Yeha

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Yeha
città
Rovine del tempio
Rovine del tempio
Localizzazione
Stato Etiopia Etiopia
Regione Tigrè
Zona Mehakelegnaw
Territorio
Coordinate 14°17′N 39°01′E / 14.283333°N 39.016667°E14.283333; 39.016667 (Yeha)Coordinate: 14°17′N 39°01′E / 14.283333°N 39.016667°E14.283333; 39.016667 (Yeha)
Abitanti
Altre informazioni
Fuso orario UTC+3
Cartografia
Mappa di localizzazione: Etiopia
Yeha
Yeha

Yeha (ge'ez: ይሐ yiḥa, antico alfabeto arabo meridionale: Himjar ha2.PNGHimjar wa.PNG ḤW)[1] è una città situata in Etiopia settentrionale, nella zona Mehakelegnaw della regione dei Tigrè. L'Agenzia Centrale di Statistica non ha ancora pubblicato le stime della popolazione aggiornate al 2005.

Archeologia[modifica | modifica wikitesto]

La più antica struttura tuttora esistente dell'Etiopia si trova a Yeha, ed è il tempio. Si tratta di una torre costruita in stile sabeiano, e datata grazie a comparazione con le altre antiche strutture dell'Arabia meridionale attorno al 700 a.C. Nonostante non sia mai stata effettuata una datazione al carbonio-14, i test effettuati su alcuni campioni raccolti a Yeha hanno permesso di datare la Grande Torre, e questa datazione è supportata dalle locali iscrizioni.[2] David Phillipson ne attribuisce l'"eccellente conservazione" a due fattori, "la cura con cui gli originali costruttori hanno costruito solide fondamenta, poste su roccia irregolare, ed al suo riutilizzo -- forse all'inizio del VI secolo -- come chiesa cristiana".[2] I due altri siti archeologici di Yeha sono Grat Beal Gebri, un complesso di rovine formato da un portico largo 10 metri, due file di pilastri quadrati ed un cimitero contenente numerose tombe in pietra studiate per la prima volta negli anni sessanta. Qualcuno ha ipotizzato che una di queste tombe contenga i resti di un re, mentre altri credono che l'antica zona residenziale si trovasse un chilometro ad est dell'odierno villaggio.[3]

Yeha è anche il luogo in cui si trova un monastero etiope ortodosso, fondato secondo la tradizione da Abba Aftse, uno dei Nove santi. Nella sua descrizione dell'Etiopia, Francisco Álvares cita una visita a questa città nel 1520 (che egli chiama "Abbafaçem"), e fornisce la descrizione di un'antica torre, del monastero, e della chiesa locale.[4] Questa chiesa era il Grande Tempio riconsacrato, oppure un edificio ora distrutto che la Deutsche Aksum-Expedition descrisse all'inizio del XX secolo. L'odierna struttura, che esibisce caratteristiche architettoniche di Aksum, fu costruita tra il 1948 ed il 1949.[5]

Yeha ha ospitato anche numerosi scavi archeologici, a partire da quelli operati nel 1952 dall'Istituto Etiope di Archeologia. Gli scavi furono interrotti durante il regime Derg.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ E. Bernand, A.J. Drewes, R. Schneiderm Recueil des inscriptions de l'éthiopie des périodes pré-axoumite et axoumite. Académie des inscriptions et belle-lettres. Diffusion de Broccard: Parigi, 1991, pp. 109-110
  2. ^ a b David W. Phillipson, Ancient Churches of Ethiopia (New Haven: Yale University Press, 2009), p. 36
  3. ^ Phillipson, Ancient Churches, pp. 32, 37
  4. ^ Francisco Alvarez, The Prester John of the Indies tradotto da C. F. Beckingham e G. W. B. Huntingford (Cambridge: Hakluyt Society, 1961), pp. 140f
  5. ^ Phillipson, Ancient Churches, p. 37

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