Modulazione di frequenza

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La modulazione di frequenza
carrier= frequenza portante
signal= segnale modulante
output = portante modulata

In telecomunicazioni la modulazione di frequenza, sigla FM (dall'analogo termine inglese frequency modulation), è una delle tecniche di trasmissione utilizzate per trasmettere informazioni utilizzando la variazione di frequenza dell'onda portante. Appartiene alle modulazioni ad onda continua, ovvero quelle che modulano una portante sinusoidale, e tra queste in particolare appartiene a quelle che effettuano modulazione angolare (non lineare) dato che insiste sulla fase della portante. Nella FM vi è un legame lineare tra deviazione di frequenza e messaggio.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Un segnale trasmesso tramite la tecnica AM ed FM.

La FM consiste nel modulare la frequenza del segnale radio che si intende utilizzare per la trasmissione (detto portante) in maniera proporzionale alla frequenza del segnale che si intende trasmettere(modulante).

Rispetto alla modulazione di ampiezza ha il vantaggio di essere molto meno sensibile ai disturbi e di permettere una trasmissione di miglior qualità. Ha inoltre un'efficienza energetica molto maggiore dato che la potenza del segnale modulato FM è esclusivamente quella della portante, il segnale di informazione cioè non richiede potenza aggiuntiva per essere trasmesso.

Il difetto principale è la necessità di circuiti molto più complessi sia per la generazione del segnale da trasmettere che per la sua ricezione. L'attuale tecnologia ha permesso di superare agevolmente tali problematiche con il risultato che le trasmissioni in modulazione di frequenza sono sempre più usate a discapito di quelle a modulazione di ampiezza, soprattutto in ambito di broadcasting commerciale.

Teoria[modifica | modifica sorgente]

La frequenza istantanea di un segnale modulato in frequenza si può scrivere come  f_i(t)=f_c+k_f m(t), dove:

  • k_f è una costante che viene detta fattore di sensibilità in frequenza del modulatore
  • m(t) è il segnale modulante
  • f_c è la frequenza della portante non modulata

La fase istantanea del segnale modulato si può scrivere come:

\begin{align} \theta_i(t)&=2\pi \int^{t}_{0} f_i(\tau )d\tau \\
&=2\pi f_c t+2\pi k_f\int^{t}_{0} m(\tau) d\tau \end{align}

In definitiva il segnale modulato avrà la forma s(t)=A_c\cos\left ( 2\pi f_c t+2\pi k_f\int^{t}_{0} m(\tau)d\tau \right )

Analisi spettrale[modifica | modifica sorgente]

Un segnale modulato con questa tecnica è una funzione non lineare del segnale modulante e questo rende molto difficile fare l'analisi spettrale di un segnale generico modulato in frequenza. A questo scopo si introducono delle semplificazioni: si considera come segnale modulante un segnale sinusoidale a tono singolo e si distingue il caso in cui produca un segnale FM a banda larga da quello in cui produca un segnale FM a banda stretta. Si noti che il segnale modulante in questione non è scelto a caso ma riveste un ruolo fondamentale nella teoria dei segnali in virtù del teorema di Fourier.

Modulazione di frequenza a banda stretta[modifica | modifica sorgente]

Per quanto detto il segnale modulante si può scrivere come

m(t)=A_m\cos(2\pi f_m t)

La frequenza istantanea dell'onda risultante è

\begin{align} f_i(t)&=f_c+k_f A_m\cos(2\pi f_m t)\\ &=f_c+\Delta f \cos (2\pi f_m t)\end{align}

\Delta_f=A_m k_f viene detta deviazione in frequenza e rappresenta lo scostamento massimo tra la frequenza istantanea della portante e quella del segnale FM.

La fase istantanea, per quanto detto prima, sarà pari a:

\begin{align} \theta_i(t)&=2\pi f_c t+\frac{\Delta f}{f_m} \sin (2\pi f_m t) \\ &=2\pi f_c t+\beta \sin (2\pi f_m t)\end{align}

dove \beta=\frac{\Delta f}{f_m} viene detto comunemente indice di modulazione.

