Mauritania
| Mauritania | |
|---|---|
| (AR) شرف إخاء عدل (Sharaf, Īkhā`, `Adl)
(IT) Onore, Fraternità, Giustizia | |
| Dati amministrativi | |
| Nome completo | Repubblica Islamica della Mauritania |
| Nome ufficiale | (AR) الجمهورية الإسلامية الموريتانية (FR) Republique Islamique de Mauritanie |
| Lingue ufficiali | arabo |
| Altre lingue | francese[1], wolof, pulaar e soninke |
| Capitale | Nouakchott |
| Politica | |
| Forma di governo | Repubblica islamica semipresidenziale |
| Presidente | Mohamed Ould Ghazouani |
| Primo ministro | Mokhtar Ould Djay |
| Indipendenza | Dalla Comunità francese, il 28 novembre 1960 |
| Ingresso nell'ONU | 27 ottobre 1961 |
| Superficie | |
| Totale | 1 030 700 km² (29º) |
| % delle acque | trascurabile |
| Popolazione | |
| Totale | 4 614 974 ab. (2021) (132º) |
| Densità | 2,6 ab./km² |
| Tasso di crescita | 2,323% (2012)[2] |
| Nome degli abitanti | mauritani, mauritaniani[3] |
| Geografia | |
| Continente | Africa |
| Confini | Senegal, Mali, Algeria, Sahara Occidentale |
| Fuso orario | UTC+0 |
| Economia | |
| Valuta | Ouguiya mauritana |
| PIL (nominale) | 3 939[4] milioni di $ (2012) (154º) |
| PIL pro capite (nominale) | 1 086 $ (2012) (152º) |
| PIL (PPA) | 7 604 milioni di $ (2012) (150º) |
| PIL pro capite (PPA) | 2 096 $ (2012) (153º) |
| ISU (2021) | 0,556 (medio) (158º) |
| Fecondità | 4,5 (2011)[5] |
| Varie | |
| Codici ISO 3166 | MR, MRT, 478 |
| TLD | .mr |
| Prefisso tel. | +222 |
| Sigla autom. | RIM |
| Lato di guida | Destra (↓↑) |
| Inno nazionale | Inno nazionale della Mauritania |
| Festa nazionale | 28 novembre, Festa dell'Indipendenza |
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| Evoluzione storica | |
| Stato precedente | |
La Mauritania (berbero: Cengiṭ o Agawej o Agawec, arabo: موريتانيا o شنقيط), ufficialmente Repubblica Islamica della Mauritania (in arabo الجمهورية الإسلامية الموريتانية?, al-Jumhūriyyah al-Islāmiyyah al-Mawrītāniyyah) è uno Stato dell'Africa occidentale, confinante con il Sahara Occidentale a nord, l'oceano Atlantico ad ovest, il Senegal a sud-ovest, il Mali a sud e ad est, e l'Algeria a nord-est. La capitale è Nouakchott.
Da non confondersi con l'antica regione della Mauretania, è attraversata al proprio interno dal confine tra mondo arabo e Africa nera; la capitale, e città più grande, è Nouakchott, posta sulla costa atlantica. In essa ha corso una moneta non decimale ed è uno dei 77 Stati in cui l'omosessualità è considerata un crimine, per legge punibile con la pena di morte, e uno dei 53 paesi in cui è in vigore tale forma di pena (anche se l'ultima esecuzione di pena capitale nel Paese risale al 1987, inflitta a tre ufficiali dell'esercito condannati per alto tradimento[6]).
La situazione socioeconomica del Paese è abbastanza critica, dal momento che circa il 45% della popolazione vive con meno di due dollari al giorno.[7]
Dal III al VII secolo d.C. le tribù berbere dal Nord Africa migrarono verso l'odierna Mauritania, spostando il popolo dei Bafours, abitanti originari di quella zona e antenati del popolo Soninke. I Bafours erano essenzialmente agricoltori e furono una delle prime popolazioni del Sahara ad abbandonare il tradizionale stile di vita nomade. Questo popolo migrò a sud a causa del progressivo inaridimento della zona del Sahara. A loro volta, tribù berbere, arabe e altri popoli centro-sahariani migrarono verso l'Africa occidentale.
Nell'XI secolo la piccola tribù dei Bafours si era evoluta in un grande e relativamente ricco impero (impero Sononke), che si estendeva dall'odierno Stato del Ghana sino alla Mauritania, includendo parte di Senegal e Mali. Allo stesso modo, nel Nord Africa gli Arabi avevano conquistato gran parte della sponda sud del Mar Mediterraneo, nonché parte di Spagna, Portogallo e Sicilia. Le popolazioni berbere, seppur influenti, rimasero sostanzialmente senza potere, essendo state conquistate dall'impero Soninke.
