Nigeria

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Nigeria
Nigeria – Bandiera Nigeria - Stemma
(dettagli)
Unità e Fede, Pace e Progresso
Nigeria - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica Federale della Nigeria
Nome ufficiale Federal Republic of Nigeria
Lingue ufficiali Inglese
Capitale Abuja  (1.078.700 ab.)
Politica
Forma di governo Repubblica presidenziale federale
Capo di Stato Goodluck Jonathan
Indipendenza 1º ottobre 1960
(dal Regno Unito)
Ingresso nell'ONU 7 ottobre 1960
Superficie
Totale 923.768 km² (32º)
 % delle acque 1,4 %
Popolazione
Totale 160.423.182 ab. (2012) ()
Densità 184 ab./km²
Tasso di crescita 2,553% (2012)[1]
Geografia
Continente Africa
Confini Benin, Ciad, Camerun, Niger
Fuso orario UTC +1
Economia
Valuta Naira
PIL (nominale) 270 211[2] milioni di $ (2012) (37º)
PIL pro capite (nominale) 1 640 $ (2012) (138º)
PIL (PPA) 444 349 milioni di $ (2012) (30º)
PIL pro capite (PPA) 2 697 $ (2012) (142º)
ISU (2011) 0,459 (basso) (156º)
Fecondità 5,5 (2011)[3]
Varie
Codici ISO 3166 NG, NGA, 566
TLD .ng
Prefisso tel. +234 (007 dal Kenya e dall'Uganda)
Sigla autom. WAN
Inno nazionale Arise, O Compatriots
Festa nazionale
Nigeria - Mappa
 

Coordinate: 9°N 8°E / 9°N 8°E9; 8

La Nigeria, ufficialmente Repubblica Federale della Nigeria, è un paese dell'Africa occidentale, il più popoloso del continente. Confina con il Benin ad ovest, il Ciad e il Camerun ad est, il Niger a nord e a sud si affaccia sull'Oceano Atlantico nel Golfo di Guinea. Settimo stato al mondo per popolazione, fa parte del Commonwealth of Nations. Le principali città, oltre all'attuale capitale Abuja (dal 1991) e a quella precedente, Lagos, sono: Abeokuta, Ibadan, Port Harcourt, Enugu, Kano, Kaduna, Jos e Benin City.

È una repubblica costituzionale di tipo federale comprendente 36 stati. Il territorio nigeriano è abitato sin dal 9000 a.C. e fu denominato Nigeria da Flora Shaw, futura moglie del Barone Lugard, nel XIX secolo. Dal punto di vista religioso la popolazione si divide quasi perfettamente tra cristiani e musulmani. L'economia dello Stato è in forte crescita, come dimostrano i dati del Fondo Monetario Internazionale del 2008 e del 2009.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Nigeria.

L'Impero di Kanem-Bornu vicino al Lago Ciad dominò la Nigeria settentrionale per oltre 600 anni, prosperando come un terminale del commercio nord-sud tra i Berberi del Nord Africa e le popolazioni delle foreste. Nel XVIII secolo gli stati hausa, a base cittadina, erano sotto il controllo dei Fulani, solo in parte islamizzati. Contro i loro corrotti costumi si levò la predicazione di Usman dan Fodio, anch'egli un fulani. Dopo alterne vicende, nel 1804, egli riuscì a vincere e a fondare un unico stato hausa che alla sua morte lasciò diviso tra il fratello (la parte occidentale con capitale Sokoto) ed il figlio.

Il territorio hausa, cioè dove la lingua hausa è parlata come prima lingua, si estende anche alla parte meridionale del Niger, dove gli Hausa sono maggioritari. Sia i regni di Oyo nel sud-ovest che il Benin nel sud-est svilupparono elaborati sistemi di organizzazione politica nel XV, XVI e XVII secolo. I regni di Ife e di Benin ci hanno lasciato apprezzati prodotti artistici in avorio, legno, bronzo e ottone.

