Adua

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Adua
città
Adwa
Adua – Veduta
Localizzazione
StatoEtiopia Etiopia
RegioneTigrè
ZonaMehakelegnaw
WoredaAdua
Territorio
Coordinate14°10′N 38°54′E / 14.166667°N 38.9°E14.166667; 38.9 (Adua)Coordinate: 14°10′N 38°54′E / 14.166667°N 38.9°E14.166667; 38.9 (Adua)
Altitudine1 907[1] m s.l.m.
Abitanti40 500[2] (cens. 2007)
Altre informazioni
Fuso orarioUTC+3
Cartografia
Mappa di localizzazione: Etiopia
Adua
Adua
Sito istituzionale

Adua (anche chiamata Adowa, Aduwa o Adwa) è una città situata nella montagnosa regione di Tigrè, nell'Etiopia settentrionale, nota nel mondo principalmente per l'omonima battaglia del 1896, in cui i soldati etiopi vinsero le truppe italiane, facendo così della loro nazione una delle poche in Africa a sconfiggere una potenza europea.

Situata poco a sud di Asmara, tra le città di Axum e Adigrat, Adua è un importante centro agricolo e sede di importanti attività mercantili per le zone circostanti. La città ospita alcune chiese, come il Monastero di Abba Garima (della chiesa ortodossa etiope), fondato nel VI secolo e famoso per il suo antichissimo vangelo. Inoltre, nelle vicinanze vi era anche il piccolo centro di Fremona, che nel XVI secolo funse da base per i gesuiti in missione di conversione religiosa dell'Etiopia al cattolicesimo, ma che sul finire del XVII secolo fu abbandonato.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Testa di Mussolini scolpita nella roccia ad Adua

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Richard Pankhurst, accademico britannico specializzato negli studi sull'Etiopia, il nome di Adua deriva da Adi Awa (o Wa), che significa "Villaggio degli Awa"; i quali sono un gruppo etnico citato nell'anonimo Monumentum Adulitanum rinvenuto nel sito archeologico di Adulis.[3] Francisco Alvares, religioso e viaggiatore portoghese, riporta inoltre che la spedizione lusitana in Etiopia toccò Adua, da lui chiamata "Casa di San Michele", nell'agosto del 1520.[4]

Nonostante le sue presunte antiche origini, Adua acquisì maggiore importanza soltanto dopo che la capitale fu stabilita a Gondar. Come notò l'esploratore scozzese James Bruce, Adua era situata su "un territorio piano attraverso il quale deve passare chiunque sia diretto da Gondar verso il Mar Rosso", e infatti per passare per essa si dovevano pagare pedaggi.[5] Dal 1700, diventò la città in cui risiedeva il governatore della Regione dei Tigrè, crescendo al punto da eclissare Debarwa, città commerciale nonché sede tradizionale del Bahr Negus in quanto città più importante del nord del paese. Adua diventò così importante nei decenni successivi che nel XIX secolo era una sorta di colonia di mercanti greci.[4]

Adua città commerciale[modifica | modifica wikitesto]

Diventata un importante snodo per i traffici commerciali, Adua fu spesso menzionata nelle biografie di numerosi europei del XIX secolo che si recavano in visita in Etiopia, tra cui possiamo citare l'egittologo Henry Salt e i fratelli Arnaud Michel d'Abbadie e Antoine Thomson d'Abbadie.

Era moderna[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1896 si svolse ad Adua l'omonima battaglia, in cui circa 100 000 combattenti etiopi sconfissero le truppe del Regio Corpo Truppe Coloniali d'Eritrea, calcolate in 17 700 uomini. La battaglia segnò un arresto del colonialismo italiano e la caduta del governo Crispi IV. Il mito negativo di tale sconfitta fu sfruttato dalla propaganda fascista per fare accettare all'opinione pubblica italiana la Guerra d'Etiopia del 1935-1936.

Adua (Nome)[modifica | modifica wikitesto]

Adua nel corso del tempo divenne un nome proprio femminile.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fallingrain - Adwa Archiviato il 9 agosto 2007 in Internet Archive.
  2. ^ Census-2007 Report - Statistical Amhara
  3. ^ Richard K.P. Pankhurst, History of Ethiopian Towns: From the Middle Ages to the Early Nineteenth Century, Wiesbaden, Franz Steiner Verlag, 1982, vol. 1 p. 192.
  4. ^ a b (EN) "Local History in Ethiopia"[collegamento interrotto] The Nordic Africa Institute website (accessed 12 December 2007)
  5. ^ Pankhurst, Ethiopian Towns, vol. 1 p. 194.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Richard R.K. Pankhurst, History of Ethiopian Towns: From the Middle Ages to the Early Nineteenth Century, Wiesbaden, Franz Steiner Verlag, 1982, p. 192.
  • Pankhurst, Ethiopian Towns, p. 194.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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