Nel 1076 monaci guerrieri musulmani attaccarono e conquistarono l'antico impero del Ghana. Durante i successivi cinquecento anni, gli Arabi, affrontando la fiera resistenza delle popolazioni locali (berbere e non berbere) riuscirono a dominare finalmente la Mauritania. La guerra mauritana dei trent'anni (1644-1674) fu l'ultimo e fallimentare tentativo di respingere gli invasori arabi.
All'inizio del XX secolo la zona fu sottoposta alla dominazione francese. Durante il periodo coloniale, la popolazione locale rimase nomade, ma molti popoli sedentari, i cui antenati erano stati allontanati dalla Mauritania secoli prima, iniziarono a "ritornare" in Mauritania.
Nel 1960 il Paese divenne indipendente. L'odierna capitale Nouakchott fu fondata dove sorgeva un piccolo villaggio coloniale, Ksar. In quell'anno il 90% della popolazione era ancora nomade. Con l'indipendenza, un gran numero di popoli indigeni (Haalpulaar, Soninke, Wolof) arrivarono in Mauritania, attraversando il fiume Senegal. Istruiti in francese, molti di loro divennero funzionari, soldati e amministratori del nuovo Stato.
La parte del Paese più vicina alla cultura araba reagì, cercando di arabizzare molti aspetti della società, soprattutto lingua e leggi. Si sviluppò una frattura tra chi considerava la Mauritania uno Stato arabo e chi poneva maggiore importanza sugli aspetti non arabi. Questo disaccordo sulla visione della società mauritana si esternò durante gli "eventi del 1989", quando si verificarono episodi di violenza tra le due fazioni.
La tensione è ancora una delle principali caratteristiche della vita politica mauritana.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Preistoria
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I numerosi dipinti e incisioni rupestri nella parte inferiore di grotte e scogliere ci dicono che la Mauritania non è sempre stata una regione desertica, ma fertile e piena di corsi d'acqua. Il ritrovamento di ciottoli lavorati su due lati ci testimonia la presenza di esseri umani sin dal Paleolitico inferiore. Si stabilirono in epoca preistorica e protostorica popolazioni melanoderme di cacciatori e pastori nomadi a cui si aggiunsero popolazioni berbere, che, fondendosi progressivamente con quelle autoctone, diedero origine ai Mauri.
L'Impero del Ghana
[modifica | modifica wikitesto]Dal III al VII secolo d.C. le tribù berbere dal Nord Africa migrarono verso l'odierna Mauritania, spostando il popolo dei Bafours, abitanti originari di quella zona e antenato del popolo Soninke. I Bafours erano essenzialmente agricoltori e furono una delle prime popolazioni del Sahara ad abbandonare il tradizionale stile di vita nomade. Questo popolo migrò a sud a causa del progressivo inaridimento della zona del Sahara. A loro volta, tribù berbere, arabe e altri popoli centro-sahariani migrarono verso l'Africa occidentale. Nell'XI secolo la piccola tribù dei Bafours si era evoluta in un grande e relativamente ricco impero (impero Sononke), che si estendeva dall'odierno Stato del Ghana sino alla Mauritania includendo parte del Senegal e del Mali. Allo stesso modo, nel Nord Africa gli Arabi avevano conquistato gran parte della sponda sud del Mar Mediterraneo, nonché parte della Spagna, del Portogallo e della Sicilia. Le popolazioni berbere, seppur influenti, rimasero sostanzialmente senza potere, essendo state conquistate dall'impero Soninke.
L'Islamizzazione
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1076 guerrieri-eremiti musulmani attaccarono e conquistarono l'antico impero del Ghana. Durante i successivi cinquecento anni, gli Arabi, affrontando la resistenza delle popolazioni locali (berbere e non berbere), riuscirono a dominare la Mauritania. La guerra mauritana dei trent'anni (1644-1674) fu l'ultimo e fallimentare tentativo di respingere gli invasori arabi. In questo periodo i Mauri, dapprima predoni, si sedentarizzarono e vennero impiegati dai berberi almoravidi come mercenari nelle guerre con gli Stati vicini.
La colonizzazione
[modifica | modifica wikitesto]Gli inizi della colonizzazione si possono far risalire ai tentativi portoghesi del XV secolo; due secoli più tardi la regione vide la rivalità tra olandesi, francesi e inglesi per ottenere il monopolio del traffico degli schiavi e della gomma arabica.
