Incidente di Ual Ual

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Incidente di Ual Ual
Fortino di Ual Ual
Fortino di Ual Ual
Data 5 dicembre 1934[1]
Luogo Ual Ual, al confine tra Etiopia e Somalia Italiana
Esito Breve accordo tra Italia e Etiopia su pressione della Società delle Nazioni, poi sfociato nella Guerra d'Etiopia
Schieramenti
Comandanti
Perdite
50 morti 150 morti
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Lo scontro noto come incidente di Ual Ual fu uno scontro sostenuto da truppe irregolari etiopiche e truppe coloniali italiane per il possesso della omonima località di confine nel dicembre 1934, che preluse alla guerra d'Etiopia.

Premesse[modifica | modifica sorgente]

Ual Ual (conosciuta anche come Walwal o Welwel) era un importante complesso di 359 pozzi utilizzato dai nomadi somali, inglesi, italiani e etiopici, situato all'interno dei deserti dell'Ogaden, in una zona dove i confini non erano ben definiti, tra la Somalia italiana e l'impero etiopico[2]. Nel 1930 il pozzo fu occupato da una formazione di truppe coloniali somale italiane (i dubat, letteralmente turbanti bianchi), perché faceva parte secondo i somali e gli italiani dei territori avuti dai sultani somali di Obbia, poi ceduti all'Italia[3], ma in realtà di incerta appartenenza. L'imperatore, teso ad affermare i diritti dell'Etiopia sull'Ogaden, aveva nominato governatore dell'Harar il deggiasmach Gabré Mariam, figlio del Negus Uolde Ghiorghis re di Gondar[4]. Nel 1931 Ghebre Mariam portò nel deserto una formazione di quindicimila uomini in una rapida spedizione contro i dubat di confine.[senza fonte]

Inoltre gli inglesi, presenti in area tramite le loro colonie in Sudan e Kenya appoggiavano gli etiopici nei loro rapporti con gli italiani presenziando ad una commissione mista che aveva il compito di dirimere le dispute di confine.

Il Corno d'Africa e l'Arabia sud occidentale verso il 1930 prima della Guerra d'Etiopia. Ual Ual viene indicata con la grafia inglese Walwal o Welwel e sarebbe dentro il territorio etiopico secondo la mappa, redatta dalla Biblioteca del Congresso statunitense. La mappa però specifica "Boundary representation not necessarily authoritative", cioè "La rappresentazione dei confini non è necessariamente autorevole", e Ual Ual vi figura nonostante sia un minuscolo fortino con il villaggio più vicino a 20 km. Di certo allo stato attuale la località è poco più di 100 km entro i confini etiopici[5].

Lo scontro[modifica | modifica sorgente]

Ual Ual fu presidiato da una sessantina di soldati somali, i dubat, alle dipendenze del graduato somalo Alì Uelie; il presidio era appoggiato dal più consistente presidio di Uarder dotato di mitragliatrici e cannoni, comandato dal capitano Roberto Cimmaruta[3], soprannominato Anda at (occhi chiari). Minacciato durante il mese di luglio da Omar Samantar, un ribelle che aveva già ucciso un ufficiale italiano[6], e che aveva ricevuto l'ordine da Gabré Mariam di occupare i pozzi, tornò il 22 novembre[7] con un migliaio di seguaci, comandati da tre fitaurari (capi militari) etiopici, tra i quali Sciferra, governatore dell'Ogaden. Il graduato somalo rifiutò di ritirarsi nonostante le minacce etiopiche ed organizzò un incontro con il capitano Cimmaruta, mentre gli etiopi si fortificavano nei pressi delle posizioni italiane[8].

Mentre la commissione anglo-etiopica inviava una nota di protesta presso il presidio di Uarder contro l'impedimento alla libera circolazione in Etiopia che presupponeva appunto l'appartenenza di Ual Ual al suolo etiopico[9], Cimmaruta richiedeva un colloquio con il comandante della missione inglese, colonnello Clifford. A questo colloquio la delegazione etiopica si presentò con Omar Samantar ed il figlio tra i negoziatori[9]. Durante l'incontro, il campo etiopico fu sorvolato da velivoli italiani in ricognizione, ed uno degli aerei sparò anche alcuni colpi di mitragliera, come verrà scoperto in seguito[9]. La delegazione inglese in seguito interruppe i colloqui ritirandosi mentre gli etiopici, che avevano ricevuto rinforzi in uomini (arrivando a 1200) e mitragliatrici, iniziarono un confronto dapprima verbale che si protrasse per dieci giorni[10]

Il 5 dicembre, ad un'ora dal tramonto, gli etiopici iniziarono l'attacco avanzando e sparando contro le posizioni italiane. Nonostante un contrattacco dei dubat che abbatté il fitaurari Alemajo durante un tentativo etiopico di aggiramento sul fianco, aveva ucciso o ferito una novantina di dubat sui 400 circa presenti ed esaurito le munizioni dei difensori[11].

Da Uarder, distante 20 km da Ual Ual, arrivò una colonna di soccorso guidata da Cimmaruta ed appoggiata da aeroplani e due autoblindo, che spezzò l'impeto degli attaccanti e "trasformò l'impeto degli etiopi in rotta."[9]

Secondo alcune fonti legate allo stesso Cimmaruta invece la responsabilità dell'accaduto è da addebitarsi alle sole forze abissine, e ai consiglieri inglesi, come il colonnello Clifford[12]. Inoltre anche secondo Quirico l'incidente venne ampiamente organizzato e cercato dall'imperatore Hailé Selassié, che credeva di poter alzare con successo la pressione sugli italiani[8]; d'altro canto anche l'Italia vedeva il confronto come una valida occasione per motivare la futura campagna d'Etiopia e nulla fece per evitarlo[8].

Il seguito[modifica | modifica sorgente]

La questione dell'incidente di Ual Ual giunse infine al vaglio della Società delle Nazioni: la Commissione d'arbitrato da essa incardinata sull'affare, a cui l'Italia chiamò a partecipare l'ambasciatore conte Aldovrandi ed il consigliere di Stato Raffaele Montagna, ritenne di assolvere ambo le parti da qualsivolgia imputazione[13].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Quirico, p. 274.
  2. ^ Quirico, p. 268.
  3. ^ a b Quirico, p. 269.
  4. ^ Shoa3
  5. ^ http://maps.google.it/maps?f=q&source=s_q&hl=it&geocode=&q=Walwal,+Somali,+Etiopia&sll=41.442726,12.392578&sspn=17.50952,28.256836&ie=UTF8&hq=&hnear=Welwel,+Regione+di+Somali,+Etiopia&ll=6.915521,44.813232&spn=5.799763,7.064209&z=7 La collocazione attuale di Ual Ual secondo Google Maps
  6. ^ Quirico, pp. 261,262.
  7. ^ Quirico, p. 267.
  8. ^ a b c Quirico, p. 271.
  9. ^ a b c d Quirico, p. 272.
  10. ^ Quirico, p. 273.
  11. ^ Quirico, pp. 274-275.
  12. ^ Il tutto è ampiamente documentato nel libro del maggiore Roberto Cimmarruta "Ual Ual", edito dal Clu Genova nel giugno 2009.
  13. ^ Yearbook of the International Law Commission. URL consultato il 22 lug 2010. p. 184: "... these first incidents, following on that at Walwal, were accidental in character, while the others were for the most part not serious and not at all uncommon in the region in which they took place. In the circumstances, the Commission is of the opinion that there are no grounds for finding any international responsibility for these minor incidents."

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]