Croazia

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Croazia
Croazia – Bandiera Croazia - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Croazia - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica di Croazia
Nome ufficiale Republika Hrvatska
Lingue ufficiali croato
Altre lingue bilinguismo a livello locale
Capitale Zagabria  (792.875 ab. / 2011)
Politica
Forma di governo Repubblica parlamentare
Presidente Kolinda Grabar-Kitarović (HDZ)
Primo ministro Tihomir Orešković (indipendente)
Indipendenza Dalla RSF di Jugoslavia,
25 giugno 1991
Ingresso nell'ONU 22 maggio 1992
Ingresso nell'UE 1º luglio 2013[1]
Superficie
Totale 56.594 km² (124º)
 % delle acque 1,90%
Popolazione
Totale 4.200.000 ab. (2011) (117º)
Densità 75,4[2] ab./km²
Tasso di crescita -0,092% (2012)[3]
Nome degli abitanti Croati
Geografia
Continente Europa
Confini Slovenia, Ungheria, Serbia, Bosnia ed Erzegovina, Montenegro
Fuso orario UTC+1
Economia
Valuta Kuna croata
PIL (nominale) 56 475[4] milioni di $ (2012) (74º)
PIL pro capite (nominale) 12 829 $ (2012) (54º)
PIL (PPA) 77 556 milioni di $ (2012) (80º)
PIL pro capite (PPA) 17 618 $ (2012) (57º)
ISU (2011) 0,796 (molto alto) (46º)
Fecondità 1,5 (2010)[5]
Varie
Codici ISO 3166 HR, HRV, 191
TLD .hr, .eu
Prefisso tel. +385
Sigla autom. HR
Inno nazionale Lijepa naša domovino
Festa nazionale 25 giugno, Indipendenza
Croazia - Mappa
Evoluzione storica
Stato precedente Jugoslavia Jugoslavia
 

Coordinate: 45°15′N 15°28′E / 45.25°N 15.466667°E45.25; 15.466667

La Croazia, ufficialmente Repubblica di Croazia (Republika Hrvatska, in croato), è uno Stato dell'Unione europea con una popolazione di 4.290.612 abitanti (censimento 2011), la sua capitale è Zagabria (Zagreb, 792.875 abitanti, censimento 2011).

Confina a nord con la Slovenia, a nord-est con l'Ungheria, ad est con la Serbia, a sud con la Bosnia ed Erzegovina e il Montenegro, mentre a ovest è affacciata sul mare Adriatico. La superficie territoriale è di 56.542 km² mentre la superficie delle acque territoriali è pari a 31.067[6] km².

La Croazia è una repubblica parlamentare[7] e la lingua ufficiale è il croato. La Regione Istriana, comprendente la maggior parte dell'Istria, adotta ufficialmente il bilinguismo (croato e italiano), ma la sua attuazione varia a livello comunale.

La Croazia tra il 1102 e il 1918 fu unita al Regno d'Ungheria, seguendone le sorti; successivamente ha fatto parte della Jugoslavia fino al 1991 divenendone indipendente all'inizio delle guerre dei Balcani. La Croazia ha aderito alla NATO il 4 aprile 2009 e dal 1º luglio 2013 è il ventottesimo Stato membro dell'Unione europea.[1]

Attualmente la festa nazionale croata (così come quella slovena) ricorre il 25 giugno, anniversario della dichiarazione d'indipendenza del 1991.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Croazia, Regno di Croazia (Medioevo), Regno di Croazia (Asburgo) e Regno di Croazia e Slavonia.

Fra il II e il I secolo a.C. la regione abitata dagli Illiri cadde in potere dei Romani (province di Pannonia ed Illiria) che la governarono fino al V secolo dell'era volgare.

Nel tardo impero romano fu invasa prima dagli ostrogoti e poi dagli avari. Ristabilita la sovranità romana (Impero Romano d'Oriente) nel VI secolo, fu occupata, nel secolo successivo, dai croati, una tribù slava originaria dell'odierna Ucraina. Nel X secolo divenne un regno autonomo, il regno di Croazia, il cui sovrano, Tomislav fu incoronato nel 925.

Nel 1102 fu annessa al regno di Ungheria, il cui re era stato chiamato a governarla dal 1091. I re d'Ungheria garantirono ampia autonomia e protezione dai nemici esterni (Sacro Romano Impero, Venezia, Bisanzio, più tardi Mongoli e Turchi).

In età moderna, precisamente nel 1603, la Croazia diventò parte dell'Impero Asburgico. Al termine della prima guerra mondiale, con il Trattato di Versailles, entrò a far parte del Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni, successivamente denominato (1929) Regno di Iugoslavia. Nel 1941, nel corso della seconda guerra mondiale, grazie all'appoggio italo-tedesco, la Croazia si costituì in Stato nominalmente indipendente, ma di fatto satellite delle Potenze dell'Asse, con un governo collaborazionista presieduto da Ante Pavelić.

Al termine del conflitto nel 1945, il paese diventò membro della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia (come Repubblica Popolare di Croazia, dal 1963 Repubblica Socialista di Croazia), sotto la presidenza del maresciallo Tito, che instaurò un governo socialista spesso in disaccordo con l'Unione Sovietica, tanto da attirare le deboli simpatie dell'Occidente, in netto contrasto con la politica sovietica.

Il crollo dei regimi comunisti dell'Europa orientale provocò un indebolimento della Lega Comunista Jugoslava: nel partito vi furono disaccordi sulla linea di gestione della federazione fra le delegazioni croate e slovene che rivendicavano maggiore autonomia e quella serba, guidata da Milošević, di orientamento contrario. I delegati croati e sloveni abbandonarono il XIV congresso del partito nel gennaio del 1990 e nel 1991 la Croazia si proclamò stato indipendente. Nonostante l'invito dei capi di Stato della CEE a non procedere ad un riconoscimento separato, l'Islanda, (per voce del suo ministro degli esteri Jón Baldvin Hannibalsson), seguita dalla Città del Vaticano, Austria e Germania procedettero ad un riconoscimento unilaterale. Seguì un duro conflitto con Serbia e Bosnia, che si concluse con gli accordi di Dayton (1995). Oggi la Croazia è membro dell'ONU, del Consiglio d'Europa e dell'Unione europea.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia della Croazia.
Mappa topografica della Croazia

La Croazia è situata nell'Europa meridionale, si affaccia sul Mare Adriatico e il suo territorio comprende parte delle Alpi Dinariche e l'estremo occidentale del bassopiano Pannonico.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Da un punto di vista morfologico il paese può essere distinto in tre zone con caratteristiche climatiche, geografiche e culturali diverse: la fascia costiera, le catene montuose e la vasta area pianeggiante.