Nel 1903 la Mauritania viene definita dai francesi «protectorat des pays maures»; la zona fu governata da capi locali sotto il protettorato francese. Nel 1920 la Mauritania entra a far parte ufficialmente dell'Africa Occidentale Francese (AOF), ma solo nel 1934 i francesi avranno ragione della resistenza armata e nel 1936 completeranno l'occupazione militare.
Nel 1946 la Mauritania raggiunge lo status di territorio d'oltremare francese e, il 10 novembre 1946, Ahmeddou Ould Horma Ould Pet diventa il primo deputato mauritano all'Assemblea nazionale francese.
Nel 1958 la Mauritania ebbe accesso all'autonomia nel quadro della Comunità franco-africana. Durante il periodo coloniale, la popolazione locale rimase nomade, ma molti popoli sedentari, i cui antenati erano stati allontanati dalla Mauritania secoli prima, iniziarono a ritornare nel Paese.
L'indipendenza
[modifica | modifica wikitesto]Il 28 novembre 1960 il Paese divenne indipendente e Moktar Ould Daddah fu il primo presidente; tuttavia, i francesi mantennero il controllo sull'economia. L'odierna capitale Nouakchott fu fondata dove sorgeva un piccolo villaggio coloniale, Ksar. In quell'anno il 90% della popolazione era ancora nomade. Con l'indipendenza, un gran numero di popoli indigeni (Haalpulaar, Soninke, Wolof) arrivarono in Mauritania, attraversando il fiume Senegal. Istruiti in francese, molti di loro divennero funzionari, soldati e amministratori del nuovo Stato. La vita politica dello Stato è stata inizialmente caratterizzata dai contrasti con il Marocco per ragioni di frontiera.
Nel 1972 il presidente Moktar Ould Daddah uscì dalla zona monetaria francese, istituendo l'ouguiya come valuta della Mauritania; nel 1974 nazionalizzò la MIFERMA (Società delle miniere di ferro della Mauritania). A causa di numerose difficoltà come il Polisario, i conflitti al confine nord, la siccità che nel 1975 decimò il bestiame e i relativi ingenti problemi economici, il governo si indebolì e il 10 luglio 1978 un golpe instaurò una dittatura militare. Nel 1984 l'ascesa al potere di Maaouya Ould Sid'Ahmed Taya reindirizzò la Mauritania verso la democrazia, istituendo elezioni amministrative nel 1986 e una nuova costituzione aperta al multipartitismo e alla libertà di stampa. Le successive elezioni presidenziali del 1992 e 1997 videro ancora l'affermazione di Maaouya Ould Sid'Ahmed Taya. Le presidenziali del 1997 furono caratterizzate dal boicottaggio dell'opposizione, che criticava la mancanza di trasparenza di tali elezioni.
La parte del Paese più vicina alla cultura araba nel tempo cercò di arabizzare molti aspetti della società, soprattutto lingua e leggi. Si sviluppò una frattura tra chi considerava la Mauritania uno Stato arabo e chi poneva maggiore importanza sugli aspetti non arabi. Questo disaccordo sulla visione della società mauritana si esternò durante gli "eventi del 1989", quando si verificarono episodi di violenza tra le due fazioni. La tensione è ancora una delle principali caratteristiche della vita politica mauritana, ma un considerevole numero di persone, di entrambe le parti, è favorevole a una società pluralistica.
Un colpo di Stato militare avvenuto la mattina del 3 agosto 2005, pianificato dal Conseil Militaire pour la Justice et la Démocratie, ha posto fine al governo ormai ventennale di Maaouya Ould Sid'Ahmed Taya, approfittando della temporanea assenza del presidente, che si trovava in Arabia Saudita per i funerali di re Fahd; i golpisti hanno sferrato un assalto e conquistato i centri strategici del Paese, portando al potere Ely Ould Mohamed Vall, prima segretario della sicurezza personale del presidente. Il consiglio militare, nel primo comunicato, "si impegna di fronte al popolo a creare condizioni favorevoli alla nascita di una democrazia aperta e trasparente", precisando di restare al governo della repubblica islamica per due anni e di indire successivamente elezioni democratiche.
Il colpo di Stato del 2008
[modifica | modifica wikitesto]L'11 marzo 2007, al primo turno delle elezioni, nessuno dei diciannove candidati superò il 50%, rendendo necessario il ballottaggio tra Sidi Mohamed Ould Cheikh Abdallahi, economista (e più volte ministro, appoggiato anche dai militari), e Mohamed Khouna Ould Haidalla, storico esponente dell'opposizione. Il 25 marzo 2007 Abdallahi divenne presidente con il 53% dei voti, al termine di un voto tranquillo e regolare, con un'affluenza del 67%.