Tra il XVII e il XIX secolo i viaggiatori e commercianti europei fondarono città portuali per incrementare la crescente tratta degli schiavi destinati alle Americhe. Materie prime e prodotti finiti sostituirono il commercio degli schiavi durante il XIX secolo. La Royal Niger Company fu fondata dal governo del Regno Unito nel 1886. La Nigeria divenne un protettorato britannico nel 1901, e colonia nel 1914. In risposta al crescente nazionalismo nigeriano che seguì la fine della Seconda guerra mondiale, I britannici guidarono la colonia verso l'autogoverno su base federale.

Alla Nigeria fu concessa la completa indipendenza il 1º ottobre 1961, come una federazione di tre regioni, ognuna delle quali manteneva in misura sostanziale un margine di autogoverno. Nel 1966, due colpi di stato consecutivi messi in atto da due gruppi differenti di ufficiali militari portarono il paese sotto il controllo dei militari. I leader del secondo golpe cercarono di accrescere i poteri del governo federale, e rimpiazzarono i governi regionali con 12 governi statali. Gli Igbo, il gruppo etnico dominante nella regione orientale, dichiararono l'indipendenza della Repubblica del Biafra nel 1967, il che portò ad una sanguinosa guerra civile che si concluse con la loro sconfitta nel 1970.

Nel 1975, un colpo di stato senza spargimento di sangue portò al potere Murtala Ramat Mohammed, che promise un rapido ritorno ad un governo civile del paese. Comunque, venne ucciso durante un tentativo fallito di colpo di stato, e gli successe il capo del suo staff, Olusegun Obasanjo. Una nuova costituzione venne ridisegnata nel 1977, e nel 1979 si tennero nuove elezioni, sostanzialmente democratiche, vinte da Shehu Shagari. La Nigeria ricadde sotto governo militare nel 1983, dopo un colpo di stato che istituì il Consiglio Militare Supremo come nuovo organo di governo del paese.

Dopo che le elezioni del 1993 vennero cancellate dal governo militare, il Generale Sani Abacha prese il potere. Quando, nel 1998, morì improvvisamente, Abdulsalami Abubakar divenne leader del CMS, ora conosciuto come Consiglio Governante Provvisorio. Riconfermò l'autorità della costituzione del 1979 e, nel 1999, elesse Olusegun Obasanjo alla carica di Presidente Federale nelle prime elezioni libere che si tenevano in 16 anni. Obsanjo e il suo partito sono riusciti inoltre a farsi riconfermare vincendo le turbolente elezioni del 2003. Nel mese di febbraio 2006 il Movimento per l'emancipazione del Delta del Niger (Mend) ha compiuto diversi attacchi a strutture petrolifere della regione, sia contro gli oleodotti che contro le intsllazioni industriali della Shell e dell'Agip, che sono culminati con il sequestro di tecnici anche stranieri che vi lavorano. Il movimento chiede che le ricchezze petrolifere vengano distribuite alla popolazione.

Le compagnie petrolifere internazionali che operano nel paese (ENI, Shell, Total, Chevron, Exxon Mobil) tramite Joint Venture in cui il partner di maggioranza è il governo Nigeriano, sono anche accusate di disastri ambientali. Alcune ONG, come Amnesty International[4],Environmental Rights Action[5], un importante studio di impatto ambientale del Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente[6] e inchieste giornalistiche[7], hanno denunciato come in Nigeria[8],[9] sia stato devastato il Delta del Niger[10],a causa delle fuoriuscite di petrolio dagli oleodotti che hanno contaminato falde acquifere, corsi d'acqua, foreste, mangrovie e campi coltivati dai quali le comunità locali traggono il proprio sostentamento (e che sono talvolta aggravate dai ritardi nella bonifica dei siti inquinati)[4].