Il bassopiano pannonico

Nella parte orientale del paese si trova un'estesa pianura interrotta solo da alcune formazioni collinari, l'area fa parte del bacino dei fiumi Drava e Sava, affluenti del Danubio. In questa zona dal clima continentale, si distinguono la Croazia settentrionale e la Slavonia:

  • la Croazia settentrionale comprende l'area tra il fiume Kupa e il confine con l'Ungheria, le pianure lungo il fiumi Sava e Kupa, le aree intorno alle città di Zagabria, Karlovac e Sisak che demograficamente ed economicamente rappresentano il centro della Croazia, l'area montuosa dello Zagorje e la regione di Međimurje nella parte nord-orientale del paese fra i fiumi Drava e Mur.
  • la Slavonia comprende l'estremità orientale del paese costituita in prevalenza da pianure del bassopiano pannonico situate lungo i fiumi Sava (Posavina) e Drava (Podravina) fino al Danubio.
La zona montuosa delle Alpi Dinariche

La zona montuosa è situata nella parte centrale del paese ed è caratterizzata da rilievi medio elevati che costituiscono lo spartiacque fra il bacino del Danubio e l'Adriatico. Il clima è alpino. Fanno parte di quest'area la regione del Gorski Kotar tra Fiume e Karlovac, le valli di Licca e Crobavia tra la catena costiera delle Alpi Bebie e il confine con la Bosnia e una parte dell'entroterra dalmata (Dalmatinska Zagora, ed il monte Biocovo).

Dalmazia
La costa adriatica

La zona costiera è caratterizzata da clima mediterraneo. L'ampiezza della fascia costiera è molto variabile, da pochi chilometri ( in corrispondenza dei rilievi del Velebit e di Biocovo) in altre zone si allarga notevolmente nell'entroterra. Da nord a sud si possono individuare le seguenti regioni storiche:

  • L'Istria, la penisola nella parte settentrionale del paese
  • La regione del Litorale Croato (Hrvatsko Primorje) corrispondente all'area intorno a Fiume e Segna con le isole del golfo del Quarnero
  • La Dalmazia con la sua costa frastagliata e che si estende verso sud da Zara comprendendo le numerose isole antistanti la costa e città storiche come Ragusa e Spalato.

I monti principali sono il monte Dinara (1.831 m s.l.m.) e il monte Vaganski Vrh (Monte Drago, nella catena delle Bebie) con un'altitudine di 1.758 m s.l.m.

La Croazia possiede ben 1.185 isole, di cui solo 50 abitate[6].

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Le cascate del fiume Cherca

La gran parte dei fiumi della Croazia appartiene al bacino del Mar Nero (Danubio, Sava, Drava, Kupa e Una), ma un ridotto numero di fiumi sfocia nel Mare Adriatico (Zermagna, Cherca, Čikola, Cetina e Narenta). I fiumi nella parte settentrionale del paese hanno problemi di inquinamento, soprattutto la Sava nel tratto compreso tra Zagabria e Sisak.

I fiumi più lunghi sono Sava (562 km) e Drava (505 km) che delimitano parte del confine tra Croazia e Bosnia-Erzegovina e Ungheria. Entrambi sfociano nel Danubio di cui la Sava è l'affluente principale, in ordine di apporto idrico mentre la Drava è il quarto. Il Danubio delimita il confine tra la Croazia e la provincia serba della Vojvodina. Il tratto croato del Danubio è lungo 188 km.

L'alto corso del fiume Kupa (269 km) forma il confine naturale fra Croazia e Slovenia, sfocia nella Sava a Sisak. Altri fiumi sono il Korana, Krapina, Lonja, Mur e Vuka.

I fiumi provenienti dalle Alpi Dinariche e che sfociano nell'Adriatico hanno un corso breve, fatta eccezione per il fiume Narenta. Le coste sono caratterizzate da una flora mediterranea mentre i rilievi sono coperti da fitte foreste di latifoglie e conifere.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Si distinguono quattro aree climatiche:

  • pianure interne, con clima semi-continentale caratterizzato da estati secche ed abbastanza calde (medie di luglio attorno ai +22/+23 °C) ma con forti contrasti (possono esserci molti giorni di fila con massime intorno ai 35° ed afa e, per contro, periodi molto freschi caratterizzati da forte maltempo) ed inverni freddi (0/+1 °C di media in gennaio) con cieli spesso coperti e nebulosità diffusa e frequente, nevicate non infrequenti ma raramente intense e persistenza del manto nevoso al suolo abbastanza prolungata (specie nelle zone nord-orientali).
    Isole Spalmadori
  • regioni montuose: queste zone hanno clima di tipo alpino con estati moderatamente calde (ma condizionate dall'altitudine e con frequenti temporali, soprattutto pomeridiani) ed inverni rigidi (con medie invernali inferiori a 0 °C). Le nevicate sono frequenti e spesso copiose sui rilievi a quote medio-alte (dove la neve può cadere abbondante anche in primavera). Le precipitazioni annue, in queste regioni montuose, sono in genere tra moderate ed abbondanti, con picchi soprattutto autunnali e tardo primaverili.
  • regioni costiere: hanno clima temperato caldo di tipo submediterraneo a Nord e meso-mediterraneo a Sud, e sono contraddistinte da estati calde e soleggiate ma abbastanza ventilate (medie giornaliere di luglio +23/+25 °C) ed inverni complessivamente miti (medie giornaliere di gennaio che si portano dai +5 °C ai +7 °C circa procedendo da Nord verso Sud, eccetto che nelle zone più esposte alla bora dove si scende anche a +3°). Qui le precipitazioni sono in genere abbondanti in tutte le stagioni tranne che in estate (un picco precipitativo più marcato si ha tra ottobre e novembre), le nevicate sono decisamente sporadiche (se non rare) e la neve solo eccezionalmente permane al suolo per più di 1 o 2 giorni.
  • la Zagora, l'entroterra pedemontano della Dalmazia che si estende in latitudine da Zadar (Zara) a Split (Spalato): questa zona è relativamente poco esposta alle brezze marine a causa della presenza di colline costiere, perciò subisce massime estive più elevate rispetto alla costa (non mancano giornate torride).

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Al censimento del 2011 la Croazia aveva una popolazione pari a 4.290.612 abitanti. Della popolazione censita del 2001, 4.399.364 (99,14 %) persone avevano la cittadinanza croata, 44.340 (1,00 %) delle quali avevano doppia cittadinanza. 17.902 persone (0,40 %) erano di cittadinanza straniera, gli apolidi erano 9.811 (0,22 %) mentre di 10.383 abitanti (0,23 %) non è stata accertata la cittadinanza.

