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Etiopia

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Etiopia
Etiopia – Bandiera Etiopia - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Etiopia - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica Federale Democratica d'Etiopia
Nome ufficiale የኢትዮጵያ ፌዴራላዊ ዴሞክራሲያዊ ሪፐብሊክ
(Ityop'iya Federalawi Demokrasiyawi Ripeblik)
Lingue ufficiali amarico[1][2]
Altre lingue tigrino, oromo, somalo[nota 1][3]
Capitale Addis Abeba  (3.041.000 ab. / 2012)
Politica
Forma di governo Repubblica semipresidenziale federale
Presidente Mulatu Teshome
Primo ministro Haile Mariam Desalegn
Ingresso nell'ONU 13 novembre 1945[nota 2]
Superficie
Totale 1.127.127 km² (27º)
 % delle acque 0,7%
Popolazione
Totale 85.949.541 ab. (2012) (14º)
Densità 76 ab./km²
Tasso di crescita 2,9% (2012)[4]
Nome degli abitanti Etiopi, Abissini
Geografia
Continente Africa
Confini Eritrea, Gibuti, Somalia, Kenya, Sudan, Sudan del Sud
Fuso orario UTC +3
Economia
Valuta Birr etiope
PIL (nominale) 42 516[5] milioni di $ (2012) (83º)
PIL pro capite (nominale) 490 $ (2012) (179º)
PIL (PPA) 108 954 milioni di $ (2012) (67º)
PIL pro capite (PPA) 1 365 $ (2013) (168º)
ISU (2012) 0,328 (basso) (157º)
Fecondità 4,0 (2011)[6]
Varie
Codici ISO 3166 ET, ETH, 231
TLD .et
Prefisso tel. +251
Sigla autom. ETH
Inno nazionale

Whedefit Gesgeshi Woude Henate Ethiopia
Festa nazionale 5 maggio e 3 marzo in aggiunta alle festività cristiane ortodosse e musulmane
Etiopia - Mappa
  1. ^ L'inglese è studiata come lingua secondaria insieme all'amarico ed è la principale lingua utilizzata per gli affari esteri.
  2. ^ È uno dei 51 Stati che hanno dato vita all'ONU nel 1945.
Evoluzione storica
Stato precedente D'mt
Regno di Axum
Dinastia Zagwe
Flag of Ethiopia (1987–1991).svgImpero d'Etiopia
Flag of Ethiopia (1991-1996).svg Derg
Flag of Ethiopia (1987–1991).svgRepubblica Popolare Democratica d'Etiopia
 

Coordinate: 8°N 39°E / 8°N 39°E8; 39

L'Etiopia (amarico: ኢትዮጵያ? ,'Ītyōṗṗyā, /ioθioʊpiə/ Ascolta[?·info]), ufficialmente denominata Repubblica federale democratica dell'Etiopia (የኢትዮጵያ ፌዴራላዊ ዲሞክራሲያዊ ሪፐብሊክ, ye-Ītyōṗṗyā Fēdēralāwī Dīmōkrāsīyāwī Rīpeblīk Ascolta[?·info]), è una nazione situata nel Corno d'Africa.

Confina a nord con l'Eritrea, a nord-est con Gibuti, ad est con la Somalia, ad ovest con il Sudan e il Sud Sudan e a sud con il Kenya. Con più di 90 milioni di abitanti,[7] l'Etiopia è il più popolato stato senza sbocco sul mare al mondo, la seconda nazione più popolata del continente africano dopo la Nigeria. Occupa una superficie totale di 1.100.000 chilometri quadrati e la sua capitale e maggiore città è Addis Abeba.[8]

Nome[modifica | modifica wikitesto]

In greco il nome Αἰθιοπία (da Αἰθίοψ, Aithiops, 'un etiope') appare due volte nell'Iliade e tre volte nell'Odissea .[9] Lo storico greco Erodoto usa specificamente il nome per tutte le terre a sud dell'Egitto,[10] tra cui il Sudan e la moderna Etiopia. Plinio il Vecchio afferma che il nome del paese deriva da un figlio di Efesto, chiamato Aethiops.[11] Nell'Iliade[12] e nell'Odissea[13] i greci chiamavano Αἰθιοπία (Etiopia) le terre abitate dagli Αἰθίοψ (Etiopi), cioè gli uomini “dal viso arso”,[14] mentre lo storico Erodoto utilizzava il nome Etiopia per riferirsi a tutte le terre situate a sud dell'Egitto.[15] Allo stesso modo, nel XV Secolo secondo il Libro di Axum, scritto nella lingua ge'ez, il nome è attribuito a un individuo leggendario chiamato Ityopp'is, figlio extrabiblico di Cush, a sua volta figlio di Cam, che avrebbe fondato la città di Axum. Inoltre il nome Ityopp'is appare nelle liste tradizionali dei re etiopi, mentre per altri studiosi accademici, da fonti risalenti al 850 d.C.[16] Alcuni studiosi europei considerano che il nome derivi dalle parole greche aitho "brucio" + ops "faccia".[17][18] Il nome Etiopia si trova anche in molte traduzioni del Vecchio Testamento, ma nei testi ebraici, i Kush, ci si riferisce principalmente alla Nubia.[19][20] Nel Nuovo Testamento, tuttavia, il termine greco Aithiops, viene utilizzato,[21] riferendosi a un servo di Candace o Kentakes, forse un abitante di Meroe, poi conquistata e distrutta dal Regno di Axum. Il nome Ityopya viene utilizzato nel IV secolo, come secondo nome del Regno di Axum, in base a iscrizioni ritrovate sulla pietra di re Ezana, che per primo ha cristianizzato l'intero regno. Il paese venne anche storicamente conosciuto, durante il periodo coloniale europeo, come Abissinia, parola derivata da Habesh uno delle prime popolazioni semitiche Etiopi, con il nome "Ḥabaśāt"[22]. La forma moderna di Habesha è il nome nativo per gli abitanti del paese, mentre il paese è stato chiamato "Ityopp'ya". In alcune lingue, l'Etiopia è ancora indicata come "Abissinia", ad esempio, nella lingua araba moderna Al-Ḥabashah.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia d'Etiopia.
Rovine del tempio a Yeha, Regione dei Tigrè

Anticamente, con Etiopia si individuava un'area del nord-est dell'Africa, confinante a nord con l'Egitto ed a est col Mar Rosso. L'utilizzo di questo termine, tuttavia, è variato considerevolmente durante le varie epoche fino ad arrivare ad indicare l'attuale stato. Con lo sviluppo scientifico della geografia, gli etiopi iniziarono ad essere considerati in maniera meno vaga ed il loro nome fu utilizzato come equivalente dell'Assiria, del Kush ebraico e del Kesh uniti insieme.[23]

Preistoria[modifica | modifica wikitesto]

L'Etiopia è considerata il luogo della nascita degli esseri umani anatomicamente moderni ed evoluti, come l'Homo sapiens sapiens del Medio Paleolitico risalente a 200.000 anni fa. Le prime ossa umane sono state trovate nel Sud dell'Etiopia, e furono chiamati i resti della valle dell'Omo.[24] Inoltre resti scheletrici dell'Homo sapiens idaltu, ritrovati in un sito dell'Awash, risalente a circa 160.000 anni fa, possono rappresentare una estinta sottospecie dell'Homo sapiens sapiens o i primi antenati degli esseri umani anatomicamente moderni.[25]

Secondo gli studiosi linguistici, le prime popolazioni di lingua afro-asiatica arrivarono nella regione durante la conseguente epoca Neolitica dalla famiglia Urheimat[26] nella valle del Nilo,[27] o dal Vicino Oriente .[28] Altri studiosi suppongono che si sia sviluppato nel sito del Corno d'Africa e successivamente si sia disperso in tutto il mondo.[29]

Antichità[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: D'mt.
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Regno di Axum.
Valuta aksumita del re aksumita Endubis, 227-35, conservate al British Museum con le iscrizioni in lingua greca antica "AΧWMITW BACIΛEYC" ( "RE di Axum") e "ΕΝΔΥΒΙC ΒΑCΙΛΕΥC" ( "RE Endubis"), la lingua greca era la lingua franca nella storia antica e i re axumiti l'hanno utilizzata nelle monete per semplificare il commercio estero.

Intorno al VIII secolo a.C, venne fondato, negli attuali territori situati a nord dell'Etiopia e dell'Eritrea, un regno conosciuto come D'mt . La capitale si trovava nei pressi della città di Yeha, a nord dell'Etiopia. La maggior parte degli storici moderni considerano con questa civiltà la nascita della cultura etiope con influenze sabee.[30][31]

Altri studiosi considerano il D'mt come il risultato di una unione di culture afro-asiatiche con derivazione sia cuscitiche che semitiche, vale a dire i popoli Agaw locali e i sabei dell'Arabia meridionale. Tuttavia il Ge'ez, l'antica lingua semitica dell'Etiopia si è sviluppata in modo indipendente dalla cultura dei Sabei. Già nel 2000 a.C altri oratori semitici vivevano in Etiopia ed Eritrea dove il Ge'ez si era sviluppato.[32][33]L'influenza sabea, recentemente si è ipotizzato sia stata minore, limitata a pochi luoghi, e scomparsa dopo alcuni decenni o al massimo un secolo. Potrebbe essere stata usata principalmente per il commercio o da colonia militare in alleanza con la civiltà etiopica di D'mt o di qualche altro Stato proto-axumita.[30][31] Nel IV secolo a.C., dopo la caduta della civiltà dei D'mt, l'altopiano venne successivamente dominato da altri regni. Nel I secolo d.C l'Impero aksumita emerse in quello che è oggi è il nord dell'Etiopia e dell'Eritrea. Secondo il Libro di Axum la prima capitale del Regno fu Mazabe, costruita dagli Etiopi, figli di Cush.[34] Axum poi estese il suo dominio sull'altra sponda del Mar Rosso, nello Yemen.[35] La figura religiosa persiana di Mani ha elencato Axum, con Roma, la Persia e la Cina, come una delle quattro grandi Potenze del Suo tempo nel III secolo.[36] Intorno al 316 d.C, Frumenzio con suo fratello Edesio da Tiro, accompagnarono lo zio per un viaggio in Etiopia. Quando la nave attraccò nel porto axumita del Mar Rosso tutti i viaggiatori vennero uccisi, tranne i due fratelli, condotti poi alla corte axumita e resi schiavi. Frumenzio riuscì ad ottenere incarichi di fiducia da parte del monarca, convertendo i membri della corte reale al cristianesimo. Frumenzio divenne il primo vescovo di Axum,[37][38] anche se la religione cristiana potrebbe essere stata, in un primo momento, limitata agli ambienti di corte.

Durante l'epoca di Maometto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Egira.
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Piccola Egira.