Nello stesso Paese le compagnie petrolifere praticano il gas flaring, un processo fortemente inquinante per l'atmosfera, che crea un'enorme quantitativo di anidride carbonica[11][12]. La disastrosa situazione ambientale e sociale in cui versa il delta del Niger viene ribadita dalla sentenza della Corte di Giustizia della Comunità economica degli stati dell'Africa occidentale (Ecowas, dicembre 2012), che evidenzia come le compagnie petrolifere che operano nel paese (Nigerian National Petroleum Company, Shell Petroleum Development Company, ELF Petroleum Nigeria ltd, AGIP Nigeria PLC, Chevron Oil Nigeria PLC, Total Nigeria PLC and Exxon Mobil) siano responsabili, con la copertura del governo nazionale, per i gravi e ripetuti abusi perpetrati e sottolinea l'esigenza per il governo stesso di riportare tali società alle proprie responsabilità[4][13] Le elezioni tenutesi il 22 aprile 2007 hanno decretato vincitore Umaru Yar'Adua, delfino dell'attuale presidente Obasanjo, originario dello Stato di Katsina, musulmano. Le opposizioni hanno definito le elezioni "dei colossali brogli" ed anche vari osservatori internazionali hanno espresso pareri alquanto negativi riguardo alla regolarità delle elezioni.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Nigeria.
Elefanti nello Yankari

La Nigeria si trova nel Golfo di Guinea, dell'Africa Occidentale. Le città principali sono concentrate nelle pianure del sud. La parte centrale del paese è formata da colline e altipiani. A nord è prevalentemente occupata da pianure aride. I paesi confinanti sono Benin, Niger, Ciad e Camerun.

Il territorio ha una struttura piuttosto semplice; esso corrisponde a un antico piano che ha le sue parti eminenti nella sezione centro-settentrionale, dove affiorano, su vaste superfici, le formazioni cristalline archeozoiche dello zoccolo africano. Queste zone rilevate, che si configurano come una sorta di altopiano non molto elevato, rappresentano i resti di un antico rilievo via via spianato dall'erosione, che ha subito dei ringiovanimenti nell'Era Cenozoica, quando si sono delineate o definite le depressioni che completano il quadro del territorio nigeriano, come riflesso del più vasto assestamento crostale del continente africano. Esse sono: quella meridionale affacciata alla costa, quella percorsa dal Niger e quella del suo affluente Benué, infine quella settentrionale che rientra nella depressione continentale interna del Ciad. In queste aree depressionarie le formazioni archeozoiche sono coperte da strati sedimentari dovuti alle ingressioni periodiche del mare: sono particolarmente rappresentate da depositi del Cretaceo nelle sezioni centrali (depressioni del Niger e del Benué), da coltri del Cenozoico nella fascia meridionale e infine da formazioni recenti nelle aree marginali sia a nord, nel bacino ciadiano, sia a sud, nella fascia costiera. Il quadro geografico della Nigeria si completa con le formazioni vulcaniche, la cui origine è legata agli stessi assestamenti crustali già ricordati, presenti soprattutto nella sezione centrale del Paese, dove l'altopiano di Jos (o di Bauchi, 1.781 m) costituisce la parte più elevata del territorio nigeriano insieme con le dorsali più orientali (Monti Shebshi, 2.042 m). Dal punto di vista morfologico la Nigeria ha caratteristiche tipicamente africane, cioè profili maturi, aperti, rotti qua e là dalle eminenze di antichi rilievi residuali, da isolate alture granitiche, da antiche scarpate d'erosione. L'unica zona accidentata è quella centrale compresa tra il Niger e il Benué, il già ricordato Altopiano di Jos, solcato dalle valli che si irradiano verso le depressioni circostanti. Superfici estremamente piatte si hanno a nord, dove si trovano dune sabbiose fissate dalla vegetazione; il territorio si movimenta verso est, dove si hanno zone collinari e altopiani di rocce cristalline e in qualche caso, come nell'Altopiano di Biu, di rocce basaltiche. La sezione centro-meridionale presenta rilievi solo a ovest della confluenza del Niger e del Benué: caratteristiche intumescenze granitiche conferiscono un aspetto severo al paesaggio. Più a sud il rilievo si spegne progressivamente verso la fascia costiera, profonda in media 60–70 km, nella quale spicca la vasta superficie deltizia del Niger (circa 25 000 km²), che ha un fronte di 350 km ed è solcata da numerosi rami del fiume, i cosiddetti Oil Rivers, "fiumi dell'olio", perché attraversano una zona ricca di palme da olio. Al di fuori del delta la fascia costiera è orlata da lagune (la maggiore è quella di Lagos), che continuano quelle del litorale guineano.

