Radio Free Europe
| Radio Free Europe/Radio Liberty | |
|---|---|
| Paese | |
| Data di lancio | 1949 |
| Canali precedenti | Radio Free Europe Radio Liberty |
| Canali gemellati | Radio Free Asia, Radio Free Afghanistan, Radio Free Iran, Voice of America |
| Sito web | rferl.org |
| Radio Free Europe/Radio Liberty | |
|---|---|
| Abbreviazione | RFE/RL |
| Tipo | Organizzazione tipo 501(c)(3) |
| Fondazione | 1949 |
| Fondatore | Congresso degli Stati Uniti d'America Central Intelligence Agency |
| Sede centrale | |
| Area di azione | Mondo, Europa dell'Est, Medio Oriente, Asia |
| Presidente | Steve Capus |
| Sito web | rferl.org |
Radio Free Europe/Radio Liberty, sigla RFE/RL, nota anche nei paesi slavi come Radio Svoboda ("Radio Libertà", traduzione in russo e ucraino di Radio Liberty, Radio Svaboda in bielorusso), è un'organizzazione per le comunicazioni ed emittente radiofonica fondata dal Congresso degli Stati Uniti, attualmente con sede a Praga (Repubblica Ceca), in passato a con sede centrale a Monaco di Baviera (Germania Ovest) e sedi di trasmissione a Pals (Spagna) e Glória do Ribatejo (Portogallo). Le trasmissioni facevano parte di una campagna generale di guerra psicologica della CIA decisa da Allen Dulles e diretta oltre la cortina di ferro. La CIA creò delle linee guida generali e forniva un contributo giornaliero nel trattamento delle notizie. Attualmente è finanziata da USAGM[1], Unione europea, governo di Repubblica Ceca e Svezia, e donazioni private.
L'organizzazione esiste in Europa, Asia (Radio Free Asia) e Medio Oriente. Trasmette più di mille ore alla settimana di programmi in 28 lingue su onde corte, onde medie, modulazione di frequenza e internet, oltre a pubblicare articoli su internet. Lo scopo dichiarato di Radio Free Europe è quello di "promuovere i valori e le istituzioni democratiche tramite la diffusione di informazioni e idee."
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Il Comitato nazionale per un'Europa libera venne fondato nel giugno 1949 a New York e Radio Free Europe ne era il braccio operativo. Il quartier generale venne stabilito a Monaco di Baviera e trasmise il suo primo programma su onde corte il 4 luglio 1950, verso la Cecoslovacchia. Fu la CIA a finanziare in maniera preponderante Radio Free Europe e Radio Liberty con una cosiddetta "operazione coperta" . La decisione fu presa dal direttore dell'Agenzia (1953-1961) Allen Dulles. Nel 1971 il senatore repubblicano Clifford Chase lo rivelò pubblicamente, confermando ufficialmente quanto tutti già sapevano, cosicché il Congresso dovette decretare lo stop dell'"operazione coperta".
Il finanziamento di Radio Free Europe da parte della CIA venne reso pubblico nel 1971, momento in cui l'organizzazione venne reistituita nel Delaware come organizzazione non-profit, la supervisione venne passata all'International Broadcasting Bureau, e il budget venne passato a stanziamenti pubblici. Nel 1975, Radio Free Europe venne fusa con un'organizzazione simile, sempre finanziata dal Congresso, chiamata Radio Liberty (fondata nel 1951), e il nome del gruppo venne ufficialmente cambiato in Radio Free Europe/Radio Liberty. La missione dell'International Broadcasting Bureau venne trasferita al Broadcasting Board of Governors nel 1994.
Le autorità dell'Unione Sovietica tentarono regolarmente di disturbare le trasmissioni di Radio Free Europe fino al 1988.
I trasmettitori erano localizzati in una base americana segreta presso Pals in Catalogna (Spagna); la località fu scelta in quanto permetteva di trasmettere fino a Mosca in condizioni magnetiche terrestri tali da evitare le trasmissioni sovietiche di disturbo in un arco di 2 ore al giorno almeno. Inoltre la localizzazione nella Spagna franchista permetteva il mantenimento di uno stretto riserbo sulle attività dell'installazione (dotata di enormi antenne), che venne alla luce solo dopo la caduta di Franco. Un'altra sede di trasmissione del segnale era situata sotto un altro regime anticomunista, nel Portogallo di Salazar, a Glória do Ribatejo.
Dal 1985 al 1993 l'organizzazione condusse anche Radio Free Afghanistan.

Il collasso dell'Unione Sovietica ridusse il budget di Radio Free Europe, il suo quartier generale, precedentemente situato a Monaco di Baviera, fu spostato a Praga nel 1995 sotto la presidenza di Václav Havel[2], e le operazioni europee vennero ridotte. Comunque, queste operazioni si sono espanse altrove, nel 1994 venne avviata Radio Free Iraq, così come un servizio in persiano dedicato all'Iran, e nel 1997 iniziò le trasmissioni in Kosovo. Nuovi servizi sono inoltre previsti per l'Afghanistan e altre parti dell'Asia settentrionale. Radio Free Europe realizzò anche articoli scritti in diverse lingue sui propri siti internet a partire dagli anni '90.