Affinché l'onda modulata sia a banda stretta, dev'essere \beta \ll 1 e tramite le formule di addizione del coseno è possibile scrivere

s(t)=A_c\cos(2\pi f_c t)\cos[\beta \sin(2\pi f_m t)]-A_c\sin (2\pi f_c t)\sin [\beta \sin (2\pi f_m t)]

Quindi, considerando in prima approssimazione gli sviluppi di Taylor delle funzioni seno e coseno arrestati al primo termine, in virtù dell'ipotesi fatta sull'indice di modulazione è possibile scrivere il segnale modulato come

\begin{align}s(t)&\approx A_c\cos (2\pi f_c t)- \beta A_c \sin (2\pi f_c t) \sin (2\pi f_m t) \\
&\approx A_c\cos(2\pi f_c t)+\frac{1}{2}\beta A_c \left \{ \cos [ 2\pi (f_c+f_m)t]-\cos [2\pi(f_c-f_m)t]\right \} \end{align}

dove nell'ultimo passaggio è stata usata la terza formula di Werner. Il segnale modulato in definitiva ha 3 componenti principali e, similmente alla modulazione di ampiezza, la banda richiesta per la trasmissione è circa 2f_m.

Modulazione di frequenza a banda larga[modifica | modifica sorgente]

Nella modulazione di frequenza a banda larga cade l'ipotesi fatta prima sull'indice di modulazione. È possibile quindi riscrivere il segnale modulato FM nella forma:

s(t)=\mbox{Re } \left [ A_c e^{j2\pi f_c t+j\beta \sin (2\pi f_m t)} \right ]

Considerando l'inviluppo complesso g(t)=A_c e^{j\beta \sin (2\pi f_m t)} è facile verificare che si tratta di un segnale periodico con frequenza fondamentale f_m ed è quindi esprimibile in serie di Fourier con coefficienti

\begin{align}c_n&=f_m \int ^{1/2f_m}_{-1/2f_m} g(t)e^{-j2\pi n f_m t} dt \\ 
&=f_m A_c \int^{1/2f_m}_{-1/2f_m} e^{j\beta\sin (2\pi f_m t)-j2\pi nf_m t} dt\\ 
&=A_cJ_n(\beta)\end{align}

dove J_n(\beta) rappresenta la funzione di Bessel del primo tipo, di ordine n.

Ritornando all'equazione di partenza è possibile scrivere:

\begin{align}s(t)&=\mbox{Re} \left [A_c \sum^{\infty}_{n=-\infty}J_n(\beta)e^{j2\pi( f_c + nf_m)t}\right ]\\ 
&=A_c\sum^{\infty}_{n=-\infty}J_n(\beta)\cos[2\pi(f_c+nf_m)t]\end{align}

Passando al dominio delle frequenze si può scrivere:

S(f)=\frac{A_c}{2} \sum^{\infty}_{n=-\infty}J_n(\beta)[\delta(f-f_c-nf_m)+\delta(f+f_c+nf_m)]

Regola di Carson[modifica | modifica sorgente]

In teoria una portante modulata in frequenza richiede una banda infinita per essere trasmessa. Nella pratica si osserva che è possibile trascurare le frequenze oltre una certa soglia garantendo un determinato livello di distorsione. A questo proposito è utile una regola empirica, nota col nome di regola di Carson, che mette in relazione l'indice di modulazione con la banda richiesta dal segnale:

B_T\approx 2\Delta f+2f_m=2\Delta f\left (1+\frac{1}{\beta} \right )

Stereofonia[modifica | modifica sorgente]

La maggior banda passante disponibile viene anche utilizzata per trasmettere segnali stereofonici grazie ad un procedimento di multiplexing che permette di manipolare i segnali relativi ai due canali della stereofonia e di trasmetterli sotto forma di un segnale di somma (sinistro + destro) e un segnale di differenza (sinistro - destro). Il segnale di differenza viene traslato con un particolare procedimento al di sopra della banda udibile. In questa maniera si ha la compatibilità con i ricevitori monofonici che riproducono il solo segnale di somma, mentre i ricevitori stereofonici riescono a rigenerare gli originali segnali stereo.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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