Preadolescenza

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Con il termine preadolescenza si intende un'età dell'individuo inclusa tra i 9 e i 12 anni[1]. Questa si differenzia dall'adolescenza, il periodo successivo,[2] che varia a seconda dei sessi ed è compresa tra i 13 e i 19 anni.

Periodi di sviluppo

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Si definisce preadolescenza la fascia di età che va tra i 9 e i 12 anni, sebbene, come per tutte le tappe evolutive, siano possibili diverse oscillazioni. È l'età di un mutamento che coinvolge il corpo, l'identità, le esperienze, la sfera emotiva. Come ogni fase dell'età evolutiva, la preadolescenza ha dei compiti di sviluppo ben definiti e che per il bambino comportano impegno, stress e fatica: innanzitutto, le relazioni con i coetanei (del proprio e, in misura crescente, anche dell'altro sesso), l'acquisizione del ruolo sociale maschile e femminile (che va a rafforzare e connotare sempre più l'identità del ragazzo), l'accettazione dello sviluppo del proprio corpo, il conseguimento di una certa autonomia emotiva dai genitori e, più in generale, dagli adulti, la scoperta dei valori e la formazione di una coscienza etica a guida del proprio comportamento. I cambiamenti riguardano sia la sfera emotiva sia quella cognitiva. Per quanto riguarda l'ambito cognitivo il ragazzo inizia a sviluppare il pensiero ipotetico‐deduttivo, divenendo sempre più in grado di rappresentarsi le emozioni e gli stati d'animo dell'altro, cosa che in precedenza non era possibile. Un bambino di 5‐7 anni, con una struttura mentale prevalentemente operatorio‐concreta, infatti, non è in grado di formulare ipotesi o elaborare astrazioni, mentre il preadolescente può compiere generalizzazioni, elaborare concetti astratti, prevedere le conseguenze di un'azione, immaginare le emozioni di chi ha intorno. In questa fase, il ragazzo comincia a sviluppare l'empatia verso gli altri, ma contemporaneamente, anche uno sguardo più critico verso ciò che ha intorno, genitori e adulti compresi, ed una crescente curiosità verso l'ambiente extrafamiliare, vissuto come fonte di stimoli nuovi ed esperienze interessanti. Per quanto riguarda l'ambito emotivo, la preadolescenza è un'età di sospensione, caratterizzata dal distacco dal mondo idealizzato, fiabesco, dell'infanzia: il ragazzo si rende conto gradualmente che i genitori non sono quegli esseri onnipotenti percepiti dal bambino e, con l'introduzione del pensiero critico, inizia un percorso di disillusione, attraverso il quale le figure genitoriali vengono spogliate dell'infallibilità attribuitagli durante l'infanzia. Il preadolescente mette in discussione la coppia genitoriale che, spesso, appare disorientata ed addolorata di fronte a questo nuovo atteggiamento del figlio, sperimentando, a sua volta, una sorta di disillusione nei confronti del figlio preadolescente, di quel bambino dolce ed amorevole di cui, ora, sembra essere sparita ogni traccia. Spesso, il genitore tende ad interpretare il nuovo comportamento del figlio come un vero e proprio attacco personale nei suoi confronti mentre, non riuscendo a considerare il nuovo atteggiamento del preadolescente come un processo naturale di distacco, in qualche maniera fisiologico perché denota uno sforzo di crescita e di sana individualizzazione della persona. Tale processo, infatti, in situazioni di normale sviluppo psico‐affettivo, si conclude in un'età successiva con la formazione di una personalità con caratteristiche ed connotazioni proprie, contenenti al loro interno elementi genitoriali (principi e sistemi di regole e valori) reinterpretati e fatti propri in modo assolutamente personale. Tuttavia, quando la disillusione del genitore si trasferisce al figlio e alla relazione, si trasforma in un vero senso di delusione verso quel ragazzo che, in quanto diverso da prima, non è più affettivamente gratificante ed, in definitiva, non più corrispondente alle aspettative genitoriali. Tale dinamica può instaurare un meccanismo perverso e negativo, laddove il genitore si chiude di fronte alle nuove modalità relazionale del figlio, rifiutandole ed irrigidendosi, entrando nella sfida e nella provocazione, arrivando, come “estrema ratio”, persino all'”espulsione”, in senso simbolico, del figlio dalla coppia stessa. La difficoltà principale dei genitori del preadolescente, dunque, è sembra quella di accettare che il figlio esca dalla loro sfera di influenza diretta, che si vada perdendo la relazione così com'era in precedenza, che il figlio cominci a prendere le distanze da loro attraverso scelte autonome e personali, talvolta non condivisibili. Tutto questo, naturalmente, non avviene improvvisamente o automaticamente ma attraverso fasi di allontanamento e crescita caratterizzate dalla richiesta di una sempre maggiore autonomia, di atteggiamenti spesso connotati da critica e dal conflitto, alternati a movimenti di riavvicinamento e di regressione caratterizzati dalla ricerca di rituali di accudimento e di vicinanza fisica