La radio sostenne la rivoluzione ungherese del 1956, ma molti insorti credettero erroneamente che gli Stati Uniti sarebbero intervenuti contro l'invasione sovietica, cosa che violava la politica proclamata da Dwight Eisenhower, che rifiutò di intervenire militarmente.
La Radio, legalizzata sui territori ex sovietici nel 1991, venne successivamente vietata in Bielorussia e poi in Russia come organizzazione indesiderabile nel 2024, dopo essere stata dichiarata "agente straniero" nel 2019, a causa dei contenuti filo-occidentali definiti falsi e propagandistici dai due regimi. I contenuti e la collaborazione con la radio sono stati vietati ma le trasmissioni hanno continuato a essere ricevute, come ai tempi dell'URSS. In Russia RFE gestiva i portali Sever.Realii, Sibir.Realii, Azatlyk, Idel.Realii and Kavkaz.Realii, tuttora attivi ma censurati. In Ucraina la radio è stata inserita invece nella lista bianca, che comprende enti di informazione con contenuti ritenuti accurati e di alta qualità, in percentuale superiore al 95 % dei propri servizi.[3]
Il 15 marzo 2025, l'Agenzia statunitense per i media globali (USAGM) ha interrotto le sovvenzioni a RFE/RL e Radio Free Asia a seguito di una direttiva dell'amministrazione Trump che ha deciso anche lo scioglimento di USAGM.[4] Il 18 marzo, RFE/RL ha citato in giudizio USAGM e due funzionari USAGM per bloccare la sospensione delle sovvenzioni.[5][6] Il governo della Repubblica Ceca si è offerto di sovvenzionare Radio Free Europe al posto degli Stati Uniti. A maggio l'Unione europea ha trasferito a RFE/RL i 5.5 milioni di dollari già stanziati nonostante l'ordine di blocco americano. Nel maggio 2025, l'alto rappresentante degli affari esteri della UE Kaja Kallas ha dichiarato che l'Unione avrebbe fornito 6,2 milioni di dollari USA a RFE/RL, mentre la Svezia si è impegnata a fornire 2 milioni di dollari.
La band R.E.M ha ripubblicato il proprio singolo Radio Free Europe destinando i fondi all'organizzazione.[7]
Il 4 luglio 2025, festa nazionale dell'indipendenza americana e 75º anniversario della prima trasmissione, il giudice distrettuale statunitense Royce Lamberth (district of Columbia) ha accolto la causa di Radio Free Europe contro USAGM per "rottura di contratto", ordinando di consegnare alla radio i fondi bloccati da Donald Trump previsti per il mese di giugno all'emittente. Nella sua decisione, Lamberth ha affermato che questa era la terza volta che era costretto a intervenire contro "l'azione illegale" intrapresa dall'USAGM a metà marzo, consistente nel sopprimere le sovvenzioni federali per emittenti come RFE/RL, Voice of America e Radio Free Asia, che avevano ricevuto tali finanziamenti per quasi 80 anni.[1]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 RFE/RL wins court battle for June funding against Trump-backed USAGM in time for 75th anniversary, su novayagazeta.eu.
- ↑ (EN) President Vaclav Havel welcomes RFE/RL to its new home in the former Czechoslovak parliament, su Radio Free Europe/Radio Liberty, settembre 1995. URL consultato il 20 febbraio 2024 (archiviato l'11 ottobre 2020).
- ↑ imi.org.ua, https://imi.org.ua/news/imi-sklav-spysok-10-sajtiv-z-yakisnoyu-informatsiyeyu-i37201.
- ↑ Il personale di Voice of America messo in congedo, l'alleato di Trump afferma che l'agenzia "non è recuperabile", 15 marzo 2025. URL consultato il 16 marzo 2025.
- ↑ Radio Free Europe fa causa al supervisore USAGM per bloccare la cessazione del finanziamento federale, in RFE/RL, 19 marzo 2025. URL consultato il 19 marzo 2025.
- ↑ David Folkenflik, Radio Free Europe/Radio Liberty fa causa all'amministrazione Trump per contratto annullato, in NPR, 18 marzo 2025. URL consultato il 19 marzo 2025.
- ↑ variety.com, https://variety.com/2025/music/news/rem-radio-free-europe-2025-ep-benefit-trump-cuts-1236384894/.
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Radio Free Europe
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Sito ufficiale, su rferl.org.
- Radio Free Europe/Radio Liberty (canale), su YouTube.
- (EN) Radio Free Europe, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Johanna Granville, "Caught With Jam on Our Fingers: Radio Free Europe and the Hungarian Revolution in 1956", Diplomatic History, vol. 29, no. 5 (2005): pp. 811–839.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 122152570 · ISNI (EN) 0000 0001 2149 7464 · LCCN (EN) n80066189 · GND (DE) 2058914-1 · BNE (ES) XX175138 (data) · BNF (FR) cb12020924b (data) · J9U (EN, HE) 987007298536105171 · NSK (HR) 981005792017409366 · NDL (EN, JA) 00779796 |
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