De Francisci, Santi Romano, Alfredo De Marsico, Mariano D'Amelio. Molti di loro, inoltre, continuavano ad esercitare parallelamente l’attività di magistrato e/o di avvocato, spesso affiancata anche da quella di docente universitario"[3].

Invece, il "modello di giurista puro tecnico del diritto, educato a trarre le sue conclusioni esclusivamente da norme giuridiche, ma alieno dal mettere in campo le proprie convinzioni etiche e politiche è stato teorizzato in Austria negli anni '20, quando si radicò l’idea di un diritto costituzionale fondato su regole rigide, derogabili solo attraverso articolate procedure previste dalla stessa Costituzione"[4].

« Che cosa si prepara per il giurista futuro? La risposta è semplice: l’abbandono del nazionalismo giuridico e l’affermazione dell’universalità del Diritto »

(Sabino Cassese, L'educazione del giurista, Firenze (FI): Le Monnier, Nuova antologia : 610, 2265, 1, 2013, p. 41)

I soggetti[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta generalmente di professori universitari o professionisti (di solito avvocati, magistrati, notai) i quali, per ragioni di ricerca, studio o a supporto della propria opera professionale, si dedicano all'attività intellettuale di interpretazione del diritto in rapporto alla funzione di organizzazione sociale che ne è propria.

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Mediante lo studio e l'interpretazione dei principi e delle norme posti a fondamento del diritto, il giurista ne individua il senso adeguato a regolare i rapporti concreti tra i diversi agenti che si muovono all'interno della società. Il campo d'indagine risulta dunque particolarmente ampio, divenendolo ancor più in seguito della crescita della complessità del sistema economico-sociale indotta dallo sviluppo economico-finanziario e dall'internazionalizzazione degli scambi.

Ciò sembra produrre il superamento della figura del giurista generico, nel nome di una sempre maggiore specializzazione che interessa soprattutto la figura dell'avvocato e docenti universitari di materie giuridiche.

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

Possono così distinguersi:

A questi “macro-settori” si aggiungono poi numerosissimi “sotto-settori” in cui è possibile specializzarsi: diritto immobiliare, diritto mobiliare, diritto antitrust, diritto dei trasporti e della navigazione, diritto agrario, diritto dell'energia, diritto degli enti locali, diritto sanitario, diritto delle obbligazioni, diritto di famiglia, diritto degli animali, diritto dello sport, diritto dei contratti pubblici, diritto contabile, diritto bancario e assicurativo, diritto della crisi d'impresa, diritto societario, diritto industriale, diritto delle comunicazioni, diritto dell'informatica, diritto dell'arte e dei beni culturali e tanti altri.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [http://www.treccani.it/vocabolario/giurista/ Giurista da Enciclopedia Treccani
  2. ^ Federico Spantigati, La personalità del giurista, Milano: Franco Angeli, Ritorno al diritto : i valori della convivenza. Fascicolo 3, 2006, p. 22.
  3. ^ Pavan Ilaria, La cultura penale fascista e il dibattito sul razzismo (1930-1939), Soveria Mannelli: Rubbettino, Ventunesimo secolo: rivista di studi sulle transizioni : 17, 3, 2008, pp. 46-47.
  4. ^ Antonio A. Cervati, Cultura e impegno etico dei giuristi, Milano: Franco Angeli, Ritorno al diritto: i valori della convivenza. Fascicolo 1, 2005, p. 92.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sabino Cassese, Il mondo nuovo del diritto. Un giurista e il suo tempo, Bologna, Il Mulino, 2008.
  • Vincenzo Ferrari, La culture sociale chez les juristes italiens contemporains, Droit et société 2010/2 (n° 75)

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