Il primo contatto che il profeta islamico Maometto ebbe con l'Etiopia avvenne durante il regno di Aṣḥama ibn Abjar, in quel periodo imperatore di Axum e che diede rifugio, nel 614 d.C., nel Regno di Axum a numerosi musulmani perseguitati.[39][40] Lo storico, Taddesse Tamrat registra che Ashamat al-Negashi abbia vissuto a Wuqro e che la sua tomba si trova in questa città.[41][42] Il secondo contatto di Maometto con l'Etiopia avvenne durante la spedizione di Zayd Ibn Haritha, quandò il profeta invio' una lettera ad Amir bin Umayyah al-Damrial al re d'Etiopia (poi Abissinia).[43] Nella lettera di Maometto al Re (Negus) di Axum, il profeta invita il sovrano e i suoi uomini a seguire il suo messaggio e credere in Allah.[44] Quando questa lettera fu presentata a corte, il re la prese e la mise vicino ai suoi occhi, scese in terra e confessò la sua fede incontrastata al cristianesimo.[45] Attorno al 970 la regina Gudit[46] perseguitò i cristiani etiopi favorendo la caduta del Regno di Axum. Sebbene sia presentata dalle cronache etiopi come ebrea, alcuni studiosi moderni hanno qualche dubbio al riguardo, suggerendo che potrebbe essere stata una pagana.[47] All'inizio del basso medioevo nasce il regno di Etiopia, unico regno cristiano in Africa.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Pellegrini in preghiera a Bete Medhane Alem - Lalibela, in Etiopia .
Bete Amanuel: Una chiesa scavata nella roccia monolitica costruita nel 12 ° secolo d.c durante il regno di re Lalibela.
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Dinastia Zagwe.
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Impero d'Etiopia.
Dawit II (Lebna Dengel), Etiopia (nəgusä Nagast) (Imperatore), dell'Etiopia e membro della dinastia salomonica.

Dal 1137 al 1270 d.C. la dinastia Zagwe governò diverse regioni dell'odierna Etiopia ed Eritrea. L'origine e il nome di questa dinastia derivano dal ramo cusitico. Gli Agaw del nord dell'Etiopia fecero parte del governo del paese fino al 1270. Durante il periodo del Zemene Mesafint[48], fu la dinastia salomonica a governare l'impero etiopico dal 1270 d.C in poi. Nei primi anni del XV secolo, l'Etiopia, per la prima volta dall'era axumita, cerca un rapporto diplomatico con i regni Europei. Venne infatti ritrovata una lettera del re Enrico IV d'Inghilterra all'Imperatore dell'Abissinia.[49] Nel 1428, l'imperatore Yeshaq I inviò degli emissari ad Alfonso V d'Aragona, che, a sua volta, inviò emissari di ritorno.[50] I primi rapporti continui con un paese europeo avvennero a partire dal 1508 con il Portogallo sotto l'imperatore Dawit II[51], fresco di successione.[52][53]

Il sovrano si è rivelato un importante imperatore per l'Impero etiopico, nel momento in cui la sua nazione subì gli attacchi del Sultanato di Adal, da parte del generale e imam, Ahmad ibn Ibrahim al-Ghazi[54]. Il Portogallo ha assistito l'Etiopia inviando quattrocento uomini armati, aiutando così il figlio dell'imperatore Gelawdewos a sconfiggere Ahmad e a ristabilire il suo dominio.[55] Questa guerra tra l'Abissinia e l'Adal fu una delle prime nella regione in cui hanno partecipato l'Impero ottomano e il Portogallo. La conversione al cattolicesimo dell'imperatore Susenyos, avvenuta nel 1624, fu la causa di rivolte e disordini civili che causarono migliaia di morti.[56] I missionari gesuiti avevano offeso la fede ortodossa degli etiopi, così, il 25 giugno del 1632 l'imperatore Fasilides, figlio di Susenyos dichiarò il cristianesimo ordotodosso religione di stato in Etiopia, espellendo così i missionari Gesuiti ed europei e di altre fedi religiose.[57]

Sultanato di Aussa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sultanato di Aussa.
Bandiera dello stato del Sultanato di Aussa.

Il Sultanato di Aussa[58] ha come capitale Aussa[59]. Quest'ultimo sistema politico nacque nel 1577, quando Muhammad Jasa trasferì la sua capitale da Harar ad Aussa (Asaita), con la scissione del Sultanato di Adal e del Sultanato di Aussa e il Sultanato di Harar. Dal 1672 il Sultanato di Aussa perse gradualmente la sua influenza.[60][61]. Venne successivamente ristabilito da Re Kedafu intorno al 1734, ed in seguito governato dalla dinastia dei Mudaito.[62][61]. Il simbolo principale del Sultano era rappresentato da un testimone in argento.[63][64]

Zemene Mesafint (l'era dei principi)[modifica | modifica wikitesto]

La Battaglia di Gallabat e la Battaglia di Gundet sono alcune delle battaglie per la difesa dell'Etiopia in cui l'Imperatore Yohannes IV ha guidato le truppe etiopi.

Tra 1755 e il 1855, l'Etiopia visse un periodo di isolamento denominato Zemene Mesafint o "Età dei Principi". Gli Imperatori erano controllati dai principi Ras Mikael Sehul del Tigre, Ras Wolde Selassie del Tigre e dalla dinastia Oromo dei Yejju, da Ras Gugsa del Begemder.[65][66]

ll regno dell'imperatore Tewodros II è spesso collocato come l'inizio della moderna Etiopia, ponendo fine alla decentrata Zemene Mesafint ("Era dei Principi").

L'isolazionismo etiope terminò in seguito a una missione britannica che concluse un'alleanza tra le due nazioni. l'Etiopia era completamente unita e il potere dell'Imperatore restaurato. L'imperatore Tewodros II al momento della sua ascesa iniziò a modernizzare il paese e centralizzare il potere, subendo diverse ribellioni all'interno del suo impero. Le milizie del Nord Oromo, le ribellioni del Tigre e l'incursione costante dell'Impero Ottomano e delle forze Egiziane vicino al Mar Rosso, comportarono l'indebolimento e la caduta dell'Imperatore Tewodros II, che si suicidò nel 1868 dopo la sua ultima battaglia contro un corpo di spedizione britannico. Dopo la morte di Tewodros, venne proclamato imperatore, Tekle Giyorgis II. Venne sconfitto dal Ras Kassa nella Battaglie di Zulawu (21 giugno 1871) e Adua (11 luglio 1871), successivamente dichiarato l'imperatore col nome di Giovanni IV, il 21 gennaio 1872. Nel 1875 e nel 1876, le forze turche ed egiziane, accompagnate da molti "consulenti" Europei e Americani, invasero due volte l'Abissinia, inizialmente furono sconfitti nella battaglia di Gundet dove persero la vita 800 uomini, e, dopo la seconda invasione, furono sconfitti decisamente il 7 marzo 1875 dall'Imperatore Giovanni IV nella Battaglia di Gurail 7, perdendo almeno 3.000 uomini, tra uccisi o catturati.[67] Dal 1885 al 1889, l'Etiopia fu alleata con la Gran Bretagna, Turchia ed Egitto nella guerra contro lo Stato sudanese mahdista. Il 10 marzo 1889, Giovanni IV venne ucciso dall'esercito sudanese di Khalifah Abdullah mentre conduceva il suo esercito nella battaglia di Gallabat (detta anche Battaglia di Metemma).

Da Menelik II ad Adua (1889-1913)[modifica | modifica wikitesto]

L'imperatore Menelik II, l'ex governatore dello Scioà.
Mappe dell'Etiopia di fine secolo XIX, si osserva una non precisa identità dei confini
Mappa dell'Etiopia nel 1891
Mappa dell'Eritrea ed Etiopia (Abissinia) dell'anno 1896.[68]
Mappa dell'Africa nel 1840
Un dipinto della storica battaglia di Adua

L'Etiopia, nella sua forma più moderna ebbe inizio con il regno di Menelik II, imperatore dal 1889 fino alla sua morte nel 1913. Dalla sua base nella provincia centrale della Shoa, Menelik decise di annettere all'Etiopia i territori del sudest e sudovest.[69] Le zone abitate dagli Oromo, Sidamo, Guraghe, Wolaytae e altri gruppi.[70] Venne aiutato dallo shoano Ras Gobena della milizia Oromo che occupava le terre non occupate da Ahmad ibn Ibrahim al-Ghazi (Ahmed Gragn) che cercò di conquistare l'Abissinia, così come le altre aeree mai sottomesse alla sovranità etiopica[71].

La campagna di Menelik fu una rappresaglia causata del secolare espansionismo degli Oromo nel corso dello Zemene Mesafint o "Era dei principi", un periodo durante il quale dinastie di sovrani feudali Oromo dominarono la nazione. Prima fra queste fu la dinastia Yejju, dinastia alla quale appareneva Aligaz di Yejju e suo fratello Ali I di Yejju.[72][73][73]. Ali fondò la città di Debre Tabor nella regione degli Amara che divenne la capitale durante la dominazione della dinastia Yejju.[74] Durante il suo regno, Menelik II ha realizzato molte innovazioni: la costruzione di strade, la distribuzione dell'elettricità, la diffusione dell'istruzione, lo sviluppo di un sistema di tassazione centrale, la fondazione e la costruzione della città di Addis Abeba, che, nel 1881, divenne la capitale della provincia di Shoa. Dopo esser salito al trono nel 1889 il Ras, proclamò Addis Abeba, nuova capitale dell'Etiopia. La fine del XIX secolo è segnata dall'inizio della colonizzazione europea del continente africano. Con l'apertura del canale di Suez aumentò l'interesse europeo per il Paese. Nel 1870 il porto eritreo di Assab, presso l'entrata meridionale del Mar Rosso, fu acquistato da una compagnia italiana, come cessione di un sultano locale, ponendo le basi per la fondazione di una colonia italiana in Eritrea. L'espansione della colonia verso l'interno fu la causa di un conflitto contro l'Impero Etiope, governato dal negus Menelik II, conclusosi con la battaglia di Adua del 1896, quando l'esercito abissino sconfisse pesantemente l'aspirante potenza coloniale.[70][75] Così l'Etiopia riuscì a rimanere indipendente. Le due nazioni firmarono nel maggio 1889 il trattato di Uccialli che sanciva le relazioni fra i due paesi: l'Italia riconobbe la sovranità etiopica e avrebbe continuato a controllare una zona a Nord della nazione, (parte dell'Eritrea moderna), in cambio l'Italia avrebbe fornito armi a Menelik II. Dal 1888 al 1892) l'Etiopia subiì una Grande Carestia.[76][77]

Regno di Haile Selassie I (1916-1974)[modifica | modifica wikitesto]

Haile Selassie fu incoronato imperatore il 2 novembre 1930 con i titoli "Re dei Re", "Signore dei Signori", "Conquistatore del Leone della Tribù di Giuda", "eletto di Dio." Ha preso il suo nome di regno come Haile-Selassie I, che si traduce in "Potere della Trinità".
Abebe Aregai (origini Oromo) è stato uno dei principali leader della resistenza contro l'occupazione italiana dell'Etiopia nel 1935, ha guidato la resistenza ed è stato uno dei principali leader degli arbegnuoc (patrioti etiopi) fino alla sconfitta degli italiani nel 1941. Egli fu capo della polizia di Addis Abeba e venne nominato ministro della guerra dall'Imperatore Haile Selassie

