Cuba

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Cuba
Cuba – Bandiera Cuba - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Patria y Libertad ("Patria e libertà")
Cuba - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica di Cuba
Nome ufficiale República de Cuba
Lingue ufficiali spagnolo
Capitale L'Avana  (2 100 000 ab.)
Politica
Forma di governo Repubblica socialista a partito unico
Presidente Raúl Castro
Indipendenza 10 ottobre 1868 (dichiarata)
20 maggio 1902 (riconosciuta)
Ingresso nell'ONU 24 ottobre 1945¹
Superficie
Totale 110 860 km² (106º)
 % delle acque trascurabile
Popolazione
Totale 11.257.979 ab. (2012) (74º)
Densità 100 ab./km²
Tasso di crescita -0,115% (2012)[1]
Nome degli abitanti Cubani
Geografia
Continente America Centrale
Confini Nessuno
Fuso orario UTC-5
Economia
Valuta Peso cubano, Peso cubano convertibile[2]
PIL (nominale) 72 300[3] milioni di $ (2012)
PIL (PPA) 121 000[3] milioni di $ (2012)
PIL pro capite (PPA) 10 200[3] $ (2010)
ISU (2011) 0,776 (alto) (51º)
Fecondità 1,5 (2011)[4]
Varie
Codici ISO 3166 CU, CUB, 192
TLD .cu
Prefisso tel. +53
Sigla autom. C
Inno nazionale La Bayamesa
Festa nazionale 26 luglio
Cuba - Mappa
1È uno dei 51 Stati che hanno dato vita all'ONU nel 1945.
 

Coordinate: 22°00′N 79°30′W / 22°N 79.5°W22; -79.5

La Repubblica di Cuba è un arcipelago dei Caraibi, posto tra il mar dei Caraibi, il golfo del Messico e l'oceano Atlantico. Verso nord si trovano gli Stati Uniti e Bahamas, a ovest il Messico, a sud le isole Cayman e la Giamaica,[5] e a sud-est Haiti.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Non si ha la certezza sull'origine del nome Cuba. Tra le ipotesi più accreditate il nome Cuba deriva dalla parola Taino cubanacán, che significa "un luogo centrale", secondo altri esso deriverebbe o da cubao, parola degli indigeni Taino, il cui significato è traducibile pressappoco con "dove si trova terreno fertile"[6], o dalla contrazione di due parole Arawak: coa (luogo, terra, terreno) e bana (grande) con il significato quindi di "grande luogo"[7]. In realtà è noto a tutti che il nome gli fu dato da Cristoforo Colombo, il quale credeva di essere giunto non in un nuovo continente, ma attraversando l'Atlantico di essere giunto in Asia, precisamente a Cibao, la favolosa terra dell'oro, che identificò nell'isola oggi nota come Cuba, e tale chiamo al suo ritorno l'isola che nella tramandazione fu storpiata in "Cuba".[8]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Cuba.

Il periodo precolombiano e la dominazione spagnola[modifica | modifica wikitesto]

Rappresentazione di una donna Taino.

Cuba era stata abitata da popolazioni amerindie note come Taino, Siboney e Guanajatabey i cui antenati arrivarono dall'America meridionale diversi secoli prima.

Dopo il primo arrivo su un'isola allora chiamata Guanahani, rinominata Bahamas il 12 ottobre 1492, Cristoforo Colombo comandò le sue tre navi: La Pinta, La Niña e la Santa Maria, di approdare sulla costa nord-orientale di Cuba il 28 ottobre 1492 (questo luogo era vicino a quello che oggi è Bariay, Provincia di Holguin). Colombo rivendicò l'isola per il nuovo Regno di Spagna e la chiamò Isla Juana in onore di Juan, Principe delle Asturie.

Nel 1511, il primo insediamento spagnolo fu fondato da Diego Velázquez de Cuéllar a Baracoa. Altre città seguirono, tra cui San Cristóbal de la Habana, fondata nel 1515, che più tardi divenne la capitale. I nativi Taino erano costretti a lavorare sotto il sistema della encomienda, che ha assomigliato a un sistema feudale nell'Europa medioevale. Entro un secolo le popolazioni indigene furono praticamente spazzate via a causa di molteplici fattori, principalmente malattie europee infettive, a cui non avevano nessuna resistenza naturale, aggravate dalle condizioni difficili della sottomissione coloniale repressiva. Nel 1529, un focolaio di morbillo ha ucciso due terzi di quei pochi nativi che in precedenza erano sopravvissuti al vaiolo.

Il 18 maggio del 1539, il conquistatore Hernando De Soto partì dall'Havana a capo di 600 seguaci in una vasta spedizione attraverso gli Stati Uniti sudorientali, a partire dalla Florida, in cerca di oro, tesoro, fama e potere. Il 1º settembre 1548, Gonzalo Perez de Angulo fu nominato governatore di Cuba. Arrivò a Santiago de Cuba il 4 novembre del 1549 e immediatamente dichiarò la libertà di tutti i nativi. Divenne il primo governatore permanente di Cuba a risiedere a L'Havana invece di Santiago, e costruì la prima chiesa dell'Havana, realizzata in muratura. Quando i francesi presero L'Havana nel 1555, il figlio del governatore, Francisco de Angulo, se ne andò in Messico.

Cuba si è sviluppata lentamente e, a differenza delle isole di piantagione dei Caraibi, aveva un'agricoltura diversificata. Ma cosa più importante era che la colonia era sviluppata come una società urbanizzata che principalmente sosteneva l'impero coloniale spagnolo. Dalla metà del XVIII secolo, i suoi coloni avevano 50.000 schiavi, rispetto ai 60.000 delle Barbados; 300.000 della Virginia, entrambi colonie britanniche; e i 450.000 della colonia francese di Santo Domingo, che avevano piantagioni di canna da zucchero su vasta scala.

Con la guerra dei sette anni, scoppiata nel 1754 in tre continenti, parte del conflitto arrivò nei Caraibi spagnoli. L'alleanza della Spagna con i francesi li pose in diretto conflitto con i britannici e nel 1762 una spedizione britannica di cinque navi da guerra e 4.000 uomini partì da Portsmouth per catturare Cuba.

Gli inglesi arrivarono il 6 giugno e in agosto avevano L'Havana sotto assedio. Quando L'Havana si arrese, l'ammiraglio della flotta britannica, George Keppel, entrò in città come nuovo governatore e prese il controllo della parte occidentale dell'isola.

I britannici si aprono immediatamente il commercio con le loro colonie in Nord America e nei Caraibi, causando una rapida trasformazione della società cubana. Vennero importati cibo, cavalli e altre merci nelle città, come pure migliaia di schiavi dall'Africa occidentale per lavorare nelle piantagioni di zucchero sviluppate.

Anche se per L'Havana, che era diventata la terza città delle Americhe, l'obbiettivo era quello di entrare in un'era di sviluppo sostenuto da crescenti legami con il Nord America durante questo periodo, l'occupazione britannica della città ebbe vita breve. La pressione dei commercianti di zucchero di Londra, temendo un calo dei prezzi dello zucchero, forzarono i negoziati con gli spagnoli sui territori coloniali. Meno di un anno dopo che la Gran Bretagna si riprese L'Havana, firmò la pace di Parigi insieme con Francia e Spagna, terminando la guerra dei sette anni. Il trattato dette alla Gran Bretagna la Florida in cambio di Cuba. I francesi avevano consigliato alla Spagna di rinunciare alla Florida, altrimenti avrebbe potuto perdere gran parte del continente americano del sud e il Messico a favore dei britannici. Molti in Gran Bretagna rimasero delusi, credendo che la Florida fosse un povero ritorno in confronto ai guadagni di Cuba e delle altre colonie durante la guerra.

Il vero motore della crescita del commercio di Cuba nella fine del Settecento e l'inizio del XIX secolo è stata la rivoluzione haitiana. Quando i popoli schiavi di ciò che era stata la colonia più ricca dei Caraibi si liberarono attraverso una rivolta violenta, gli agricoltori cubani percepirono le mutevoli circostanze della regione con un senso di paura e di opportunità. Avevano paura a causa della possibilità che gli schiavi potessero rivoltarsi anche a Cuba. Troppi e numerosi divieti durante il 1790 sulla vendita di schiavi a Cuba, che in precedenza erano stati schiavi nelle colonie francesi, sottolinearono questa ansia. Gli agricoltori vista l'opportunità, tuttavia, pensarono che si sarebbe potuto sfruttare la situazione trasformando Cuba nella società schiavista e produttrice di zucchero col nome di "perla delle Antille" che era stato di Haiti prima della rivoluzione. Come scrisse lo storico Ada Ferrer, "a un livello base, la liberazione di Santo Domingo ha aiutato a radicare la sua negazione a Cuba. Come la schiavitù e il colonialismo è sprofondato nella colonia francese, l'isola spagnola subì trasformazioni che erano quasi speculari a quelle di Haiti". Le stime suggeriscono che tra il 1790 e il 1820 325.000 africani furono importati a Cuba come schiavi, quattro volte il numero di quelli relativi al periodo tra il 1760 e il 1790.

