Abiy Ahmed Ali

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Abiy Ahmed Ali
Abiy Ahmed during state visit of Reuven Rivlin to Ethiopia, May 2018.jpg

Primo ministro dell'Etiopia
In carica
Inizio mandato 2 aprile 2018
Presidente Mulatu Teshome
Sahle-Uork Zeudé
Predecessore Hailemariam Desalegn

Ministro della Scienza e della Tecnologia
Durata mandato 2015 –
2016
Capo del governo Hailemariam Desalegn
Predecessore Demitu Hambisa
Successore Getahun Mekuria

Dati generali
Partito politico Fronte Democratico Rivoluzionario del Popolo Etiope
Università Università di Addis Abeba

Abiy Ahmed Ali (Beshasha, 15 agosto 1976) è un ex militare e politico etiope.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È Primo ministro dell'Etiopia dal 2 aprile 2018.[2]

È di etnia oromo, il gruppo etnico maggioritario del Paese, ma anche il più marginalizzato[2]; la sua nomina giunge dopo tre anni di proteste di piazza, da parte di esponenti di tale etnia.[3]

È considerato un riformista.[4]

Ha promosso la riappacificazione con l'Eritrea, tentando di portare a termine il conflitto armato iniziato nel 1998. Il suo governo ha rinunciato alle rivendicazioni territoriali nella zona di Badme.[4] Ha sostenuto l'applicazione dell’accordo di pace promosso dalle Nazioni Unite nel 2000, che prevede la cessione di alcuni territori all'Eritrea.[5] Ha concordato con il dittatore eritreo Isaias Afewerki la riapertura delle rispettive ambasciate e la ripresa dei commerci. È stata ristabilita la rotta aerea diretta tra le capitali dei due paesi e le linee telefoniche dirette tra i due stati, interrotte da circa vent'anni.[5]

Nei suoi primi cento giorni di governo, inoltre, ha liberato migliaia di prigionieri politici; ha dichiarato la fine dello stato di emergenza; ha annunciato piani per privatizzare parzialmente le industrie chiave, comprese le telecomunicazioni e l’aviazione; ha ammesso e denunciato l’uso della tortura da parte dei servizi di sicurezza dello stato; e ha licenziato funzionari carcerari implicati in violazioni dei diritti umani seguendo un rapporto di Human Rights Watch.[6]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Collare dell'Ordine di Zayed (Emirati Arabi Uniti) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine di Zayed (Emirati Arabi Uniti)
— 24 luglio 2018[7]
Collare dell’Ordine del re Abd al-Aziz (Arabia Saudita) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell’Ordine del re Abd al-Aziz (Arabia Saudita)
— 16 settembre 2018[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Federico Rampini, Abiy, l’uomo dei miracoli che ha trasformato l’Etiopia, su rep.repubblica.it, 20 gennaio 2019. URL consultato il 21 gennaio 2019.
  2. ^ a b In Etiopia qualcosa sta cambiando, in Il Post, 29 marzo 2018. URL consultato il 5 giugno 2018.
  3. ^ (EN) Lethal grenade attack at Ethiopia rally, in BBC.com, 24 giugno 2018. URL consultato il 20 gennaio 2019.
  4. ^ a b L'Etiopia ha annunciato che accetterà tutti i termini dell'accordo di pace firmato con l'Eritrea nel 2000, in Il Post, 5 giugno 2018. URL consultato il 5 giugno 2018.
  5. ^ a b Etiopia ed Eritrea faranno la pace?, in Il Post, 9 luglio 2018. URL consultato il 9 luglio 2018.
  6. ^ Simon Allison, I cento giorni della nuova Etiopia, in Internazionale, 12 luglio 2018. URL consultato il 12 luglio 2018.
  7. ^ (EN) Leaders of Ethiopia and Eritrea meet in Abu Dhabi Presidential Palace - in pictures, su The National, 2018-24-07. URL consultato il 20 gennaio 2019.
  8. ^ (EN) Jeddah Peace Pact hailed as outcome of King Salman’s wise diplomacy, su Saudigazette, 16 settembre 2018. URL consultato il 20 gennaio 2019.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN996153472507845360008 · LCCN (ENno2018157169 · GND (DE1164469789