Il XX secolo fu caratterizzato dal regno dell'Imperatore Haile Selassie I, dopo la deposizione di Iyasu V. Dal 1916 Haile Selassie I, quando era ancora un Ras, intraprese una campagna di modernizzazione. Divenne di fatto sovrano dell'Impero etiopico, il 2 novembre 1930 succedendo a Zewditu dopo la sua morte. A seguito dell'incidente di Ual Ual avvenuto nel dicembre del 1934, l'Italia il 3 ottobre 1935 aggredí nuovamente l'impero etiope. L'Etiopia venne annessa all'Africa Orientale Italiana[78]. In quel frangente, Haile Selassie nel 1935 si appellò alla Società delle Nazioni, divenendo noto in tutto il mondo, grazie ad una copertina su TIME come Persona dell'anno.[79] Gli italiani, agli ordini del generale Pietro Badoglio, riuscirono a sconfiggere la resistenza degli etiopi e a spingersi fino alla capitale Addis Abeba, nella quale entrano il 5 maggio 1936. Nel 1937 fu l'anno del massacro compiuto dagli italiani ricordato dal monumento Yekatit 12 a seguto di una rappresaglia per un attentato avvenuto contro il governatore Rodolfo Graziani Dopo l'entrata dell'Italia nella seconda guerra Mondiale nel 1941 le forze dell'Impero Britannico insieme ai combattenti etiopi Arbegnuoc liberarono l'Etiopia nel corso della campagna dell'Africa orientale. La nazione viene occupata dagli inglesi e l'Imperatore Haile Selassie I tornò al potere, fino al 1974. L'esercito italiano fu comunque protagonista, fino al 1943, di una sorta di "guerriglia", alla quale succedette il riconoscimento britannico della piena sovranità dell'Etiopia, con la firma del trattato degli anglo-etiope del dicembre 1944.[80] Il 26 agosto 1942 Haile Selassie I emise un proclama per l'abolizione della schiavitù[81][82] seguendo le disposizioni amministrative italiane, quali quelle di De Bono nel Tigré o di Tomellini ad Agarò.

La bandiera etiope nel 1897 con il Leone di Giuda.

Nel 1952 l'Eritrea divenne una regione federata con l'Etiopia, ma nel 1962, e fino al 1991, venne di fatto annessa. Haile Selassie svolse un ruolo di primo piano nella formazione dell'Organizzazione per l'Unità Africana (OUA). Nel 1963.[non chiaro] L'Etiopia si ribellò contro Haile Selassie I a causa del forte aumento dei prezzi della benzina a partire dal 13 febbraio 1974, della carenza di cibo, l'incertezza per quanto riguardava la successione al trono, le guerre di confine e il malcontento della nuova classe media che si era formata a seguito della modernizzazione[83], ciò portò la popolazione ad uno sciopero di protesta il 18 febbraio 1974, due giorni dopo gli studenti e i lavoratori di Addis Abeba manifestarono contro il governo[84]. L'oligarchia feudale di Aklilu Habte-Wold venne rovesciata e un nuovo governo venne formato con Endelkachew Makonnen come primo ministro.[85]

Dittatura del Derg (1974-1991)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Guerra d'indipendenza dell'Eritrea.
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Guerra civile in Etiopia.
Province dell'Etiopia durante la dittatura del Derg
Partito Rivoluzionario del Popolo Etiope (EPRP) che si scontrò con il Derg durante il Terrore Rosso

Il 12 settembre 1974 una giunta militare filo-sovietica marxista-leninista, il "Derg", guidato da Mengistu Haile Mariam, depose Haile Selassie.[86] Il Consiglio d'Amministrazione militare provvisorio istituì il Partito comunista, che, nel marzo 1975 chiamò lo stato etiope, Repubblica democratica popolare dell'Etiopia. Il colpo di stato provocò insurrezioni e moti popolari, mentre un'incipiente siccità causò enormi problemi ai rifugiati. Nel 1977 con l'aiuto militare di una coalizione comprendente URSS, Cuba, Yemen del Sud, Germania Orientale e Corea del Nord, tra cui l'invio di 15.000 truppe da combattimento cubano prese avvio la guerra dell'Ogaden, che condusse tra l'altro all' occupazione di una parte dell'Ogaden, regione della Somalia.[87] Durante il conflitto persero la vita almeno 500.000 persone, un periodo che venne chiamato, del "terrore rosso",[88] anche a causa delle deportazioni forzate o dell'uso della fame come un'arma .[83][88] Nel 2006, dopo un processo durato 12 anni, l'alta corte federale dell'Etiopia di Addis Abeba giudicò Mengistu colpevole in contumacia di genocidio.[89] Anche diversi dirigenti di primo piano del regime vennero giudicati colpevoli di crimini di guerra. Menghistu e altri riuscirono a fuggire dal paese, prima di essere processati e condannati. Numerosi ex funzionari ricevettero la condanna a morte, altri l'ergastolo, mentre decine di altri trascorsero almeno 20 anni in carcere, prima di essere graziati. Nel biennio 1984-1985 il paese venne colpito da una gravissima carestia che causò la morte di almeno 400.000 persone.[90][91][92][93] La resistenza contro la dittatura comunista era particolarmente attiva, soprattutto nelle regioni settentrionali del Tigrè e dell'Eritrea. Nel 1989, venne formata una coalizione conosciuta come come Fronte Democratico Rivoluzionario del Popolo Etiope (EPRDF), nata dalla fusione del Fronte di Liberazione del Tigrè (TPLF) con altri movimenti di opposizione.

Contemporaneamente sotto Mikhail Gorbachev l'Unione Sovietica, grazie alla politica della perestroika, cessò il suo impegno per la costruzione del comunismo mondiale, con una forte riduzione degli aiuti sia all'Etiopia che ai paesi del blocco socialista. Questa politica aumentò le difficoltà economiche del regime di Mengistu, e la rottura del fronte di guerra da parte della guerriglia anticomunista presente nel nord del paese. Infine alla definitiva fine del comunismo in Europa orientale durante le rivoluzioni del 1989, venne seguito nel 1990 dall'arresto degli aiuti sovietici all'Etiopia. La strategia militare e politica di Mengistu subì un colpo fatale. Nel maggio 1991, infatti, le Forze dell' EPRDF avanzarono su Addis Abeba, ma l'Unione Sovietica non intervenne per salvare il regime alleato. Mengistu fuggì dal paese e chiese asilo in Zimbabwe, dove tuttora risiede. Venne istituito un governo di transizione composto da un Consiglio di 87 membri e guidato da una carta nazionale quale costituzione provvisoria e di transizione. Nel giugno del 1992, il Fronte di liberazione degli Oromo si ritirò dal governo, seguita nel marzo del 1993 dai membri delle coalizione democratiche popolare del sud dell'Etiopia. Nel 1994, venne scritta una nuova costituzione, con la formazione di un parlamento bicamerale, e di un nuovo sistema giudiziario. La prima elezione formalmente pluripartitica si è svolta nel maggio 1995 in cui Meles Zenawi venne eletto primo ministro, mentre Negasso Gidada presidente.

Repubblica federale Democratica (1991-presente)[modifica | modifica wikitesto]

L'ex primo ministro dell'Etiopia Meles Zenawi al World Economic Forum del 2012.

Nel 1994 fu adottata una nuova costituzione che traghettò l'Etiopia verso le prime elezioni multipartitiche, tenutesi l'anno successivo. Nel maggio del 1998 una disputa di confine con l'Eritrea fu il pretesto che diede il via alla guerra Etiopia-Eritrea, che si protrasse fino al giugno 2000: si stima che il costo della guerra per entrambe le parti si aggirasse attorno al milione di dollari al giorno.[94] Il 15 maggio 2005 l'Etiopia tenne una terza elezione multipartitica, tra l'altro diffusamente contestata da alcuni gruppi di opposizione, i quali sostenevano la presenza di brogli. Anche se l'organismo di controllo indipendente, Carter Center, ha approvato le condizioni pre-elettorali, ha tuttavia espresso dubbi sulla correttezza delle elezioni. I partiti di opposizione guadagnarono più di 200 seggi parlamentari rispetto ai 12 delle elezioni del 2000. Nonostante la maggior parte dei rappresentanti dell'opposizione abbiano aderito al parlamento, alcuni deputati si rifiutarono di prendere i loro seggi per cui vennero accusati, con il loro comportamento, di essere la causa della violenza che si scatenò nel periodo successivo alle elezioni : per questo vennero imprigionati. Amnesty International li considerò "prigionieri di coscienza" ed vennero successivamente liberati. La coalizione di partiti di opposizione venne creata nel 2009 allo scopo di spodestare l'EPRDF nelle elezioni legislative del 2010, il partito di Meles Zenawi, al potere dal 1991. La nuova coalizione pubblicò un programma di 65 pagine ad Addis Abeba il 10 ottobre 2009. L'Opposizione vinse la maggior parte dei voti della capitale, Addis Abeba, ma l'EPRDF fermò lo spoglio dei voti per diversi giorni. Dopo l'elezione seguirono accuse di brogli e intimidazioni. Nel corso della metà del 2011, l'Etiopia fu testimone della peggiore siccità avvenuta in Africa orientale negli ultimi 60 anni. Venne subito istituito un piano, comprendente strategie di lungo periodo, per attenuare gli effetti della siccità da parte del governo nazionale in collaborazione con le agenzie di sviluppo le quali offrivano risultati più sostenibili.[95] Il primo ministro Meles Zenawi morì il 20 agosto 2012 a Bruxelles,[96] mentre il vice primo ministro Haile Mariam Desalegn divenne il nuovo primo ministro fino alle elezioni del 2015,[97] dopo le quali gli venne assegnato un seggio parlamentare.[98] Nel 2013 l'Arabia Saudita, a causa di tensioni sociali, espulse i lavoratori Etiopi.

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Imperatori d'Etiopia.

Politica interna[modifica | modifica wikitesto]

Ambasciata della Repubblica Federale Democratica di Etiopia in Washington, DC

La politica della nazione Etiope, si svolge in un contesto di repubblica parlamentare federale, per cui il primo ministro è capo del governo. Il potere esecutivo è esercitato dal governo, mentre il potere federale e il potere legislativo sono esercitati sia dal governo che dalle due camere del parlamento. Sulla base dell'articolo 78 della Costituzione etiope del 1994, la magistratura è completamente indipendente dal potere esecutivo e legislativo. Il Paese fa parte dal 1986 dell'Autorità intergovernativa per lo sviluppo, organizzazione politico-commerciale formata dai paesi del Corno d'Africa. Nel giugno 1994 avvenne l'elezione dell'assemblea costituente etiopica, che contava 549 membri. Questa assemblea approvò nel dicembre 1994 la costituzione della Repubblica Democratica Federale di Etiopia. Nel giugno 1995 si tennero le prime elezioni democratiche per l'elezione del parlamento etiopico nazionale e di vari parlamenti regionali. La maggior parte dei partiti di opposizione scelse di boicottare queste elezioni. Vi fu una vittoria travolgente per il partito EPRDF (484 seggi su 547). Osservatori internazionali e di agenzie indipendenti non governative fecero notare che i partiti di opposizione avrebbero potuto partecipare, se lo avessero voluto.

Municipio di Addis Abeba.