Bullismo e Preadolescenza[modifica | modifica wikitesto]

Soprattutto in questa età, si sono verificati casi di "bullismo". Può essere considerata l'età in cui più si possono evidenziare tali attacchi. È molto importante ricordarsi che fino a poco tempo fa non si dava molto significato a quest'età, che veniva legata strettamente alla Pubertà sul piano fisico. La formazione di identità che il preadolescente va compiendosi non deve però andare a sbattere con dei Traumi psicologici che secondo Freud potrebbero creare danni se non letali.

Caratteristiche preadolescenziali[modifica | modifica wikitesto]

Quest'età è differente dall'adolescenza vera e propria, poiché in teoria i cambiamenti fisici (dovuti agli ormoni risvegliati nel corpo) cominciano appena ad accennarsi. L'adolescenza è l'età in bilico tra l'infanzia e l'età adulta, invece la preadolescenza è l'eta in bilico tra l'infanzia e l'adolescenza.

Il preadolescente è poco più di un bambino, caratterialmente pensa come un bambino, le caratteristiche che lo differenziano da esso fisicamente sono l'altezza un po' più sviluppata dei suoi coetanei e un leggerissimo accenno del seno nelle femmine.

Patologie correlate[modifica | modifica wikitesto]

Molte sono le malattie che si manifestano in questa età, e alcune hanno la loro massima incidenza proprio in questo periodo come per la sindrome di Tourette,[3] inoltre si mostrano molti casi di asma soprattutto se negli anni precedenti si sono avuti casi di rinite allergica.[4] Viene considerata l'età (intorno agli 11 anni) in cui può manifestarsi adiposità generalizzata, che preannuncia nel preadolescente l'obesità.[5]Soprattutto la Malattia di Crohn in genere, inizia ha svilupparsi intorno ai 15 anni. L'occhio può rischiare di allungarsi, quindi si rischia la miopia, incapacità di vedere da lontano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Definizione dal De Mauro, old.demauroparavia.it. URL consultato il 27-09-2008.
  2. ^ (EN) New Oxford American Dictionary. 2nd Edition, 2005, Oxford University Press.
  3. ^ Kenney C, Kuo SH, Jimenez-Shahed J., Tourette's syndrome., in Am Fam Physician., vol. 77, marzo 2008, pp. 651-658..
  4. ^ Burgess JA, Walters EH, Byrnes GB, Matheson MC, Jenkins MA, Wharton CL, Johns DP, Abramson MJ, Hopper JL, Dharmage SC., Childhood allergic rhinitis predicts asthma incidence and persistence to middle age: a longitudinal study., in J Allergy Clin Immunol., vol. 120, ottobre 2007, pp. 863-869.
  5. ^ Timpka T, Angbratt M, Bolme P, Hermansson G, Häger A, Valter L., A high-precision protocol for identification of preschool children at risk for persisting obesity, in PLoS ONE., vol. 2, giugno 2007.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]