Il 24 dicembre 2007 quattro turisti francesi furono assassinati nella regione di Aleg. Per questo motivo, il governo francese cancellò l'edizione 2008 del rally di Dakar, nonostante le rassicurazioni del governo locale.
Il 6 agosto 2008 le Forze armate presero il controllo del palazzo presidenziale nella capitale Nouakchott e unità dell'esercito circondarono i principali edifici pubblici. Furono arrestati il presidente Sidi Ould Cheikh Abdallah, il primo ministro Yahya Ould Ahmed El Waghef e il ministro dell'Interno. A guidare il colpo di Stato fu proprio l'ex capo della Guardia presidenziale, il generale Mohamed Ould Abdel Aziz, che era stato rimosso dal presidente Abdallahi insieme a diversi ufficiali. Come primo atto, i golpisti annullarono proprio le ultime nomine militari decise dal presidente.
Il 9 agosto 2008 il presidente di turno dell'Unione africana, Bernard Membe, annunciò che "l'Unione africana sospenderà la Mauritania fino a quando la democrazia non sarà ripristinata nel Paese". Oltre alla condanna della Commissione europea e della Casa Bianca, arrivò anche la condanna di al-Qāʿida, che indicò come complici del golpe "Paesi miscredenti" come gli Stati Uniti, la Francia e Israele. Il 14 agosto 2008 la giunta militare nominò Moulaye Ould Mohamed Laghdaf, ex ambasciatore in Belgio, nuovo primo ministro. Il 21 agosto 2008 la polizia arrestò l'ex premier Yahya Ould Ahmed El Waghef, che il giorno prima aveva guidato una grande manifestazione pacifica contro il colpo di Stato. Yahya Ould Ahmed El Waghef era stato arrestato il giorno del golpe insieme al presidente e liberato cinque giorni dopo. Subito dopo la liberazione si era impegnato in una grande campagna per far tornare Abdallahi presidente.
Il 15 settembre 2008 dodici soldati mauritani di pattuglia nell'estremo nord del Paese (nei pressi di Toutine) vennero catturati in un'imboscata. Cinque giorni dopo furono ritrovati morti, sgozzati. L'attentato fu rivendicato dalla branca di al-Qāʿida nel Maghreb islamico. L'Unione europea espresse subito la propria "solidarietà" alla Mauritania "nella lotta contro il terrorismo". Il 5 ottobre 2008, alla vigilia della scadenza di un ultimatum posto dall'Unione africana, a Nouakchott, i manifestanti anti-golpisti del Fronte nazionale di difesa della democrazia (Fndd), sostenitori di Sidi Mohamed Ould Cheikh Abdallahi, vennero dispersi dalla polizia con gas lacrimogeni. I manifestanti volevano il reintegro del presidente Sidi Ould Cheikh Abdallahi nelle sue funzioni entro il 6 ottobre, come espresso dal Consiglio di pace e di sicurezza dell'organizzazione continentale.
Il 18 dicembre 2009 una coppia di italiani, Sergio Cicala e la moglie Philomène Kabouré (originaria del Burkina Faso), in viaggio nel deserto del Sahara, venne rapita. Il sequestro fu rivendicato dall'organizzazione Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento, già nota come «al-Qāʿida per il Maghreb Islamico». I coniugi furono liberati il 17 aprile, dopo una lunga trattativa condotta dal presidente del Burkina Faso, Blaise Compaoré.
Il 18 luglio 2010 Mohamed Ould Abdel Aziz, capo della giunta militare e autore del golpe del 6 agosto 2008, che aveva rovesciato il presidente Sidi Mohamed Ould Cheikh Abdallahi, fu eletto quarto presidente, con il 52% dei suffragi; egli si propose di combattere il terrorismo con il pugno di ferro.
Dopo una transizione pacifica nel 2019 è stato eletto presidente Mohamed Ould Ghazouani, riconfermato nelle elezioni del 2024. Mohamed Ould Ghazouani si propone di sradicare il terrorismo e di compiere riforme, in particolare per rendere gratuita l'assistenza sanitaria per i poveri. In politica estera è vicino alle posizioni occidentali. Nel 2023 il predecessore Mohamed Ould Abdel Aziz è stato incriminato per appropriazione indebita e definitivamente condannato nel 2025 a 15 anni di reclusione.
Geografia
[modifica | modifica wikitesto]Morfologia
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Principalmente sahariana e saheliana a sud, il suo territorio è per il 75% deserto sabbioso e roccioso. La cima principale è il Kediet ej Jill di 915 m. Situata a nord nei pressi di Zouérate, a causa del selvaggio sfruttamento minerario sta subendo una lenta erosione. I principali massicci montuosi, Adrar e Tagant, non superano l'altitudine di 600 m, ai loro piedi si estendono grandi altopiani che caratterizzano la parte settentrionale e orientale della Mauritania.
