Croazia
| Croazia | |||||
|---|---|---|---|---|---|
|
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| Dati amministrativi | |||||
| Nome completo | Repubblica di Croazia | ||||
| Nome ufficiale | Republika Hrvatska | ||||
| Lingue ufficiali | croato | ||||
| Altre lingue | bilinguismo a livello locale | ||||
| Capitale | Zagabria (792.875 ab. / 2011) | ||||
| Politica | |||||
| Forma di governo | Repubblica parlamentare | ||||
| Presidente | Kolinda Grabar-Kitarović (HDZ) | ||||
| Primo ministro | Zoran Milanović (SDP) | ||||
| Indipendenza | Dalla RSF di Jugoslavia, 25 giugno 1991 |
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| Ingresso nell'ONU | 22 maggio 1992 | ||||
| Ingresso nell'UE | 1º luglio 2013[1] | ||||
| Superficie | |||||
| Totale | 56.594 km² (124º) | ||||
| % delle acque | 1,90 % | ||||
| Popolazione | |||||
| Totale | 4.200.000 ab. (2011) (117º) | ||||
| Densità | 75,4[2] ab./km² | ||||
| Tasso di crescita | -0,092% (2012)[3] | ||||
| Nome degli abitanti | Croati | ||||
| Geografia | |||||
| Continente | Europa | ||||
| Confini | Slovenia, Ungheria, Serbia, Bosnia ed Erzegovina, Montenegro | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Economia | |||||
| Valuta | Kuna croata | ||||
| PIL (nominale) | 56 475[4] milioni di $ (2012) (74º) | ||||
| PIL pro capite (nominale) | 12 829 $ (2012) (54º) | ||||
| PIL (PPA) | 77 556 milioni di $ (2012) (80º) | ||||
| PIL pro capite (PPA) | 17 618 $ (2012) (57º) | ||||
| ISU (2011) | 0,796 (molto alto) (46º) | ||||
| Fecondità | 1,5 (2010)[5] | ||||
| Varie | |||||
| Codici ISO 3166 | HR, HRV, 191 | ||||
| TLD | .hr, .eu | ||||
| Prefisso tel. | +385 | ||||
| Sigla autom. | HR | ||||
| Inno nazionale | Lijepa naša domovino | ||||
| Festa nazionale | 25 giugno, Indipendenza | ||||
| Evoluzione storica | |||||
| Stato precedente | |||||
Coordinate: 45°15′N 15°28′E / 45.25°N 15.466667°E
La Croazia, ufficialmente Repubblica di Croazia (Republika Hrvatska, in croato), è uno Stato dell'Unione europea con una popolazione di 4.290.612 abitanti (censimento 2011), la sua capitale è Zagabria (Zagreb, 792.875 abitanti, censimento 2011).
Confina a nord con la Slovenia, a nord-est con l'Ungheria, ad est con la Serbia, a sud con la Bosnia ed Erzegovina e il Montenegro, mentre a ovest è affacciata sul mare Adriatico. La superficie territoriale è di 56.542 km² mentre la superficie delle acque territoriali è pari a 31.067[6] km².
La Croazia è una repubblica parlamentare[7] e la lingua ufficiale è il croato. La Regione Istriana, comprendente la maggior parte dell'Istria, adotta ufficialmente il bilinguismo (italiano e croato), ma la sua attuazione varia a livello comunale.
La Croazia tra il 1102 e il 1918 fu unita al Regno d'Ungheria, seguendone le sorti; successivamente ha fatto parte della Jugoslavia fino al 1991 divenendone indipendente all'inizio delle guerre dei Balcani. La Croazia ha aderito alla NATO il 4 aprile 2009 e dal 1º luglio 2013 è il ventottesimo Stato membro dell'Unione europea.[1]
Attualmente la festa nazionale croata (così come quella slovena) ricorre il 25 giugno, anniversario della dichiarazione d'indipendenza del 1991.
Indice
Storia[modifica | modifica wikitesto]
Fra il II e il I secolo a.C. la regione abitata dagli Illiri cadde in potere dei Romani (province di Pannonia ed Illiria) che la governarono fino al V secolo dell'era volgare.
Nel tardo impero romano fu invasa prima dagli ostrogoti e poi dagli avari. Ristabilita la sovranità romana (Impero Romano d'Oriente) nel VI secolo, fu occupata, nel secolo successivo, dai croati, una tribù slava originaria dell'odierna Ucraina. Nel X secolo divenne un regno autonomo, il regno di Croazia, il cui sovrano, Tomislav fu incoronato nel 925.
Nel 1102 fu annessa al regno di Ungheria, il cui re era stato chiamato a governarla dal 1091. I re d'Ungheria garantirono ampia autonomia e protezione dai nemici esterni (Sacro Romano Impero, Venezia, Bisanzio, più tardi Mongoli e Turchi).
In età moderna, precisamente nel 1603, la Croazia diventò parte dell'Impero Asburgico. Al termine della prima guerra mondiale, con il Trattato di Versailles, entrò a far parte del Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni, successivamente denominato (1929) Regno di Iugoslavia. Nel 1941, nel corso della seconda guerra mondiale, grazie all'appoggio italo-tedesco, la Croazia si costituì in Stato nominalmente indipendente, ma di fatto satellite delle Potenze dell'Asse, con un governo collaborazionista presieduto da Ante Pavelić.
Al termine del conflitto nel 1945, il paese diventò membro della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, sotto la presidenza del maresciallo Tito, che instaurò un governo socialista spesso in disaccordo con l'Unione Sovietica, tanto da attirare le deboli simpatie dell'Occidente, in netto contrasto con la politica sovietica.
Il crollo dei regimi comunisti dell'Europa orientale provocò un indebolimento della Lega Comunista Jugoslava: nel partito vi furono disaccordi sulla linea di gestione della federazione fra le delegazioni croate e slovene che rivendicavano maggiore autonomia e quella serba, guidata da Milošević, di orientamento contrario. I delegati croati e sloveni abbandonarono il XIV congresso del partito nel gennaio del 1990 e nel 1991 la Croazia si proclamò stato indipendente. Nonostante l'invito dei capi di Stato della CEE a non procedere ad un riconoscimento separato, l'Islanda, (per voce del suo ministro degli esteri Jón Baldvin Hannibalsson), seguita dalla Città del Vaticano, Austria e Germania procedettero ad un riconoscimento unilaterale. Seguì un duro conflitto con Serbia e Bosnia, che si concluse con gli accordi di Dayton (1995). Oggi la Croazia è membro dell'ONU e del Consiglio d'Europa.