Idrografia[modifica | modifica sorgente]

La Nigeria è approssimativamente divisa in queste tre regioni dai fiumi Niger e Benue, che percorrono il paese da nord-est a sud-ovest, per poi confluire al centro del paese, non lontano dalla nuova capitale federale Abuja. A questo punto i due fiumi uniti scorrono verso sud in direzione dell'oceano Atlantico, al cui incontro creano il delta del Niger.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Più che dalle componenti morfologiche, la varietà delle condizioni ambientali è determinata, in Nigeria, soprattutto dal clima. Esso varia da sud a nord secondo le modalità proprie delle vaste superfici continentali soggette ai ritmi stagionali alternati degli influssi delle masse d'aria marittime e continentali. Si hanno inverni asciutti ed estati piovose, con il progressivo attenuarsi verso nord degli apporti umidi oceanici. A questi è invece costantemente soggetta la fascia costiera e in particolare la regione deltizia del Niger, caratterizzata da un clima di tipo equatoriale. La stagione delle piogge dura da 4 a 7 mesi nella regione compresa tra i paralleli di 11º e 8º (da maggio o da giugno a settembre o a ottobre); dopo questo periodo succede la lunga stagione asciutta legata all'influsso dell'anticiclone sahariano che genera venti caratteristici, secchi, come l'harmattan. A sud di questa fascia la stagione piovosa dura circa 7 mesi. Nella zona costiera a clima equatoriale infine le piogge sono omogeneamente distribuite nel corso dell'anno, pur attenuandosi un poco nei mesi invernali. Nell'insieme dell'annata le precipitazioni raggiungono qui i 2.500 mm; nella fascia intermedia oscillano tra i 1.000 e i 1.500 mm; infine nella fascia settentrionale passano dai 1.000 ai 500 mm verso nord. Per quanto riguarda i valori termici, si passa dalle medie equatoriali dei 25-26 °C della fascia costiera, ai 26-30 °C delle zone intermedie, in cui le oscillazioni sono più sensibili; nella parte settentrionale, infine, ai valori massimi di 38-41 °C si oppongono le medie minime di 13-16 °C. I massimi si verificano qui nell'imminenza della stagione delle piogge (aprile).

Popolazioni[modifica | modifica sorgente]

Demografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Demografia della Nigeria.

Stato più popoloso dell'Africa, in Nigeria abita approssimativamente un quinto della popolazione dell'Africa intera. Nonostante meno del 25% dei Nigeriani viva in un'area urbana, all'incirca 24 città hanno più di 100.000 abitanti.

Etnie[modifica | modifica sorgente]

La grande varietà di lingue, costumi e tradizioni tra i 250 gruppi etnici nigeriani danno al paese una ricca diversità. Il gruppo etnico dominante nel nord è quello degli Hausa-Fulani, la maggioranza dei quali è di religione islamica.

La popolazione Yoruba è predominante nel sud-ovest. Di estrazione Yoruba è Olusegun Obasanjo, presidente dal 1999 al 2006. L'etnia Igbo è invece predominante nell'area sud-orientale. Le popolazioni meridionali sono in maggioranza di religione cristiana.