Idrografia
[modifica | modifica wikitesto]L'unico corso d'acqua è il Senegal, che si snoda per 1440 km all'interno del confine mauritano; gli altri sono corsi d'acqua stagionali (wed). Il Sebkha de Norhamcha è il lago più esteso.
Clima
[modifica | modifica wikitesto]In Mauritania esistono tre regioni climatiche: quella di Nouakchott, con influenza marittima e alisei costanti; la regione del fiume Senegal con alte temperature per sei o sette mesi l'anno (il clima più umido favorisce la savana); la regione sahariana dal clima torrido (le temperature possono superare i 45°) con forti escursioni termiche giornaliere, ma in cui, in inverno, le temperature notturne possono avvicinarsi allo zero.
Da marzo a settembre le temperature tendono ad aumentare nelle zone interne; in marzo e aprile vi possono essere tempeste di sabbia. Da novembre a febbraio fa molto caldo di giorno, ma le notti sono fresche. La stagione delle piogge (detta hivernage), da luglio a settembre, si presenta sotto forma di temporali torrenziali, ma brevi, più rilevanti a sud; in questo periodo le dune si ricoprono di un leggero strato di vegetazione e i wadi si trasformano in torrenti.
Popolazione
[modifica | modifica wikitesto]Demografia
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La popolazione della Mauritania ammonta, secondo le stime del 2011, a 3 541 540 (nel 2020 4 650 000) abitanti, con un incremento annuo del 2,4%, una natalità del 34,1 per mille, una mortalità del 9,2 per mille, una mortalità infantile del 63,4 per mille e un'aspettativa di vita alla nascita di 60,37 anni.
Etnie
[modifica | modifica wikitesto]Dal punto di vista etnico, la popolazione è così composta: arabi 30%, neri 30%, neri arabizzati i cosiddetti haratin 40%. Il rapporto tra la comunità di colore e quella di origine araba risulta ancora oggi caratterizzato da forti contrasti (basti considerare che la schiavitù fu abolita solo nel 1961[8] ed è comunque tuttora ampiamente praticata).
Religione
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Il 99,84% degli abitanti professa la religione islamica, soprattutto sunnita. La costituzione sancisce che la Mauritania è una repubblica islamica e decreta che l'islam è la religione dei cittadini dello Stato. Il governo limita la libertà di religione. La professione di una differente religione è tollerata, con limitazioni nel proselitismo e nella diffusione di materiale religioso. Comunque, i rapporti con le piccole comunità non musulmane sono generalmente pacifici. In Mauritania esistono piccole comunità di cattolici (Chiesa cattolica in Mauritania) e di altri cristiani.
Lingue
[modifica | modifica wikitesto]La lingua ufficiale nonché nazionale è l'arabo. Per la comunicazione orale l'arabo è parlato in una variante nota come hassaniyya. Il francese, lingua ufficiale assieme all'arabo fino al 1991, mantiene un ruolo de facto di seconda lingua del Paese.
Sono inoltre parlati diversi idiomi nero-africani (wolof, pulaar (o peul o fulfulde) e soninke). Benché manchino stime precise, esiste ancora un certo numero di parlanti il berbero, la cui lingua, denominata zenaga, presenta numerose particolarità rispetto agli altri dialetti berberi.
Ordinamento dello Stato
[modifica | modifica wikitesto]Suddivisione amministrativa
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La Mauritania si divide in 13 regioni (wilāya) e un distretto (della capitale). Ogni regione è divisa in dipartimenti (moughataa, termine derivante dall'arabo classico muqaṭaʿa), a loro volta suddivisi in comuni.
Le regioni della Mauritania sono:
- 1 Regione di Adrar
- 2 Regione di Assaba
- 3 Regione di Brakna
- 4 Regione di Dakhlet-Nouadhibou
- 5 Nouakchott (capitale)
- 6 Regione di Gorgol
- 7 Regione di Guidimagha
- 8 Regione di Hodh-Charghi
- 9 Regione di Hodh-Gharbi
- 10 Regione di Inchiri
- 11 Regione di Tagant
- 12 Regione di Tiris-Zemmour
- 13 Regione di Trarza
Città principali
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Nouakchott (881 000 abitanti) è la capitale del Paese e l'unica grande città. La seconda città del Paese è Nouadhibou (72 337 abitanti) e il capoluogo dell'omonima regione. Oltre il 90% della popolazione della regione vive in questa città che fino al 1969 si chiamava Port Etienne. Principale porto commerciale e di pesca della zona, si affaccia sulla Baia del Levriero nell'Oceano Atlantico. Le industrie principali sono quelle conserviere.