Geografia[modifica | modifica wikitesto]
La Croazia è situata nell'Europa meridionale, si affaccia sul Mare Adriatico e il suo territorio comprende parte delle Alpi Dinariche e l'estremo occidentale del bassopiano Pannonico.
Morfologia[modifica | modifica wikitesto]
Da un punto di vista morfologico il paese può essere distinto in tre zone con caratteristiche climatiche, geografiche e culturali diverse: la fascia costiera, le catene montuose e la vasta area pianeggiante.
- Il bassopiano pannonico
Nella parte orientale del paese si trova un'estesa pianura interrotta solo da alcune formazioni collinari, l'area fa parte del bacino dei fiumi Drava e Sava, affluenti del Danubio. In questa zona dal clima continentale, si distinguono la Croazia settentrionale e la Slavonia:
- la Croazia settentrionale comprende l'area tra il fiume Kupa e il confine con l'Ungheria, le pianure lungo il fiumi Sava e Kupa, le aree intorno alle città di Zagabria, Karlovac e Sisak che demograficamente ed economicamente rappresentano il centro della Croazia, l'area montuosa dello Zagorje e la regione di Međimurje nella parte nord-orientale del paese fra i fiumi Drava e Mur.
- la Slavonia comprende l'estremità orientale del paese costituita in prevalenza da pianure del bassopiano pannonico situate lungo i fiumi Sava (Posavina) e Drava (Podravina) fino al Danubio.
- La zona montuosa delle Alpi Dinariche
La zona montuosa è situata nella parte centrale del paese ed è caratterizzata da rilievi medio elevati che costituiscono lo spartiacque fra il bacino del Danubio e l'Adriatico. Il clima è alpino. Fanno parte di quest'area la regione del Gorski Kotar tra Fiume e Karlovac, le valli di Licca e Crobavia tra la catena costiera delle Alpi Bebie e il confine con la Bosnia e una parte dell'entroterra dalmata (Dalmatinska Zagora, ed il monte Biocovo).
- La costa adriatica
La zona costiera è caratterizzata da clima mediterraneo. L'ampiezza della fascia costiera è molto variabile, da pochi chilometri ( in corrispondenza dei rilievi del Velebit e di Biocovo) in altre zone si allarga notevolmente nell'entroterra. Da nord a sud si possono individuare le seguenti regioni storiche:
- L'Istria, la penisola nella parte settentrionale del paese
- La regione del Litorale Croato (Hrvatsko Primorje) corrispondente all'area intorno a Fiume e Segna con le isole del golfo del Quarnero
- La Dalmazia con la sua costa frastagliata e che si estende verso sud da Zara comprendendo le numerose isole antistanti la costa e città storiche come Ragusa e Spalato.
I monti principali sono il monte Dinara (1.831 m s.l.m.) e il monte Vaganski Vrh (Monte Drago, nella catena delle Bebie) con un'altitudine di 1.758 m s.l.m.
La Croazia possiede ben 1.185 isole, di cui solo 50 abitate[6].
Idrografia[modifica | modifica wikitesto]
La gran parte dei fiumi della Croazia appartiene al bacino del Mar Nero (Danubio, Sava, Drava, Kupa e Una), ma un ridotto numero di fiumi sfocia nel Mare Adriatico (Zermagna, Cherca, Čikola, Cetina e Narenta). I fiumi nella parte settentrionale del paese hanno problemi di inquinamento, soprattutto la Sava nel tratto compreso tra Zagabria e Sisak.
I fiumi più lunghi sono Sava (562 km) e Drava (505 km) che delimitano parte del confine tra Croazia e Bosnia-Erzegovina e Ungheria. Entrambi sfociano nel Danubio di cui la Sava è l'affluente principale, in ordine di apporto idrico mentre la Drava è il quarto. Il Danubio delimita il confine tra la Croazia e la provincia serba della Vojvodina. Il tratto croato del Danubio è lungo 188 km.
L'alto corso del fiume Kupa (269 km) forma il confine naturale fra Croazia e Slovenia, sfocia nella Sava a Sisak. Altri fiumi sono il Korana, Krapina, Lonja, Mur e Vuka.
I fiumi provenienti dalle Alpi Dinariche e che sfociano nell'Adriatico hanno un corso breve, fatta eccezione per il fiume Narenta. Le coste sono caratterizzate da una flora mediterranea mentre i rilievi sono coperti da fitte foreste di latifoglie e conifere.
Clima[modifica | modifica wikitesto]
Si distinguono quattro aree climatiche:
- pianure interne, con clima semi-continentale caratterizzato da estati secche ed abbastanza calde (medie di luglio attorno ai +22/+23 °C) ma con forti contrasti (possono esserci molti giorni di fila con massime intorno ai 35° ed afa e, per contro, periodi molto freschi caratterizzati da forte maltempo) ed inverni freddi (0/+1 °C di media in gennaio) con cieli spesso coperti e nebulosità diffusa e frequente, nevicate non infrequenti ma raramente intense e persistenza del manto nevoso al suolo abbastanza prolungata (specie nelle zone nord-orientali).
- regioni montuose: queste zone hanno clima di tipo alpino con estati moderatamente calde (ma condizionate dall'altitudine e con frequenti temporali, soprattutto pomeridiani) ed inverni rigidi (con medie invernali inferiori a 0 °C). Le nevicate sono frequenti e spesso copiose sui rilievi a quote medio-alte (dove la neve può cadere abbondante anche in primavera). Le precipitazioni annue, in queste regioni montuose, sono in genere tra moderate ed abbondanti, con picchi soprattutto autunnali e tardo primaverili.
- regioni costiere: hanno clima temperato caldo di tipo submediterraneo a Nord e meso-mediterraneo a Sud, e sono contraddistinte da estati calde e soleggiate ma abbastanza ventilate (medie giornaliere di luglio +23/+25 °C) ed inverni complessivamente miti (medie giornaliere di gennaio che si portano dai +5 °C ai +7 °C circa procedendo da Nord verso Sud, eccetto che nelle zone più esposte alla bora dove si scende anche a +3°). Qui le precipitazioni sono in genere abbondanti in tutte le stagioni tranne che in estate (un picco precipitativo più marcato si ha tra ottobre e novembre), le nevicate sono decisamente sporadiche (se non rare) e la neve solo eccezionalmente permane al suolo per più di 1 o 2 giorni.
