Fronte Popolare per la Democrazia e la Giustizia

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Fronte Popolare per la Democrazia e la Giustizia
(TI) ህዝባዊ ግንባር ንደሞክራስን ፍትሕን
(Həzbawi Gənbar nəDämokrasən Fətəḥən)
(AR) الجبهة الشعبية للديمقراطية والعدالة
(al-Jabhatu l-Shaʻabiyatu lil-Dīmuqrāṭiyati wāl-ʻIdālah)
Flag of the EPLF.svg
LeaderIsaias Afewerki
PresidenteIsaias Afewerki
SegretarioAl-Amin Mohammed Seid
PortavoceYemane Gebreab
StatoEritrea Eritrea
SedeAsmara
AbbreviazioneFPDG
Fondazione1993
IdeologiaGrande tenda
Nazionalismo di sinistra[1]
Nazionalismo eritreo
Secolarismo
Totalitarismo
CollocazioneTrasversalismo
Seggi
75 / 150
 (1997)
TestataShabait
Organizzazione giovanileFronte Popolare Giovanile per la Democrazia e la Giustizia
(TI) ህዝባዊ ግንባር ንደሞክራስን ፍትሕን ን'ምንኦሰያት
Sito webwww.shaebia.org/index.php

Il Fronte Popolare per la Democrazia e la Giustizia (in tigrino ህዝባዊ ግንባር ንደሞክራስን ፍትሕን/Həzbawi Gənbar nəDämokrasən Fətəḥən; in arabo الجبهة الشعبية للديمقراطية والعدالة/al-Jabhatu l-Shaʻabiyatu lil-Dīmuqrāṭiyati wāl-ʻIdālah) è un partito politico eritreo, attualmente[quando?] l'unico legale presente nel Paese, successore del Fronte di Liberazione Eritreo e del Fronte di Liberazione del Popolo Eritreo. Il capo del partito è Isaias Afewerki, presidente dell'Eritrea dal 1993[2].

Il partito domina l'Assemblea Nazionale (Hagerawi Baito) con 150 seggi, dei quali 75 sono stati assegnati dal comitato centrale del partito a seguito della nuova costituzione del 1997, 60 provenienti dall'Assemblea Costituente e 15 rappresentanti degli eritrei all'estero. Nel gennaio 2001 venne redatta una bozza dall'Assemblea Nazionale sul multipartitismo, in vista delle elezioni previste per il dicembre dello stesso anno, ma non è mai stata discussa in aula. Le elezioni vennero poi rimandate a tempo indefinito a causa della guerra con l'Etiopia[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ David O'Kane e Tricia Hepner, Biopolitics, Militarism, and Development: Eritrea in the Twenty-First Century, Berghahn Books, 2011, p. xx. URL consultato il 2 agosto 2017.
  2. ^ a b Eritrea - The World Factbook, su cia.gov. URL consultato il 2 agosto 2017.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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