Anche se una piccola parte della popolazione di Cuba era schiava, alcuni schiavi provarono a rivoltarsi. Nel 1812 ha avuto luogo la rivolta degli schiavi di Aponte, ma venne subito sedata.

La popolazione cubana nel 1817 era di 630.980 persone, di cui 291.021 erano bianchi, 115.691 persone libere di colore e 224.268 schiavi neri. Questa è stata una proporzione molto maggiore di quella dei neri schiavi in Virginia, per esempio, o nelle altre isole dei Caraibi. Storici come lo svedese Magnus Mõrner, che ha studiato la schiavitù in America Latina, trovano che alla manomissione degli schiavi aumentava quando l'economia degli schiavi erano in declino, come nel 18° secolo.

In parte a causa di cubani schiavi che lavoravano principalmente nelle zone urbanizzate, nel XIX secolo, avevano sviluppato la pratica del coartacion, o "acquistare sé stessi per ottenere la libertà", uno "sviluppo unicamente cubano" secondo lo storico Herbert S. Klein. A causa di una carenza di forza lavoro bianco, i neri dominavano le industrie urbane "a tal punto che, quando i bianchi in gran numero, arrivarono a Cuba a metà Ottocento, non erano in grado di spostare i lavoratori negri." Un sistema di agricoltura diversificata, con piccole aziende agricole e meno schiavi, servì a rifornire le città con prodotti e altre merci.

Nel 1820, quando il resto dell'Impero spagnolo in America Latina si ribellò e si formarono degli stati indipendenti, Cuba rimase fedele. La sua economia si basava nel servire l'Impero. Nel 1860, Cuba aveva 213.167 persone libere di colore, 39% della sua popolazione non-bianchi di 550.000. Per contro, la Virginia con circa lo stesso numero di neri, aveva solo 58.042 cioè 11% che erano liberi; il resto erano schiavizzati. Negli anni anteguerra, la Virginia scoraggiato alla manomissione degli schiavi dopo il Nat Turner Ribellione Slave del 1831 rafforzò le restrizioni contro i neri liberi, come fecero altri Stati del sud. Inoltre, c'era una forte domanda di schiavi, gli agricoltori della Virginia ne vendettero molti nel commercio degli schiavi domestico interno, venendo spediti via terra verso il profondo sud, che aveva notevolmente ampliato la sua produzione di cotone.

A poco a poco cominciò a crearsi nella borghesia cubana l'insofferenza verso il governo spagnolo e il desiderio di una maggiore autonomia; si ebbero così alla fine dell'Ottocento le due cosiddette "guerre di indipendenza", che furono insurrezioni popolari armate. Nella seconda morì in combattimento il "padre della patria", José Martí.

L'indipendenza e il protettorato statunitense[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la guerra ispano-americana, Spagna e Stati Uniti firmarono il trattato di Parigi (1898), con il quale Spagna cedette Puerto Rico, Guam e Filippine agli Stati Uniti per la somma di $ 20 milioni. Cuba ottenne l'indipendenza formale dagli Stati Uniti il 20 maggio 1902, come la Repubblica di Cuba. Sotto la nuova costituzione cubana, gli Stati Uniti mantennero il diritto di intervenire negli affari cubani e sorvegliare le sue finanze e le relazioni con l'estero. Con l'emendamento Platt, gli Stati Uniti affittarono la base navale di Guantanamo Bay da Cuba.

A seguito di elezioni contestate nel 1906, il primo Presidente, Tomás Estrada Palma, affrontò una rivolta armata di veterani di guerra di indipendenza che sconfissero le scarse forze di governo. Gli Stati Uniti intervennero occupando Cuba e nominarono Charles Edward Magoon come governatore per tre anni. Gli storici cubani hanno attribuito al Governatorato di Magoon di aver introdotto la corruzione politica e sociale. Nel 1908, l'autogoverno fu ristabilito quando José Miguel Gómez venne eletto Presidente, ma gli Stati Uniti continuarono a intervenire negli affari cubani. Nel 1912, il Partido Independiente de Color tentò di stabilire una Repubblica nera separata nella provincia di Oriente, ma fu soppressa dal General Monteagudo con notevole spargimento di sangue.

Nel 1924, Gerardo Machado fu eletto Presidente. Durante la sua amministrazione, vi fu un aumento del turismo contrassegnato dalla costruzione di ristoranti e alberghi di proprietà americana per accogliere l'afflusso di turisti. Il boom turistico condusse all'aumento del gioco d'azzardo e della prostituzione. Il crollo di Wall Street del 1929 condusse il prezzo dello zucchero a precipitare, disordini politici e repressione. Una protesta di studenti, conosciuti come la generazione del 1930, voltato alla violenza in opposizione il Machado sempre più impopolare. Uno sciopero generale (in cui il partito comunista si schierò con Machado), rivolte fra gli operai di zucchero e una rivolta armata costrinsero Machado in esilio nell'agosto 1933. Fu sostituito da Carlos Manuel de Céspedes y Quesada.

Nel settembre 1933 una rivolta di sergenti, capeggiata da sergente Fulgencio Batista, rovesciò Cespedes. Un comitato esecutivo di cinque membri (la Pentarchia del 1933) fu scelto come capo di un governo provvisorio. Ramon Grau San Martin fu poi nominato Presidente provvisorio. Grau si dimise nel 1934, lasciando la strada libera per Batista, che ha dominato la politica cubana per i successivi 25 anni, in primo luogo attraverso una serie di presidenti fantoccio. Il periodo dal 1933 al 1937 fu un periodo di "quasi incessante guerra sociale e politica".

Nel 1940 fu adottata una nuova costituzione, con idee progressiste radicali, compreso il diritto del lavoro e l'assistenza sanitaria. Batista è stato eletto presidente nello stesso anno, tenendo la carica fino al 1944. Finora è il solo cubano non bianco ad ottenere la più alta carica politica della nazione. Il suo governo effettuò importanti riforme sociali. Diversi membri del partito comunista ottennero incarichi sotto la sua amministrazione. Forze armate cubane non furono notevolmente coinvolte in combattimento durante la seconda guerra mondiale, anche se il Presidente Batista suggerì un'alleanza tra US e Latino America per effettuare un assalto contro Franco in Spagna al fine di rovesciare il suo regime autoritario.[senza fonte]

Le critiche della Costituzione del 1940 impedirono la rielezione di Batista. Ramon Grau San Martin fu il vincitore delle elezioni successive, nel 1944. Grau corrose ulteriormente la base della legittimità del sistema politico cubano, già barcollante, in particolar modo minando l'assai imperfetto, anche se non completamente inefficace, Congresso e Corte suprema. Carlos Prío Socarrás, un pupillo di Grau, diventò presidente nel 1948. I due termini del partito Auténtico ha visto un afflusso di investimenti che ha alimentato un boom e alzato gli standard di vita per tutti i segmenti della società e ha creato una prospera classe media nelle zone più urbane.

Dopo essersi candidato con esito negativo per la presidenza nel 1952, Batista, mise in scena un colpo di stato. Proclamò illegale il partito comunista cubano nel 1952. Cuba ha avuto i più alti tassi di consumo pro capite dell'America Latina di carne, verdure, cereali, automobili, telefoni e radio, anche se circa un terzo della popolazione era considerato povero e apprezzava relativamente poco di questo consumo.[senza fonte]

Nel 1958, Cuba era un paese relativamente ben avanzato per gli standard dell'America Latina e in alcuni casi per gli standard mondiali.[senza fonte] D'altra parte, Cuba fu però influenzata da forse il più grande sindacato dei lavoratori in America Latina, compreso il divieto di licenziamento e la meccanizzazione. Sono stati ottenuti in larga misura "al costo dei disoccupati e dei contadini", comportando grosse differenze. Tra il 1933 e il 1958, Cuba pose enormi regolazioni economiche, causando problemi economici. La disoccupazione diventò un problema, i laureati entrando nella forza lavoro non riuscivano a trovare posti di lavoro. La classe media, che era paragonabile a quella degli Stati Uniti, divenne sempre più insoddisfatta di disoccupazione e persecuzione politica. I sindacati di lavoro supportarono Batista fino alla fine. Batista resistette al potere fino a quando fu costretto all'esilio nel dicembre 1958.

La rivoluzione e la presidenza di Fidel Castro[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Rivoluzione cubana.
Che Guevara e Fidel Castro nel 1961, fotografati da Alberto Korda.

Nel 1950, varie organizzazioni, tra cui alcuni sostenendo rivolte armate, hanno lottato per ottenere un cambiamento politico.

