Default (finanza)

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In finanza viene definita come situazione di default (in italiano insolvenza[1]) l'incapacità tecnica di un'emittente di rispettare le clausole contrattuali previste dal regolamento del finanziamento. Ad esempio è la situazione in cui incorre uno Stato quando dichiara insolvenza o fallimento (insolvenza sovrana).

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il default può essere formale o sostanziale:

  • Formale, laddove un'emittente non rispetti determinati indici di copertura o patrimoniali tali per cui il prestito potrebbe subire una significativa modifica del proprio merito di credito;
  • Sostanziale allorché un'emittente non sia materialmente in grado di corrispondere le rate di interesse o di rimborso del capitale alla naturale scadenza di ciascuna.

Default dopo Basilea 2[modifica | modifica wikitesto]

L'accordo Basilea 2 ha modificato in modo importante e oggettivo la definizione di default del soggetto passivo di un credito.

Per esposizioni in default si intendono: sofferenze, incagli, crediti ristrutturati, crediti scaduti e/o sconfinanti.

  • Sofferenza: esposizione verso una controparte in stato di insolvenza (anche se non accertato giudizialmente) o in situazione equiparabile, indipendentemente dalla previsione di perdita formulata dalla banca e dalla presenza di garanzie.
  • Incaglio: esposizione verso una controparte in temporanea difficoltà – definita sulla base di fattori oggettivi – che si ritiene possa essere superata in un congruo periodo di tempo.
  • Credito ristrutturato: esposizione nella quale una banca o un pool di banche, a causa del deterioramento della situazione economico-finanziaria del debitore, ha/hanno modificato le condizioni originarie del prestito (riscadenzamento dei termini; riduzione del tasso di interesse), determinando l’emersione di una perdita.
  • Rientrano tra i crediti scaduti e/o sconfinanti quelli per cui:
    • il debitore è in ritardo su una obbligazione creditizia verso la banca o il gruppo bancario da oltre 90 giorni;
    • la soglia di “rilevanza” è pari al 5% dell’esposizione.

Per le esposizioni al dettaglio le banche possono adottare, limitatamente ai crediti scaduti o sconfinanti, una definizione di default a livello di singola transazione, se coerente con le proprie prassi gestionali. Per i crediti corporate si applica la calusola cross default, ossia l'insolvenza su una linea di credito causa il default di tutti i crediti nei confronti del debitore.

Non determinano un default le seguenti modifiche delle originarie condizioni contrattuali

  • riscadenzamento dei crediti e la concessione di proroghe
  • dilazioni, rinnovi o ampliamenti di linee di credito

Tali modifiche non devono dipendere dal deterioramento delle condizioni economico-finanziarie del debitore ovvero non devono dare luogo a una perdita.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dizionario di italiano Hoepli: insolvenza.
  2. ^ Banca d'Italia, Circolare n 263 del 27 dicembre 2006.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • de Servigny, Arnaud and Olivier Renault, The Standard & Poor's Guide to Measuring and Managing Credit Risk, McGraw-Hill, 2004, ISBN 13ISBN non valido (aiuto), 978-0071417556.
  • Duffie, Darrell and Kenneth J. Singleton, Credit Risk: Pricing, Measurement, and Management, Princeton University Press, 2003, ISBN 13ISBN non valido (aiuto), 978-0691090467.
  • Lando, David, Credit Risk Modeling: Theory and Applications, Princeton University Press, 2004, ISBN 13ISBN non valido (aiuto), 978-0691089294.
  • G. De Laurentis, Il credito alle imprese dopo la crisi, Bancaria Editrice, 2011, ISBAN

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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