Rosso (48 922 abitanti in arabo Rusu) è il capoluogo della regione Trarza. La città si trova sulla sponda destra del fiume Senegal a circa 220 km dalla capitale Nouakchott. È un importante porto fluviale e mercato agricolo (gomma arabica).
Kaédi (34 227 abitanti) è il capoluogo della regione Gorgol vicino al confine con il Senegal e sulla riva destra del fiume Senegal. Grazie al terreno reso fertile dalle inondazioni stagionale del Senegal e dei suoi affluenti si sono sviluppate in modo considerevole le culture di cereali e gomma arabica. Buona la pesca. La città possiede inoltre l'unico ospedale della regione e un aeroporto.
Zouérat (33 929 abitanti) è il capoluogo della regione Tiris-Zemmour. Notevole centro minerario (ferro) attraversato dalla ferrovia che collega Nouakchott (distante 650 km) al Marocco.
Kiffa (32 716 abitanti) capoluogo della regione Assaba si trova ai piedi dell'altopiano di Hodh, nel sud della Mauritania. La città è famosa per le sue case colorate e per le “perline di vetro” (palline di vetro colorate), le cui origini risalgono a circa mille anni fa.
Atar (24 021 abitanti) capoluogo della regione Adrar nella zona montana dell'Adrar sulla strada carovaniera per il Marocco. La città possiede l'aeroporto e vanta una delle moschee più antiche di tutta la nazione (datata 1674); inoltre alcuni anni fa è stato aperto anche un museo con reperti archeologici rinvenuti nel vicino deserto del Sahara. Recentemente è stato scoperto un fiume sotterraneo, grazie a un satellite russo lanciato per studiare la topografia dei deserti, la cui acqua “disseterà” tutta la città.
Sélibabi (15 289 abitanti) capoluogo della regione Guidimagha nella Mauritania meridionale, quasi al confine con il Senegal e il Mali, a 500 km dalla capitale. La città, che possiede un aeroporto, è un importante mercato agricolo (cereali e arachidi) e del bestiame.
Néma (13 759 abitanti) capoluogo della regione Hodh-Charghi all'estremità sud-orientale del Paese. La città è l'ultima raggiungibile dalla camionabile in partenza dalla capitale. È una delle due città (l'altra è Ayoun el-Atrouss) dalle quali si può raggiungere il Mali.
Tijikja (altresì chiamata Tijigje) (13 532 abitanti) capoluogo della regione Tagant al limite del deserto sahariano. Possiede un aeroporto ed è la maggiore produttrice di palme da datteri della Mauritania.
Aleg (12 898 abitanti) capoluogo della regione Brakna è un grosso centro agricolo (cereali e gomma arabica) nel settore sud-occidentale del Paese. La città è stata al centro delle cronache mondiali il 24 dicembre 2007, quando, in un attentato rivendicato da un gruppo terroristico di al-Qā`ida, furono uccisi quattro turisti francesi e un quinto fu ferito gravemente.
Ayoun el-Atrouss (11 867 abitanti) capoluogo della regione Hodh-Gharbi è una città “oasi” su una delle due strade sconnesse che portano in Mali. Ha un aeroporto ed è un fiorente mercato del bestiame.
Akjoujt (7 904 abitanti) capoluogo della regione Inchini si chiamava fino al 1969 Fort Repoux. Si tratta di un centro minerario (rame e ferro) a 250 km da Nouakchott e concentra quasi tutta la popolazione della regione.
Altri centri degni di menzione sono: F'Derick, già Fort Gouraud, centro minerario (ferro) sul versante occidentale del Kedia d'Idjil collegata alla capitale da una ferrovia; El-Mreiti, importante oasi nel Sahara occidentale; Chinguetti, dove sono stati riportati alla luce i resti di antichi insediamenti musulmani; Bir-Moghrein, fino al 1969 Fort Trinquet, oasi e stazione carovaniera sulla rotabile per l'Algeria; Boutilimit, importante stazione climatologica; Kankossa, 500 km a sud della capitale sul fiume Karakoro affluente del Senegal e Timbedra, oasi nella regione di Hodh-Charghi.
Istituzioni
[modifica | modifica wikitesto]Ordinamento scolastico e università
[modifica | modifica wikitesto]In ambito universitario l'Università di Nouakchott è stata fondata nel 1981[9].