Dopo un tentativo di insurrezione fallito e un periodo di reclusione, l'avvocato Fidel Castro riorganizzò dal Messico la lotta contro la dittatura insieme ad alcuni volontari, tra cui il medico argentino Ernesto Guevara de La Serna, detto 'Che', e l'italiano Gino Donè Paro, detto 'el Italiano'. La rivoluzione cominciò con la spedizione di 82 persone che, sbarcate sull'isola, affrontarono l'esercito e ripiegarono sui monti della Sierra Maestra per un periodo iniziale di lotta durante il quale cercarono e ottennero il consenso tra la popolazione. Questo permise la costituzione di un piccolo esercito popolare che affrontò quello nazionale attraversando tutta l'isola, fino alla decisiva battaglia di Santa Clara, il 30 dicembre del 1958. La notte di capodanno del 1959 Fulgencio Batista si dette alla fuga trafugando denaro delle riserve nazionali; il 1º gennaio 1959 le colonne ribelli si diressero alla capitale senza incontrare alcuna resistenza e l'8 gennaio Fidel Castro e i barbudos entrarono trionfanti a L'Avana.

Verso la fine del 1958 i ribelli avevano conquistato la Sierra Maestra e lanciato un'insurrezione popolare generale. Il 1º gennaio 1959, dopo che combattenti di Castro ebbero catturato Santa Clara, Batista fuggì con la sua famiglia in Repubblica Dominicana. Successivamente andò in esilio sull'isola portoghese di Madeira e infine si stabilì a Estoril, vicino a Lisbona. Le forze di Fidel entrarono nella capitale il giorno 8 gennaio 1959. Il liberale Manuel Urrutia Lleó divenne presidente provvisorio.

Dal 1959 al 1966 ribelli cubani hanno combattuto una ribellione di sei anni nelle montagne Escambray contro il governo di Castro. Gran lunga superiore di numero le forze del governo alla fine schiacciarono l'insurrezione. La ribellione durò più a lungo e coinvolse più soldati che la rivoluzione cubana. Il dipartimento di stato americano ha stimato che 3.200 persone sono state giustiziate dal 1959 al 1962.[senza fonte] Secondo Amnesty International, le condanne a morte dal 1959 – 87 furono 237 ma solo 21 in realtà sono state effettuate[senza fonte]. La stragrande maggioranza di quelli eseguiti seguendo la rivoluzione del 1959 erano poliziotti, politici e gli informatori del regime di Batista, accusati di reati come la tortura e l'omicidio, i loro comuni processi ed esecuzioni avevano diffuso sostegno popolare tra la popolazione cubana.

Il governo degli Stati Uniti ha reagito inizialmente favorevolmente alla rivoluzione cubana, vedendola come parte di un movimento per portare la democrazia in America Latina. La legalizzazione di Castro del partito comunista e le centinaia di esecuzioni che seguirono causò un deterioramento nel rapporto tra i due paesi[senza fonte]. La promulgazione della legge della riforma agraria, che espropriava i latifondi e riuniva in cooperative le piccole aziende, e la nazionalizzazione dell'industria, che privò le imprese statunitensi della proprietà delle raffinerie di zucchero, peggiorarono ulteriormente i rapporti. Nel febbraio 1960, Castro firmò un accordo commerciale con il vice-Premier sovietico Anastas Mikoyan.

Nel marzo 1960, Eisenhower ha approvato un piano della CIA per armare e formare un gruppo di rifugiati cubani per rovesciare il regime di Castro. Gli USA agirono il 16 aprile 1961, quando il presidente John Fitzgerald Kennedy appoggiò uno sbarco armato degli esuli cubani sulle coste della Baia dei Porci (ricordato, per l'appunto, come sbarco nella baia dei Porci) per cercare di organizzare la controrivoluzione. Il fallimento di questo tentativo fu tra le cause dell'avvicinamento politico di Cuba all'Unione Sovietica.

Il 25 aprile 1961 gli Stati Uniti decretarono inoltre un embargo totale verso Cuba, costringendo l'isola a dipendere economicamente dall'Unione Sovietica. L'anno successivo, in piena Guerra fredda, l'installazione di impianti missilistici sovietici sul suolo cubano causò la cosiddetta Crisi dei missili di Cuba, che si concluse con un accordo pacifico tra il presidente statunitense John Fitzgerald Kennedy e il russo Nikita Krusciev (allora segretario del Pcus).

Nel gennaio 1962, Cuba è stata sospesa dall'organizzazione degli Stati americani (OAS), e nello stesso anno l'OAS ha iniziato a imporre sanzioni contro Cuba di natura analoga per le sanzioni degli Stati Uniti. La crisi dei missili cubani si è verificato nell'ottobre 1962. Nel 1963, Cuba si stava muovendo verso un vero e proprio sistema comunista modellato sull'URSS.

Negli anni settanta e ottanta le truppe cubane parteciparono a conflitti armati in Africa, a fianco di movimenti di liberazione nazionale, come l'MPLA in Angola (Guerra d'indipendenza dell'Angola e Guerra civile in Angola) o la SWAPO in Namibia (Guerra d'indipendenza della Namibia) nel quadro della più ampia guerra contro il colonialismo portoghese, e di alcuni governi comunisti, inoltre sostennero la lotta della popolazione nera in Sudafrica contro il regime dell'apartheid e secondo alcuni fu proprio la battaglia di Cuito Cuanavale, combattuta dai soldati cubani contro le truppe sudafricane che avevano invaso l'Angola, a indebolire fortemente il regime sudafricano e a portarlo alla sua fine. Altro intervento cubano nel continente africano molto importante fu l'aiuto dato all'Etiopia durante la Guerra dell'Ogaden assieme a URSS e Yemen del Sud. In quest'ultimo caso, i capaci reparti militari cubani furono determinanti nel salvare l'Etiopia dall'avanzata nemica aiutandola poi a vincere la guerra contro la Somalia nemica guidata Siad Barre.

Il tenore di vita nel 1970 era "estremamente spartano" e il malcontento era all'ordine del giorno.[senza fonte] Fidel Castro ammise i fallimenti delle politiche economiche in un discorso di 1970. Nel 1975 l'OAS revocò le sanzioni contro Cuba, con l'approvazione di 16 Stati membri, compresi gli Stati Uniti, che tuttavia mantennero le proprie sanzioni.

Le regole di Castro vennero severamente testate all'indomani del crollo sovietico nel 1991 (conosciuto a Cuba come periodo especial). Il paese ha affrontato una grave recessione economica dopo il ritiro delle sovvenzioni sovietiche del valore da $ 4 miliardi a $ 6 miliardi ogni anno, con conseguenti effetti di carenza di cibo e carburante. Il governo non accettò donazioni americane di cibo, medicine e contanti fino al 1993. Il 5 agosto 1994, la sicurezza dello Stato disperse i manifestanti in una protesta spontanea a L'Avana.

Inizialmente, alcuni accordi commerciali con la Cina hanno contribuito a mitigare gli effetti della crisi economica; più recentemente, l'istituzione dell'accordo internazionale ALBA (Alternativa Bolivariana para América Latina y el Caribe) promosso da Cuba e Venezuela nel 2004, e la sua estensione a un numero crescente di stati latino-americani hanno avviato per l'isola caraibica una lenta ripresa degli scambi commerciali e, in particolare, delle importazioni di petrolio. Nel 2003, il governo ha arrestato e imprigionato un gran numero di attivisti civili, un periodo conosciuto come il "Black Spring".[senza fonte]

Il 31 luglio del 2006 Fidel Castro si dimise dagli incarichi di segretario del Partito Comunista di Cuba, presidente del consiglio di stato, presidente del consiglio dei ministri e capo delle forze armate a causa dei suoi problemi di salute. A succedergli fu il fratello Raul, che il 28 febbraio 2008 venne anche eletto presidente: finora egli ha effettuato alcune riforme economiche che hanno portato alla liberalizzazione del mercato delle "nuove tecnologie" come DVD, telefoni cellulari, computer e altro. Sono state annunciate altre, come la fusione dei due sistemi monetari cubani, moneda nacional e cuc. È stata lanciata una campagna per il superamento di lentezze burocratiche e inefficienze interne.

3 giugno 2009, l'organizzazione degli Stati americani ha adottato una risoluzione per porre fine al divieto 47 anni cubano di appartenenza al gruppo. La risoluzione ha dichiarato, tuttavia, che la piena adesione potrebbe essere ritardata fino a che Cuba si sistemi "in conformità con le pratiche, fini e principi dell'OAS." Fidel Castro ha ribadito la sua posizione che egli non era interessato a far parte dell'organizzazione dopo che la risoluzione dell'OAS era stata annunciata.

Dal 14 gennaio del 2013 i cittadini dello Stato caraibico possono uscire liberamente da Cuba con il solo passaporto senza formalità particolari (come accadeva in passato).[9] Nel 1961 il governo cubano aveva infatti imposto ampie restrizioni sui viaggi per evitare l'emigrazione di massa di persone dopo la rivoluzione del 1959; erano approvati visti di uscita solo in rare occasioni[senza fonte].

A partire dal dicembre 2014, colloqui tra funzionari cubani e i funzionari americani tra cui il presidente Barack Obama hanno provocato lo scambio di rilasciare Alan Gross, cinquanta-due prigionieri politici e un agente senza nome non-cittadino degli Stati Uniti in cambio del rilascio di tre agenti cubani attualmente in carcere negli Stati Uniti. Inoltre, mentre l'embargo tra Stati Uniti e Cuba non cesserà immediatamente di esserci, sarà rilassato per consentire l'importazione, l'esportazione e un certo commercio tra i due stati.