Yoruba, Hausa-Fulani e Igbo formano i cosiddetti Big Three che hanno caratterizzato la conflittualità politica e militare di tutta la storia indipendente nigeriana, a partire dal 1960. La questione fondamentale riguarda l'allocazione delle risorse e il power-sharing a livello politico-militare tra il Settentrione e il Meridione, questione che ha sempre visto uno squilibrio favorevole al nord musulmano, in contrasto con la maggior produttività, emancipazione culturale ed imprenditoriale del sud cristiano. L'allocazione ineguale delle risorse a livello regionale ha portato al conflitto civile più sanguinoso e turbolento della storia della Nigeria, ossia la guerra del Biafra del 1967, tentativo di secessione della regione sud-orientale abitata dall'etnia Igbo.

Ancora oggi, la questione etnico-localistica è al centro del dibattito politico-economico del gigante africano, con particolare rilievo per le rivendicazioni delle minoranze del Delta del Niger, in testa Ijaw, Ilaje, Urhobo ed Ogoni, che sfociano in violenze contro la federazione e contro le multinazionali petrolifere installate nella regione, una su tutte la Shell, accusate di sfruttare economicamente le risorse petrolifere senza contribuire al mantenimento ecologico e non curanti di una giusta redistribuzione dei profitti. Di origine Ijaw è il movimento Ijaw Youth Council (IYC) che opera con interventi armati e con sequestri di personale tecnico delle raffinerie.

Altri gruppi etnici minoritari del nord sono i Nupe, i Tiv, e i Kanuri. Nella Middle Belt troviamo Igbirra, Idoma, Igala e Birom.

La frammentazione della Federazione Nigeriana (altrimenti detta balcanizzazione), altro non è che il tentativo di fornire maggior rappresentanza politica e potere economico ad ogni singola etnia. La balcanizzazione ha portato dalle 3 macroregioni post indipendenza (che rappresentavano i suddetti Big Three) ad un totale di 36 stati odierni. Attualmente, nel Delta del Niger, vi sono delle pressioni affinché siano creati 3 nuovi stati in rappresentanza di Ilaje, Urhobo e Ijaw, quali unica soluzione ai conflitti etnici che infiammano la regione.

Religioni[modifica | modifica sorgente]

Gli Hausa-Fulani che vivono nel nord sono in maggioranza di religione islamica. Oltre la metà degli Yoruba (che vivono nel sud-ovest) è di religione cristiana e circa un quarto islamica, mentre la parte restante segue le religioni animiste tradizionali. Gli Igbo sono in grande maggioranza cristiani, e sono il gruppo etnico prevalente nel sud-est. Tra di essi i Cattolici di rito Romano sono predominanti, ma ci sono anche la Chiesa Anglicana, Pentecostale e altri culti Evangelici, specialmente ha grande seguito tra la popolazione il pastore nigeriano T. B. Joshua. In questa zona vivono anche altre comunità etniche di Efik, Ibibio/Annang, Edo e Ijaw, tutte cristiane in grande maggioranza. In Nigeria sono presenti anche 344.342 testimoni di Geova.[14] Negli anni recenti si è assistito a frequenti scontri violenti fra gruppi cristiani e islamici, particolarmente nel nord del paese dove, dopo varie pressioni, la legge islamica o Sharia è stata introdotta nell'ordinamento di alcuni stati settentrionali.

Tra il 2011 e il 2012 si sono registrati numerosi attentati e ripetute stragi contro i cristiani, in particolare in occasione del Natale[15] e della Pasqua[16], con l'obiettivo di provocare una pulizia etnica: esponenti dell'integralismo islamico hanno infatti posto un ultimatum con il quale ingiungono a tutti i cristiani residenti nel nord di abbandonare tutto e andare via[17].

Lingue[modifica | modifica sorgente]

La lingua di comunicazione utilizzata tra persone di etnie diverse è l'inglese, prevalentemente in una versione semplificata e africanizzata detta comunemente broken english o pidgin english. Molti nigeriani, oltre alla lingua madre della propria etnia, ne conoscono almeno una seconda. Hausa, yoruba e igbo sono le lingue nigeriane più parlate.

Ordinamento dello Stato[modifica | modifica sorgente]

Repubblica federale

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stati della Nigeria.