Sistema sanitario
[modifica | modifica wikitesto]Per andare in Mauritania è necessario vaccinarsi contro la febbre gialla (consigliata anche la profilassi anti-malarica in alcune zone specifiche), contro l'epatite A, l'epatite B, e contro il tifo. La sanità è scadente. Infatti la maggior parte della popolazione per interventi e cure si reca nella capitale, che ha più strutture ospedaliere di altre città. Scarsa infatti è l'igiene e la dotazione di strumenti e farmaci.
Politica
[modifica | modifica wikitesto]La Costituzione della Repubblica Islamica di Mauritania, adottata il 12 luglio 1991, definisce il Paese come uno Stato pienamente ancorato ai principi dell'Islam. Nel preambolo riafferma l'adesione ai valori islamici e il rispetto della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e della Carta Africana dei Diritti dell'Uomo e dei Popoli. Il carattere islamico dello Stato è sancito da diverse disposizioni costituzionali che affermano che la Mauritania è una Repubblica islamica, che l'Islam è la religione del popolo e dello Stato e che il Capo di Stato deve essere di fede musulmana.
Presidente della Repubblica
[modifica | modifica wikitesto]Il Presidente della Repubblica è il capo di Stato e il garante delle istituzioni, dell'indipendenza nazionale, dell'unità nazionale, della difesa nazionale, dell'Islam e dell'integrità territoriale. Egli esercita il potere esecutivo, presiede il Consiglio dei ministri ed è eletto a suffragio universale diretto, con maggioranza assoluta, per un mandato di sei anni. I candidati alla presidenza devono aver compiuto quarant'anni e presentare la propria candidatura al Consiglio Costituzionale. Tra le prerogative presidenziali figurano la nomina del Primo ministro, la facoltà di sciogliere l'Assemblea Nazionale, la promulgazione delle leggi e il comando delle Forze armate. Qualora le istituzioni non siano più in grado di funzionare, il Presidente può assumere misure eccezionali, previo consulto con il Primo ministro, con i presidenti delle camere (prima della riforma del 2017) e con il Consiglio Costituzionale.
Parlamento
[modifica | modifica wikitesto]Fino al referendum costituzionale del 2017 la Mauritania disponeva di un Parlamento bicamerale composto dall'Assemblea Nazionale e dal Senato; quest'ultimo è stato abolito e il sistema legislativo è oggi unicamerale. L'Assemblea Nazionale esercita il potere legislativo e i suoi membri sono eletti a suffragio universale diretto per un mandato di cinque anni, con un'età minima di venticinque anni. Il Parlamento si riunisce di diritto due volte all'anno, in novembre e in maggio, e può essere convocato in sessione straordinaria tramite decreto presidenziale. Durante le sessioni parlamentari i deputati godono di immunità, salvo rinuncia personale, e non possono essere arrestati o perseguiti penalmente. Il Parlamento approva le leggi, ma può delegare al governo, previo accordo con il Presidente della Repubblica, l'adozione di atti normativi che abbiano valore legislativo.
Prima della sua abolizione, il Senato rappresentava le collettività locali e i suoi membri erano eletti a suffragio indiretto per un periodo di sei anni, con rinnovo parziale biennale e con un'età minima di trentacinque anni.
Consiglio Costituzionale
[modifica | modifica wikitesto]Il Consiglio Costituzionale è composto da sei membri che restano in carica per nove anni, senza possibilità di rinnovo. Essi devono aver compiuto almeno trentacinque anni. Il Consiglio è incaricato di garantire la regolarità delle elezioni e dei referendum, di proclamare i risultati, e di verificare la conformità alla Costituzione delle leggi e degli atti sottoposti al suo esame. Tre membri sono nominati dal Presidente della Repubblica, due dal Presidente dell'Assemblea Nazionale e uno dal Presidente dell'ex Senato.
Magistratura e Alta Corte di Giustizia
[modifica | modifica wikitesto]La magistratura è proclamata indipendente dal potere esecutivo e legislativo. Il Presidente della Repubblica ne è il garante istituzionale e presiede il Consiglio Superiore della Magistratura. L'Alta Corte di Giustizia, composta da membri eletti dal Parlamento, ha la competenza di giudicare il Presidente della Repubblica per atti commessi nell'esercizio delle sue funzioni in caso di alto tradimento, nonché di giudicare i membri del governo per reati connessi alla sicurezza dello Stato. L'accusa richiede ora la deliberazione dell'Assemblea Nazionale a maggioranza assoluta, poiché il Senato non esiste più.
Altre istituzioni
[modifica | modifica wikitesto]Accanto agli organi costituzionali operano l'Alto Consiglio Islamico, composto da cinque membri e incaricato di fornire consulenza religiosa al Presidente della Repubblica, e il Consiglio Economico e Sociale, organismo consultivo che esprime pareri su questioni economiche, sociali e di sviluppo, incluse le proposte di legge e i decreti relativi a tali materie.