L'emigrazione croata è stata consistente: i croati residenti all'estero sono oltre due milioni; la comunità più numerosa è quella insediatasi negli Stati Uniti (Hrvatska bratska zajednica). Nel parlamento croato vi sono alcuni deputati rappresentanti delle comunità croate all'estero (e dei Croati autoctoni di Bosnia ed Erzegovina).

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

Popolazione della Croazia, Dati della FAO - anno 2005 (in migliaia)
  • Fonte dei dati:
Struttura per età
  • 0-14 anni: 16,2% (maschi 373.638/femmine 354.261)
  • 15-64 anni: 67% (maschi 1.497.958/femmine 1.515.314)
  • oltre i 65 anni: 16.8% (maschi 288.480/femmine 465.098)
Tasso di crescita della popolazione
  • -0,03%
Tasso di fecondità totale
  • 1,4 nati/donna
Natalità
  • 9,61 nati/1.000 abitanti
Mortalità
  • 11,48 morti/1.000 abitanti
Tasso di migrazione netta
  • 1,58 immigranti/1.000 abitanti
Mortalità infantile
  • totale: 6,72 morti/1.000 nati vivi
  • maschi: 6,7 morti/1.000 nati vivi
  • femmine: 6,74 morti/1.000 nati vivi
Aspettativa di vita
  • totale: 74,68 anni
  • maschi: 71,03 anni
  • femmine: 78,53 anni

Etnie[modifica | modifica wikitesto]

I croati (in lingua croata Hrvati) appartengono alla famiglia dei popoli slavi. Provenendo dall'area dell'attuale Ucraina, i croati sono giunti nell'odierna Croazia attorno al VII secolo d.C. Comunità croate autoctone vivono anche in Bosnia ed Erzegovina, Ungheria, Slovenia, Serbia (Voivodina), Montenegro (Bocche di Cattaro), inoltre si trovano insediamenti storici croati in Austria (Burgenland) e in Italia (i croati del Molise).

Etnie in Croazia

Il paese è abitato in prevalenza da croati (89,63%) di religione cattolica. Fra le minoranze vi sono serbi (4,54%), bosgnacchi (0,5%), ungheresi (0.37%) e circa 20.000 italiani (ovvero lo 0,45% circa) sparsi tra Istria, Fiume, Dalmazia (Zara, Spalato), Slavonia (Požega) e Moslavina (Sisak), quello che è rimasto di una presenza italiana che prima dell'inizio della seconda guerra mondiale ammontava - nelle terre attualmente croate - a circa 300.000 persone.

La popolazione serba, insediatasi in queste zone dal XVI secolo, in passato era composta per lo più da funzionari dell'Impero Austroungarico e costituiva una sorta di casta militare scarsamente integrata con il resto della popolazione. Con l'andare dei secoli la situazione cambiò e l'etnia serba si integrò con la popolazione croata. Alla fine della Prima guerra mondiale si costituì il Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni e le etnie convissero fra mille tensioni; ne è esempio l'omicidio di tre deputati croati in Parlamento nel 1928, episodio che causò l'abbandono permanente dell'aula da parte di tutti i deputati croati. La degenerazione nei rapporti culminò nelle stragi dei serbi durante la seconda guerra mondiale, quando lo stato indipendente della Croazia - capeggiato dal dittatore ustascia Ante Pavelić - perseguitò l'etnia serba. All'inizio delle guerre etniche degli anni novanta dopo l'aggressione serba e montenegrina alla Croazia, la popolazione serba era concentrata nelle zone della Krajina e della Slavonia, e costituiva il 12% della popolazione complessiva della Croazia. I serbi della Krajina si autoproclamarono indipendenti dalla Croazia, affermando di voler esercitare gli stessi diritti all'autodeterminazione che avevano portato la Croazia a dichiarare la propria indipendenza. Dopo la riconquista della Krajina (con l'Operazione Tempesta), circa 400.000 serbi fuggirono, incalzati dalle truppe croate. Ci furono numerose stragi di popolazioni civili perpetrate dall'esercito croato.

Negli ultimi anni il governo croato, sollecitato dall'Unione europea, ha attuato alcune azioni volte a non ostacolare il rientro dei serbi fuggiti dalla Croazia. Una parte della popolazione serba è effettivamente ritornata.[8][9]; la percentuale dei serbi in Croazia risulta ancor oggi diminuita di quasi due terzi.

In Bosnia-Erzegovina vivono circa 700.000 croati, che sono una delle tre comunità etniche principali e costituenti questa nazione.

Composizione della popolazione per nazionalità dichiarata - Censimento 2001:[10]

1. Croati 3.977.171 (89,63%) 7. Sloveni 13.173 (0,30%)
2. Serbi 201.631 (4,54%) 8. Cechi 10.510 (0,24%)
3. Bosniaci 20.755 (0,49%) 9. Rom 9.463 (0,21%)
4. Italiani 19.636 (0,44%) 10. Montenegrini 4.926 (0,11%)
5. Ungheresi 16.595 (0,37%) 11. Slovacchi 4.712 (0,11%)
6. Albanesi 15.082 (0,34%) 12. Macedoni 4.270 (0,10%)

Gli italiani in Croazia e le altre popolazioni romanzofone[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Dalmati italiani e Lingua dalmatica.
La Dalmazia della Repubblica di Venezia nel 1509

In Croazia risiedevano, nel 2001, circa 20.000 cittadini appartenenti al gruppo etnico italiano (al censimento del 2001 sono stati in 19.636 a dichiararsi di tale nazionalità[11] e 20.521 di madrelingua italiana[12]), che danno vita a 51 Comunità Nazionali Italiane locali e sono organizzati nell'Unione Italiana con sede a Fiume (Rijeka in croato). Sono insediati principalmente nell'area dell'Istria, di Fiume, delle isole del Quarnaro e della Dalmazia. Solo in parte dell'Istria (regione istriana, che però non include la parte nordorientale peninsulare), a Fiume e nell'arcipelago dei Lussini sono riconosciuti da alcuni statuti comunali come popolazione autoctona, mentre nel resto del Quarnaro e in Dalmazia non viene riconosciuto loro nessuno status particolare. In tale gruppo etnico italiano sono inserite sia le popolazioni autoctone venetofone (Istria nord-occidentale e Dalmazia) che quelle istriotofone della costa istriana sud-occidentale. Nel corso del XIX secolo un numero considerevole di artigiani italiani si trasferirono a vivere a Zagabria e in Slavonia (Požega) dove tuttora abitano molti loro discendenti. Sempre in Istria (Val d'Arsa e Seiane) è presente la piccola comunità etnica Istrorumeni o Cicci, popolazione originaria della Romania la cui lingua, di ceppo latino ed affine al Romeno, risulta quasi estinta in favore del croato. Altro gruppo etnico originariamente di lingua romanza è quello dei Morlacchi, popolazione affine a quella Istroromena rappresentata oggi solo da alcune sparute comunità, e la cui lingua è praticamente estinta.