La Nigeria è divisa in 36 stati e 1 territorio. Da segnalare che alcuni Stati sono dotati di Principi maomettani o Sultani. Il più importante Sultanato è Sokoto, il cui Sultano è ufficialmente la massima autorità islamica del Paese.

Ogni stato elegge il proprio Governatore che nomina un Consiglio Esecutivo, e un Parlamento dell'assemblea unicamerale.



NigeriaNumbered.png

Città principali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Città della Nigeria.

Nel 2010 la Nigeria conta 10 città con una popolazione superiore al milione, e circa 70 città con più di 100.000 abitanti. I dati sulla popolazione non sono tuttavia sempre affidabili, dato che vengono spesso contestati e strumentalizzati per le tensioni etniche presenti nel paese[18]: Secondo il sito World Gazeteer[19], le prime 10 città nigeriane sono:

Panorama di Lagos, la maggiore città del paese
  1. Lagos, 9.968.455 abitanti, circa 15.500.000 nell'area metropolitana
  2. Ibadan, 5.175.223
  3. Benin City, 2.406.697
  4. Kano, 2.376.372, più di 3.500.000 nell'area metropolitana
  5. Port Harcourt, 2.100.711
  6. Kaduna, 2.061.175
  7. Aba, 1.597.296
  8. Abuja, capitale federale, 1.352.679
  9. Maiduguri, 1.126.195
  10. Ilorin, 1.084.681

Istituzioni[modifica | modifica sorgente]

Politica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Politica della Nigeria.

La Nigeria è una Repubblica Federale composta da 36 stati più il Territorio della Capitale Federale di Abuja.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Economia della Nigeria.
Acciaieria di Ajaokuta

L'economia nigeriana, ricca grazie al petrolio ma dipendente da esso, per lungo tempo intralciata dall'instabilità politica, dalla corruzione e dalle carenze nella gestione delle politiche macroeconomiche, sta ora subendo sostanziali riforme da parte della nuova amministrazione civile sostituitasi ai governi militari. I precedenti governanti (militari) della Nigeria non hanno perseguito la via della diversificazione dell'economia che resta quindi dipendente dal settore petrolifero, che fornisce il 30% del Pil, l'85% delle esportazioni (in valore) e approssimativamente il 65% delle entrate statali. Il settore agricolo rimane caratterizzato prevalentemente da un'agricoltura di sussistenza che non ha potuto far fronte alle necessità di una popolazione in rapida crescita; di conseguenza la Nigeria, che precedentemente era un grande esportatore netto di prodotti alimentari, ne è diventata ora un importatore. La caccia è molto praticata. È anche uno dei paesi più sviluppati industrialmente in tutta l'Africa.

Le risorse minerarie includono, oltre al petrolio, carbone e stagno. I principali prodotti agricoli sono olio di palma, cocco, agrumi, mais, cassava, yam e canna da zucchero.

Nel 1960 la Nigeria, un tempo nota come il Paese degli "oil rivers", era il primo produttore ed esportatore mondiale di olio di palma, ma all'inizio degli anni ottanta ne è diventato un paese importatore. Nel 1984 ha importato 110.000 tonnellate di olio di palma dalla Malesia e l'anno successivo ha stipulato un contratto di approvvigionamento a lungo termine con questo Paese.

La produzione di arachidi è crollata a partire dal 1975 e gli enti di commercializzazione dell'arachide, che nel 1972 avevano acquistato circa 454.000 tonnellate di questo prodotto, nel 1978 ne hanno acquistate 50.

La produzione di zucchero è aumentata molto a partire dal 1961, ma anche la sua richiesta interna e di conseguenza il saldo esportazioni-importazioni è diminuito drasticamente fra il 1970 e il 1980.