- la Zagora, l'entroterra pedemontano della Dalmazia che si estende in latitudine da Zadar (Zara) a Split (Spalato): questa zona è relativamente poco esposta alle brezze marine a causa della presenza di colline costiere, perciò subisce massime estive più elevate rispetto alla costa (non mancano giornate torride).
Popolazione[modifica | modifica wikitesto]
Al censimento del 2011 la Croazia aveva una popolazione pari a 4.290.612 abitanti. Della popolazione censita del 2001, 4.399.364 (99,14 %) persone avevano la cittadinanza croata, 44.340 (1,00 %) delle quali avevano doppia cittadinanza. 17.902 persone (0,40 %) erano di cittadinanza straniera, gli apolidi erano 9.811 (0,22 %) mentre di 10.383 abitanti (0,23 %) non è stata accertata la cittadinanza.
L'emigrazione croata è stata consistente: i croati residenti all'estero sono oltre due milioni; la comunità più numerosa è quella insediatasi negli Stati Uniti (Hrvatska bratska zajednica). Nel parlamento croato vi sono alcuni deputati rappresentanti delle comunità croate all'estero (e dei Croati autoctoni di Bosnia ed Erzegovina).
Demografia[modifica | modifica wikitesto]
- Fonte dei dati:
- Struttura per età
- 0-14 anni: 16,2% (maschi 373.638/femmine 354.261)
- 15-64 anni: 67% (maschi 1.497.958/femmine 1.515.314)
- oltre i 65 anni: 16.8% (maschi 288.480/femmine 465.098)
- Tasso di crescita della popolazione
- -0,03%
- 1,4 nati/donna
- Natalità
- 9,61 nati/1.000 abitanti
- Mortalità
- 11,48 morti/1.000 abitanti
- Tasso di migrazione netta
- 1,58 immigranti/1.000 abitanti
- Mortalità infantile
- totale: 6,72 morti/1.000 nati vivi
- maschi: 6,7 morti/1.000 nati vivi
- femmine: 6,74 morti/1.000 nati vivi
- Aspettativa di vita
- totale: 74,68 anni
- maschi: 71,03 anni
- femmine: 78,53 anni
Etnie[modifica | modifica wikitesto]
I croati (in lingua croata Hrvati) appartengono alla famiglia dei popoli slavi. Provenendo dall'area dell'attuale Ucraina, i croati sono giunti nell'odierna Croazia attorno al VII secolo d.C. Comunità croate autoctone vivono anche in Bosnia ed Erzegovina, Ungheria, Slovenia, Serbia (Voivodina), Montenegro (Bocche di Cattaro), inoltre si trovano insediamenti storici croati in Austria (Burgenland) e in Italia (i croati del Molise).
Il paese è abitato in prevalenza da croati (89,63%) di religione cattolica. Fra le minoranze vi sono serbi (4,54%), bosgnacchi (0,5%), ungheresi (0.37%) e circa 20.000 italiani (ovvero lo 0,45% circa) sparsi tra Istria, Fiume, Dalmazia (Zara, Spalato), Slavonia (Požega) e Moslavina (Sisak), quello che è rimasto di una presenza italiana che prima dell'inizio della seconda guerra mondiale ammontava - nelle terre attualmente croate - a circa 300.000 persone.
La popolazione serba, insediatasi in queste zone dal XVI secolo, in passato era composta per lo più da funzionari dell'Impero Austroungarico e costituiva una sorta di casta militare scarsamente integrata con il resto della popolazione. Con l'andare dei secoli la situazione cambiò e l'etnia serba si integrò con la popolazione croata. Alla fine della Prima guerra mondiale si costituì il Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni e le etnie convissero fra mille tensioni; ne è esempio l'omicidio di tre deputati croati in Parlamento nel 1928, episodio che causò l'abbandono permanente dell'aula da parte di tutti i deputati croati. La degenerazione nei rapporti culminò nelle stragi dei serbi durante la seconda guerra mondiale, quando lo stato indipendente della Croazia - capeggiato dal dittatore ustascia Ante Pavelić - perseguitò l'etnia serba. All'inizio delle guerre etniche degli anni novanta dopo l'aggressione serba e montenegrina alla Croazia, la popolazione serba era concentrata nelle zone della Krajina e della Slavonia, e costituiva il 12% della popolazione complessiva della Croazia. I serbi della Krajina si autoproclamarono indipendenti dalla Croazia, affermando di voler esercitare gli stessi diritti all'autodeterminazione che avevano portato la Croazia a dichiarare la propria indipendenza. Dopo la riconquista della Krajina (con l'Operazione Tempesta), circa 400.000 serbi fuggirono, incalzati dalle truppe croate. Ci furono numerose stragi di popolazioni civili perpetrate dall'esercito croato.
Negli ultimi anni il governo croato, sollecitato dall'Unione europea, ha attuato alcune azioni volte a non ostacolare il rientro dei serbi fuggiti dalla Croazia. Una parte della popolazione serba è effettivamente ritornata.[8][9]; la percentuale dei serbi in Croazia risulta ancor oggi diminuita di quasi due terzi.
In Bosnia-Erzegovina vivono circa 700.000 croati, che sono una delle tre comunità etniche principali e costituenti questa nazione.