Il 30 giugno 2015 Cuba e gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo per la riapertura delle ambasciate nelle rispettive capitali, puntualmente avvenuta il 20 luglio 2015. Il 14 agosto 2015, alla presenza del Segretario di Stato americano John Kerry, centinaia di cubani hanno assistito alla cerimonia dell'alzabandiera americana davanti all'ambasciata statunitense sul lungomare del Malecon all'Avana.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Carta geografica di Cuba con le città principali in evidenza

Cuba non è solamente un'isola, ma un arcipelago che comprende quasi 1600 isole e isolette dette cayos che circondano l'isola principale. È situata nella parte settentrionale del vasto arcipelago dei Caraibi ed è la sua isola più grande. A nord si trovano gli Stati Uniti, separati da Cuba dallo Stretto di Florida largo solo 180 km e l'Oceano Atlantico Settentrionale.

A ovest si trova il canale dello Yucatán che la divide dal continente centro-americano, a sud il Mar dei Caraibi e a est il canale Sopravento che la separa da Haiti. La Repubblica occupa l'intera isola, e le varie isolette circostanti, come l'Isola della Gioventù (Isla de la Juventud), con l'eccezione della Baia di Guantanamo, una base navale che è stata data in "prestito" agli Stati Uniti nel 1903.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Il suo territorio è prevalentemente pianeggiante, con una cordigliera che si allunga parallela alla costa. Qui il paesaggio è caratterizzato dai Mogotes de Jumagua, scoscese formazioni calcaree, ricoperte di vegetazione. Tutta la costa meridionale è sormontata dalla catena montuosa.

Il notevole sviluppo costiero offre un'ampia varietà di paesaggi marini, dalla costiera rocciosa a quella alta e con dirupi, ma soprattutto una smisurata distesa di spiagge. La barriera corallina si estende all'esterno dell'arcipelago di Camagüey. Nello sviluppo della costa si trovano profonde e ampie insenature che costituiscono bacini portuali naturali di eccezionale valore e bellezza, sedi dei porti commerciali storici di Cuba come L'Avana, Santiago di Cuba e Cienfuegos.

I fiumi sono caratterizzati da un corso breve, data la forma stretta dell'isola. Sono però ricchi d'acqua, anche se il loro regime è determinato dalle piogge: alcuni hanno tratti sotterranei a causa della formazione carsica del terreno. Il più lungo è il Rio Cauto (370 km) che, a differenza degli altri, scorre in senso longitudinale.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

La forma allungata dell'isola sull'asse est-ovest e quindi la sua ininfluente differenza di latitudine fra le sue estremità nord e sud, rendono l'isola uniforme dal punto di vista climatico, caratterizzato dal soffio costante degli Alisei che provengono dall'Oceano Atlantico. Il clima tropicale viene diviso in due stagioni, secco nel periodo invernale, da novembre ad aprile e umido da maggio a ottobre. Le temperature medie su scala annuale sono comprese tra 20 e 30 °C e le precipitazioni abbondanti e di forte intensità nel periodo estivo.

La temperatura dall'acqua del mare, anche per la presenza della vicina corrente del Golfo, oscilla tra i 26 °C d'inverno e i 28 – 30 °C del periodo estivo. Durante la stagione umida, in particolare fra settembre e ottobre, si possono verificare gli uragani, sistemi depressionari molto profondi, di estensione variabile tra i 150 e i 600 km di diametro, che riescono a sviluppare venti di straordinaria intensità (fino a 300 km/h) e piogge torrenziali inondanti, che causano gravi problemi alla popolazione cubana.

Fuso orario[modifica | modifica wikitesto]

Cuba adotta il fuso orario UTC −5 (EST – Eastern Standard Time) e quindi richiede un aggiustamento di −5 ore rispetto al meridiano primo e −6 ore rispetto all'Italia. Osserva inoltre l'ora legale che prevede l'avanzamento di 1 ora in estate.

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

L'andamento della demografia cubana

Secondo il censimento del 2010 la popolazione complessiva di Cuba ammontava a 11 241 161 abitanti, con una densità abitativa di 102 abitanti per km²[10].

La popolazione complessiva è aumentata costantemente, passando dai 7 milioni del 1961 a oltre 11 milioni, tuttavia l'aumento si è fermato negli ultimi decenni, e nel 2006 è cominciata una diminuzione, con un tasso di fecondità di 1,43 figli per donna[11]. Questo calo nella fertilità è tra i più grandi dell'emisfero occidentale. Le leggi cubane permettono l'aborto legale e il tasso di abortività è del 58,6 ogni 1.000 gravidanze nel 1996, rispetto a una media di 35 su 1000 nei Caraibi, 27 in America Latina in generale, e 48 in Europa[12]. L'uso dei contraccettivi è stimato essere del 79%.

La mortalità infantile è una delle più basse al mondo (7 per mille). La speranza di vita è di 74 anni per gli uomini e 79 per le donne. Il tasso di urbanizzazione è del 75% e il 20% dei cubani vive nella capitale, Avana.

Etnie[modifica | modifica wikitesto]

La costituzione cubana sancisce l'uguaglianza fra tutti i gruppi etnici del Paese e condanna ogni forma di discriminazione e di intolleranza.

La popolazione cubana si compone in maggioranza da bianchi discendenti dai coloni spagnoli (70%), mentre i mulatti e i neri sono delle consistenti minoranze (17,3% e 12,4%). Si nota facilmente che le persone di colore sono meno numerose qui che nelle altre Grandi Antille; questo fenomeno ha cause storiche, dato che fino alla fine del XIX secolo Cuba non è stata coltivata da parte dei colonialisti spagnoli, che utilizzavano l'isola come base militare e navale. Mancando l'agricoltura di piantagione non c'era chiaramente alcun bisogno di deportare in questo luogo manodopera nera in schiavitù.

È presente anche una piccola comunità cinese[13], oltre ciò si è verificata una consistente immigrazione giovanile dal Sahara Occidentale e da molti altri Paesi del mondo; la immigrazione giovanile giustifica la vistosa e massiccia presenza straniera nel sistema scolastico cubano, la percentuale di studenti stranieri rispetto al totale della popolazione studentesca è tra le più elevate al mondo.[14].

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La Repubblica di Cuba è uno Stato laico: infatti l'ateismo di Stato è stato abolito nel 1992 e la libertà religiosa è garantita dalla Costituzione.

Secondo il recente (2010-2011) studio dell'ARDA, questa sarebbe l'affiliazione religiosa di Cuba:[15]

Esistono anche altre comunità minori cristiano-protestanti, ebraiche, cristiano-ortodosse.

Lingue[modifica | modifica wikitesto]

Lo spagnolo è la lingua ufficiale, ed è parlato, senza inflessioni dialettali di sorta, da larghissima parte della popolazione, che lo assume dunque come elemento unificante della realtà nazionale. Il creolo è parlato dalla comunità haitiana.

Ordinamento dello stato[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Province di Cuba e Comuni di Cuba.

Cuba è divisa in 16 province composte da 169 municipalità e da una municipalità speciale (l'Isola della Gioventù, o Isla de la Juventud conosciuta fino al 1978 come Isla de Pinos).

Regioni di Cuba
  1. Pinar del Río
  2. Artemisa
  3. Ciudad de La Habana
  4. Mayabeque
  5. Matanzas
  6. Cienfuegos
  7. Villa Clara
  8. Sancti Spíritus
  9. Ciego de Ávila
  10. Camagüey
  11. Las Tunas
  12. Bus Station in Viñales
    Granma
  13. Holguín
  14. Santiago de Cuba
  15. Guantánamo
  16. Municipio speciale Isola della Gioventù

Città principali[modifica | modifica wikitesto]

Città Abitanti Provincia
1 L'Avana 2.105.498 L'Avana
2 Santiago di Cuba 431.471 Santiago di Cuba
3 Camagüey 305.845 Camagüey
4 Holguín 277.050 Holguín
5 Santa Clara 205.812 Villa Clara
6 Guantánamo 207.857 Guantánamo
7 Bayamo 147.563 Granma
8 Las Tunas 153.982 Las Tunas
9 Cienfuegos 140.734 Cienfuegos
10 Pinar del Río 137.523 Pinar del Río
11 Matanzas 132.665 Matanzas
12 Ciego de Ávila 110.422 Ciego de Ávila

Istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

Ordinamento scolastico[modifica | modifica wikitesto]

Il laboratorio informatico dell'Universita delle Scienze dell'Informazione di L'Avana, uno dei maggiori centri informatici a Cuba.
L'Università de L'Avana, fondata nel 1728.

Nel 1957, poco prima che Castro salisse al potere, il tasso di alfabetizzazione era quasi dell'80%, il quarto nella regione, secondo le Nazioni Unite, superiore a quello della Spagna[16]. Castro creò un sistema interamente statale e vietò le istituzioni private. Il 99,8% della popolazione adulta è attualmente alfabetizzata[17]. La scuola cubana è obbligatoria dai 6 ai 16 anni di età ed è completamente gratuita, inclusa l'università. Lo Stato fornisce gratuitamente agli studenti il materiale scolastico, il servizio mensa e anche l'alloggio per frequentare l'università. Durante gli anni sessanta il governo cubano si impegnò in una massiccia operazione di alfabetizzazione popolare: furono aperte nuove scuole e nuovi centri di studio soprattutto nelle aree rurali, furono introdotte biblioteche nelle zone rurali e le scuole private e parrocchiali vennero nazionalizzate.