Secondo il linguista Matteo Bartoli l'italiano era l'idioma parlato come prima lingua da circa il 33% della popolazione dalmata all'inizio delle guerre napoleoniche.[13][14] Secondo il censimento austriaco del 1865 raggiungeva il 12,5% del totale nella regione.[15].

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa cattolica in Croazia.
Religioni in Croazia[16]
Cristianesimo cattolico
  
87,8%
Ateismo
  
5,2%
Cristianesimo ortodosso
  
4,4%
Islam
  
1,3%
Cristianesimo protestante
  
0,3%
altro o non dichiarato
  
0,9%

La religione predominante è la cristiano-cattolica (87,8%, secondo statistiche cattoliche[17]), seguita da quella cristiano-ortodossa (4,4%) e dall'islam sunnita (1,3%).

Santi patroni dei Croati sono San Giuseppe e San Girolamo

Lingue[modifica | modifica wikitesto]

La lingua ufficiale è il croato, una lingua slava del gruppo meridionale che utilizza l'alfabeto latino.

Le altre lingue (serbo, ungherese e italiano) sono parlate come prima lingua da meno del 5% della popolazione.

Nella regione istriana vige il bilinguismo ufficiale croato/italiano. L'italiano è parlato da buona parte della popolazione, anche se il livello di tutela della minoranza nazionale italiana è assai diverso da comune a comune.

Ordinamento dello stato[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Regioni della Repubblica di Croazia.

La Croazia è divisa in 20 regioni (županije), mentre la capitale Zagabria costituisce una propria entità.

Nr. Regione Nome in croato Capoluogo
1 Regione di Zagabria Zagrebačka županija Zagabria (Zagreb)
2 Regione di Krapina e dello Zagorje Krapinsko-zagorska županija Krapina
3 Regione di Sisak e della Moslavina Sisačko-moslavačka županija Sisak
4 Regione di Karlovac Karlovačka županija Karlovac
5 Regione di Varaždin Varaždinska županija Varaždin
6 Regione di Koprivnica e Križevci Koprivničko-križevačka županija Koprivnica
7 Regione di Bjelovar e della Bilogora Bjelovarsko-bilogorska županija Bjelovar
8 Regione litoraneo-montana Primorsko-goranska županija Fiume (Rijeka)
9 Regione della Lika e di Segna Ličko-senjska županija Gospić
10 Regione di Virovitica e della Podravina Virovitičko-podravska županija Virovitica
11 Regione di Požega e della Slavonia Požeško-slavonska županija Požega
12 Regione di Brod e della Posavina Brodsko-posavska županija Slavonski Brod
13 Regione zaratina Zadarska županija Zara (Zadar)
14 Regione di Osijek e della Baranja Osječko-baranjska županija Osijek
15 Regione di Sebenico e Tenin Šibensko-kninska županija Sebenico (Šibenik)
16 Regione di Vukovar e della Sirmia Vukovarsko-srijemska županija Vukovar
17 Regione spalatino-dalmata Splitsko-dalmatinska županija Spalato (Split)
18 Regione istriana Istarska županija Pisino (Pazin)
19 Regione raguseo-narentana Dubrovačko-neretvanska županija Ragusa (Dubrovnik)
20 Regione del Međimurje Međimurska županija Čakovec
21 Città di Zagabria Grad Zagreb

Città principali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Titolo di città in Croazia e Comuni della Croazia.

La Croazia conta ufficialmente 127 città (grad) e 424 comuni o municipalità (općina). Le città principali sono:

Istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Presidenti della Croazia e Primi ministri della Croazia.

La Costituzione croata del 22 dicembre 1990 ha subito, nel tempo, numerose modifiche le ultime delle quali (fine 2000 - inizio 2001) hanno apportato modifiche consistenti, passando da una repubblica semipresidenziale ad una repubblica parlamentare pur mantenendo l'elezione diretta del presidente.[18] In questo modo è stata ridotta la concentrazione di poteri al presidente prevista dalla precedente versione della carta costituzionale, costruita su misura dell'ex-presidente Franjo Tuđman.

Parlamento[modifica | modifica wikitesto]

Il Parlamento croato (Hrvatski sabor) è un organismo legislativo unicamerale con al massimo 160 rappresentanti (deputati), eletti mediante voto popolare ogni quatro anni a suffragio universale e diretto, utilizzando il sistema proporzionale (metodo d'Hondt nei collegi plurinominali). Otto rappresentanti delle minoranze nazionali/etniche (tre Serbi, uno rappresentante degli Italiani, uno dei Ungheresi, uno rappresentante della minoranza Cecha e Slovaca e due rappresentanti delle altre minoranze) vengono eletti utilizzando il sistema maggioritario a un turno. I deputati non hanno mandato vincolante e non sono revocabili. Il Sabor si riunisce per due periodi annuali—dal 15 gennaio al 15 luglio, e dal 15 settembre al 15 dicembre.[19][20]

I deputati sono organizzati in gruppi parlamentari che, secondo le norme del Regolamento, sono gli strumenti della presenza dei partiti politici (o coalizioni o deputati indipendenti) all'interno del Parlamento e sono definiti "associazioni di deputati".

Il presidente del Parlamento, eletto dall'assemblea per tutta la legislatura, presiede e dirige i lavori del Parlamento e della Presidenza parlamentare (composta dal presidente e cinque vicepresidenti) secondo le norme stabilite con la Costituzione ed il Regolamento del Parlamento.

Le commissioni parlamentari permanenti sono organi collegiali del Parlamento ai quali vengono assegnati i disegni di legge prima che essi vengano discussi in sede parlamentare. La composizione dei membri delle commissioni deve rispettare le proporzioni tra i vari gruppi parlamentari.

