Colpo di Stato in Turchia del 1971

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Il Colpo di stato turco del 1971, detto anche "colpo di stato del memorandum"", fu un colpo di stato militare delle forze armate turche che si svolse nel 1971.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalla fine degli anni '60 la Repubblica Turca era preda di scontri tra i militanti islamici e i gruppi di nazionalisti. Nel gennaio 1971 il movimento islamista era diventato più aggressivo e il suo partito, aveva apertamente respinto Atatürk e il kemalismo, facendo infuriare le forze armate. Il governo, indebolito da defezioni, sembrava paralizzato, impotente a frenare la violenza o di approvare una legislazione seria di riforma sociale e finanziaria.

Fu in questo clima che il 12 marzo, il Capo di Stato Maggiore Generale, Memduh Tağmaç, consegnò al primo ministro Süleyman Demirel, rieletto nel 1969, un memorandum, in realtà un ultimatum da parte delle forze armate turche. Chiese "la formazione, nel contesto dei principi democratici, di un governo forte e credibile che neutralizzi la situazione anarchica in corso e che, ispirato dalle idee di Atatürk, implementi le leggi riformiste previsti dalla costituzione", mettendo fine all'"anarchia, alle lotte fratricide e al disagio sociale ed economico". Se le richieste non fossero state soddisfatte, l'esercito avrebbe "esercitato il suo dovere costituzionale" e preso il potere direttamente.

I comandanti militari che avevano preso il potere erano però riluttanti a esercitarlo direttamente, scoraggiati dai problemi che aveva affrontato in quei mesi la giunta militare greca. Pensarono a un governo "sopra le parti" per realizzare le riforme. Per guidare questo governo, il 19 marzo scelsero il professor Nihat Erim, accettabile sia per il Partito della Giustizia che per la fazione più conservatrice del Partito Popolare Repubblicano.

Il 27 aprile, la legge marziale fu dichiarata in 11 delle 67 province, comprese le grandi aree urbane e nelle regioni curde. Nei successivi due anni, la repressione continuò, con la legge marziale rinnovata ogni due mesi. Alcune riforme della Costituzione del 1961 furono abrogate e fu permesso al governo di violare i diritti fondamentali in caso di necessità.

Nel 1973 l'Assemblea nazionale elesse presidente Fahri Korutürk, mentre nel gennaio 1974 il leader del Partito Popolare Repubblicano Bülent Ecevit divenne primo ministro in un governo di coalizione, con vice l'islamista moderato Necmettin Erbakan.

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