Claudio d'Etiopia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Claudio
Asnaf Sagad
Imperatore d'Etiopia
In carica 3 settembre 1540 - 23 marzo 1559
Predecessore Davide II
Successore Minas (Menas o Mena)
Morte 1559
Casa reale Dinastia Salomonica
Dinastia
Imperial coat of arms of Ethiopia (Haile Selassie).svg
Salomonide
Padre Davide II
Madre Sabla Vanghel

Claudio (... – Fatigar, 23 marzo 1559) fu re d'Etiopia con i nomi di Claudio (Ge'ez: ገላውዴዎስ Galāwdēwōs, etiope Gelāwdēwōs: Galaudeuòs) e Asnaf Sagad dal 1540 al 1559.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del celebre Davide II, suo predecessore al trono d'Etiopia, regnò per 19 anni, in un periodo di lotta contro i musulmani che avanzavano, cercando di conquistare parti dell'impero, baluardo della cristianità in Africa. L'imperatore Claudio profuse grande impegno in questa guerra, riuscendo a fermare l'esercito di Ahmad ibn al Ghazi nel 1541. In quest'occasione si alleò con il Portogallo, ottenendo l'aiuto del condottiero Cristoforo da Gama. In prima persona partecipò alla guerra contro i musulmani e cadde in battaglia nella pianura di Fàtàgar (Fatagar o Fatigar) il 23 marzo 1559. Fu inoltre autore di una nota opera religiosa dal titolo "Confessioni", nella quale, contro le tesi dei gesuiti, ribadì e difese le dottrine della chiesa ortodossa d'Etiopia, che i gesuiti attaccavano. Fu lo stesso Ignazio di Loyola a scrivergli infatti una famosa lettera.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Confessioni

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lettera di Sant'Ignazio di Loyola a Claudio imperatore dell'Etiopia e Re degli Abissini nella quale si difende il primato e la suprema autorità del romano pontefice e l'unità della Chiesa. (qui una Riedizione del 1790).
  • Claudio, su Dizionario di Storia, treccani.it, 2010.
Controllo di autoritàVIAF (EN44281777 · ISNI (EN0000 0001 0856 9806 · LCCN (ENnr92023314 · GND (DE10249827X · BAV ADV12161590 · CERL cnp00988370