Sanità[modifica | modifica sorgente]

Gli sforzi dell'Organizzazione mondiale della sanità per sradicare a livello mondiale la poliomielite sono stati in parte vanificati dal caos politico del paese. Nel nord della Nigeria, infatti, ha avuto luogo circa metà dei casi documentati di polio a livello mondiale nel 2003, ma i capi religiosi musulmani hanno ripetutamente inveito contro le vaccinazioni, denunciandole come un tentativo dei paesi occidentali per sterilizzare le ragazze musulmane nigeriane. Il programma nazionale di vaccinazioni venne sospeso in molti stati del nord nell'agosto del 2003, e da allora i casi sono quasi quintuplicati (119 casi nel primo trimestre del 2004, contro i 24 nell'intero 2003). Nel maggio 2004, partendo dal nord della Nigeria, vari casi di polio sono stati segnalati anche in una serie di nazioni africane confinanti dove la poliomielite era stata precedentemente debellata totalmente con successo. Il 18 maggio 2004, lo Stato di Kano ha acconsentito a riprendere il programma di vaccinazioni, utilizzando però solo vaccini prodotti in Indonesia, e non quelli prodotti negli USA.

Arte[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Musica della Nigeria.

L'arte nigeriana si può suddividere in alcune fasi ben precise: Nok, Igbo-Ukwu, Ife, Tsoede e Benin.

L'arte di Nok, datata tra il 500 a.C. e il 200 d.C., realizzò le più antiche sculture in terracotta subsahariane note fino ad oggi. Sia la cultura sia l'arte connessa non sembrano rappresentare un punto zero di una tradizione artistica, in quanto le sculture sono già molto complesse e sofisticate e quindi gli esperti ipotizzano la presenza di una fase culturale precedente che abbia influenzato la cultura Nok.[20] Le sculture rintracciate appartengono ad un'area estesa cinquecento per centottanta chilometri a Nord dell'intersezione tra i fiumi Niger e Benue, e rappresentano soprattutto figure animali realistiche, ma anche scene prese dall'agricoltura, e questo fatto dimostra l'abilità degli scultori nel convertire immagini e idee ispirate dalla natura in prodotti solidi e duraturi nel tempo. La cultura di Nok amava gli ornamenti, come per esempio i grani decorativi. Lo stile di Nok mostra elementi peculiari, come per esempio il trattamento degli occhi e sopracciglio entrambi a semicerchio, il foro presente negli occhi, nelle narici, nelle labbra e nelle orecchie, la posizione anomala delle orecchie poste spesso dietro la testa, una grande raffinatezza delle rappresentazioni delle capigliature.

L'arte di Igbo-Ukwu, compresa tra il IX secolo e il XI secolo, dedicò molto impegno alla produzione di oggetti di bronzo realizzati con grande padronanza della fusione a cera persa talvolta effettuata in fasi successive, oltre a vasi, catene di rame, braccialetti e ornamenti vari. Inoltre l'arte di Igbo-Ukwu sviluppò con molta cura le decorazioni funerarie e le perle vitree. L'originalità più evidente di questa arte fu il grande impegno profuso per le decorazioni superficiali, costituite da piccoli insetti o da sottili spirali.

L'arte di Ife, iniziata con il XII secolo, è emblematicamente rappresentata dal reperto della testa in bronzo, scoperta nel 1910, e che dovrebbe raffigurare la divinità del mare Olokun.[20] Altre teste bronzee vennero alla luce in una successiva scoperta, nel 1938. Ai giorni nostri sono arrivate un buon numero di teste di terracotta e di bronzo, oltre ad un complesso di vasi e di altri oggetti trovati in un santuario della divinità del fiume Oshun. L'arte di Ife è una delle poche, tra quelle africane, a rappresentare la figura umana con grande realismo e abbonda dell'uso di maschere a fini cerimoniali. L'arte di Ife evidenzia qualche segno di continuità rispetto a quella precedente di Nok e qualche elemento di influenza sulle arti successive come quella Benin.

L'arte di Tsoede, a partire dal XIII secolo si distinse per i famosi bronzi, composti da figure maschili, quali il guerriero, e femminili e di animali. La caratteristica di questa arte è l'asimmetricità delle figure e la loro proporzionalità realistica.