Il governo della Repubblica Federale Democratica dell'Etiopia venne insediato nell'agosto 1995. Il primo Presidente eletto fu Negasso Gidada. Il governo guidato dall' EPRDF del Primo Ministro Meles Zenawi ha promosso una politica di federalismo etnico, devolvendo poteri significativi alle autorità regionali, basate sulla composizione etnica. L'Etiopia oggi è formata da 9 regioni amministrative semi-autonome e dotate di autonomia fiscale. Sotto l'attuale governo, gli etiopi godono di maggiore partecipazione politica, mentre il dibattito politico è più libero rispetto ad ogni altro periodo della storia, anche se alcuni fondamentali diritti, fra cui la libertà di stampa, sono, in pratica, molto limitati. Il governo di Zenawi venne rieletto nel 2000 nelle prime vere elezioni multipartitiche nella storia dell'Etiopia, vincendo 481 seggi su 547. Nel 2004 il governo cominciò a trasferire più di due milioni di persone dagli altopiani aridi dell'est, verso le regioni dell'ovest, adducendo come ragione che queste risistemazioni avrebbero diminuito la scarsità di cibo.[99] In Etiopia, nel maggio 2005, si sono tenute nuovamente le elezioni, elezioni che videro una partecipazione record di votanti, quasi il 90%. Sebbene gli osservatori dell'Unione Europea abbiano segnalato che in tali elezioni siano state violate le regole internazionali, altri gruppi sono arrivati a conclusioni differenti. La dichiarazione pubblicata il 14 settembre 2005 dall'Unione Africana, infatti, loda "il mostrare, da parte della popolazione etiope, un sano impegno negli ideali democratici". Il giorno successivo lo "US Carter Center" concluse "the majority of the constituency results based on the May 15 polling and tabulation are credible and reflect competitive conditions"[100]. L'EPRDF (formato da 4 partiti) ha nuovamente vinto le elezioni, ma solo con il 59,8% dei voti e quindi con 327 seggi. La principale forza di opposizione (Coalizione per l'Unità e la Democrazia, formata da 4 partiti) ha ottenuto il 19,9% e 109 seggi, la seconda forza di opposizione (Forze Democratiche Etiopi Unite, formata da 5 partiti) il 9,5% e 52 seggi, mentre i 58 seggi restanti sono andati a nove formazioni localistiche minori.

Elezioni politiche etiopi 2005.l partiti nei primi 10 posti sono
Rosso: EPRDF
Verde: CUD
Viola: UEDF
blu scuro: SPDP
Arancione: OFDM
azzurre: Altro

Nelle ultime elezioni del 2006 la coalizione di governo, per quanto riguarda i seggi nella capitale venne sconfitto grazie ad una massiccia adesione all'opposizione del 80% dei voti, ma rimase in carica sostenendo di aver vinto grazie ai voti provenienti dalle campagne. Questa analisi fu la causa di numerose proteste da parte dei cittadini sia di Addis Abeba che delle altre città, poi conclusisi con scontri a fuoco dove decine o centinaia di persone persero la vita. Vennero anche represse nel sangue e dalla polizia federale alcune manifestazioni studentesche. Gli organi di stampa, in pratica sotto il totale e completo controllo governativo, hanno dato comunicazione di scontri tra polizia e "banditi" nella zona del Mercato. Attualmente quasi tutti i leader dell'opposizione sono incarcerati o dispersi. Il 9 ottobre 2007, l'ex presidente Girma Wolde-Giorgis venne rieletto dai due rami del parlamento per un secondo mandato di sei anni.

Politica estera[modifica | modifica wikitesto]

La politica estera è dominata dalla tensione con la vicina Eritrea: il conflitto sul confine tra i due paesi, terminato nel 2000 con il trattato d'Algeri, non è stato superato, nonostante i rapporti pacifici stabilitisi tra i due paesi. Uno dei problemi comuni è rappresentato, sui loro territori, dalla presenza di un numero considerevole di vari tipi di ordigni non esplosi (UXO) tra cui mine antiuomo e anticarro. Sin dal 1991 l'Etiopia ha stabilito buone relazioni con gli Stati Uniti e l'Europa occidentale e cercato un sostegno economico sostanziale dai paesi occidentali e dalla Banca Mondiale. Il forte legame con gli Stati Uniti, fornitore di armi e alimenti, ha portato, nel 2007, l'esercito etiope ad intervenire in Somalia contro le Corti islamiche, a sostegno del governo provvisorio somalo rifugiato a Baidoa. Nonostante i successi iniziali e l'appoggio aereo statunitense, le Corti islamiche hanno ripreso l'offensiva e gli scontri continuano tuttora. I rapporti sono tesi anche con il vicino Sudan. Nel luglio 2015, durante una visita ufficiale il presidente Obama ha sottolineato il ruolo dell'Etiopia nella lotta contro il terrorismo islamico.

Divisioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Woreda.
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Regioni dell'Etiopia.
Una mappa delle regioni e zone dell'Etiopia.

Prima del 1996, l'Etiopia era suddivisa in tredici province, molte derivate da regioni storiche. Il governo etiope è organizzato su più livelli e composto da : un governo federale formato da stati su base etnica regionale, zone, distretti (woreda) e quartieri (kebele). Dal 1996, l'Etiopia venne divisa in nove stati regionali etnicamente e politicamente autonomi, basati sui kililoch, singolare Kilil, e due città autonome (astedader akababiwoch e astedader akababi), queste ultime sono, Addis Abeba e Dire Dawa. I kililoch sono suddivisi in sessantotto zone, in 550 woredas e diverse woredas speciali. La Costituzione attribuisce ampi poteri agli stati regionali che possono stabilire il proprio governo e la democrazia secondo la costituzione del governo federale. Ogni regione ha il suo apice nel Consiglio regionale, dove i membri sono eletti direttamente per rappresentare i quartieri e il Consiglio, consiglio che ha potere legislativo ed esecutivo per dirigere gli affari interni delle regioni. L'articolo 39 della Costituzione etiope dà il diritto a tutti gli stati regionali di secessione dall'Etiopia. Vi è un dibattito, tuttavia, di come la maggior parte del potere garantito dalla Costituzione è in realtà dato agli stati. I consigli implementano il proprio mandato attraverso un comitato esecutivo e uffici settoriale regionale. Tale struttura elaborata del consiglio esecutivo e le istituzioni pubbliche settoriali si replica al livello successivo (woreda).

Regioni o città (ክልል/የከተማ አስተዳድር) Capitale Area (km) Popolazione[101]
Ottobre 1994 censimento Maggio 2007 censimento luglio 2012 stima
Addis Abeba (አዲስ አበባ) astedader Addis Abeba 526.99 2,100,031 2,738,248 3,041,002
Afar (ዓፋር) kilil Semera 72,052.78 1,051,641 1,411,092 1,602,995
Amara (አማራ) kilil Bahar Dar 154,708.96 13,270,898 17,214,056 18,866,002
Benishangul-Gumuz (ቤ/ጉሙዝ) kilil Asosa 50,698.68 460,325 670,847 982,004
Dire Daua (ድሬዳዋ) astedader Dire Daua 1,558.61 248,549 342,827 387,000
Gambela (ጋምቤላ) kilil Gambella 29,782.82 162,271 306,916 385,997
Harari (ሐረሪ) kilil Harar 333.94 130,691 183,344 210,000
Oromia (ኦሮምያ) kilil Finfinne 284,538 18,465,449 27,158,471 31,294,992
Somali (ሶማሌ) kilil Giggiga 279,252.00 3,144,963 4,439,147 5,148,989
Regione delle Nazioni, Nazionalità e Popoli del Sud (ደቡብ ብ/ብ/ሕ) kilil Auasa 105,887.18 10,377,028 15,042,531 17,359,008
Regione dei Tigrè (ትግራይ) kilil Macallè 41,410 3,134,470 4,314,456 4,929,999
Zone speciali numerate 96,570 112,999
Totale 1,127,127.00 51,766,239 73,918,505 84,320,987

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia dell'Etiopia.
Mappa dell'Etiopia.

L'Etiopia si sviluppa su 1.126.829 chilometri quadrati (435.071 sq mi),[102] è il ventisettesimo paese più grande del mondo con una superficie paragonabile alla Bolivia. Si trova tra le latitudini di 3 ° e 15 ° N, e longitudini 33 ° e 48 ° E. La maggior parte della nazione etiope si trova sul Corno d'Africa, la parte più orientale del continente africano. Confinano con l'Etiopia, il Sudan e il Sud Sudanad ovest, Gibuti e l'Eritrea a nord, la Somalia ad est e il Kenya a sud. All'interno del Paese è presente un vasto e complesso altopiano di montagne e altopiani separati dalla Great Rift Valley, valle che si estende a nord-est circondata da pianure, steppe, o semi-deserto. La grande varietà orografica determina ampie escursioni climatiche, suolo, vegetazione naturale, e modelli di insediamento. L'Etiopia è un paese dotato di una grande biodiversità : dai deserti lungo il confine orientale, alle foreste tropicali del sud, ad ampie Afromontane, nelle parti settentrionali e del sud-ovest. Il Lago Tana nel nord è la fonte del Nilo Azzurro. In questa regione sono presenti un gran numero di specie endemiche, in particolare il Gelada, il Walia Ibex e il lupo etiope (o Simien volpe). La presenza di vasti territori situati a diverse altitudini, vede la formazione di aree ecologicamente distinte, contribuendo a favorire l'evoluzione delle specie endemiche in isolamento ecologico.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il tipo di clima predominante è tropicale monsonico, con variazione topografico-indotta in larghezza. Gli altopiani etiopi coprono la maggior parte del paese e sono dotati di un clima generalmente molto più fresco rispetto ad altre regioni equatoriali. La maggior parte delle principali città del paese si trovano ad altitudini comprese tra i 2.000 e i 2.500 m (6,562-8,202 ft) sul livello del mare, tra cui le capitali storiche come Gondar e Axum.

Lago Wonchi

La moderna capitale Addis Abeba si trova ai piedi del Monte Entoto ad un'altitudine di circa 2.400 metri, altitudine che gli dona un clima mite per tutto il corso dell'anno. Le stagioni nella capitale Addis Abeba sono in gran parte caratterizzate da pioggie, con una stagione secca, da ottobre a febbraio, una stagione delle piogge, da marzo a maggio, e una stagione di forti piogge, da giugno a settembre. La piovosità media annua è di circa 1.200 mm (47.2 in), mentre in media vi sono 7 ore di sole al giorno. La stagione secca è il periodo più soleggiato dell'anno, anche se persino al culmine della stagione delle piogge nel mese di luglio e agosto vede la presenza di qualche giorno soleggiato. La temperatura media annuale di Addis Abeba è di 16 °C (60,8 °F), con temperature giornaliere massime che raggiungono mediamente i 20-25 °C (68,0-77,0 °F) tutto l'anno, con minime notturne in media tra i 5 e i 10 °C (41.0- 50,0 °F). Maggior parte delle città e siti turistici della nazione etiope si trovano ad una quota simile ad Addis Abeba. Nelle regioni più basse, nella parte orientale del paese, si trovano sia praterie xeriche[103] che arbusteti, mentre il clima può essere molto più caldo e secco. A Dallol, nella depressione della Dancalia è stata registrata la più alta temperatura media annuale mondiale di 34 °C (93,2 °F).