Il Parlamento adotta la Costituzione e modifiche costituzionali, il Regolamento parlamentare; emana le leggi ordinarie (mediante la maggioranza semplice), le leggi organiche (mediante la maggioranza dei voti di tutti i deputati) e le leggi costituzionali che stabiliscono i diritti delle minoranze nazionali/etniche (mediante la maggioranza dei due terzi di tutti i deputati), concede o revoca la fiducia al Governo, ratifica i trattati internazionali. Il Parlamento croato decide a maggioranza dei due terzi di tutti i deputati riguardo alle modifiche della Costituzione. L'iniziativa legislativa appartiene ai deputati, alle commissioni parlamentari, ai gruppi parlamentari ed al Governo. Può essere sciolto mediante la maggioranza dei voti di tutti i deputati (maggioranza assoluta), ed su proposta del Governo in casi di questione di fiducia negativa e di voto contrario al bilancio dopo 120 giorni della presentazione dello stesso (in quelli casi è sciolto formalmente dal Presidente della Repubblica con la controfirma del Primo ministro). Il Presidente della Repubblica lo deve sciogliere se il nuovo Governo non può formarsi.

Il Parlamento ha la facoltà di indire di propria iniziativa un referendum, ma è obbligato a indirlo qualora lo richieda almeno un decimo degli elettori. Il referendum può anche indire il Presidente della Repubblica con la controfirma del Primo ministro. Nei referendum la proposta viene accolta a maggioranza di voti favorevoli dei cittadini votanti.

Presidente della Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

Il Presidente della Repubblica (Predsjednik Republike) è eletto a suffragio universale e diretto (il sistema maggioritario con ballottaggio) per un massimo di due mandati di cinque anni. Dopo l'elezione deve rinunciare all'iscrizione a qualsiasi partito politico. Rappresenta l'unità nazionale, promulga le leggi, accredita i diplomatici croati all'estero e riceve le credenziali di quelli stranieri in Croazia. Il Presidente della Repubblica è inoltre comandante in capo delle Forze armate della Repubblica di Croazia e con il Primo ministro dirige le attività dei servizi segreti.

Governo[modifica | modifica wikitesto]

Il Governo (Vlada) si compone del Primo ministro (Predsjednik Vlade, traduzione esatta è il Presidente del Governo), dei due o più vice primi ministri e dei ministri, secondo le norme stabilite con la Costituzione e la Legge sul Governo[21] Essendo l'organo principale del potere esecutivo, il Governo ha come principale scopo l'attuazione di una determinata politica nazionale. Propone le leggi ed il bilancio, nonché si occupa della politica interna ed esterna del Paese. Il Governo è responsabile verso al Parlamento. Dopo le elezioni parlamentari, il Presidente della Repubblica, previa consultazione con i rappresentanti designati dai gruppi politici che hanno ottenuto rappresentanza parlamentare, propone un candidato alla Presidenza del Governo che dovrebbe essere il leader del partito di maggioranza o il leader della coalizione di maggioranza. Il candidato presenta al Parlamento il programma politico ed i nomi dei ministri del Governo che intende formare e chiede la fiducia del Parlamento. Se il Parlamento a maggioranza assoluta (almeno la metà più uno di tutti i deputati), dà fiducia al candidato, il Presidente della Reppubblica lo nomina il Primo ministro (il Presidente del Governo) ed il Primo ministro nomina i ministri. Se, entro 4 mesi dalla prima proposta, nessun candidato ottiene il sostegno del Parlamento, il Presidente della Republica scioglie il Parlamento e convoca le nuove elezioni. Il Primo ministro ed il Governo sono responsabili verso al Parlamento: il Primo ministro può chiedere al Parlamento la questione di fiducia, il Parlamento accorda la fiducia a maggioranza dei votti di tutti i deputati. Il Parlamento potrebbe rimuovere in qualsiasi momento il Primo ministro (e tutto il Governo) o alcuno ministro attraverso una mozione di sfiducia, che anche richiede il sostegno della maggioranza dei voti di tutti i deputati (maggioranza assoluta). Se il nuovo Governo non è eletto dopo 30 giorni dalla delibera di sfiducia (candidato per il Primo ministro è proposto dal Presidente della Repubblica e lui/lei nomina i ministri dopo la investitura parlamentare), il Presidente della Repubblica deve sciogliere il Parlamento e convocare le nuove elezioni.

Ordinamento giudiziario[modifica | modifica wikitesto]

La Croazia ha un sistema giudiziario consistente: i tribunali municipali o comunali (primo grado), i tribunali delle varie contee/tribunali regionali (primo grado e secondo grado), la Corte Suprema (corte d'appello alta e corte di cassazione). Esistono anche i giudici di pace ("tribunali per le contravvenzioni") con funzioni come ex pretori italiani (contravvenzioni, primo grado) e la Corte Alta per le Contravvenzioni (secondo grado); i tribunali commerciali (primo grado) e la Corte Alta Commerciale (secondo grado). La giurisdizione amministrativa è demandata a giudici speciali: i tribunali amministrativi (primo grado) e la Corte Alta Amministrativa (corte d'appello amministrativa e corte di cassazione amministrativa).

I giudici soni nominati dal Consiglio della magistratura composto da undici membri: sette sono eletti nelle proprie file tra i giudici, due sono professori ordinari di università in materie giuridiche eletti dalle facoltà di giurisprudenza delle università croate e due membri sono eletti dal Parlamento (uno tra i deputati della maggioranza, uno tra i deputati dell'opposizione). I consiglieri durano in carica quattro anni. Il presidente della Corte Suprema è eletto dal Parlamento su proposta del Presidente della Repubblica (dopo il parere della Corte Suprema in sede plenaria e la Commisione parlamentare per giustizia).

Il Pubblico ministero ("Procura o Avvocatura dello Stato") veglia alla osservanza delle leggi, alla tutela dei diritti dello Stato, promuove la repressione dei reati e l'applicazione delle misure di sicurezza. In Croazia esistono uffici municipali ed uffici regionali della Procura generale dello Stato; un ufficio specializzato della Procura dello Stato (USKOK) che promuove l’azione penale nei settori della criminalità organizzata, del terrorismo, della corruzione ecc, secondo le norme stabilite con la legge speciale; e l’ufficio della Procura generale dello Stato a Zagabria. I procuratori vengono nominati dal Consiglio della Procura (eccetto Procuratore generale dello Stato chi è eletto dal Parlamento su proposta del Governo).

Corte Costituzionale[modifica | modifica wikitesto]

La Corte Costituzionale è formata da tredici giudici eletti dal Parlamento mediante la maggioranza dei due terzi di tutti i deputati per un mandato di otto anni. Essa giudica sulla conformità delle leggi rispetto alla Costituzione, dei regolamenti rispetto alla Costituzione e alle leggi. Svolge la funzione fondamentale di garantire l'applicazione dei principi ed articoli della Costituzione.