L'arte Benin, dal XIV secolo al XVIII secolo, produsse innumerevoli sculture in avorio e in bronzo che sono conservate nei musei in tutto il mondo. Fu un'arte regale, dato che solo il re poteva commissionare le sculture di bronzo ed è suddivisibile in tre periodi:[21] quello Iniziale, il Medio e il Tardo. In quello Iniziale le teste tesero a simboleggiare più che a ritrarre i sovrani. Nel Periodo Medio, durante il quale furono realizzate le decorazioni del palazzo reale, che occupava quasi mezza città; le colonne di legno, che sostenevano il tetto, vennero impreziosite con placche bronzee raffiguranti scene di corte e mostrano un'evoluzione dello stile dal basso all'alto rilievo. Nel Periodo Tardo, le teste bronzee divennero più pesanti e servirono anche come base per zanne lunghe oltre il metro.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Il calcio è uno degli sport più praticati in Nigeria. Fra i calciatori nigeriani di livello internazionale si possono citare Jay-Jay Okocha, Taribo West, Obafemi Martins, Chinedu Dike, Nwankwo Kanu e John Obi Mikel. Tra gli sport più praticati ci sono la pallacanestro e il rugby.

Personalità[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Population growth rate in CIA World Factbook. URL consultato il 28-2-2013.
  2. ^ Dati dal Fondo Monetario Internazionale, ottobre 2013
  3. ^ Tasso di fertilità nel 2011. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  4. ^ a b c Io pretendo dignità - Responsabilità delle aziende - Nigeria
  5. ^ Eni in Nigeria: “Scaroni mente” - Nigrizia.it
  6. ^ Nigeria
  7. ^ Report smaschera Eni e Shell: hanno rovinato il Delta del Niger - Pianeta.it
  8. ^ L'Eni, il delta del Niger e gli scempi ambientali delle multinazionali | Multinazionali - ilCambiamento.it
  9. ^ http://www.missionaridafrica.org/news.asp?t=04%2F10%2F2012+5.18.47&anno=2011&p=108
  10. ^ Appello - Delta del Niger: "Strappa un impegno a Eni!"
  11. ^ Eni in Nigeria: “Scaroni mente” - Nigrizia.it
  12. ^ Diritti Globali - Il Delta del Niger irrompe nell'assemblea degli azionisti Eni
  13. ^ http://www.courtecowas.org/site2012/pdf_files/decisions/judgements/2012/SERAP_V_FEDERAL_REPUBLIC_OF_NIGERIA.pdf
  14. ^ Annuario dei Testimoni di Geova 2013, pagina 184 (ISBN non esistente)
  15. ^ Corriere della Sera, Terrore in Nigeria, bombe contro chiese cattoliche durante la messa di Natale, 25 dicembre 2011.
  16. ^ La Stampa, Strage alla chiesa cristiana. Pasqua di sangue in Nigeria, 8 aprile 2012.
  17. ^ La Stampa Nigeria, un altro massacro di cristiani, 6 gennaio 2012
  18. ^ Felix Onuah, Nigeria gives census result, avoids risky details, Reuters, 29 dicembre 2006. URL consultato il 23-11-2008.
  19. ^ www.World Gazeteer.com. Si veda anche www.geonames.org, che riporta dati differenti.
  20. ^ a b "Tesori dell'antica Nigeria", di Ekpo Eyo, a cura dell'Università Internazionale dell'Arte di Firenze, Firenze, 1984, pag.19-39
  21. ^ "Tesori dell'antica Nigeria", di Frank Willet, a cura dell'Università Internazionale dell'Arte di Firenze, Firenze, 1984, pag.41-64

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • ICOM, Red List, International Council of Museums [1]
  • Fabio Maniscalco, Archaeological Looting and the Protection of Cultural Property in Nigeria, in "Web Journal on Cultural Patrimony", vol. 1, 2006 [2]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]