Composizione della popolazione per nazionalità dichiarata - Censimento 2001:[10]
| 1. | Croati | 3.977.171 | (89,63%) | 7. | Sloveni | 13.173 | (0,30%) | |
| 2. | Serbi | 201.631 | (4,54%) | 8. | Cechi | 10.510 | (0,24%) | |
| 3. | Bosniaci | 20.755 | (0,49%) | 9. | Rom | 9.463 | (0,21%) | |
| 4. | Italiani | 19.636 | (0,44%) | 10. | Montenegrini | 4.926 | (0,11%) | |
| 5. | Ungheresi | 16.595 | (0,37%) | 11. | Slovacchi | 4.712 | (0,11%) | |
| 6. | Albanesi | 15.082 | (0,34%) | 12. | Macedoni | 4.270 | (0,10%) |
Gli italiani in Croazia e le altre popolazioni romanzofone[modifica | modifica wikitesto]
In Croazia risiedevano, nel 2001, circa 20.000 cittadini appartenenti al gruppo etnico italiano (al censimento del 2001 sono stati in 19.636 a dichiararsi di tale nazionalità[11] e 20.521 di madrelingua italiana[12]), che danno vita a 51 Comunità Nazionali Italiane locali e sono organizzati nell'Unione Italiana con sede a Fiume (Rijeka in croato). Sono insediati principalmente nell'area dell'Istria, di Fiume, delle isole del Quarnaro e della Dalmazia. Solo in parte dell'Istria (regione istriana, che però non include la parte nordorientale peninsulare), a Fiume e nell'arcipelago dei Lussini sono riconosciuti da alcuni statuti comunali come popolazione autoctona, mentre nel resto del Quarnaro e in Dalmazia non viene riconosciuto loro nessuno status particolare. In tale gruppo etnico italiano sono inserite sia le popolazioni autoctone venetofone (Istria nord-occidentale e Dalmazia) che quelle istriotofone della costa istriana sud-occidentale. Nel corso del XIX secolo un numero considerevole di artigiani italiani si trasferirono a vivere a Zagabria e in Slavonia (Požega) dove tuttora abitano molti loro discendenti. Sempre in Istria (Val d'Arsa e Seiane) è presente la piccola comunità etnica Istrorumeni o Cicci, popolazione originaria della Romania la cui lingua, di ceppo latino ed affine al Romeno, risulta quasi estinta in favore del croato. Altro gruppo etnico originariamente di lingua romanza è quello dei Morlacchi, popolazione affine a quella Istroromena rappresentata oggi solo da alcune sparute comunità, e la cui lingua è praticamente estinta.
Secondo il linguista Matteo Bartoli l'italiano era l'idioma parlato come prima lingua da circa il 33% della popolazione dalmata all'inizio delle guerre napoleoniche.[13][14] Secondo il censimento austriaco del 1865 raggiungeva il 12,5% del totale nella regione.[15].
Religione[modifica | modifica wikitesto]
| Religioni in Croazia[16] | ||||
|---|---|---|---|---|
| Cristianesimo cattolico | 87,8% | |||
| Ateismo | 5,2% | |||
| Cristianesimo ortodosso | 4,4% | |||
| Islam | 1,3% | |||
| Cristianesimo protestante | 0,3% | |||
| altro o non dichiarato | 0,9% | |||
La religione predominante è la cristiano-cattolica (87,8%, secondo statistiche cattoliche[17]), seguita da quella cristiano-ortodossa (4,4%) e dall'islam sunnita (1,3%).
Santi patroni dei Croati sono San Giuseppe e San Girolamo
Lingue[modifica | modifica wikitesto]
La lingua ufficiale è il croato, una lingua slava del gruppo meridionale che utilizza l'alfabeto latino.
Le altre lingue (serbo, ungherese e italiano) sono parlate come prima lingua da meno del 5% della popolazione.
Nella regione istriana vige il bilinguismo ufficiale croato/italiano. L'italiano è parlato da buona parte della popolazione, anche se il livello di tutela della minoranza nazionale italiana è assai diverso da comune a comune.
Ordinamento dello stato[modifica | modifica wikitesto]
Suddivisione amministrativa[modifica | modifica wikitesto]
La Croazia è divisa in 20 regioni (županije), mentre la capitale Zagabria costituisce una propria entità.
| Nr. | Regione | Nome in croato | Capoluogo |
|---|---|---|---|
| 1 | Regione di Zagabria | Zagrebačka županija | Zagabria (Zagreb) |
| 2 | Regione di Krapina e dello Zagorje | Krapinsko-zagorska županija | Krapina |
| 3 | Regione di Sisak e della Moslavina | Sisačko-moslavačka županija | Sisak |
| 4 | Regione di Karlovac | Karlovačka županija | Karlovac |
| 5 | Regione di Varaždin | Varaždinska županija | Varaždin |
| 6 | Regione di Koprivnica e Križevci | Koprivničko-križevačka županija | Koprivnica |
| 7 | Regione di Bjelovar e della Bilogora | Bjelovarsko-bilogorska županija | Bjelovar |
| 8 | Regione litoraneo-montana | Primorsko-goranska županija | Fiume (Rijeka) |
| 9 | Regione della Lika e di Segna | Ličko-senjska županija | Gospić |
| 10 | Regione di Virovitica e della Podravina | Virovitičko-podravska županija | Virovitica |
| 11 | Regione di Požega e della Slavonia | Požeško-slavonska županija | Požega |
| 12 | Regione di Brod e della Posavina | Brodsko-posavska županija | Slavonski Brod |
| 13 | Regione zaratina | Zadarska županija | Zara (Zadar) |
| 14 | Regione di Osijek e della Baranja | Osječko-baranjska županija | Osijek |
| 15 | Regione di Sebenico e Tenin | Šibensko-kninska županija | Sebenico (Šibenik) |
| 16 | Regione di Vukovar e della Sirmia | Vukovarsko-srijemska županija | Vukovar |
| 17 | Regione spalatino-dalmata | Splitsko-dalmatinska županija | Spalato (Split) |
| 18 | Regione istriana | Istarska županija | Pisino (Pazin) |
| 19 | Regione raguseo-narentana | Dubrovačko-neretvanska županija | Ragusa (Dubrovnik) |
| 20 | Regione del Međimurje | Međimurska županija | Čakovec |
| 21 | Città di Zagabria | Grad Zagreb |
Città principali[modifica | modifica wikitesto]
La Croazia conta ufficialmente 127 città (grad) e 424 municipalità (općina). Le città principali sono:
- Zagabria (Zagreb) 879.145 abitanti
- Spalato (Split) 205.694 ab.
- Fiume (Rijeka) 154.043 ab.
- Osijek 114.616 ab.
- Zara (Zadar) 82.718 ab.
- Slavonski Brod 74.612 ab.
- Velika Gorica 65.517 ab.
- Karlovac 60.395 ab.
- Pola (Pula) 59.594 ab.
- Sisak 55.236 ab.
- Sebenico (Šibenik) 53.553 ab.
- Varasdino (Varaždin) 52.075 ab.
- Ragusa (Dubrovnik) 48.770 ab.
- Bjelovar 41.869 ab.
- Vinkovci 40.912 ab.
- Castelli (Kaštela) 38.103 ab.
- Samobor 36.206 ab.
- Vukovar 33.670 ab.
- Čakovec 30.455 ab.
- Đakovo 30.092 ab.
Istituzioni[modifica | modifica wikitesto]
La Costituzione croata del 22 dicembre 1990 ha subito, nel tempo, numerose modifiche le ultime delle quali (fine 2000 - inizio 2001) hanno apportato modifiche consistenti, passando da una repubblica semipresidenziale ad una repubblica parlamentare pur mantenendo l'elezione diretta del presidente.