Nel paese hanno sedi molte università, la più importante è l'Università de L'Avana fondata nel 1728; nella capitale hanno sede anche le più importanti istituzioni culturali cubane, come la biblioteca nazionale dove sono presenti oltre 2 milioni di volumi; il Museo nazionale e il Museo coloniale, tutte queste strutture sono gestite dallo Stato. L'istruzione si divide in tre cicli: la scuola primaria (dai 4/5 anni ai 10 anni); la scuola secondaria (dagli 11 ai 14 anni) e la scuola pre-universitaria, dai 14 ai 18 anni. Nella scuola primaria vengono insegnate le prime materie, con un solo insegnante. Nella scuola secondaria i ragazzi studiano mezza giornata, alcuni al mattino e altri nel pomeriggio, e una volta all'anno vengono trasferiti in campagna a svolgere lavori nei campi per circa un mese. Ci sono due tipi di scuole pre-universitarie, una è quella dove i ragazzi vengono preparati esclusivamente per l'ingresso all'università e nell'altra invece vengono preparati per l'università, ma viene insegnata anche una professione. Ogni anno vengono consegnate gratis le divise scolastiche e il materiale per lo studio[18].

L'educazione ha un forte accento politico e ideologico, e gli studenti che arrivano all'istruzione superiore sono tenuti ad avere un forte impegno per gli obiettivi di Cuba[18]. Lo Stato sovvenziona l'istruzione a un numero limitato di cittadini stranieri presso la Escuela Latinoamericana de Medicina (ELAM)[19]. L'accesso a Internet è fortemente limitato e controllato, e nonostante negli ultimi anni sia consentito l'accesso a tutti i cittadini, mentre in precedenza era consentito solo a istituzioni e imprese, il servizio è a caro prezzo e rimane prerogativa dei centri pubblici, senza la possibilità di connessione da casa, inoltre, il governo continua ad applicare filtri su diversi siti[20].

L'Istituto Superiore di Tecnologie e Scienze Applicate è un istituto educativo cubano che prepara gli studenti nei settori delle scienze nucleari e ambientali. E 'l'unica istituzione a Cuba che offre le opportunità di studi su questi argomenti e uno dei pochi nell'America Latina. La sua sede è a L'Avana, all'interno del territorio della "Quinta de los Molinos".

Sistema sanitario[modifica | modifica wikitesto]

Il sistema sanitario nazionale è completamente gratuito con dispensa di medicinali a carico dello Stato. Fu adottato durante la rivoluzione da Ernesto Guevara, allora ministro dell'industria. Lo Stato garantisce il diritto a ricevere attenzione medica nei seguenti modi: assistenza medica e ospedaliera gratuita, attraverso la rete di installazione di medici rurali, dei policlinici, ospedali, centri di profilassi e di trattamento specializzato; con lo sviluppo di piani di divulgazione sanitaria e di educazione alla salute, esami medici periodici, vaccinazioni generali e altre misure di prevenzione delle malattie. in questi programmi e attività collabora tutta la popolazione attraverso organizzazioni sociali. Lo Stato cubano concede alla donna lavoratrice un permesso di maternità retribuito (prima e dopo il parto) e scelte lavorative temporanee, compatibili con le sue funzioni materne.

Ogni cubano ha accesso a medici, infermieri, specialisti. Attualmente esistono 22 facoltà di medicina, distribuite in tutte le province del paese. Alcune di queste ricevono solo studenti stranieri, come la Escuela Latinoamericana de Medicina en La Habana (ELAM), e molte altre che attualmente seguono un nuovo modello di educazione basati sulle relazioni con Venezuela nell'ambito del programma di sviluppo sociale e lotta alla povertà in America Latina e Caraibi, denominato ALBA (Alianza Bolivariana para las Américas), dando la possibilità di formarsi a studenti con poche risorse economiche provenienti da Venezuela, Bolivia, Ecuador e Honduras.

In questo modo Cuba fornisce aiuto medico a molti paesi dell'America Latina. Cuba inoltre ha uno dei più bassi tassi di mortalità infantile del mondo e un'aspettativa di vita di circa 78 anni, un primato nell'America Latina.

Forze armate[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Fuerzas Armadas Revolucionarias de Cuba.

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Politica interna[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Politica di Cuba.

La Repubblica di Cuba è, come sancito dalla Costituzione cubana del 24 febbraio 1976 uno "Stato socialista di lavoratori", indipendente e sovrano, laico, organizzato come repubblica unitaria e democratica (art. 1), in cui il potere è esercitato dal popolo mediante le Assemblee del Potere Popolare (art. 3). La revisione Costituzionale del 1992, avvenuta dopo il dibattito nelle assemblee tenute in tutto il Paese, ha prodotto una nuova Carta ispirata alle idee di José Martí e agli ideali politici di Karl Marx, Friedrich Engels e Lenin.

Le principali modifiche hanno riguardato: garanzie per gli investimenti stranieri; riconoscimento, rispetto e garanzia per le libertà religiose; una maggiore flessibilità per il commercio estero; elezione da parte dei cittadini, con voto diretto e segreto, sia dei delegati alle 14 Assemblee Provinciali sia dei deputati al Parlamento. Cuba è stato il primo Stato nel mondo a recepire nella propria Costituzione i principi ecologici della Conferenza sull'Ambiente e lo Sviluppo di Rio de Janeiro[21].

Al Partito Comunista di Cuba (PCC) "martiano e marxista-leninista" è assegnato il ruolo di "avanguardia organizzata della nazione cubana" (art. 5). Non propone candidati e tanto meno partecipa alle elezioni non essendoci competizione con altri partiti.

Un cartellone di propaganda: Patria o Morte. Vinceremo

Le elezioni per l'Assemblea Nazionale del Potere Popolare si svolgono in due fasi: in un primo momento i candidati vengono scelti in una sorta di elezioni primarie e l'accettazione della candidatura è subordinata al vaglio del comitato elettorale. Successivamente i candidati sono sottoposti al vaglio del corpo elettorale provinciale e devono conquistare la metà più uno dei consensi per essere eletti[22]. Hanno diritto di voto i cittadini cubani incensurati e maggiorenni (l'età prevista per il raggiungimento della maggiore età a Cuba è 16 anni).

Gli elettori di una circoscrizione hanno la facoltà di revocare in qualsiasi momento il mandato al Deputato o al Delegato. Il voto è segreto[23] e lo spoglio è pubblico. Malgrado ciò molte associazioni denunciano che il conteggio dei voti non venga verificato da osservatori indipendenti o esterni.

Nessun partito politico è autorizzato a nominare candidati o fare campagna elettorale. La Costituzione riconosce il diritto di parola di ognuno ma l'articolo 62 limita l'esercizio delle libertà personali affermando che queste non possono essere esercitate in contrasto con lo Stato socialista e con la volontà popolare di edificare il comunismo. Gli oppositori del sistema politico vigente sostengono che queste condizioni implichino la non libertà dei processi elettorali.[24]

Esecutivo[modifica | modifica wikitesto]

Fidel Castro

Il segretario del PCC è contemporaneamente Capo di Stato (Presidente del Consiglio di Stato) e Capo di Governo (Presidente del Consiglio dei ministri).[25] I membri del Consiglio di Stato e del Consiglio dei ministri sono eletti dall'Assemblea Nazionale del Potere Popolare, mentre quelli del Consiglio dei ministri sono anche nominati, in assenza dell'Assemblea del Poder Popular, dal Consiglio di Stato, su proposta del suo Presidente.[26] Il Presidente, eletto a sua volta dall'Assemblea, resta in carica 5 anni ma non c'è limite al numero di mandati consecutivi che può ricoprire.