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

L'Etiopia possiede 31 specie endemiche di mammiferi.[104] Il cane selvaggio africano sin dalla preistoria ha avuto una distribuzione capillare sul suo territorio. Tuttavia, con gli ultimi avvistamenti a Fincha, questo canide in Etiopia rischia l'estinzione. Il lupo etiope è forse il più ricercato di tutte le specie in via di estinzione del Paese. L'Etiopia è un centro globale di biodiversità volatile. Ad oggi sono state individuate e registrate più di 856 specie di uccelli, 20 delle quali sono endemiche del paese.[105] Sedici specie sono in pericolo o gravemente in pericolo. Un gran numero di questi uccelli si nutrono di farfalle, come l'anynana Bicyclus.[106] Storicamente, in tutto il continente africano, la fauna selvatica è in rapido declino a causa di guerre civili, l'inquinamento, il bracconaggio e altre interferenze umane.[107]

Una guerra civile di 17 anni, insieme ad una grave siccità ha influenzato negativamente le condizioni ambientali etiopi, portando ad un maggiore degrado degli habitat.[108] La loro distruzione è un fattore che favorisce la desertificazione. Quando si trasforma rapidamente un habitat, gli animali non hanno il tempo di adattarsi. L'impatto dell'uomo minaccia molte specie, come risultato del cambiamento climatico indotto dalle emissioni di gas a effetto serra.[109] Con emissioni di anidride carbonica nel 2010 di 6,494,000 tonnellate, Etiopia contribuisce solo 0,02% per il rilascio causato dall'uomo annuale di gas a effetto serra.[110]L'Etiopia ha un gran numero di specie classificate come in pericolo critico e in pericolo e rischio di estinzione globale. Le specie minacciate in Etiopia possono essere suddivisi in tre categorie (sulla base del sondaggio IUCN): in pericolo critico, in pericolo d'estinzione e vulnerabile.[104]

Mammiferi in pericolo di estinzione[111] mammiferi in via di estinzione mammiferi vulnerabili
Bilen gerbil zebra di Grévy Elefante africano Otomops martiensseni La gazzella dalla fronte rossa
rinoceronte nero nyala di montagna L'Ammodillo Rhinolophus hipposideros Stenocephalemys ruppi
lupo etiope stambecco della Nubia Bailey's shrew Leone Myotis scotti
Guramba shrew licaone Bale shrew Moorland shrew La gazzella di Soemmerring
Crocidura harenna L'antelope Beira Myotis morrisi La gazzella di Speke
MacMillan's shrew Il ghepardo Rhinopoma specie La lontra dalla gola macchiata
stambecco del Semien Il dibatag Mormopterus acetabulosus Muriculus imberbis
La gazzella dorcade Megadendromus nikolausi
Glass's shrew Asellia patrizii

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Geologia dell'Etiopia e Acrocoro Etiopico.

La maggior parte dell'Etiopia è localizzata nel Corno d'Africa, la zona più orientale del continente africano. All'interno dell'Etiopia si trova un vasto complesso di montagne e scoscesi altopiani divisi dalla Rift Valley, che attraversa il paese da sud-ovest a nord-est ed è circondata da bassopiani, steppe e zone semidesertiche. La grande diversità del territorio determina una grande varietà di climi, terreni, vegetazione naturale e di aree abitate.

Paesaggio[modifica | modifica wikitesto]

Le fasce altimetriche dell'altopiano Etiopico sono quattro: zona inferiore (acacie, euforbie, palme, tamarindi e, bambù); zona intermedia (alberi e arbusti sempreverdi, aloe e, ginepri) zona superiore (prati e i pascoli sfruttati dalla pastorizia) e aree cacuminali (vegetazione di tipo alpino). Esistono differenze floristiche rilevanti, legate ai diversi regimi delle precipitazioni, sia tra la parte settentrionale e meridionale dell'altopiano, che tra il versante del bacino del Nilo e quello della scarpata del Mar Rosso. La fauna selvatica presenta numerose specie, soprattutto di animali di grossa taglia, come leoni, leopardi, elefante, ippopotami, rinoceronti e antilopi. Sono molto comuni anche la iena, lo sciacallo, la lince e numerose varietà di scimmie e di uccelli, tra cui l'airone, il pappagallo, l'aquila, il falco e l'avvoltoio. La deforestazione per ottenere legname da combustione e lo sfruttamento intensivo dei pascoli per l'allevamento sono tra i maggiori problemi ambientali che il Paese deve affrontare.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni fiumi sfociano direttamente nell'Oceano Indiano. Le valli principali, sono dirette prevalentemente verso Ovest e Nord Ovest nelle alte terre nordoccidentali, verso Sud Est in quelle meridionali; a Nord (alto Tacazzè) o addirittura a Sud (Nilo Azzurro). I maggiori corsi d'acqua sono però in genere navigabili solo per brevi tratti, date le forti variazioni di portata; I principali fiumi che solcano la sezione settentrionale dell'altopiano sono: il Barka, che attraversa l'Eritrea e si perde nelle sabbie prima di arrivare al Mar Rosso; il Tacazzè, che scorre in un canyon grandioso, scende verso la depressione nilotica. Uno dei maggiori tributari del Nilo è soprattutto il Nilo Azzurro, emissario del lago Tana, che piega verso Ovest e raggiunge, in territorio sudanese, il Nilo Bianco. Solcano invece gli altopiani meridionali l'Omo e, il Giuba (insieme del Genale, del Dawa e del Weyb). Il maggiore lago dell'Etiopia è il lago Tana, situato nel cuore dell'acrocoro. Di una certa rilevanza sono il lago Abaya, il lago Abbe e il lago Turkana.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Valutazione dell'Etiopia indice di sviluppo umano 1970-2010.

Secondo il Fondo monetario internazionale, l'Etiopia è uno delle economie in più rapida crescita economica al mondo : il 10% dal 2004 al 2009. L'Etiopia è l'economia africana in più rapida crescita non dipendente dal petrolio negli anni 2007 e 2008.[112]. La crescita si è rallentata leggermente nel 2012 al 7%[113][114] e si prevede al 6,5% per il futuro riflettendo una più debole domanda estera e un ambiente sempre più vincolato per l'attività del settore privato.[115] Nonostante la rapida crescita degli ultimi anni, il PIL pro capite è tra i più bassi al mondo, mentre l'economia deve affrontare una serie di gravi problemi strutturali, anche se il governo ha intenzione di creare nei prossimi anni una classe media. La produttività agricola è bassa, produttività ulteriormente aggravata da frequenti siccità.[116][117] Le telecomunicazioni sono sotto il monopolio statale in quanto il governo etiope ritiene che la proprietà statale in questo settore sia vitale ed essenziale per assicurare che le infrastrutture, le telecomunicazioni e servizi siano estesi in tutta l'Etiopia rurale.[118] La costituzione etiope definisce il diritto di possedere i terreni solo per "lo Stato e il popolo", ma i cittadini possono affittare la terra (fino a 99 anni), che non possono ipotecare o vendere. Il noleggio dei terreni è consentito per un massimo di 20 anni .[119]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Campo di Tef vicino a Mojo

L'agricoltura è praticata con metodi tradizionali; sugli altopiani si coltivano il caffè per l'esportazione, ortaggi, legumi e frumento (orzo e grano); nelle zone più umide si coltivano cotone e tabacco. L'allevamento del bestiame è abbastanza sviluppato, le risorse forestali rappresentano il 25%, mentre il governo ha l'intenzione di rimboschire il paese. Nel sottosuolo si trovano giacimenti di platinoe oro.

Industria[modifica | modifica wikitesto]

In Etiopia è presente un'industria cementiera, tessile ed alimentare. È probabile che a sud vi siano giacimenti petroliferi sfruttabili. Il governo in questi anni ha dato il via alla costruzione di diverse dighe tra le quali: Grand Ethiopian Renaissance Dam[120] la Diga Gilgel Gibe III, la Gibe I e la Gibe II.[121][122]

Esportazioni[modifica | modifica wikitesto]

Le esportazioni provenienti dall'Etiopia nel periodo 2009-2010 sono stati pari a 1.4 miliardi di dollari.[123] È il maggior produttore di caffè di tutta l'africa. I principali prodotti di esportazione sono : il khat, l' oro, prodotti in pelle e semi oleosi. Il recente sviluppo della floricoltura potrebbe portare il paese a divenire il maggior esportatore al mondo.[124] Il commercio transfrontaliero dei pastori è spesso informale e sfugge il controllo statale e non è ben regolamentato. In Africa orientale oltre il 95% del commercio transfrontaliero avviene attraverso canali non ufficiali. Il commercio non ufficiale di bestiame vivo, cammelli, pecore e capre dall'Etiopia verso Somalia, Gibuti e Kenya genera un valore totale stimato compreso tra 250 e 300 milioni di dollari all'anno (100 volte di più rispetto al dato ufficiale).[125] Questo commercio aiuta i prezzi dei prodotti alimentari a rimanere più bassi, aumenta la sicurezza alimentare, ad alleviare le tensioni di frontiera e a promuovere l'integrazione regionale[125] Tuttavia, presenta dei rischi, come il diffondersi di malattie tra animali. Inoltre, il governo etiope risente del mancato gettito fiscale e delle entrate in valuta estera.[125] Le recenti iniziative hanno cercato di documentare e regolamentare questo commercio.[125]

Borse di una marca di caffè a Takoma Park nel Maryland. Il caffè è una delle principali esportazioni dell'Etiopia.

Nel settore privato sono in lenta crescita i prodotti in pelle di design. Le borse stanno diventando un grande business di esportazione : Taytu, per esempio sta diventando la prima griffe di lusso del paese.[126] Ulteriori prodotti di esportazione su piccola scala sono i cereali, legumi, cotone, canna da zucchero, patate e pellame. Con la costruzione di diverse nuove dighe e di crescita dei progetti idroelettrici in tutto il paese, l'Etiopia prevede inoltre di esportare energia elettrica verso gli stati confinanti.[127][128]

Il caffè rimane il più importante prodotto di esportazione, con nuove offerte di marchi in tutto il mondo, tra le quali Starbucks. Il paese prevede di aumentare le proprie entrate dal caffè.[129] La maggior parte riguardano le grandi risorse idriche dell'Etiopia e del potenziale come il suo "oro bianco" e le sue risorse di caffè come "oro nero".[130][131]

Il paese ha anche grandi risorse minerarie e le potenzialità di giacimenti petroliferi, soprattutto in alcune delle regioni meno abitate. L'instabilità politica in quelle regioni, tuttavia, ha inibito lo sviluppo. Nel 2008 diversi geologi etiopi sono stati implicati in una grande truffa. Quattro chimici e geologi del Servizio Geologico etiope sono stati arrestati in relazione a uno scandalo su dell'oro falso a seguito di denunce da parte di acquirenti sudafricani. Lingotti d'oro della Banca nazionale etiope sono stati ritrovati dalla polizia, scoprendosi in realtà che si tratta di metallo dorato. La truffa è costato allo Stato circa 17 milioni di €, secondo il sito web della Scienza e dello sviluppo della rete.[132] Nel 2011, è stato avviato il progetto del Grand Ethiopian Renaissance Dam. Una volta completato, offrirà surplus energetico in Etiopia disponibile per l'esportazione verso i paesi vicini.

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Trasporti in Etiopia.
Rete tranviaria ad Addis Abeba, in Etiopia.