Sicurezza pubblica[modifica | modifica wikitesto]

Il corpo della Polizia (Policija) e quello della Guardia costiera (Obalna straža Republike Hrvatske) hanno compiti di pubblica sicurezza.

Forze armate[modifica | modifica wikitesto]

Le Forze Armate della Repubblica di Croazia (croato: Oružane snage Repubblica Hrvatske), si compongono di questi rami: Esercito croato, Marina militare croata ed Aeronautica militare. Il comandante in capo di tutte le forze armate croate è il Presidente della Repubblica. Il Comandante in capo prescrive l'organizzazione delle forze armate croate su proposta del Capo di stato maggiore generale, con il consenso e la controfirma del Ministro della Difesa. Il servizio militare è volontario.

Nell’aprile del 2009 la Croazia è diventata un membro effettivo della NATO. Attualmente i militari croati sono presenti all’estero in Afghanistan, nell’ambito della missione Resolute Support della NATO (106 effettivi), e in Kosovo in un’altra operazione dell’Alleanza atlantica, la KFOR (24 effettivi).[22]

Ordinamento scolastico[modifica | modifica wikitesto]

Sistema sanitario[modifica | modifica wikitesto]

La Croazia possiede un buon livello sanitario complessivo. Il servizio è controllato e gestito dal governo centrale, attraverso gli ospedali (statali) e i centri medici (circoscrizioni periferiche). Il Ministero della Sanità croato ha responsabilità in materia di legislazione, pianificazione sanitaria annuale e nazionale, monitoraggio e controllo, orientamento, ispezione, controllo igienico antisofisticazioni ed educazione.

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Politica della Croazia.

L'attuale governo è guidato da Tihomir Orešković ed è composto da una coalizione tra Unione Democratica Croata e Most nezavisnih lista, a seguito delle elezioni del 2015.

Le ultime elezioni parlamentari si sono tenute l'11 settembre 2016. Le elezioni sono state precedute dalla sfiducia successa contro il Primo ministro Tihomir Orešković ed il suo Governo, il 16 giugno 2016.

Dal febbraio 2015 la Presidente della Repubblica è Kolinda Grabar-Kitarović.

Relazioni con l'Unione europea[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Unione europea e Adesione della Croazia all'Unione europea.

È entrata a far parte dell'Unione europea il 1º luglio 2013.[1]

Queste le tappe già percorse del processo di integrazione:

Data o periodo Evento
21 febbraio 2002 Presenta la domanda di adesione.
3 ottobre 2005 Apre i negoziati di adesione all'Unione europea.
30 giugno 2011 Chiude i negoziati di adesione all'Unione europea.
9 dicembre 2011 Firma del trattato di adesione all'Unione europea.
1º luglio 2013 Adesione ufficiale all'Unione europea.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia croata si basa prevalentemente sul terziario e sull'industria leggera. Il turismo riveste un'importanza crescente negli anni. Il PIL pro-capite del 2012 era di 17.618 dollari USA (a parità di potere d'acquisto).

L'organizzazione economica croata è attualmente post-comunista. Alla fine degli anni ottanta, all'inizio del processo di transizione verso il capitalismo, il sistema versava in buone condizioni[senza fonte], poi seriamente peggiorate a causa della de-industrializzazione e dei danni della guerra. A peggiorare lo stato delle cose contribuirono una forte disoccupazione e l'insufficienza delle riforme economiche. In particolare, preoccupanti erano la stasi del sistema giudiziario e l'inefficienza della pubblica amministrazione (soprattutto in materia di proprietà privata della terra).

Negli ultimi anni il paese ha conosciuto una forte crescita economica e si è preparato all'ingresso nell'Unione europea, la quale rappresenta il suo principale partner commerciale.

Nel febbraio 2005, la Croazia ha sottoscritto il Patto di Stabilità, Crescita e Sviluppo dell'UE e ha fatto sostanziali passi in avanti verso la completa adesione. Le autorità di Zagabria prevedono una forte crescita economica nei prossimi anni, considerando che attualmente il paese soffre a causa del deficit della bilancia commerciale e del debito pubblico. Alcune grandi compagnie commerciali hanno già beneficiato della liberalizzazione del mercato croato, mentre si attende una forte espansione della produzione grazie ad un incremento degli investimenti.

Risorse naturali[modifica | modifica wikitesto]

La Croazia produce gas naturale sfruttando alcuni giacimenti offshore nel mare adriatico, al limite con le acque italiane, nell'aprile 2014 ha aperto quasi tutto il suo offshore alla ricerca di idrocarburi con la sua prima gara internazionale di aggiudicazione di licenze esplorative e di produzione d'idrocarburi[23][24]

Principali aziende[modifica | modifica wikitesto]

Esportazioni[modifica | modifica wikitesto]

Importazioni[modifica | modifica wikitesto]

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Trasporti in Croazia.

Stradali[modifica | modifica wikitesto]

Piccoli natanti lungo la costa della Croazia

Uno dei settori che ha visto maggiore sviluppo a partire dall'indipendenza è quello dei trasporti, in particolare la costruzione di autostrade e superstrade.

Oltre all'importanza che per un'economia basata sul turismo riveste la disponibilità di una efficiente rete di comunicazione, a spingere in questa direzione hanno contribuito potentemente anche fattori storico-nazionalistici. L'interruzione, negli anni settanta, della costruzione dell'autostrada Zagabria-Spalato, ritenuta dal governo centrale jugoslavo troppo "nazionalistica", a favore del collegamento diretto con Belgrado, aveva lasciato infatti in Croazia forte risentimento. Questo ha fatto sì che nel 2001 venisse lanciato un piano di costruzioni autostradali, che vedeva nel completamento del collegamento tra le due città entro il 2005 il suo punto fondamentale. I lavori di costruzione godettero di un costante appoggio popolare, culminato in manifestazioni di giubilo al completamento 26 giugno 2005 dei lavori nei termini previsti[25]. Al termine del 2007 risultano in operatività oltre 1000 km di autostrade (dai poco più di 30 iniziali) che collegano i quattro angoli del paese, tutti completati nei termini previsti o con ritardi minimi, raggiungendo nel 2010 i 1500 km complessivi[26]. A questo si aggiunga poi che i lavori sono stati giudicati da osservatori internazionali di eccellente fattura e modernità, portando anche a riconoscimenti prestigiosi[27].