In questo modo è stata ridotta la concentrazione di poteri al presidente prevista dalla precedente versione della carta costituzionale, costruita su misura dell'ex-presidente Franjo Tuđman.
Il presidente della repubblica (Predsjednik Republike), eletto a suffragio diretto ogni 5 anni, mantiene ampi poteri sulla formazione del governo, propone infatti il Primo Ministro, nominato comunque col consenso del parlamento. Il presidente è inoltre comandante in capo delle Forze Armate della Repubblica di Croazia e dei servizi segreti. Dal febbraio 2010 il presidente in carica è Ivo Josipovic.
Il parlamento croato (Hrvatski Sabor) è un organismo legislativo unicamerale con al massimo 160 rappresentanti, eletti dal popolo per periodi di quattro anni. Il Sabor si riunisce per due periodi annuali—dal 15 gennaio al 15 luglio, e dal 15 settembre al 15 dicembre[senza fonte].
Il governo (Vlada) ha il suo capo nella persona del primo ministro, il quale ha quattro vice primi ministri e 14 ministeri, con mansioni relative a particolari settori o attività. Il ramo operativo del governo si occupa di proporre le leggi e del bilancio, del potere esecutivo, nonché della politica interna ed estera del Paese.
La Croazia ha un sistema giuridico consistente in: Corte Suprema, tribunali delle varie contee, e tribunali di città. La Corte Costituzionale si occupa di questioni relative alla Costituzione.
Il 13 gennaio 1992, il Vaticano fu il primo a riconoscere la Repubblica croata, seguito due giorni dopo dalla Germania.
Sicurezza pubblica[modifica | modifica wikitesto]
Il corpo della Policija e quello della Obalna straža Republike Hrvatske (guardia costiera) hanno compiti di pubblica sicurezza.
Ordinamento scolastico[modifica | modifica wikitesto]
Sistema sanitario[modifica | modifica wikitesto]
Forze armate[modifica | modifica wikitesto]
Politica[modifica | modifica wikitesto]
Governo[modifica | modifica wikitesto]
L'attuale governo è guidato da Zoran Milanović ed è composto dai partiti della Coalizione Kukuriku, che ha vinto le elezioni del 2011.
| Posizione | Incarico | Nome | Partito | |
|---|---|---|---|---|
| Primo ministro | Zoran Milanović | SDP | ||
| Vice Primo ministro | Economia | Radimir Čačić | HNS-LD | |
| Vice Primo ministro | Politica interna e europea | Neven Mimica | SDP | |
| Vice Primo ministro | Sviluppo regionale e fondi UE | Branko Grčić | SDP | |
| Vice Primo ministro | Welfare e gioventù | Milanka Opačić | SDP | |
| Ministro | Affari Esteri | Vesna Pusić | HNS-LD | |
| Ministro | Finanze | Slavko Linić | SDP | |
| Ministro | Interni | Ranko Ostojić | SDP | |
| Ministro | Pubblica Amministrazione | Arsen Bauk | SDP | |
| Ministro | Agricoltura e Pesca | Tihomir Jakovina | SDP | |
| Ministro | Mare,trasporti e infrastrutture | Siniša Hajdaš Dončić | SDP | |
| Ministro | Lavoro e pensioni | Mirando Mrsić | SDP | |
| Ministro | Salute | Rajko Ostojić | SDP | |
| Ministro | Protezione dell'ambiente | Mihael Zmajlović | SDP | |
| Ministro | Ricerca e sport | Željko Jovanović | SDP | |
| Ministro | Difesa | Ante Kotromanović | SDP | |
| Ministro | Imprese e lavoro | Gordan Maras | SDP | |
| Ministro | Famiglie e veterani | Predrag Matić | SDP | |
| Ministro | Giustizia | Orsat Miljenić | SDP | |
| Ministro | Turismo | Veljko Ostojić | IDS | |
| Ministro | Costruzione e pianificazione | Ivan Vrdoljak | HNS-LD | |
| Ministro | Cultura | Andrea Zlatar | HNS-LD | |
| Fonte: Governo croato[18][19] | ||||
Relazioni con l'Unione europea[modifica | modifica wikitesto]
È entrata a far parte dell'Unione europea il 1º luglio 2013.[1]
Queste le tappe già percorse del processo di integrazione:
| Data o periodo | Evento |
|---|---|
| 21 febbraio 2002 | Presenta la domanda di adesione. |
| 3 ottobre 2005 | Apre i negoziati di adesione all'Unione europea. |
| 30 giugno 2011 | Chiude i negoziati di adesione all'Unione europea. |
| 9 dicembre 2011 | Firma del trattato di adesione all'Unione europea. |
| 1º luglio 2013 | Adesione ufficiale all'Unione europea. |
Economia[modifica | modifica wikitesto]
L'economia croata si basa prevalentemente sul terziario e sull'industria leggera. Il turismo riveste un'importanza crescente negli anni. Il PIL pro-capite del 2012 era di 17.618 dollari USA (a parità di potere d'acquisto).
L'organizzazione economica croata è attualmente post-comunista. Alla fine degli anni ottanta, all'inizio del processo di transizione verso il capitalismo, il sistema versava in buone condizioni[senza fonte], poi seriamente peggiorate a causa della de-industrializzazione e dei danni della guerra. A peggiorare lo stato delle cose contribuirono una forte disoccupazione e l'insufficienza delle riforme economiche. In particolare, preoccupanti erano la stasi del sistema giudiziario e l'inefficienza della pubblica amministrazione (soprattutto in materia di proprietà privata della terra).
Negli ultimi anni il paese ha conosciuto una forte crescita economica e si è preparato all'ingresso nell'Unione europea, la quale rappresenta il suo principale partner commerciale.
Nel febbraio 2005, la Croazia ha sottoscritto il Patto di Stabilità, Crescita e Sviluppo dell'UE e ha fatto sostanziali passi in avanti verso la completa adesione. Le autorità di Zagabria prevedono una forte crescita economica nei prossimi anni, considerando che attualmente il paese soffre a causa del deficit della bilancia commerciale e del debito pubblico. Alcune grandi compagnie commerciali hanno già beneficiato della liberalizzazione del mercato croato, mentre si attende una forte espansione della produzione grazie ad un incremento degli investimenti.