Fino a pochi anni fa l'Etiopia aveva un sistema viario piuttosto debole, in gran parte basato su strade costruite dagli italiani durante l'occupazione. L'insufficienza del sistema viario ha tra l'altro contribuito al determinarsi e all'aggravarsi di alcune delle crisi alimentari attraversate dal paese. Negli ultimi anni, in particolare in seguito alle risorse liberate dalla cessazione delle ostilità con l'Eritrea e nel quadro di un processo più generale di ammodernamento, il Paese ha beneficiato della costruzione di un notevole numero di strade, soprattutto nei dintorni di Addis Abeba che delle città maggiori. Come prima parte di un decennale Programma di sviluppo del settore, tra il 1997 e il 2002 il governo etiope ha avviato uno sforzo continuo per migliorare le sue infrastrutture stradali. Di conseguenza, a partire dal 2002 l'Etiopia ha costruito 33.297 km di strade, tra asfaltate e in ghiaia.

La prima linea ferroviaria etiope venne costruita nel 1917 dai locali e dai francesi per ordine di Menelik II e collega Addis Abeba con Gibuti, passando per Dire Dawa. Il governo etiope ora sta programmando lo sviluppo di una nuova rete ferroviaria, che riammodernerà la linea che collega Addis Abeba con Gibuti e prevede la costruzione di nuove linee in tutto il paese. Inoltre il governo in questi ultimi anni ha dato il via alla costruzione di una rete tranviaria nella capitale, che migliorerà la viabilità della città.[133][134]

L'Etiopia possiede 681 km di ferrovia, che consiste principalmente nella ferroviaria Addis Abeba - Gibuti con 1.000 millimetri (3 ft 3 3/8 in) a scartamento metrico. Attualmente la stazione è sotto il controllo congiunto di Gibuti ed Etiopia ma sono in corso trattative per privatizzare questa utility per il trasporto. La ferrovia è attualmente in fase di ricostruzione e elettrificata da società cinesi, turche e etiopi dovrebbe essere completato entro settembre 2015. La nuova ferrovia sarà 756 km di lunghezza e si prevede di ridurre il tempo di percorrenza da Addis Abeba a Gibuti da metà a meno di dieci ore con la velocità prestabilita di 120 km/ora.[135]

Nel 2012 l'Etiopia aveva 58 aeroporti.[8] Tra questi, l'aeroporto internazionale Bole di Addis Abeba[136]e l'aeroporto internazionale di Aba Tenna Dejazmach Yilma di Dire Dawa; entrambi ospitano voli internazionali. L'Ethiopian Airlines è la compagnia di bandiera del paese, interamente di proprietà del governo etiope.[137].

Dal suo hub all'aeroporto internazionale di Bole, la compagnia aerea serve un network di 62 destinazioni internazionali e 16 nazionali.[138][139] È anche uno dei più rapida crescita nei vettori nel settore[140] e una delle più grandi compagnie aeree dell'Africa. L'Etiopia gode di un discreto sistema di collegamenti aerei interni, con aeroporti presenti, non solo nelle città più importanti, ma anche in piccoli centri come Lalibela, tradizionale centro di pellegrinaggio, e, più di recente, meta turistica.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Popolazione in Etiopia[141]
Anni Milioni Differenze
1950 18.4
1960 22.5 4.1
1970 29.0 6.5
1980 35.4 6.4
1990 48.3 12.9
2000 65.6 17.3
2010 82.9 17.3
2013 93.8 >10.9

La popolazione etiope è cresciuta dai 33,5 milioni del 1983-1987 ai 90 milioni nel 2014.[142] La popolazione nel XIX secolo era solo circa 9 milioni.[143] Secondo il censimento demografico del 2007 la popolazione è cresciuta ad tasso annuo medio del 2,6% tra il 1994 e il 2007, e del 2,8% tra il 1983 ed il 1994. Attualmente, il tasso di crescita della popolazione è tra i primi dieci del mondo. Si prevede che per il 2060 l'Etiopia raggiunga i 210 milioni di abitanti, ipotizzando un tasso annuo medio di crescita del 2,5%.[144]

Etnie[modifica | modifica wikitesto]

Gruppi etnici in Etiopia
Gruppo etnico Popolazione
Oromo
  
25.4 (34.4%)
Amara
  
19.9 (27.0%)
Somali
  
4.59 (6.22%)
Tigrini
  
4.49 (6.08%)
Sidama
  
2.95 (4.00%)
Guraghè
  
1.86 (2.52%)
Welayta
  
1.68 (2.27%)
Afar
  
1.28 (1.73%)
Hadiya
  
1.27 (1.72%)
Gamo
  
1.10 (1.49%)
altri
  
9.30 (12.6%)
Popolazione in milioni secondo il censimento 2007[145]
Vita quotidiana nel sud in un villaggio della valle dell'Omo
Area mercatale Adi Haki a Macalle.

La polazione etiope è formata da più di 80 diversi gruppi etnici. Secondo il censimento nazionale del 2007, gli Oromo (o Galla) sono il maggiore gruppo etnico etiope, rappresentando il 34,4% della popolazione nazionale. Sono presenti nella zona centro-meridionale, prevalentemente dediti alla pastorizia e all'agricoltura. Gli Amara rappresentano 27,0% degli abitanti e vivono sull'altopiano, a nord di Addis Abeba. I Tigrini rappresentano 6,22% della popolazione e si trovano nel nord del paese. Altri gruppi etnici importanti sono: i Sidamo, pari al 4,00% della popolazione, e risiedenti principalmente nelle regioni sudoccidentali, i Guraghe, (2,52%) nel sud-ovest, i Welayta (2,27%), i Danachili (dancali o afar, 1,73%), di stanza nelle pianure semidesertiche nella zona nordorientale del paese, gli Hadiya (1,72%), i Gamo (1,49%) e altri al 12,6%, tra cui i somali viventi a oriente nella regione dell'Ogaden, gli Shankella (6%), e i Nilotici (i Nuer ed altri). Le comunità afro-asiatiche costituiscono la maggioranza della popolazione. Queste comunità preferiscono essere chiamate popolo Habesha o Abesha. Inoltre, nella zona Nilo-sahariana si parla il nilotico, mentre altre minoranze etniche che abitano le regioni meridionali del Paese, in particolare nelle aree della regione Gambela confinante con il Sud Sudan. I più grandi gruppi etnici includono i Nuer e gli Anuak.[146]

Tra i gruppi non autoctoni stranieri si segnalano yemeniti, indiani, armeni, greci, italiani e, singolarmente, una piccola comunità di rastafariani provenienti dalla Giamaica. Nel paese è presente anche una piccola comunità di immigrati italiani stabilitisi in Etiopia anche dopo il 1941.[147][148]

Nel 2009, l'Etiopia ha ospitato una popolazione di rifugiati e richiedenti asilo di circa 135.200 persone. La maggior parte di queste è giunta da Somalia (circa 64.300 persone), Eritrea (41.700) e Sudan (25.900).[149]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Lingue dell'Etiopia a partire dal censimento del 2007.

██ Oromo (33,8%)

██ Amarico (29,3%)

██ Somalo (6,25%)

██ Tigrino (5,86%)

██ Sidamo (4,04%)

██ Lingua Welaytta (2,21%)

██ Guraghe (2,01%)

██ Lingua Hadiyya (1,74%)

██ LinguaGamo (1,7%)

Secondo Ethnologue, in Etiopia si parlano novanta lingue diverse.[150] La maggior parte delle persone nel paese parla lingue afro-asiatiche e cuscitiche o dialetti originari da rami semitici. Il primo comprende l'Oromiffa, lingua parlata dal popolo degli Oromo e l'amarico, parlata dal popolo Amhara, e il tigrino parlata dal popolo Tigray-Tigrinya. Insieme, questi tre gruppi costituiscono circa i tre quarti della popolazione etiope. Altre lingue afro-asiatiche comprendno il Cuscitico Sidamo, l'Afar, lo Hadiyya e le lingue Agaw, così come le lingue semitiche, Guraghe, Harari, Silt'e e Argobba e lingue somale parlate dal popolo somalo[145]

Inoltre, lingue Omotiche sono parlate dagl Omotici, minoranze etniche presenti nelle regioni meridionali. Tra questi idiomi troviamo lo Aari, il Bench, il Dawro, il Dime, il Dizi, il Gamo, il Gofa, il Maale, Lo Hamer e il Wolaytta.[145]

Le lingue Nilo-sahariane vengono parlate anche dalla popolazioni nilotiche, minoranze etniche concentrate nelle zone a sud-ovest del paese. Queste lingue includono, il Nuer, lo Anuak, il Nyangatom, il Majang, lo Surma, il Me'en e il Mursi.[145]

L'inglese è la lingua straniera più parlata, e viene insegnata in tutte le scuole secondarie. L'Amarico è la lingua di insegnamento della scuola primaria, ma è stato sostituito in molte aree con l'Oromiffa, il Tigrino e il Somali.[151] Mentre tutte le lingue godono di riconoscimento statale nella Costituzione dell'Etiopia del 1995, l'Amarico è riconosciuta come lingua di lavoro del governo federale. Le varie regioni dell'Etiopia sono libere di determinare le proprie lingue di lavoro[1] con l'Oromiffa, il Tigrino e il Somalo sono tutte riconosciute come lingue di lavoro ufficiali nelle loro rispettive regioni.[151]

Scrittura[modifica | modifica wikitesto]

In termini di sistemi di scrittura, l'ortografia principale etiope viene chiamata, ge'ez o ortografia etiope. Impiegato come alfasillabario per molte delle lingue del paese, venne usato per la prima volta nel VI e V secolo a.C come un abjad per trascrivere la lingua Ge'ez.[152] Il Ge'ez ora serve come lingua liturgica della Chiese etiope e eritrei ortodosse. Nel1980 il set dei caratteri etiopico venne digitalizzato, e oggi fa parte degli standard Unicode. Nel corso degli anni, e da diverse comunità etiopi, sono stati utilizzati altri sistemi di scrittura, tra cui una inventata dallo sceicco Bakri Sapalo, riservata agli Oromo.[153]

Religioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Religioni in Etiopia.

L'Etiopia ha stretti legami storici con tutti e tre i principali religioni abramitiche del mondo. Nel IV secolo, la regione è stata una delle prime al mondo ad adottare ufficialmente il cristianesimo come religione di Stato. Nel 451 d.C a seguito delle risoluzioni del Consiglio di Calcedonia, i credenti in quella natura di Cristo, monofisiti, comprendente la maggior parte dei cristiani in Egitto ed Etiopia, vennero accusati di essere degli eretici, sotto il nome comune di cristiani copti.Oggi il cristianesimo non è più religione di Stato, la Chiesa ortodossa etiope resta la confessione religiosa più numerosa del paese. I musulmani rappresentano circa un terzo della popolazione. L'Etiopia è anche il luogo del primo Egira della storia islamica. Una città nella regione del Tigre, Negash è il più antico insediamento islamico africano. Fino al 1980, una popolazione consistente di ebrei etiopi (Beta Israel) risiedeva in Etiopia.[154][155]

La Chiesa scavata nella roccia di San Giorgio a Lalibela è un patrimonio mondiale dell'UNESCO.