Ferroviari[modifica | modifica wikitesto]

Analoghi investimenti sono in corso in altri settori del comparto, in particolare in quello delle ferrovie, gestite da Hrvatske željeznice, attualmente il più arretrato ed il più danneggiato dalla dissoluzione dello stato jugoslavo. Allo stato attuale, la migliore linea è quella tra Zagreb e Ljubljana, abilitata ai fino 160 km/h con tensione alternata, mentre sono obsolete le linee per Rijeka (con sistema di alimentazione elettrica italiano a 3000V continui) e la linea per Split, che si è cercato di migliorare con l'uso di pendolini di costruzione tedesca, ma con scarsi risultati e qualche deragliamento[senza fonte].

Marittimi[modifica | modifica wikitesto]

Con la presenza nell'Adriatico di numerosissime isole, grande rilevanza hanno i servizi di navigazione, anche grazie al forte turismo balneare della stagione estiva. Il maggiore operatore croato di servizi marittimi è la statale Jadrolinija, che opera anche sulla rotta internazionale con l'Italia. Le linee regolari tra Croazia e Italia sono le rotte Spalato-Ancona e Ragusa - Bari.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Grazie alla presenza di una lunga fascia costiera lungo l'Adriatico con spiagge e coste abbastanza pulite e ben conservate (Istria e Dalmazia), il turismo balneare in Croazia è in costante crescita e fonte di buoni ricavi per i relativi operatori. Anche l'entroterra offre con i suoi numerosi parchi naturali una buona attrattiva per i turisti.[senza fonte]

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Parco nazionale della Cherca

La superficie complessiva delle aree protette del paese è pari a 532.063,35[28] ettari, pari al 6,07% dell'intera superficie e al 9,40% della superficie di terraferma. I parchi nazionali sono otto mentre i parchi naturali sono dieci, vi sono inoltre numerosissime altre aree protette[29], i parchi nazionali sono:

Riserve idriche[modifica | modifica wikitesto]

Secondo le analisi della FAO la Croazia fa parte dei 30 stati mondiali più ricchi d'acqua collocandosi al terzo posto nella classifica europea con un totale di 32.818 m³ di riserve d'acqua rinnovabili pro capite/anno[30]. Il Rapporto Mondiale sullo Sviluppo Idrico (World Water Development Report) delle Nazioni Unite stima le riserve a 23.890 m³ pro capite/anno.[31]

Flora e fauna[modifica | modifica wikitesto]

Le regioni della Croazia, essendo così diverse tra di loro, hanno flora e fauna abbastanza differenti: il paese è quindi una delle più ricche in Europa in termini di biodiversità. Ci sono quattro tipi di regioni biogeografiche in Croazia: la zona mediterranea che comprende le coste i il suo immediato entroterra, la zona alpina a Lika e Gorski Kotar, la zona pannonica lungo la Drava e il Danubio, e la zona continentale nelle aree rimanenti. Significativi sono gli habitat che includono le aree carsiche sommerse come lungo il fiume Zermagna e i canyon della Cherca. La geologia carsica ospita circa 7.000 grotte e pozzi, alcuni dei quali sono habitat per il proteo, l'unico vertebrato troglobio esistente in territorio europeo.

È da segnalare il fatto che il 44% del territorio nazionale croato (2,490,000 ettari) sia ricoperto da foreste, principalmente di latifoglie (querce), sempreverdi (pino d'Aleppo, lecci) o macchia mediterranea. La Croazia conta 523 specie vegetali endemiche (circa il 6% della flora nota), tra gli endemismi è da segnalare in Istria una orchidea (Serapias istriaca M. L. Perko).

In Croazia vi sono più di 380 specie animali protette, tra cui quelle maggiormente degne di nota sono il cinghiale, il lupo, l'orso bruno e, principalmente sull'isola di Cherso, il grifone eurasiatico[32].

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

L'architettura croata è frutto di tradizioni composite e retaggi di epoche precedenti. Numerose sono le testimonianze di epoca romana, soprattutto in Istria e sulla costa dalmata (Anfiteatro e Arco dei Sergi a Pola, Palazzo di Diocleziano a Spalato, il sito archeologico di Salona). Vi sono anche molte architetture bizantino-romaniche, come la basilica Eufrasiana a Parenzo o la chiesa di Santa Eufemia a Rovigno. Con la conquista veneziana della costa croata, l'architettura subì decisamente l'influenza del gotico-veneziano, presente in molti palazzi delle città principali. Successivamente, l'architettura barocca si sviluppò prevalentemente nel nord e nella Slavonia, nei centri di Varaždin e Vukovar (quest'ultimo danneggiato durante la guerra di indipendenza croata). Infine, sotto l'Impero asburgico, furono costruiti fastosi e austeri edifici in stile austro-ungarico principalmente nelle città di Zagabria, Fiume e Pola.

Pittura e scultura[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Il primo esponente della letteratura croata è considerato Marco Marulo (1450-1524) poeta originario di Spalato; egli è famoso per aver scritto il primo documento letterario a stampa in croato, il poema Judita. Contemporaneamente a Ragusa si era sviluppata una corrente letteraria il cui maggior esponente fu Marino Darsa, che scrisse commedie sui problemi della società ispirandosi a Boccaccio e ad altri letterati italiani. La città di Ragusa, grazie anche alla sua florida economia, fu il fulcro della vita culturale croata per tutta l'età barocca; si ricorda il poeta Giovanni Gondola, che scrisse alcuni poemi riguardanti le vicende cittadine. Nell' '800 si sviluppò il Movimento Illirico, che mirava all'unificazione di Croati e Serbi all'interno dell'Impero Austro-ungarico; per questo le opere prodotte dai partecipanti a questo movimento trattano di temi nazionalistici, riflessivi e patriottici, pur facendo parte della corrente romantica.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

La musica croata tradizionale viene eseguita con delle zampogne:tra cui il mih, flauti:tra cui il rozenice e il sopilo,anche strumenti simili a chitarre e mandolini.Per l'accompagnamento viene usato il contrabbasso e la fisarmonica.La musica classica invece assomiglia a quella serba e quella austriaca .

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Regioni storiche e geografiche[modifica | modifica wikitesto]

Macroregioni della Croazia:

     Croazia Centrale o Zagabrese-Moslavina-Murania

     Slavonia

     Croazia Montana o Liburnia-Morlacchia

     Litorale Croato Settentrionale o Istria-Liburnia-Quarnero

     Dalmazia

Accanto alle regioni amministrative, vengono talora individuate alcune regioni storiche e geografiche, prive di status istituzionale; oltre alle regioni storiche note, ve ne sono alcune proposte in sedi pubblicistiche[33][34][35]:

Media[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

  • Doma TV - emittente televisiva privata
  • Hrvatska radiotelevizija (HRT) - ente pubblico radiotelevisivo; trasmette su quattro canali
  • Nova TV - emittente televisiva privata, nata nel 2000. Dal 2004 fa parte del gruppo Central European Media Enterprises
  • RTL Televizija - emittente televisiva privata (possiede altri due canali - RTL 2 e RTL Kockica)
  • Sportska televizija - emittente televisiva a tema sportivo, nata nel 2011 e posseduta dal Comitato Olimpico Croato

Giornali[modifica | modifica wikitesto]

Tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

Gastronomia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cucina croata.