Risorse naturali[modifica | modifica wikitesto]
La Croazia produce gas naturale sfruttando alcuni giacimenti offshore nel mare adriatico, al limite con le acque italiane, nell'aprile 2014 ha aperto quasi tutto il suo offshore alla ricerca di idrocarburi con la sua prima gara internazionale di aggiudicazione di licenze esplorative e di produzione d'idrocarburi[20][21]
Principali aziende[modifica | modifica wikitesto]
Esportazioni[modifica | modifica wikitesto]
Importazioni[modifica | modifica wikitesto]
Trasporti[modifica | modifica wikitesto]
Stradali[modifica | modifica wikitesto]
Uno dei settori che ha visto maggiore sviluppo a partire dall'indipendenza è quello dei trasporti, in particolare la costruzione di autostrade e superstrade.
Oltre all'importanza che per un'economia basata sul turismo riveste la disponibilità di una efficiente rete di comunicazione, a spingere in questa direzione hanno contribuito potentemente anche fattori storico-nazionalistici. L'interruzione, negli anni settanta, della costruzione dell'autostrada Zagabria-Spalato, ritenuta dal governo centrale jugoslavo troppo "nazionalistica", a favore del collegamento diretto con Belgrado, aveva lasciato infatti in Croazia forte risentimento. Questo ha fatto sì che nel 2001 venisse lanciato un piano di costruzioni autostradali, che vedeva nel completamento del collegamento tra le due città entro il 2005 il suo punto fondamentale. I lavori di costruzione godettero di un costante appoggio popolare, culminato in manifestazioni di giubilo al completamento 26 giugno 2005 dei lavori nei termini previsti[22]. Al termine del 2007 risultano in operatività oltre 1000 km di autostrade (dai poco più di 30 iniziali) che collegano i quattro angoli del paese, tutti completati nei termini previsti o con ritardi minimi, raggiungendo nel 2010 i 1500 km complessivi[23]. A questo si aggiunga poi che i lavori sono stati giudicati da osservatori internazionali di eccellente fattura e modernità, portando anche a riconoscimenti prestigiosi[24].
Ferroviari[modifica | modifica wikitesto]
Analoghi investimenti sono in corso in altri settori del comparto, in particolare in quello delle ferrovie, gestite da Hrvatske željeznice, attualmente il più arretrato ed il più danneggiato dalla dissoluzione dello stato jugoslavo. Allo stato attuale, la migliore linea è quella tra Zagreb e Ljubljana, abilitata ai fino 160 km/h con tensione alternata, mentre sono obsolete le linee per Rijeka (con sistema di alimentazione elettrica italiano a 3000V continui) e la linea per Split, che si è cercato di migliorare con l'uso di pendolini di costruzione tedesca, ma con scarsi risultati e qualche deragliamento[senza fonte].
Marittimi[modifica | modifica wikitesto]
Con la presenza nell'Adriatico di numerosissime isole, grande rilevanza hanno i servizi di navigazione, anche grazie al forte turismo balneare della stagione estiva. Il maggiore operatore croato di servizi marittimi è la statale Jadrolinija, che opera anche sulla rotta internazionale con l'Italia. Le linee regolari tra Croazia e Italia sono le rotte Spalato-Ancona e Ragusa - Bari.
Turismo[modifica | modifica wikitesto]
Grazie alla presenza di una lunga fascia costiera lungo l'Adriatico con spiagge e coste abbastanza pulite e ben conservate (Istria e Dalmazia), il turismo balneare in Croazia è in costante crescita e fonte di buoni ricavi per i relativi operatori. Anche l'entroterra offre con i suoi numerosi parchi naturali una buona attrattiva per i turisti.[senza fonte]
Ambiente[modifica | modifica wikitesto]
La superficie complessiva delle aree protette del paese è pari a 532.063,35[25] ettari, pari al 6,07% dell'intera superficie e al 9,40% della superficie di terraferma. I parchi nazionali sono otto mentre i parchi naturali sono dieci, vi sono inoltre numerosissime altre aree protette[26], i parchi nazionali sono:
- Parco nazionale dei laghi di Plitvice che comprende i Laghi di Plitvice (inclusi nel patrimonio dell'umanità dell'UNESCO)
- Parco nazionale Paklenica, un canyon nel massiccio centrale del Velebit
- Parco nazionale di Brioni che comprende l'arcipelago di Brioni
- Parco nazionale Risnjak, un massiccio montano nel Gorski Kotar
- Parco nazionale Krka che comprende il fiume Cherca (Krka)
- Parco nazionale delle Incoronate
- Parco nazionale Velebit settentrionale
- Parco nazionale Mljet che comprende l'isola di Meleda (Mljet)
Riserve idriche[modifica | modifica wikitesto]
Secondo le analisi della FAO la Croazia fa parte dei 30 stati mondiali più ricchi d'acqua collocandosi al terzo posto nella classifica europea con un totale di 32.818 m³ di riserve d'acqua rinnovabili pro capite/anno[27]. Il Rapporto Mondiale sullo Sviluppo Idrico (World Water Development Report) delle Nazioni Unite stima le riserve a 23.890 m³ pro capite/anno.[28]
Flora e fauna[modifica | modifica wikitesto]
Le regioni della Croazia, essendo così diverse tra di loro, hanno flora e fauna abbastanza differenti: il paese è quindi una delle più ricche in Europa in termini di biodiversità. Ci sono quattro tipi di regioni biogeografiche in Croazia: la zona mediterranea che comprende le coste i il suo immediato entroterra, la zona alpina a Lika e Gorski Kotar, la zona pannonica lungo la Drava e il Danubio, e la zona continentale nelle aree rimanenti. Significativi sono gli habitat che includono le aree carsiche sommerse come lungo il fiume Zermagna (Zrmanja) e i canyon del Cherca (Krka). La geologia carsica ospita circa 7.000 grotte e pozzi, alcuni dei quali sono habitat per il proteo, l'unico vertebrato troglobio esistente in territorio europeo.
È da segnalare il fatto che il 44% del territorio nazionale croato (2,490,000 ettari) sia ricoperto da foreste, principalmente di latifoglie (querce), sempreverdi (pino d'Aleppo, lecci) o macchia mediterranea. La Croazia conta 523 specie vegetali endemiche (circa il 6% della flora nota), tra gli endemismi è da segnalare in Istria una orchidea (Serapias istriaca M.L. Perko).
In Croazia vi sono più di 380 specie animali protette, tra cui quelle maggiormente degne di nota sono il cinghiale, il lupo, l'orso bruno e, principalmente sull'isola di Cres, il grifone eurasiatico[29].