Fidel Castro ha ricoperto ininterrottamente la carica di Presidente, venendo sempre eletto all'unanimità dall'Assemblea, fin dall'adozione della Costituzione del 1976, quando sostituì Osvaldo Dorticós Torrado. Il 18 febbraio 2008, dopo 49 anni di presidenza, Fidel Castro ha dichiarato che non avrebbe accettato una nuova elezione alla Presidenza del Consiglio di Stato e del consiglio dei Ministri. L'incarico è adesso ricoperto da Raul Castro Ruz, fratello minore di Fidel nonché Generale Rivoluzionario dal 1958. L'ultima apparizione in pubblico il 13 agosto, durante la celebrazione del suo novantesimo compleanno al teatro Karl Marx dell'Avana. Fidel Castro è morto nella capitale cubana alle ore 22.29 del 25 novembre 2016, esattamente 60 anni dopo il salpamento del Granma; a darne l'annuncio alla televisione di Stato è il fratello Raúl

Giudiziario[modifica | modifica wikitesto]

Il "Tribunale Popolare Supremo", nominato dall'Assemblea Nazionale del Potere Popolare è il massimo organo giudiziario[27] dello Stato e ultima risorsa d'appello per i procedimenti esauriti nelle Corti Provinciali. È uno dei paesi nei quali vige ancora la pena di morte, pur essendo sospesa la sua applicazione, dopo l'ultima esecuzione nel 2003. Dal 2008 è in corso una moratoria delle esecuzioni (malgrado l'astensione cubana al voto ONU del 2007). L'ultima sentenza da eseguire, pronunciata nel 1996, è stata commutata nel 2010 in trent'anni di reclusione.[28] Dopo non sono più state pronunciate sentenze di condanna a morte. Nel 2013 è stata ribadita la sospensione a tempo indeterminato della pena capitale, ma non la sua abolizione.[29]

Legislativo[modifica | modifica wikitesto]

L'Assemblea Nazionale del Potere Popolare è il supremo organo dello Stato. Ha 614 membri eletti per un mandato quinquennale. Si riunisce due volte l'anno in sessione ordinaria e in sessione straordinaria qualora lo richiedano la terza parte dei suoi membri o venga convocata dal Consiglio di Stato. Quando non è riunita il potere legislativo è appannaggio dei 31 membri del Consiglio di Stato.

Esistono anche Assemblee Provinciali (elette ogni 5 anni) e Municipali (elette ogni due anni e mezzo) del Poder Popular (equivalenti ai Consigli regionali e comunali italiani).

Diritti umani[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Diritti umani a Cuba.

Politica estera[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il crollo del Muro di Berlino, l'alleanza con l'URSS si è sciolta[30]. La maggiore alleata internazionale è diventata la Cina, con cui i rapporti multilaterali sono eccellenti[31]; ottimi sono altresì i rapporti con Venezuela e Corea del Nord[32]. Dopo alla riapertura delle relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti, rimangono ancora abbastanza tese le relazioni con la maggior parte degli Stati europei soprattutto dopo che l'UE decretò delle sanzioni diplomatiche contro L'Havana: in particolare Fidel Castro guidò il 12 giugno 2003 una manifestazione contro la Spagna e l'Italia, guidate all'epoca da Josè Maria Aznar e Silvio Berlusconi, che il líder maximo definì "fascisti e briganti" nonché i maggiori responsabili delle sanzioni[33].

Attentati terroristici contro Cuba[modifica | modifica wikitesto]

Centinaia sono gli attentati terroristici avvenuti contro il piccolo paese caraibico. La maggior parte di questi attentati sono stati organizzati dagli oppositori di Castro residenti a Miami e, in molti casi, sotto ordine della CIA e del governo statunitense.

Il 6 ottobre 1976, un aereo civile della Cubana de Aviación viene fatto esplodere: il bilancio fu di 73 morti tra i quali l'intera squadra giovanile di scherma cubana.

Il 4 settembre 1997, in un attentato presso l'hotel Copacabana della Capitale cubana perse la vita l'Italiano Fabio Di Celmo.[34]
Le responsabilità della CIA e degli anticastristi di Miami riguardo a questi due attentati sono state rese note da alcuni documenti segreti dell'intelligence statunitense, declassificati nel 2005.

Banconota cubana da 3 pesos (fronte) con l'effigie di Ernesto Guevara detto El Che.
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Embargo contro Cuba.

Cuba in seguito alla rivoluzione ha adottato un'economia pianificata di stampo socialista e quasi la totalità dei mezzi di produzione appartengono allo Stato cubano. Secondo i dati della CIA del 2012 Cuba ha un PIL nominale di 72,3miliardi $ e un PIL pro capite stimato a 10,200 $ al 2010 (105ª nazione al mondo, inferiore alla media dei Paesi del Sud America). I castristi affermano inoltre che questa cifra è stata stimata al ribasso, essendo rilevata da un'organizzazione notoriamente anticomunista[senza fonte]: a supporto della loro tesi citano i dati per indice di sviluppo umano, dove Cuba è al 50º posto. Si veda, per la lista completa, Stati per PIL (nominale) e Stati per PIL (PPA) pro capite.

Prima dell'avvento al potere di Castro, l'economia dell'isola, fondata sulla monocoltura della canna da zucchero, era controllata dal capitale statunitense ed era sottosviluppata. Il governo rivoluzionario ha statalizzato l'agricoltura, nazionalizzato industrie, banche e servizi, facendo crescere l'economia e le condizioni di vita della popolazione. Inoltre dagli anni 60 il governo cubano ha stretto un rapporto commerciale con l'Unione Sovietica.

Il sistema è entrato in crisi negli anni ottanta in seguito alla caduta dei prezzi dello zucchero sui mercati internazionali. Senza rinnegare il suo carattere socialista, nei primi anni novanta il governo ha avviato una parziale transizione di mercato (legalizzazione delle libere professioni, dei mercati agricoli in cui i contadini vendono al libero mercato i loro prodotti, apertura verso investimenti stranieri) e dal 1993 ha legalizzato il dollaro statunitense col quale per almeno un decennio turisti e cubani hanno acquistato nei negozi statali in moneta forte, sostituito, poi, nel 2004 dal cuc o peso convertibile, che vale 25 pesos cubani. Una caratteristica saliente dell'economia è il contrasto tra i settori relativamente efficienti del turismo e delle esportazioni, e i settori domestici inefficienti.

Manuel Rivera-Ortiz: Tabacco raccolto, Valle de Viñales, Cuba 2002

L'economia cubana venne colpita duramente nei primi anni novanta a seguito del collasso dell'Unione Sovietica e del blocco economico del Comecon, con il quale commerciava di preferenza. L'embargo statunitense (chiamato Bloqueo dai cubani), in vigore dai primi anni sessanta, impedisce all'economia cubana di svilupparsi bloccando l'import-export da e verso gli USA. Nell'ottobre 2007 l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato per la 16ª volta una mozione (184 voti favorevoli, 4 astensioni e 4 voti contrari da parte di Isole Marshall, Israele, Palau e Stati Uniti) per chiedere agli Stati Uniti la cessazione dell'embargo[35].

Problemi più recenti comprendono l'alto prezzo del petrolio, la recessione nei mercati chiave per l'esportazione come zucchero e nichel, i danni provocati dagli uragani, il turismo depresso e le instabili condizioni economiche mondiali. Tra la fine del 2003 e l'inizio del 2004, sia i livelli del turismo sia i prezzi del nichel sono aumentati, così come il commercio cubano con gli USA, a dispetto dell'embargo finanziario e commerciale. Forti legami commerciali sono stati intrapresi dal governo con il Venezuela del presidente Hugo Chávez, in un'ottica pan-iberoamericana. Un altro importante fattore nella ripresa dell'economia cubana sono le rimesse degli emigranti.

Il passaggio da Fidel Castro al nuovo presidente Raul Castro ha portato alcune misure di parziale liberalizzazione.

Il 17 dicembre 2014 il presidente statunitense Barack Obama ha affermato che desidera eliminare l'embargo su Cuba entro la fine del suo mandato, ossia entro il 2016.

Risorse[modifica | modifica wikitesto]

Piantagione di tabacco a Pinar del Río.

Durante gli anni sessanta il governo cubano dovette tutelare i boschi per via del precedente disboscamento. Il governo attuò in tutta l'isola dei programmi di rimboschimento che riportarono le foreste a ricoprire il 27,8% del territorio; il legname prodotto è prevalentemente quello dei pini.

L'industria della pesca è prevalentemente gestita da piccoli operatori o da cooperative; il governo ha incentivato lo sviluppo della pesca ottenendo un aumento del pescato annuo. L'isola ha importanti risorse minerarie, tra cui vanno ricordati soprattutto i giacimenti di nichel (di cui il paese è uno dei principali produttori mondiali), poi vi sono giacimenti di cromo, rame, ferro e anche depositi di manganese, vi sono anche piccoli giacimenti di petrolio, amianto, zolfo, pirite e sale. Questi costituivano uno dei settori più importanti delle esportazioni cubane ma a causa dell'embargo esse hanno avuto un leggero calo.

All'inizio degli anni sessanta lo Stato nazionalizzò tutte le industrie straniere (soprattutto statunitensi) presenti nell'isola, il governo varò dei programmi di automazione dell'industria dello zucchero; vennero riorganizzate anche le industrie lattiero-casearie e l'allevamento. Nel paese sono presenti anche industrie tessili, industrie alimentari, l'industria del tabacco e della raffinazione del petrolio; minima è invece la produzione di cemento, birra, acciaio e fertilizzanti. L'energia elettrica del paese è per lo più generata da impianti alimentati a petrolio, a carbone o con scarti della canna da zucchero. Nelle vicinanze di Cienfuegos era in costruzione una centrale nucleare di collaborazione sovietica, ma il progetto è stato interrotto nel 1995 a causa di problemi finanziari.

Esportazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005 le esportazioni cubane hanno prodotto 2,4 miliardi di dollari. I principali paesi verso cui si sono indirizzate tali esportazioni sono Paesi Bassi (18,5%), Canada (18,5%), Cina (16%), Bermuda (14,1)% e Spagna (5,1%)[36]. I beni esportati sono principalmente zucchero, nichel, tabacco, pesce, e prodotti farmaceutici. Cuba è uno dei maggiori produttori al mondo di zucchero e controlla circa il 6,4% del mercato mondiale del nichel[37]. Recentemente vasti giacimenti petroliferi sono stati trovati a nord dell'isola.

Importazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005 Cuba ha importato beni per 6,9 miliardi di dollari e i suoi principali partner commerciali in tal senso sono stati Venezuela (27%), Cina (15,8%), Spagna (9,7%), Germania (6,5%), Canada (5,6%), Italia (4,4)%, USA (4,4%)[38]. Rilevanti sono state le importazioni di generi alimentari, carburanti, abiti e prodotti tecnologici.

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Le Ferrovie Nazionali di Cuba (Ferrocarriles Nacionales de Cuba) sono l'unica compagnia ferroviaria operante a Cuba. Le FNC utilizzano uno scartamento standard di 1435 mm, e si estendono da Guane, nella Provincia di Pinar del Río (estremità occidentale dell'isola), alla Baia di Guantanamo (estremità orientale).

Strade e autostrade[modifica | modifica wikitesto]

La strada principale è la Carretera Central che attraversa tutta l'isola. Ci sono poi alcune autostrade (autopistas):

Porti[modifica | modifica wikitesto]

Sono presenti 8 porti: Cienfuegos, L'Avana, Manzanillo, Mariel, Matanzas, Nuevitas, Santiago e Cayo Largo.

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

La capitale è servita dall'Aeroporto Internazionale José Martí (codice IATA HAV). Altri aeroporti internazionali sono:

  • Aeroporto Antonio Maceo di Santiago di Cuba (codice IATA SCU)
  • Aeroporto Juan Gualberto Gómez di Varadero (codice IATA VRA)
  • Aeroporto Frank País di Holguín (codice IATA HOG)
  • Aeroporto Jardines del Rey di Cayo Coco (codice IATA CCC)
  • Aeroporto Máximo Gómez di Ciego de Avila (codice IATA AVI)
  • Aeroporto Ignacio Agramonte di Camaguey (codice IATA CMW)
  • Aeroporto Vilo Acuña di Cayo Largo del Sur (codice IATA CYO)
  • Aeroporto Abel Santamaría di Santa Clara (codice IATA SNU)
  • Aeroporto Jaime González di Cienfuegos (codice IATA CFG)
  • Aeroporto Mariana Grajales di Guantánamo (codice IATA GAO)
  • Aeroporto Sierra Maestra di Manzanillo (codice IATA MZO)

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

La spiaggia di Varadero

Il turismo a Cuba si sta sviluppando a passi da gigante, diventando una delle voci più importanti dell'economia dell'isola, stretta dalla morsa del blocco commerciale imposto dagli USA. Proprio per questa importanza economica, nel 2003 si sono verificati decine di attentati terroristici ai danni delle infrastrutture turistiche e dirottamenti di mezzi pubblici di trasporto per indebolire il governo, perpetrati da cellule anticastriste. Al termine di questi attacchi, tre terroristi furono processati e giustiziati.

Inoltre va ricordato il caso di Fabio Di Celmo, giovane imprenditore italiano affezionato viaggiatore di Cuba. Poco dopo il mezzogiorno del 4 settembre 1997 lo uccise una bomba, una piccola carica di 50 grammi di plastico C-4 esplosa sotto un divano nel bar dell'hotel Copacabana di Miramar, la riviera ovest della capitale cubana. Meno di un anno dopo, nel luglio del '98, nel luogo esatto in cui Fabio morì, venne posto un bassorilievo in bronzo con la sua immagine e una iscrizione in memoria e monito di quell'atto di barbarie. L'attentatore, Cruz León, è stato condannato alla pena capitale ed è tuttora recluso in un carcere dell'Avana.

Oltre al turismo ufficiale dei grandi alberghi e villaggi con animazione gestiti dallo Stato insieme con investitori privati, prende campo a Cuba il "turismo fai da te", grazie alle cosiddette casas particulares letteralmente "case private" che permettono ai turisti più avventurosi di pernottare presso famiglie cubane a prezzi convenienti. In queste case, oltre alla prima colazione, si possono assaggiare specialità locali sia a pranzo sia a cena. Qui si vive in pieno lo spirito di accoglienza dei Cubani. Un buon punto di partenza è Casamparo, da oltre 10 anni presente la guida on line delle casas particulares cubane.[39]

Per telefonare da Cuba al proprio paese è molto opportuno usare una scheda (tarjeta) prepagata: questo permette di conoscere subito la propria spesa.

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Flora[modifica | modifica wikitesto]

La flora cubana è estremamente varia e suggestiva e conta oltre 8000 specie. La foresta pluviale è concentrata in alcuni tratti delle zone montuose. Le pianure e le alture di modesta elevazione, furono deforestate fin dai primi secoli della conquista spagnola per utilizzarne il prezioso legname, soprattutto mogano e tek, principalmente per la costruzione di navi. Oggi al loro posto, si estendono decine di migliaia di chilometri quadrati di colture. La canna da zucchero rappresenta sicuramente la coltura dominante e l'industria a essa collegata ha goduto negli ultimi anni di una grande modernizzazione, grazie a nuovi macchinari e fertilizzanti, aumentando così notevolmente i raccolti, stimati intorno a sette milioni di tonnellate l'anno. Un'altra produzione molto importante è quella del tabacco; non tanto per il ricavo ottenuto quanto per il prestigio ormai riconosciuto in tutto il mondo. In percentuale maggiore vengono coltivati anche agrumi, mais, caffè e agave, quest'ultima utilizzata per la fabbricazione di cordami.

Il dolce paesaggio cubano è fortemente caratterizzato dalla presenza della palma reale, che svetta in piccoli e grandi gruppi o anche solitaria, in ogni angolo del paese; se ne contano oltre 70 milioni di esemplari. La palma reale è inserita nell'emblema nazionale di Cuba che ne rappresenta la repubblica. Con le sue foglie, particolarmente resistenti, si fabbricano da secoli i tetti delle case di campagna, cesti e cordami. Il fiore nazionale è la mariposa, (farfalla in spagnolo) che deve il nome alla sua forma e ai colori che la rendono molto simile all'insetto.Inoltre alcuni mammiferi autoctoni sono: lo hutia o topo della canna o il solenodonte un raro insettivoro.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Un Tocororo

La fauna è varia e abbondante ed è priva di rettili velenosi e anche di altri animali velenosi, escludendo tra gli insetti alcuni ditteri, gli imenotteri e alcuni animali marini, tra i quali si annoverano diverse specie di gasteropodi velenosi, pesci scorpione e pesci pietra. L'iguana, mostruosa ma innocua, è presente in molte zone dell'isola. Nelle aree paludose sono presenti il coccodrillo (il coccodrillo cubano è a volte più piccolo delle altre specie ma è dotato di straordinaria potenza e della capacità di saltare per difendersi e/o attaccare la sua preda) e il caimano, che possono raggiungere i 4 metri di lunghezza. Essendo specie a rischio di estinzione, il governo cubano ha costituito delle aree di protezione per questi grandi rettili.

Le coste pullulano di uccelli marini, tra cui spiccano svariate specie di sterne, cormorani e pellicani per i più fortunati è possibile ammirare anche degli splendidi colibrì. In genere è abbondante la presenza di uccelli. Famoso è l'uccello nazionale, tocororo, una specie endemica dell'isola, sorta di pappagallo che, con il suo elegante piumaggio bianco, rosso e azzurro, riproduce i colori della bandiera nazionale. Le acque cubane, in particolare vicino alla barriera corallina, offrono uno straordinario spettacolo di pesci multicolori di varie dimensioni come i pesci pappagallo, i pesci pagliaccio e i pesci angelo. Questo spettacolo è meta di decine di migliaia di turisti subacquei da tutto il mondo.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cuba è il secondo Paese al mondo per tasso di alfabetizzazione secondo il Report 2007/2008 del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo.

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli scrittori cubani più famosi vanno annoverati il patriota ed eroe nazionale José Martí, Gertrudis Gómez de Avellaneda, Julián del Casal e, in tempi più recenti, José Lezama Lima, Alberto Bayo, Alejo Carpentier, Reinaldo Arenas, Leonardo Padura Fuentes, Pedro Juan Gutiérrez, Guillermo Cabrera Infante, Virgilio Pinera, Carlos Alberto Montaner.

Lo scrittore italiano Italo Calvino era cubano di nascita: nacque infatti a Santiago de Las Vegas da genitori italiani, ma all'età di tre anni emigrò in Italia con la famiglia. Lo scrittore Josè Carlos Somoza, naturalizzato spagnolo, ha origini cubane quando era molto piccolo la sua famiglia venne esiliata in Spagna per motivi politici dal governo di Osvaldo Dorticós Torrado.

Da ricordare inoltre il grande rapporto dello scrittore statunitense Ernest Hemingway con l'isola; la sua casa all'Avana è stata recentemente adibita a museo.

