Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

Repubblica Democratica Popolare dello Yemen

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Yemen del Sud
Yemen del Sud – Bandiera Yemen del Sud - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Yemen del Sud - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica Democratica Popolare dello Yemen
Nome ufficiale جمهورية اليَمَنْ الديمُقراطية الشَعْبِيّة
Jumhūriyya al-Yaman al-Dīmuqrāţiyya al-Sha'biyya
Lingue ufficiali Arabo
Lingue parlate
Capitale Aden
Politica
Forma di Stato Repubblica socialista
Forma di governo
Nascita {{{inizio}}} con Qahtan Mohammed al-Sha'bi
Causa Proclamazione di indipendenza
Fine 22 maggio 1990 con Haydar Abu Bakr al-Attas
Causa Riunificazione dello Yemen
Territorio e popolazione
Bacino geografico Yemen centro-orientale
Massima estensione 332.970 km² nel 1990
Popolazione 1.590.275 ab. nel 1990
Economia
Valuta Dinar dello Yemen del Sud
Varie
Prefisso tel. +969
Sigla autom. ADN
Religione e società
Religioni preminenti Islamica
Evoluzione storica
Preceduto da Regno Unito Colonia di Aden
Succeduto da Yemen Yemen

Per Repubblica Democratica Popolare dello Yemen (Repubblica Popolare dello Yemen Meridionale), o anche Yemen del Sud, si intende uno Stato esistito nella Penisola Araba tra il 1971 e il 1990.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Repubblica fu proclamata il 1º dicembre 1971 a seguito dell'indipendenza concessa dal Regno Unito nello stesso anno. Fu l'unico paese musulmano (e lo è tuttora) in cui entrò in vigore una costituzione espressamente di stampo marxista. L'ala Marxista del Fronte di Liberazione Nazionale Yemenita aveva preso il potere già dal giugno del 1969, e dopo l'indipendenza divenne il partito di maggioranza. Durante il periodo di protettorato britannico la Repubblica Democratica Popolare dello Yemen era conosciuta come Federazione dell'Arabia Meridionale.

Tutti i partiti politici vennero riuniti all'interno del Partito Socialista Yemenita; la Repubblica strinse importanti relazioni con gli altri paesi socialisti come l'URSS, Cuba, e la Cina.

Iniziò in seguito uno sviluppo delle forze armate, accettando la proposta della Marina Sovietica di portare rinforzi all'organizzazione navale della RDP dello Yemen.

I due stati yemeniti rimasero in buoni rapporti, tanto che nel 1972 si parlò di una possibile riunificazione dei Paesi; tuttavia nei primi mesi del 1979 i rapporti cambiarono drasticamente natura e nacque il rischio di una guerra aperta, che fu evitata grazie all'intervento diplomatico della Lega Araba.

Nel marzo del 1979, durante un summit in Kuwait, si tornò a parlare di una possibile riunificazione. Intanto gruppi di ribelli nello Yemen del Nord iniziarono a ricevere fondi e armi dalla Repubblica Democratica Popolare.

Nel 1980, il presidente della RDP dello Yemen, ʿAbd al-Fattāḥ Ismāʿīl, si dimise e salì al potere ʿAlī Nāṣer Muḥammad, che attuò una politica estera più moderata nei confronti dello Yemen del Nord e del vicino Oman.

Il 13 gennaio 1986 iniziò una violenta lotta ad Aden tra i sostenitori di ʿAlī Nāṣer e quelli di ʿAbd al-Fattāḥ Ismāʿīl; questi ultimi erano desiderosi di un ritorno al potere del loro leader. Tuttavia, dopo poco più di un mese di scontri, una serie di circostanze portarono alla morte di Ismāʿīl e alla deposizione di ʿAlī Nāṣer Muḥammad, che emigrò nello Yemen del Nord con altre 60.000 persone al suo seguito.

Nel maggio del 1988 si riprese a discutere della riunificazione dei Paesi, motivata anche dalla gestione degli impianti petroliferi presenti nella zona del confine tra i due Paesi, non ancora ufficialmente definito; inoltre vi era l'intenzione alla demilitarizzazione del confine, e alla libera circolazione dei cittadini tra i due stati, tramite la creazione di un'unica carta d'identità nazionale.

Nel novembre 1989 il leader dello Yemen del Nord, ʿAlī ʿAbd Allāh Ṣāliḥ, e quello della RDP dello Yemen, ʿAlī Sālim al-Bayḍ, trovarono un accordo sulla riunificazione da tempo auspicata. Il 22 maggio 1990 nacque così lo Stato riunificato, sotto il nome di Repubblica Unita dello Yemen: Ṣāliḥ ne divenne presidente e al-Bayḍ vicepresidente.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN158182311 · GND: (DE4073008-6 · BNF: (FRcb11865894h (data)