Arte[modifica | modifica wikitesto]
Architettura[modifica | modifica wikitesto]
L'architettura Croata è frutto di tradizioni composite e retaggi di epoche precedenti. Numerose sono le testimonianze di epoca romana, soprattutto in Istria e sulla costa dalmata (Anfiteatro e Arco dei Sergi a Pola, Palazzo di Diocleziano a Spalato, il sito archeologico di Salona). Vi sono anche molte architetture bizantino-romaniche, come la basilica Eufrasiana a Parenzo o la chiesa di Santa Eufemia a Rovinj. Con la conquista veneziana della costa croata, l'architettura subì decisamente l'influenza del gotico-veneziano, presente in molti palazzi delle città principali; Successivamente, l'architettura barocca si sviluppò prevalentemente nel nord e nella Slavonia, nei centri di Varaždin e Vukovar (quest'ultimo purtroppo danneggiato durante la guerra di indipendenza croata). Infine, sotto l'Impero Asburgico, furono costruiti fastosi e austeri edifici in stile austro-ungarico principalmente nelle città di Zagabria, Fiume e Pola.
Pittura e scultura[modifica | modifica wikitesto]
Letteratura[modifica | modifica wikitesto]
Il primo esponente della letteratura croata è considerato Marco Marulo (1450-1524) poeta originario di Spalato; egli è famoso per aver scritto il primo documento letterario a stampa in croato, il poema Judita. Contemporaneamente a Ragusa si era sviluppata una corrente letteraria il cui maggior esponente fu Marino Darsa, che scrisse commedie sui problemi della società ispirandosi a Boccaccio e ad altri letterati italiani. La città di Ragusa, grazie anche alla sua florida economia, fu il fulcro della vita culturale croata per tutta l'età barocca; si ricorda il poeta Giovanni Gondola, che scrisse alcuni poemi riguardanti le vicende cittadine. Nell' '800 si sviluppò il Movimento Illirico, che mirava all'unificazione di Croati e Serbi all'interno dell'Impero Austro-ungarico; per questo le opere prodotte dai partecipanti a questo movimento trattano di temi nazionalistici, riflessivi e patriottici, pur facendo parte della corrente romantica.
Musica[modifica | modifica wikitesto]
Sport[modifica | modifica wikitesto]
Cultura[modifica | modifica wikitesto]
Regioni storiche e geografiche[modifica | modifica wikitesto]
Accanto alle regioni amministrative, vengono talora individuate alcune regioni storiche e geografiche, prive di status istituzionale; oltre alle regioni storiche note, ve ne sono alcune proposte in sedi pubblicistiche[30][31][32]:
- Banovina o Banija, nella Croazia centrale tra i fiumi Sava, Una e Kupa;
- Baranya o Baranja, compresa tra la Slavonia e l'Ungheria, nel nord-est della Croazia; gran parte della regione storica si trova in Ungheria;
- Dalmazia, regione che include la gran parte delle isole croate; va dall'isola di Arbe fino alle Bocche di Cattaro, comprende la città di Ragusa, la più importante meta turistica della Croazia[senza fonte], e ha una superficie totale di circa 13.100 km²;
- Gorski Kotar, l'area tra le città di Karlovac e Fiume; comprende anche la città di Delnice e il fiume Kupa la separa dalla Slovenia, a nord;
- Istria (parte croata della penisola); Pola è la città maggiore, nella parte meridionale;
- Val di Canali; piccola regione pianeggiante nella parte meridionale della Croazia da Ragusa Vecchia fino alla penisola di Prevlaka, vicino al Montenegro;
- Kordun, regione della Croazia centrale situata tra la Licca e la Banovina;
- Licca, tra la Croazia continentale e la costa, via di comunicazione tra Zagabria e il mare; ospita il Parco nazionale dei laghi di Plitvice;
- Međimurje, piccola regione nella parte settentrionale della Croazia, situata tra i fiumi Mura e Drava;
- Moslavina, che comprende le regioni di Zagabria, di Sisak e della Moslavina e di Bjelovar e della Bilogora; le sue città più importanti sono Kutina e Ivanić-Grad;
- Podravina, intorno alla Drava lungo il confine settentrionale con l'Ungheria;
- Podunavlje, lungo il confine serbo-croato che, nella parte orientale della Slavonia, segue il corso del Danubio che dà il nome alla regione (Dunav in serbocroato);
- Posavina, intorno al fiume Sava e poi lungo il confine croato-bosniaco nella Slavonia meridionale;
- Prigorje, intorno a Zagabria, tra Žumberak e la Moslavina;
- Slavonia, la più parte maggiore della Croazia orientale, giace tra le microregioni Posavina, Podravina, Baranja e Podunavlje (verso est, lungo il confine serbo); tra le città più importanti, Osijek e Đakovo;
- Sirmia (o Srijem), divisa tra la Serbia e la parte più orientale della Croazia;
- Turopolje, microregione nella valle del fiume Sava a sud di Zagabria, con al centro la città di Velika Gorica;
- Hrvatsko Zagorje (o semplicemente Zagorje), a nord di Zagabria, include il sito archeologico di Krapina; a nord confina con la Slovenia, la Podravina e il Međimurje, a est con la Slavonia, a ovest con il Kordun e il Gorski Kotar.