Poesia[modifica | modifica wikitesto]

La poesia cubana, esprime soprattutto argomenti sull'ambiente e sull'armonia della fauna e della flora. Molti artisti infatti usano concetti molto legati alla vita quotidiana di ogni essere. Inoltre c'è un piccolo gruppo che esprime concetti astratti molto forti.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Musica tradizionale cubana.

La musica cubana è soprattutto una mescolanza di tradizione spagnola e africana. In maniera molto minore, inoltre, è possibile notare una certa influenza asiatica che cominciò alla fine del XIX secolo, con l'arrivo dei primi immigrati dalla Cina.

La chitarra spagnola, il trés e le percussioni africane conferiscono il loro carattere inconfondibile alla rumba, il genere musicale cubano per antonomasia. Anche i ritmi caraibici della Salsa devono molto alla musica cubana.

Altri importanti generi musicali che hanno avuto origine nell'isola sono, in ordine cronologico: la Conga, il Punto guajiro, la Guaracha, la Tumba francesa, la Contradanza, la Habanera, la Trova, il Changui, il Danzón, il Boléro, il Son, la Guajira, il Mambo, il Jazz afro-cubano, il Filin, il Cha-cha-cha, la Pachanga, la Nueva Trova, il Songo e la Timba.

Tra i più importanti musicisti troviamo Celia Cruz i Buena Vista Social Club di Compay Segundo, Ibrahim Ferrer, Silvio Rodríguez, Ernesto Lecuona, Pablo Milanés, Omara Portuondo, Chucho Valdés, i Los Van Van di Juan Formell, Perez Prado.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1959 nasce l'ICAIC, l'Istituto del cinema di Stato, per " organizzare, stabilire e sviluppare l'industria cinematografica, e produrre e distribuire i film cubani". L'istituto, diretto da Alfredo Guevara, collaborò con cineasti europei e sovietici tra cui l'italiano Cesare Zavattini. Fino al 1990 l'ICAIC aveva prodotto 161 film, 1082 documentari, 262 cartoons, 1490 notiziari. Fece emergere registi come Orlando Rojas, Arturo Sotto Díaz, Juan Carlos Tabío, Fernando Pérez, Humberto Solás Cecilia e Daniel Díaz Torres[40].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Cuba ha sempre avuto una grande tradizione nella pallavolo, sia maschile sia femminile, con grandi giocatori tecnici ma soprattutto fisici. Purtroppo questa tradizione non sempre si è tradotta in vittorie, poiché raramente la nazionale cubana riesce a schierare tutti i suoi migliori giocatori. La radice del problema deriva dai vincoli governativi che impediscono ai pallavolisti di essere ingaggiati dalle squadre di club europee ed asiatiche. A causa di ciò, da molti anni si assiste ciclicamente a fughe da parte dei migliori pallavolisti cubani in cerca di fortuna verso le più ricche squadre di club extra cubane in grado di garantire alti ingaggi, la cui conseguenza però è la perdita della possibilità di essere convocati per la nazionale cubana.

Lo sport nazionale di Cuba è il baseball. Non è raro infatti vedere gruppi di persone di ogni età, che giocano a questo sport nei parchi, nelle piazze o per le strade. Cuba è la nazione dominatrice dell'albo d'oro dei mondiali con 25 ori, 2 argenti e 2 bronzi su 37 edizioni.

La boxe è un altro degli sport di punta di Cuba che, negli anni, l'hanno resa una delle nazioni più prolifiche nello sfornare campioni in tutte le categorie di peso di questo sport. I cubani vantano una buona tradizione anche nella lotta.

Nell'atletica leggera la nazione ha un'ottima tradizione nei salti e nelle corse: celebre è stato Alberto Juantorena, vincitore di due medaglie d'oro nei 400 e 800 m alle Olimpiadi di Montreal 1976, come anche Javier Sotomayor, non più in attività agonistica dal 2000, ma tuttora detentore del record del mondo di salto in alto, vincitore nella sua specialità alle Olimpiadi di Barcellona 1992, mentre adesso l'idolo di casa è Dayron Robles, trionfatore dei 110 m a ostacoli a Pechino 2008.

Inoltre, Cuba vanta una grande tradizione anche nel nuoto, esprimendo ottimi talenti anche in questo sport, tant'è vero che Cuba è, dopo gli USA, il paese più vittorioso del medagliere nella storia dei Giochi Panamericani.

Nel 1957 e nel 1958 ha ospitato anche il Gran Premio di Formula 1, con una gara non valida per il campionato del mondo e dai contorni fortemente politicizzati[41].

Tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

Gastronomia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cucina cubana.

Tipica bevanda cubana è il rum, e hanno avuto origine nell'isola anche alcuni cocktail, sempre a base di rum, come il Mojito, il Cuba libre e il Daiquiri. I cubani sono grandi consumatori di carne suina, pesce, fagioli e riso (moros y cristianos). Si usano molto anche vari tipi di frutta e vegetali.

Festività[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Population growth rate, in CIA World Factbook. URL consultato il 28 febbraio 2013.
  2. ^ Cuba possiede due valute.
  3. ^ a b c The World Factbook Stima della CIA 2012.
  4. ^ Tasso di fertilità nel 2011, data.worldbank.org. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  5. ^ Secondo quanto definito con il Trattato Cuba-Giamaica sulle acque territoriali.
  6. ^ Alfred Carrada, The Dictionary of the Taino Language
  7. ^ Etimologìa de Cuba, Dal sito etimologias.dechile.net
  8. ^ [1]
  9. ^ Cuba si apre: i cittadini potranno espatriare senza chiedere il permesso, ilfattoquotidiano.it, 16 ottobre 2012. URL consultato il 18 dicembre 2014.
  10. ^ Annuario demografico de Cuba - 2010
  11. ^ World Fertility Patterns 1997 Population Division of the United Nations Secretariat
  12. ^ Stanley K. Henshaw, Susheela Singh and Taylor Haas The Incidence of Abortion Worldwide International Family Planning Perspectives
  13. ^ Dal sito Cubanite
  14. ^ Archivio cubano
  15. ^ Cuba, Religion and Social Profile | National Profiles | International Data | TheARDA
  16. ^ ["Still Stuck on Castro – How the press handled a tyrant's farewell Smith & Llorens 1998] ascecuba.org
  17. ^ UNDP.org Rapporto sul Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo 2011
  18. ^ a b Lavinia Gasperini The Cuban Education System: Lessons and Dilemma worldbank.org
  19. ^ Cuba-trained US doctors graduate, BBC.
  20. ^ Cuba libera el acceso a Internet, La Nación.
  21. ^ Testo integrale della Costituzione cubana
  22. ^ L'articolo 136 della Costituzione prevede che per essere eletti i candidati debbano raccogliere la metà più uno dei consensi tra i voti validi del distretto elettorale
  23. ^ L'articolo 131 della Costituzione prevede che il voto debba essere "libero, uguale e segreto".
  24. ^ Gli argomenti di chi sostiene l'illiberalità delle elezioni cubane sono riassumibili in sei punti: (1) non c'è praticamente possibilità di scegliere i candidati, perché manca il diritto di proporre candidati indipendenti su base nazionale; (2) il numero dei candidati è uguale al numero dei seggi da assegnare; (3) i candidati sono individuati da sei organizzazioni sotto il diretto controllo del partito comunista; (4) chi non è affiliato a una di queste sei organizzazioni non ha modo di partecipare al processo di selezione; (4) gli elettori possono essere sovrarappresentati prestando servizio in una o più di queste organizzazioni; (5) gli elettori possono solo scegliere i candidati approvati sulle schede; (6) le schede senza scelta di uno dei candidati o quelle che contengono altre indicazioni sono nulli."
  25. ^ BBC online, profilo di Cuba
  26. ^ Inter-American commission on Human Rights
  27. ^ I poteri legislativo e giudiziario non sono quindi separati.
  28. ^ Cuba, commutata l'ultima condanna capitale
  29. ^ Pena di morte, Raul Castro: è sospesa ma non abolita a Cuba
  30. ^ Bain, Mervyn J., "Cuba—Soviet Relations in the Gorbachev Era", in Journal of Latin American Studies, 37, no. 4 (November 2005): 769-791.
  31. ^ “CINA E CUBA: ECCELLENTI RAPPORTI MULTILATERALI”
  32. ^ Cuba e Corea Democratica confermano appoggio mutuo
  33. ^ Centinaia di migliaia di cubaniin piazza contro Italia e Spagna
  34. ^ Fabio di Celmo, il parlamento italiano batte un colpo e chiede l'estradizione di Luís Posada Carriles
  35. ^ Voto record all'ONU per rimuovere embargo da Cuba, agenzia dell'AGI, del 30 ottobre 2007
  36. ^ Dati CIA World Factbook del 2006
  37. ^ Dati del 2002
  38. ^ Dati CIA World Factbook del 2006
  39. ^ Casamparo: Guida Case Particular Cuba
  40. ^ ICAIC in “Enciclopedia del Cinema” – Treccani
  41. ^ Da Cuba al Bahrain: se la Formula 1 diventa propaganda politica, F1WEB.it. URL consultato il 12 maggio 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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