Secondo il censimento nazionale del 2007, i cristiani costituiscono il 62,8% della popolazione del Paese (43,5% ortodossa etiope, il 19,3% altre confessioni), i musulmani 33,9%, i praticanti di religioni tradizionali 2,6%, e le altre religioni 0,6%[156] La versione aggiornata del CIA World Factbook, afferma che il cristianesimo è la religione più praticata in Etiopia. Secondo l'ultimo dato Factbook della CIA, i musulmani costituiscono il 33,9% della popolazione. I sunniti costituiscono la maggioranza dei musulmani, mentre gli sciiti e gli ahmadi sono minoranza. I sunniti sono in gran parte Shafi'ise salafiti. Notevole è anche la comunità Sufi.[157]

Il Regno di Axum è stata una delle prime nazioni del pianeta ad accettare ufficialmente il cristianesimo, quando San Frumenzio di Tiro, chiamato Fremnatos o Abuna Selama ("Padre della Pace") in Etiopia, converti l'imperatore Ezana nel corso del IV secolo d.C.[37][154] Secondo il Nuovo Testamento, il cristianesimo era giunto in Etiopia anche prima del IV secolo, quando un funzionario del tesoro reale etiope venne battezzato da Filippo l'Evangelista.[158]

Oggi, la Chiesa ortodossa etiope Tewahedo è parte delle chiese ortodosse orientali. Dal XVIII secolo si è assistito alla creazione di una piccola Chiesa cattolica etiope in piena comunione con Roma, nella quale gli aderenti costituiscono meno dell'1% della popolazione totale.[156]

Una moschea a Bahar Dar.

L'Islam in Etiopia risale alla fondazione della religione nel 615, quando un gruppo di musulmani, su consiglio del profeta Maometto, fuggì in Etiopia, nazione allora governata da Sahama, un imperatore di Axum riconosciuto come un pio cristiano,[154] a causa delle persecuzioni subite a La Mecca. Un piccolo gruppo antico di ebrei, Beta Israel, vive nel nord-ovest dell'Etiopia anche se la maggior parte è immigrata in Israele, soprattutto nel corso degli ultimi decenni del XX secolo come parte delle missioni di salvataggio del governo israeliano: Operazione Mosè e Operazione Salomone.[159][160]

Flickr - Government Press Office (GPO) - IDF OFFICER HELPING ETHIOPIAN IMMIGRANTS.jpg

L'Operazione Salomone fu un'operazione segreta militare israeliana, avvenuta nel 1991, il cui obbiettivo era il trasporto aereo di ebrei etiopi in Israele. Secondo il Censimento della popolazione nel 2007, circa 1.957.944 di persone in Etiopia erano seguaci di fedi tradizionali. Altri 471.861 residenti praticano altre fedi.[145] Mentre i seguaci di tutte le religioni si possono trovare in ogni regione, alcuni fedeli tendono a concentrarsi in alcune parti del paese. I cristiani vivono prevalentemente nelle regioni settentrionali Amara e Tigre, in gran parte membri della Chiesa Ortodossa Etiope, una delle Chiese ortodosse orientali. I fedeli appartenenti ai cristiano protestanti o Pentay sono concentrati nella Regione delle Nazioni (SNNP) e in Oromia. I musulmani aderiscono prevalentemente al ramo sunnita e generalmente abitano le zone orientali e nord-est; in particolare le regioni somale, dell'Afar, del Dire Dawa e dell'Harari. I praticanti delle religioni tradizionali risiedono principalmente nelle lontane terre di confine rurali del sud-ovest e ovest del paese, nelle regioni SNNP, Benishangul-Gumuz e Gambela.[145][154]

Urbanizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Sheraton Hotel.
Gondar nell'orizzonte.
Zona rurale nel Parco Nazionale del Semien.

La crescita della popolazione, le migrazioni, l'urbanizzazione hanno reso sempre più difficile e complesso fornire alle persone i tradizionali servizi di base.[161] L'urbanizzazione è in costante aumento, crescita che si è concentrata in due specifichi periodi. In primo luogo, nel 1967-1975, quando le popolazioni dei centri urbani si sono triplicate.[162] Il secondo periodo di crescita è avvenuto nel momento in cui le popolazioni rurali hanno iniziato a migrare verso i centri urbani in cerca di lavoro e di migliori condizioni di vita.[163] Questo modello rallentò a causa del programma di riforma agraria del 1975 istituito dal governo, che prevedeva incentivi per tutti coloro che erano decisi a rimanere nelle zone rurali. Il Reform Act[164] sulla terra venne congegnato per aumentare la produzione agricola, in quanto il cibo, nel periodo tra il 1970 ed il 1983, non era al passo con la crescita della popolazione. Questo programma ha favorito la formazione di associazioni di contadini e di grandi villaggi fondati sull'agricoltura. La riforma venne effettivamente determinata con un aumento della produzione alimentare, anche se l'argomento è soggetto a controversie; tale aumento può essere stato correlato probabilmente alle condizioni meteorologiche più che l'atto di riforma. Tra il 1975 ed il 2000, le popolazioni urbane hanno continuato a crescere mediamente dell' 8,1% dal 1975 al 2000.[165]

Le più grandi città dell'Etiopia
CSA (Valori di proiezione della popolazione urbana nel 2015)[166]
Pos. Città Provincia Popolazione Pos. Città Provincia Popolazione
1 Addis Abeba Addis Abeba 3 273 000 11 Sciasciamanna Oromia 147 064
2 Adama Oromia 323 999 12 Debre Zeyit Oromia 147 774
3 Gondar Regione degli Amara 323 875 13 Soddo Regione delle Nazioni, Nazionalità e Popoli del Sud 145 092
4 Macallè Regione dei Tigrè 323 700 14 Arba Minch Regione delle Nazioni, Nazionalità e Popoli del Sud 142 908
5 Auasa Regione delle Nazioni, Nazionalità e Popoli del Sud 301 514 15 Hosaena Regione delle Nazioni, Nazionalità e Popoli del Sud 133 764
6 Bahar Dar Regione degli Amara 282 017 16 Harar Regione di Harar 129 000
7 Dire Daua Dire Daua 277 000 17 Dila Regione delle Nazioni, Nazionalità e Popoli del Sud 112 874
8 Dessiè Regione degli Amara 187 917 18 Nekemte Oromia 110 640
9 Gimma Oromia 177 943 19 Debre Berhan Regione degli Amara 102 114
10 Giggiga Regione dei Somali 159 252 20 Asella Oromia 98 958

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

L'ingresso dell'Università di Addis Abeba.

L'istruzione in Etiopia è stata dominata dalla chiesa ortodossa etiope per molti secoli, fino a quando, nei primi anni del 1900 venne adottata l'istruzione secolare. Segue i programmi della scuola molto simili alle ai programmi delle aree rurali come il precedente sistema del 1980 con l'aggiunta di una più profonda regionalizzazione dell'istruzione, soprattutto nella lingua di partenza, e con uno stanziamento maggiore per il settore dell'istruzione. La sequenza di istruzione generale in Etiopia è di sei anni di scuola primaria, quattro anni di scuola secondaria di primo e di due anni di scuola secondaria superiore.[167] Negli ultimi 20 anni l'accesso all'istruzione in Etiopia è migliorata in modo significativo. Nel 1994/1995 la scuola primaria era formata da circa 3 milioni di persone, mentre nel 2008/2009, era salita a 15,5 milioni, un amumento formidabili, pari ad oltre il 500%.[168] Il tasso di alfabetizzazione è aumentato negli ultimi anni: nel corso del censimento del 1994, era del 23,4%, mentre nel 2007 era salito al 39% (49,1% maschi e 28,9 % femmine).[169]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Nome[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Onomastica abissina.
Il Teatro Hager Fikir in Addis Abeba, fondata nel 1935.

Gli Etiopi fanno uso di un sistema di identificazione delle persone diverso da quella in uso nel sistema occidentale : ai bambini viene aggiunto il nome del loro padre e del nonno paterno, consecutivamente al proprio nome di battesimo. Per ragioni di compatibilità il nome del padre è preso come cognome della prole. In situazioni ufficiali vengono utilizzati per gli uomini i prefissi Ato (ኣቶ), anche Ayte (ኣይተ), Weizero (ወይዘሮ) per le donne sposate, e Weizerit (ወይዘሪት) per le donne non sposate.

Calendario[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Calendario etiopico.
Modello che commemora la stele di Axum nel suo ritorno in Etiopia, che mostra la data di partenza e ritorno secondo il calendario etiopico.

L'Etiopia fa uso di diversi calendari locali. Il più noto è il calendario etiopico, conosciuta anche come il calendario ge'ez. Si basa sul più vecchio calendario copto alessandrino, che, a sua volta deriva dal calendario egiziano. Come il calendario copto, il calendario etiopico ha dodici mesi di esattamente 30 giorni ciascuno più cinque o sei epagomeni giorni, che comprendono un tredicesimo mese. I mesi etiopi iniziano negli stessi giorni, come quelli del calendario copto, ma i loro nomi sono in Ge'ez. Come il calendario giuliano, il sesto giorno epagomeno, che in sostanza è un giorno intercalare, si aggiunge ogni quattro anni, senza eccezioni, il 29 agosto del calendario giuliano, sei mesi prima del giorno del salto Giuliano. Così il primo giorno dell'anno etiope, 1 maskaram, per anni tra il 1901 e il 2099 (compreso), è di solito 11 settembre (gregoriano), ma cade il 12 settembre a anni prima dell'anno bisestile gregoriano. Anche un sette a distanza di otto anni tra le etiopi e gregoriani calendari i risultati di un calcolo alternativo per determinare la data della Annunciazione di Gesù. Un altro sistema calendariale di rilievo è stato sviluppato intorno al 300 a.C dagli Oromo. Esso è un calendario lunare-stellare, questo calendario si basa su osservazioni astronomiche della luna, in collaborazione con sette stelle particolari o costellazioni. Mesi Oromo (stelle / fasi lunari) sono Bittottessa (Iangulum), Camsa (Pleiadi), Bufa (Aldebarran), Waxabajjii (Belletrix), Obora Gudda (Central Orion-Saiph), Obora Dikka (Sirio), Birra (luna piena), Cikawa (la luna calante), Sadasaa (quarto di luna), Abrasa (grande mezzaluna), Ammaji (media mezzaluna) e Gurrandala (piccola mezzaluna).[170]

Tempo[modifica | modifica wikitesto]

ll tempo in Etiopia viene conteggiato in modo diverso da in molti paesi occidentali. Il giorno etiopico è contabilizzato come inizio alle 06:00 al contrario di 00:00, in concomitanza con l'alba durante tutto l'anno. Per convertire tra l'orologio etiope e gli orologi occidentali, si deve aggiungere (o sottrarre) 6 ore per il tempo occidentale. Ad esempio, 02:00 ora locale Addis Abeba si chiama "8 di sera" in Etiopia, mentre 08:00 si chiama "2 la sera"

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cucina etiopica.
Cucina tipica etiope: Injera (focaccia-come il pane) e diversi tipi di (stufato) di wat.