Media[modifica | modifica wikitesto]
Televisione[modifica | modifica wikitesto]
- Doma TV - emittente televisiva privata
- Hrvatska radiotelevizija (HRT) - ente pubblico radiotelevisivo; trasmette su quattro canali
- Nova TV - emittente televisiva privata, nata nel 2000. Dal 2004 fa parte del gruppo Central European Media Enterprises
- RTL Televizija - emittente televisiva privata (possiede altri due canali - RTL 2 e RTL Kockica)
- Sportska televizija - emittente televisiva a tema sportivo, nata nel 2011 e posseduta dal Comitato Olimpico Croato
Giornali[modifica | modifica wikitesto]
- Večernji list - quotidiano a diffusione nazionale
- 24sata - quotidiano formato tabloid
Tradizioni[modifica | modifica wikitesto]
Gastronomia[modifica | modifica wikitesto]
La cucina croata è molto variegata ed è proprio per questo conosciuta di più sotto le sue denominazioni regionali. Le sue radici le ha già nel periodo preslavo ed antico. La differenza nella scelta degli ingredienti e della preparazione di essi viene accentuata soprattutto se si paragona la parte continentale con quella marittima. Per la cucina continentale, le basi sono state gettate dalla cucina preslava e dai contatti, molto più recenti, con cucine più conosciute e rinomate - quella ungherese, viennese e turca. Le regioni della costa sono caratterizzate dagli influssi dei Greci, Romani, Illiri; poi dei Veneziani e più tardi anche dalle cucine italiana e francese. Alcuni tra i più famosi piatti tipici sono essenzialmente a base di pesce appena pescato e cotto, servito con contorno di bietola (blitva) o patate (krumpir). Allo stesso modo si servono i frutti di mare, come le vongole (mušule), gli scampi (škampi), le ostriche (kamenice) e i mitili (dagnje). Un antipasto estivo molto comune è la salata od hobotnice, un'insalata di pollo con patate, cipolline e polpo. Gli influssi della cucina italiana (e specificatamente di quella veneziana) sono presenti nei risotti (rižot), come lo crni rižot, il risotto al nero di seppia, o il rižot sa škampima, il risotto ai gamberetti. I dolci sono pochi, e il più comune è la palačinke (crepes), serviti con nocciole, marmellata o cioccolato. Nei dintorni di Ragusa si può assaporare la rožata, simile alla crême brulée, mentre sull'isola di Lissa il dolce tipico è la pogača, una focaccia sottile farcita.
Festività[modifica | modifica wikitesto]
Note[modifica | modifica wikitesto]
- ^ a b c Unione Europea - Paesi membri - Croazia. URL consultato il 30 giugno 2013.
- ^ Dati Eurostat. URL consultato il 3 settembre 2014.
- ^ (EN) Population growth rate su CIA World Factbook. URL consultato il 28 febbraio 2013.
- ^ Dati dal Fondo Monetario Internazionale, ottobre 2013
- ^ Tasso di fertilità nel 2010. URL consultato il 12 febbraio 2013.
- ^ a b Ente Nazionale Croato per il Turismo
- ^ Croazia (Atlante Geopolitico Treccani). URL consultato il 29 aprile 2015.
- ^ Sito di Tomislv Jonjic giornalista, politico e storico croato
- ^ sito ufficiale del governo croato per il ritorno degli esuli
- ^ Republika Hrvatska - Državni zavod za statistiku, dzs.hr. URL consultato il 19 giugno 2014.
- ^ Dati ufficiali del censimento 2001 relativi ai gruppi etnici
- ^ Dati ufficiali del cens. 2001 relativi ai gruppi linguistici (madrelingua)
- ^ Bartoli, Matteo. Le parlate italiane della Venezia Giulia e della Dalmazia. p.46
- ^ Seton-Watson, "Italy from Liberalism to Fascism, 1870-1925". pag. 107
- ^ Dizionario Enciclopedico Italiano (Vol. III, pag. 729), Roma, Ed. Istituto dell'Enciclopedia Italiana, fondata da Giovanni Treccani, 1970
- ^ 14. STANOVNIŠTVO PREMA VJERI, PO GRADOVIMA/OPĆINAMA, POPIS 2001.
- ^ Statistics by Country, by Catholic Population [Catholic-Hierarchy]
- ^ (HR) Ivanka Toma, Novi članovi Banskih dvora – Milanovićevih 21 [New members of Banski Dvori - Milanović's 21] in Večernji list, 22 dicembre 2011. URL consultato il 23 dicembre 2011.
- ^ (HR) Marinela Vidić-Ivoš, Premijer Zoran Milanović i ministri položili prisegu kao članovi Vlade [Prime minister Zoran Milanović and ministers sworn in as members of the government] in Večernji list, 23 dicembre 2011. URL consultato il 23 dicembre 2011.
- ^ 1st Offshore Licensing Round For Licences For The Exploration And Production Of Hydrocarbons
- ^ 1st Offshore 2014
- ^ Slavlje na splitskoj Rivi i Trgu bana Jelačića / Lipanj / 2005 / Novosti i najave / Naslovnica / Vlada Republike Hrvatske - službeni web portal
- ^ Hrvatske autoceste d.o.o
- ^ EuroTest
- ^ www.parks.it
- ^ United Nations Environment Programme
- ^ Geografija.hr, „Voda: resurs 21. stoljeća“ (kroatisch)
- ^ Rapporto Mondiale sullo Sviluppo Idrico, marzo 2006
- ^ Jasminka Radović; Kristijan Čivić; Ramona Topić, eds., Biodiversity of Croatia, State Institute for Nature Protection, Ministry of Culture (Croatia)., 2006, ISBN 953-7169-20-0.
- ^ (HR) Ivan Zupanc, Gdje nas je premalo, a gdje previše: razmještaj stanovništva Hrvatske in Geografija.hr, 14 ottobre 2003. URL consultato il 25 luglio 2012.
- ^ (EN) Dragutin Babić, Ethnic Changes in the Population Structure of Counties in Slavonia between Two Censuses (1991–2001) in Migracijske i etničke teme, vol. 19, nº 1, marzo 2003. URL consultato il 25 luglio 2012.
- ^ (HR) Lena Mirošević e Branimir Vukosav, Prostorni identiteti otoka Paga i južnoga podvelebitskog primorja in Geoadria, vol. 15, nº 1, giugno 2010. URL consultato il 25 luglio 2012.
Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]
- Jelcic Dubravko Storia della letteratura croata Editore Guépard Noir, 2005 ISBN 88-901708-9-1
- Giulio Vignoli, Il Sovrano sconosciuto. Tomislavo II Re di Croazia, Mursia, Milano, 2006
- Giulio Vignoli, Gli Italiani dimenticati, Giuffrè, Milano, 2000 (dedica ampio spazio alla minoranza italiana in Croazia).
- Ludwig Steindorff, Croazia, Beit, Trieste, 2009 ISBN 978-88-95324-03-6
Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]
- Adesione della Croazia all'Unione europea
- Esodo istriano
- Passaporto croato
- Antemurale Christianitatis
- CARNet
- Lučke kapetanije, Capitanerie di porto
- Forze Armate della Repubblica di Croazia
- Pena di morte in Croazia
Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]
Wikiquote contiene citazioni di o su Croazia
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Croazia
Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Croazia
Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]
- Croazia in Open Directory Project, Netscape Communications. (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Croazia")
- Ente Nazionale per il Turismo Croato
- Sezione dedicata alla Croazia sul sito della Direzione Generale Allargamento
- Guida turistica della Croazia di Wikivoyage
- (HR) Sito Ufficiale del Governo
- Osservatorio sui Balcani
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