Guerra d'indipendenza dell'Eritrea

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Guerra di indipendenza eritrea
Eritrean Independence War.gif
Data 1º settembre 1961 - 29 maggio 1991
Luogo Eritrea, Etiopia
Esito Vittoria eritrea
Proclamazione dell'indipendenza nel 1993 a seguito di un referendum.
Schieramenti
Comandanti
Perdite
60.000 militari
90.000 civili (stime)[1]
180.000 / 500.000 militari etiopi
5.000 cubani (stime)[1]
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La guerra di indipendenza eritrea fu un conflitto armato che ebbe luogo tra il 1961 e il 1991, scoppiato a seguito dell'annessione forzata dell'Eritrea da parte del governo etiope. Dopo la Seconda guerra mondiale, nel 1952, le Nazioni Unite avevano stabilito che l'Eritrea (colonia italiana fino al 1941 e poi, fino al 1950, occupata dai britannici) fosse federata con l'Etiopia, mantenendo però la propria autonomia.

Gradualmente il governo monarchico etiope trasformò la federazione in una vera e propria annessione forzata, nel silenzio internazionale. L'occupazione dell'Eritrea da parte della vicina Etiopia, alla luce di dichiarazioni di importanti personaggi del tempo, può essere considerata come un'azione prevista e avallata dalle potenze internazionali.

Nel 1952, il Segretario di Stato americano John Foster Dulles disse al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite:

“.. from the point of view of justice, the opinions of Eritrean people must receive consideration. Nevertheless, the strategic interests of the United States in the Red Sea Basin and considerations of security and world peace make it necessary that the country be linked with our ally, Ethiopia.”[tradurre]

“.. dal punto di vista della giustizia, le opinioni degli eritrei devono essere presi in considerazione. Tuttavia, gli interessi strategici degli Stati Uniti nel bacino del Mar Rosso e considerazioni sulla sicurezza della pace mondiale impongono che il Paese sia legato all’Etiopia”

Nel corso di trenta anni l'Etiopia perpetuò l'occupazione illegale dell'Eritrea, prima con il regime monarchico di Hailè Sellassie e successivamente con il regime militare socialista di Mengustù Hailemariam (DERG). Dopo 30 anni di lotta e resilienza gli eritrei si liberarono dalla morsa dell'occupazione etiope il 24 maggio del 1991.

Le Nazioni Unite riconoscono ufficialmente l'indipendenza il 24 maggio 1993, a seguito di un referndum nel quale oltre il 99% degli eritrei, in un quasi suffragio universale[non chiaro], votò per l'indipendenza dall'Etiopia.

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

  • negli anni cinquanta, a fronte della graduale destrutturazione del sistema federale da parte etiopica, il malcontento trovò espressione politica nell'azione degli indipendentisti (Uoldeàb Uoldemariàm, Ibrahim Sultan Ali ed altri), sfociate in proteste ed episodi di guerriglia sporadici e disorganizzati;
  • 2 Dicembre 1950, le Nazioni Unite si pronunciarono a favore della Federazione tra Etiopia ed Eritrea.
  • 1 Settembre 1961, ha inizio la rivoluzione eritrea. Un gruppo di guerriglieri guidati da Hamed Idris Awate attaccò una stazione di polizia nei pressi del monte Adal, nella provincia occidentale del Barca.
  • 12 Novembre 1962, L'Etiopia sancisce ufficialmente la fine della federazione rendendo l'Eritrea la quattordicesima provincia dell'Impero.
  • luglio 1960, al Cairo nasce la prima cellula di indipendentisti eritrei, assumendo la denominazione di Fronte di Liberazione Eritreo;
  • 1º settembre 1961 viene ufficialmente dichiarato l'inizio della rivoluzione eritrea, sotto la guida militare di Hamid Idris Awate;
  • 1962 l'imperatore etiope Haile Selassie dichiara unilateralmente sciolta la federazione, l'Eritrea diventa una provincia dell'Etiopia;
  • primi anni '70 la resistenza eritrea si divide, su basi etnico-religiose ed ideologiche, nei due tronconi del Fronte di Liberazione Eritreo e Fronte di Liberazione del Popolo Eritreo (EPLF, divenuto poi Fronte Popolare per la Democrazia e la Giustizia), il secondo finirà col prevalere;
  • 1974 l'imperatore Haile Selassié viene destituito a seguito di un colpo di Stato, gli succede Governo Militare Socialista Provvisorio Etiope, guidato da Mengistu Haile Mariam;
  • 1982 tentando di approfittare del conflitto fra Etiopia e Somalia, l'EPLF lancia importanti offensive contro le forze di Addis Abeba;
  • 1988 la resistenza eritrea conquista Afabet, di lì a poco l'Unione Sovietica, che aveva sempre sostenuto il regime etiope, annuncia l'intenzione di non rinnovare gli accordi di cooperazione militare;
  • febbraio 1990 le armate di liberazione lanciano l'operazione Fenkil, liberando, dopo durissimi combattimenti, la città di Massaua;
  • maggio 1991 Mengistu Haile Mariam si dimette e fugge in Zimbabwe, la tregua siglata dall'FPLE e dalla resistenza etiope sancisce la fine del conflitto;
  • aprile 1993 il referendum, svoltosi sotto l'egida dell'ONU, sancisce l'indipendenza dell'Eritrea.

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