La cucina croata è molto variegata ed è proprio per questo conosciuta di più sotto le sue denominazioni regionali. Le sue radici le ha già nel periodo preslavo ed antico. La differenza nella scelta degli ingredienti e della preparazione di essi viene accentuata soprattutto se si paragona la parte continentale con quella marittima. Per la cucina continentale, le basi sono state gettate dalla cucina preslava e dai contatti, molto più recenti, con cucine più conosciute e rinomate - quella ungherese, viennese e turca. Le regioni della costa sono caratterizzate dagli influssi dei Greci, Romani, Illiri; poi dei Veneziani e più tardi anche dalle cucine italiana e francese. Alcuni tra i più famosi piatti tipici sono essenzialmente a base di pesce appena pescato e cotto, servito con contorno di bietola (blitva) o patate (krumpir). Allo stesso modo si servono i frutti di mare, come le vongole (mušule), gli scampi (škampi), le ostriche (kamenice) e i mitili (dagnje). Un antipasto estivo molto comune è la salata od hobotnice, un'insalata di pollo con patate, cipolline e polpo. Gli influssi della cucina italiana (e specificatamente di quella veneziana) sono presenti nei risotti (rižot), come lo crni rižot, il risotto al nero di seppia, o il rižot sa škampima, il risotto ai gamberetti. I dolci sono pochi, e il più comune è la palačinke (crepes), serviti con nocciole, marmellata o cioccolato. Nei dintorni di Ragusa si può assaporare la rožata, simile alla crême brulée, mentre sull'isola di Lissa il dolce tipico è la pogača, una focaccia sottile farcita. Sono noti in Croazia anche i ćevapčići.

Festività[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Unione Europea - Paesi membri - Croazia, europa.eu. URL consultato il 30 giugno 2013.
  2. ^ Dati Eurostat, epp.eurostat.ec.europa.eu. URL consultato il 3 settembre 2014.
  3. ^ (EN) Population growth rate, su CIA World Factbook. URL consultato il 28 febbraio 2013.
  4. ^ Dati dal Fondo Monetario Internazionale, ottobre 2013
  5. ^ Tasso di fertilità nel 2010, data.worldbank.org. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  6. ^ a b Ente Nazionale Croato per il Turismo
  7. ^ Croazia (Atlante Geopolitico Treccani), treccani.it. URL consultato il 29 aprile 2015.
  8. ^ Sito di Tomislv Jonjic giornalista, politico e storico croato
  9. ^ sito ufficiale del governo croato per il ritorno degli esuli
  10. ^ Republika Hrvatska - Državni zavod za statistiku, dzs.hr. URL consultato il 19 giugno 2014.
  11. ^ Dati ufficiali del censimento 2001 relativi ai gruppi etnici
  12. ^ Dati ufficiali del cens. 2001 relativi ai gruppi linguistici (madrelingua)
  13. ^ Bartoli, Matteo. Le parlate italiane della Venezia Giulia e della Dalmazia. p.46
  14. ^ Seton-Watson, "Italy from Liberalism to Fascism, 1870-1925". pag. 107
  15. ^ Dizionario Enciclopedico Italiano (Vol. III, pag. 729), Roma, Ed. Istituto dell'Enciclopedia Italiana, fondata da Giovanni Treccani, 1970
  16. ^ 14. STANOVNIŠTVO PREMA VJERI, PO GRADOVIMA/OPĆINAMA, POPIS 2001.
  17. ^ Statistics by Country, by Catholic Population [Catholic-Hierarchy]
  18. ^ THE CONSTITUTION OF THE REPUBLIC OF CROATIA - consolidated text (Corte Costituzionale della Repubblica di Croazia)(in inglese). URL consultato il 26 settembre 2016
  19. ^ THE CONSTITUTION OF THE REPUBLIC OF CROATIA - consolidated text, Art. 79 (Corte Costituzionale della Repubblica di Croazia)(in inglese). URL consultato il 25 settembre 2016
  20. ^ STANDING ORDERS OF THE CROATIAN PARLIAMENT, Art. 217 (Parlamento croato)(in inglese). URL consultato il 26 settembre 2016
  21. ^ Zakon o Vladi Republike Hrvatske (La Legge sul Governo della Repubblica di Croazia), Narodne novine (Gazzetta Ufficiale), No. 150 dal 2011 e No. 119 dal 2014 (in croato)
  22. ^ Atlante Geopolitico Treccani (Croazia). URL consultato il 26 settembre 2016
  23. ^ 1st Offshore Licensing Round For Licences For The Exploration And Production Of Hydrocarbons
  24. ^ 1st Offshore 2014
  25. ^ Slavlje na splitskoj Rivi i Trgu bana Jelačića / Lipanj / 2005 / Novosti i najave / Naslovnica / Vlada Republike Hrvatske - službeni web portal
  26. ^ Hrvatske autoceste d.o.o
  27. ^ EuroTest
  28. ^ www.parks.it
  29. ^ United Nations Environment Programme
  30. ^ Geografija.hr, „Voda: resurs 21. stoljeća“ (kroatisch)
  31. ^ Rapporto Mondiale sullo Sviluppo Idrico, marzo 2006
  32. ^ Jasminka Radović; Kristijan Čivić; Ramona Topić, eds., Biodiversity of Croatia (PDF), State Institute for Nature Protection, Ministry of Culture (Croatia)., 2006, ISBN 953-7169-20-0.
  33. ^ (HR) Ivan Zupanc, Gdje nas je premalo, a gdje previše: razmještaj stanovništva Hrvatske, in Geografija.hr, 14 ottobre 2003. URL consultato il 25 luglio 2012.
  34. ^ (EN) Dragutin Babić, Ethnic Changes in the Population Structure of Counties in Slavonia between Two Censuses (1991–2001), in Migracijske i etničke teme, vol. 19, nº 1, marzo 2003. URL consultato il 25 luglio 2012.
  35. ^ (HR) Lena Mirošević e Branimir Vukosav, Prostorni identiteti otoka Paga i južnoga podvelebitskog primorja, in Geoadria, vol. 15, nº 1, giugno 2010. URL consultato il 25 luglio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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