Il più noto alimento della cucina etiope è costituito da vari stufati di carne conosciuti come wat. Nella cultura etiope la carne con i contorni di verdure vengono serviti nell'injera, un grande pasta simile ad una focaccia fatta da farina teff. Non vengono usati utensili, invece si usa l'injera per raccogliere gli antipasti e contorni. Quasi universalmente in Etiopia è comune mangiare nello stesso piatto al centro del tavolo in compagnia con un gruppo di persone. È anche usanza comune nutrire gli altri del gruppo con le proprie mani, una tradizione chiamata gursha.[171] La cucina tradizionale etiope non impiega maiale o frutti di mare di qualsiasi tipo, in quanto sono vietati sia nelle fedi etiopi cristiano ortodosse che nella religione islamica ed ebraica. Chechebsa (ጨጨብሣ), marqa, chukko, michirra e dhanga sono i piatti più famosi delle popolazioni Oromo. Kitfo (ክትፎ), che ha avuto origine dai Guraghe è uno degli alimenti ampiamente accettati e preferiti in Etiopia. Tihlo (ጥሕሎ) - che è un tipo di gnocco - è preparato con farina di orzo tostato ed è stato creato in Tigre ed ora è molto popolare in Amara diffondendosi anche più a sud.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Mahmoud Ahmed, una cantante etiope di origine Guraghe nel (2005).

La musica etiope è estremamente varia. Si potrebbe dire che ciascuno degli 80 gruppi etnici del paese possa essere associato a suoni unici e specifici. La musica etiope utilizza un diverso sistema modale, ossia la scala pentatonica, con caratteristici e lunghi intervalli intercalati tra alcune note. Come per molti altri aspetti della cultura etiope e della tradizione, sapori in musica e parole sono strettamente legati a quelle della vicina Eritrea, Somalia, Gibuti e Sudan.[172][173] Il canto tradizionale etiope presenta diversi stili di polifonia (eterofonia, bordone e contrappunto). Tradizionalmente le liriche dei compositori etiopici sono fortemente associate al patriottismo o all' orgoglio nazionale, al romanticismo, all'amicizia e per la maggior parte, in modo univoco, ai ricrodi conosciuti come 'Tissita'.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Stadio di Addis Abeba.
Kenenisa Bekele, detentore del record mondiale e olimpico record sia 5000m e 10000m.
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Nazionale di calcio dell'Etiopia, Ethiopian Premier League, Albo d'oro del campionato etiope di calcio, Ethiopian Cup, Saint-George SA e Cotton Factory Club.

Gli atleti etiopi si sono sempre distinti nelle discipline atletiche del fondo e del mezzofondo,[174] con una tradizione che risale agli anni sessanta del secolo scorso grazie alle imprese del maratoneta Abebe Bikila, vincitore nelle olimpiadi di Roma 1960 e Tokyo 1964[175]. Ma non è stato l'unico campione etiope. Tra gli altri plurivincitori di medaglie olimpiche troviamo Myrus Yfter e Haile Gebrselassie, corridori su lunghe distanze di fama mondiale ai quali si devono diversi record del mondo. Inoltre, Kenenisa Bekele, è un corridore che ha dominato il panorama dell'atletica mondiale, in particolare nei 5.000 e 10.000 metri dei quali detiene il record del mondo. Da segnalare inoltre Mamo Wolde, Miruts Yifter, Derartu Tulu, Tirunesh Dibaba, Meseret Defar, Birhane Adere, Tiki Gelana, Genzebe Dibaba e Gelete Burka. Fra le donne, da segnalare Derartu Tulu e le sorelle Dibaba (in particolare Tirunesh). È importante segnalare che, ad oggi, l'unica mezzofondista etiope che sia stata squalificata per doping è stata la maratoneta Shitaye Gemechu nel 2009.[175] Nel 2012 la squadra nazionale di calcio (Walayia Antilopi) si è qualificata per la Coppa 2012 delle Nazioni Africane (CAF) e più recentemente ha raggiunto le ultime 10 squadre di calcio africane nell'ultima fase di qualificazione per la Coppa del Mondo FIFA 2014. Tra i giocatori di rilievo troviamo il capitano Adane Girma e il capocannoniere Saladin Said. L'Etiopia ha una lunga tradizione nel basket africano, soprattutto nell'area sub-sahariana, già da 1949.[176]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

La Valle dell'Omo

Il turismo in Etiopia non è sviluppato, soprattutto a causa di infrastrutture poco adeguate. Tuttavia il governo considera il turismo, per il futuro, come una delle fonti di entrate potenzialmente più importanti per il Paese. Il tentativo è di puntare su turisti a reddito medio-alto, attratti sia dalla cultura locale che dalle bellezze naturali. Nel 1998 hanno visitato l'Etiopia circa 250.000 persone, mentre nel 2013 i visitatori sono saliti a 681 000.[177]

Il Simien

Parchi nazionali[modifica | modifica wikitesto]

A questi si devono aggiungere altri tipi di aree protette a livello nazionale: santuari naturali, foreste, riserve, aree di caccia controllata, ecc.

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Ricche e abbondanti sono anche l'arte e l'architettura religiosa, che riflettono la lunga storia del cristianesimo etiope. Le chiese, e gli affreschi che si trovano al loro interno, testimoniano influenze axumite, bizantine e copte.[178][179] In Etiopia è diffusa soprattutto la pittura a soggetto sacro, caratterizzata da colori molto forti e caldi.[180] Non è diffusa invece la scultura: solo la pittura può raffigurare scene sacre.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Intorno al I millennio a.C. il regno di Axum subì influenze sudarabiche a cui si aggiunsero quelle asiatico-sirianiche. A cavallo dell'era cristiana si diffusero anche influenze indiane, si crearono templi rupestri isolati con motivi decorativi architettonici che ha dato forma ad una tecnica costruttiva autoctoca, molto particolare, definita etiope-axumita, seguita da elementi dell'arte copta.[181] L'arte etiopica si sviluppò sia nella fase medioevale, dal VII secolo al XVI secolo che in tempi più recenti. Nel primo periodo furono soprattutto le zone del nord e del centro del Paese a godere di un pregevole sviluppo architettonico, entre il resto del Paese era impegnato in aspre lotte con le forze islamiche. La caratteristica principale dell'arte etiopica si riconosce nello sviluppo orizzontale, tipico degli edifici religiosi e civile, stile che si è differenziato tra le regioni nel paese, anche in quelli alti, contraddistinti dalla trasposizione della tecniche di forma circolare nell'Amhara e nella Shoa a quelli rettangolari presenti nel Tigrè. Il motivo ricorrente è antico, in quanto ricorda steli paleo-etiopiche, sia a sfondo religioso-funerario, sia a fini politici per esaltare il palazzo del re.[178][179] Se nell'architettura paleo-etiopica gli elementi tipici furono il podio di sostegno ai gradini, la scalinata di accesso esterna a tombe, chiese e palazzi, la chiesa di Debre Damo testimoniò, invece, il passaggio all'architettura medievale, contraddistinta da interni a tre navate terminanti in absidi di derivazione siriaca. Famoso fu il complesso delle 50 chiese di Lalibela risalenti al XII secolo, dalla pianta regolare, archi ampi, soffitti a cupolette, finestrelle con griglia a croce. Il Libro dei Re (III 6, 2-19) nel descrivere l'erezione del Tempio di Gerusalemme ad opera di Salomone, illustra la tripartizione dello spazio sacro che trova coincidenze in una serie di chiese etiopiche: un edificio rettangolare costituito da tre vani allineati comunicanti, il primo dei quali[182] destinato ai cantori e al popolo, il secondo[183] al clero non officiante e alla distribuzione dell'Eucarestia al popolo, il terzo[184] ai sacerdoti officianti.[185] Le chiese del nord realizzarono nette separazioni tra il vestibolo e il tabernacolo. Invece intorno al XVI secolo comparve la chiesa rotonda con tetto conico di stile Amhara.[178][179] Dal 1600 in poi il paese subì influenze tra le quali quella etiope, indiana, araba e portoghese, manifestandosi nella costruzione di edifici e monumenti, nei castelli quadrangolari di Gondar, a più piani con torrioni angolari.[186]

Scultura[modifica | modifica wikitesto]

La scultura fu limitata prevalentemente ai fregi esterni ed interni delle chiese, eseguiti nella pietra o nel legno, talvolta policromi con motivi geometrici o animaleschi oppure raffigurante angeli e santi.

Pittura[modifica | modifica wikitesto]

Se la prima pittura medievale si caratterizzò di affreschi di santi o di re-santi raffigurati in modo rigido e piatto, nei secoli successivi si impose la pittura a grandi tempere su tela o su pelle, da conservare sulle pareti delle chiese.[181]

Il XIV secolo fu testimone nella pittura dell'affermarsi dello stile siriaco e armeno, con in aggiunta dell'ornamentazione copta. Nel secolo seguente giunsero influenze bizantine, soprattutto per quanto riguarda lo stile nel ritratto dell'evangelista a piena pagina, mentre invece nei secoli successivi si diffusero motivi e stili occidentali con influenze del pittore Niccolò Brancaleone veneziano vissuto molti anni nell'impero etiopico.[187] La più tipica e caratteristica forma pittorica fu la miniatura, con origini pre-cristiane.

Patrimonio dell'umanità in Etiopia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Article 5 (PDF), su Ethiopian Constitution, WIPO. URL consultato il 2 luglio 2015.
  2. ^ Costituzione dell'Etiopia
  3. ^ https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/geos/et.html
  4. ^ (EN) Population growth rate, su CIA World Factbook. URL consultato il 28 febbraio 2013.
  5. ^ Dati dal Fondo Monetario Internazionale, ottobre 2013
  6. ^ Tasso di fertilità nel 2011, data.worldbank.org. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  7. ^ name= "Federal Demographic Republic of Ethiopia Central Statistical Agency".[ riferimenti precisi?]
  8. ^ a b Ethiopia, su The World Factbook, CIA. URL consultato il 18 gennaio 2013.
  9. ^ Histories, book 2, chapters 29 and 146; book 3 chapter 17[?] Odyssey, book 1, lines 22–23; book 4, line 84
  10. ^ Histories, II, 29–30; III, 114; IV, 197
  11. ^ Nat. Hist. 6.184–187; son of Hephaestus was also a general Greek epithet meaning "blacksmith" .
  12. ^ Histories, libro 2, capitoli 29 e 146; libro 3, capitolo 17
  13. ^ Odissea, libro 1, righe 22-23; libro 4, riga 84
  14. ^ Aithiops, Henry George Liddell, Robert Scott, ''A Greek-English Lexicon'', at Perseus, Perseus.tufts.edu. URL consultato il 16 marzo 2009.
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  • Arnaldo Mauri, "Monetary Developments and Decolonization in Ethiopia", Acta Universitatis Danubius, Oeconomica, n. 1, 2010. WP dello stesso autore su questo tema disponibile [2]
  • Arnaldo Mauri, "The short life of the Bank of Ethiopia", Acta Universitatis Danubius, Oeconomica, n. 4, 2010. WP dello stesso autore su questo tema disponibile [3]
  • Paolo Palmeri, Etiopia. L'ultimo socialismo africano. Il trasferimento forzato delle popolazioni sotto il regime di Menghistu. Una ricerca antropologica. Guerini Scientifica. 2000.
  • Pippo Vigoni, Abissinia, giornale di un viaggio, Milano 1881

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