Sistema parlamentare

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Il sistema parlamentare è un tipo di forma di governo democratica, la più diffusa in Europa, in cui la volontà popolare è affidata al parlamento. Essa si può distinguere in due modi:

Entrambe le forme di governo, comunque, sono articolate secondo la stessa fisionomia di tipo monistico (dal greco mònos = uno solo) il che vuol dire che il potere politico si concentra in un unico organo: il Parlamento.


Sotto il profilo storico[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del sistema parlamentare si trovano nel Regno di León (Spagna). Nel 1188 si convocano a (León) las Cortes de León, con i membri della nobiltà, clero e rappresentanti della città. Per la prima volta in Europa si riuniscono in assemblea i tre poderi.[1] Ci furono riconosciuti l’inviolabilità del domicilio e la segretezza della corrispondenza, la necessità per il re di convocare il parlamento per dichiarare la guerra o fare la pace, e furono garantiti altri numerosi diritti individuali e collettivi. Nelle Cortes di Benavente (1202) furono fissati i principi ed i diritti economici del Regno di León e dei suoi abitanti.[2]

Sotto il profilo giuridico[modifica | modifica wikitesto]

Il Parlamento, eletto direttamente dal popolo, nella forma di governo parlamentare non ha competenze soltanto legislative, ma ha anche il compito di esprimere il governo e di controllarne l'operato. Infatti il governo, che detiene il potere esecutivo, è la rappresentazione della maggioranza del parlamento, da esso deve ricevere la fiducia ed è costretto a dimettersi se tale fiducia viene a mancare. Di contro al potere del parlamento, fa normalmente da contrappeso il potere, assegnato talvolta al governo e talvolta al capo dello stato, di sciogliere le camere e indire elezioni anticipate.

In tali sistemi il ruolo decisivo lo assume la maggioranza parlamentare, ovvero la formazione dei partiti di coalizione che vincono le elezioni e quindi assumono il diritto di formare il Governo. Tra potere esecutivo e potere legislativo non vi è in genere contrapposizione: infatti il primo è formato dalla stessa maggioranza del secondo e, quindi, ha di fatto il potere di fissare l'agenza dei lavori parlamentari[3]. Nel parlamento comunque sono presenti anche i partiti di opposizione che possono ostacolare l'azione di governo.

Sotto il profilo sociologico[modifica | modifica wikitesto]

La forma di governo parlamentare, affermatasi in Europa a partire dagli esempi inglese e francese della seconda metà dell'Ottocento, ha dato luogo ad una nuova “geografia dei poteri”[4] che ha individuato nel Parlamento un luogo di conflitto e di componimento tra gli interessi di gruppo: "intorno alla sua funzione di rappresentanza si è esercitata non soltanto la scienza ma anche l'azione politica, in termini di spazio da occupare o pericolo da eludere (Kautsky, Bernstein, Lenin), in termini di modalità di esercizio del potere (Weber, Schmitt), in termini di produzione della norma (Kelsen) o di funzionamento del meccanismo dello scambio politico (Schumpeter)".[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The Decreta of León of 1188 - The oldest documentary manifestation of the European parliamentary system, UNESCO Memory of the World, 2013. URL consultato il 21 maggio 2016.
  2. ^ John Keane: The Life and Death of Democracy, London 2009, 169-176.
  3. ^ Koss, Michael. "The Origins of Parliamentary Agenda Control: A Comparative Process Tracing Analysis." West European Politics, vol. 38, no. 5 (2015), p. 1062.
  4. ^ Così Enrico Buemi, Le istituzioni della democrazia.
  5. ^ Ibidem.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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