La schiavitù in Mauritania
[modifica | modifica wikitesto]La Mauritania è stata a lungo caratterizzata dalla presenza di forme di schiavitù radicate nella struttura sociale, in particolare nei rapporti tra i Bidhan, discendenti delle tribù arabo-berbere, e gli Haratin, tradizionalmente subordinati nelle relazioni economiche e sociali. La schiavitù è stata formalmente abolita più volte: nel 1905 dalle autorità coloniali francesi, nel 1965 nella Costituzione post-indipendenza e nel 1981 attraverso un'abolizione legale priva però di sanzioni applicative. Solo nel 2007 la schiavitù è stata criminalizzata e nel 2015 ulteriormente definita «crimine contro l'umanità», con l'istituzione di tribunali speciali incaricati di perseguirne i responsabili. Nonostante ciò, la pratica è tuttora presente in forme dirette o indirette, spesso collegate alla povertà, al lavoro non retribuito e alla dipendenza economica. Secondo alcune stime di attivisti come Biram Dah Abeid, nel 2018 il numero delle persone coinvolte in rapporti assimilabili alla schiavitù oscillava tra cinquecentomila e seicentomila individui, pari a circa un quinto della popolazione.
Diritti umani
[modifica | modifica wikitesto]La condizione dei diritti umani in Mauritania presenta criticità rilevanti, nonostante la presenza di garanzie formali nella Costituzione. I rapporti delle organizzazioni internazionali evidenziano un quadro segnato da limitazioni alle libertà civili e politiche, discriminazioni etniche, restrizioni alla libertà religiosa e di espressione, disparità di genere e difficoltà nel sistema giudiziario.
Uno dei problemi più rilevanti è la persistenza di pratiche riconducibili alla schiavitù, nonostante le leggi di criminalizzazione e le dichiarazioni ufficiali del governo. L'applicazione delle norme è spesso giudicata insufficiente, con un numero limitato di procedimenti e di condanne, mentre diversi attivisti antiservitù hanno denunciato arresti arbitrari, intimidazioni o difficoltà ad organizzare manifestazioni pubbliche.
La discriminazione etnica è un'altra forma di violazione segnalata da molte fonti. Le comunità afro-mauritane, in particolare Pulaar, Soninké e Wolof, lamentano da tempo condizioni di marginalizzazione nell'accesso al lavoro pubblico, nelle posizioni amministrative e nell'inclusione politica. Gli eventi del 1989-1991, caratterizzati da espulsioni, confische e violenze, hanno lasciato una lunga eredità di tensioni, e nonostante il rientro di numerose famiglie negli anni successivi, persistono difficoltà nel riconoscimento dei diritti fondiari e dei documenti di stato civile.
La libertà di espressione è garantita dalla legge ma limitata nella pratica. Giornalisti e blogger possono essere perseguiti per diffamazione, offesa alla religione o minaccia all'ordine pubblico. Il caso del blogger Mohamed Cheikh Ould Mkhaitir, condannato per apostasia e detenuto per diversi anni prima del rilascio, ha attirato l'attenzione internazionale sulle restrizioni alla libertà di opinione, soprattutto quando le critiche toccano la religione o temi politici sensibili.
La libertà religiosa è limitata dal carattere islamico dello Stato. L'apostasia è punita severamente e il proselitismo non islamico non è autorizzato. La piccola comunità cristiana, composta principalmente da stranieri, può praticare la propria fede in spazi controllati ma non ha accesso a forme di evangelizzazione.
I diritti delle donne sono compromessi da disparità socioeconomiche, dalla diffusione della violenza domestica e dalla permanenza delle mutilazioni genitali femminili, che pur essendo ufficialmente condannate rimangono praticate in alcune comunità. L'accesso delle donne alla giustizia è spesso ostacolato dalla coesistenza tra diritto civile e diritto islamico. In ambito politico, la presenza femminile è aumentata grazie all'introduzione di quote, ma restano numerosi ostacoli all'effettiva parità.
Anche i diritti dei minori sono oggetto di preoccupazione, soprattutto per la diffusione del lavoro minorile, per le condizioni dei bambini affidati ai maestri coranici e per la difficoltà di applicare pienamente le norme di protezione dell'infanzia. Il sistema carcerario presenta problemi strutturali quali sovraffollamento, condizioni igieniche insufficienti e assistenza sanitaria inadeguata, mentre organizzazioni internazionali riportano casi di detenzione arbitraria e di maltrattamenti da parte delle forze dell'ordine.
Pur in presenza di queste criticità, la Mauritania ha avviato alcune riforme mirate, tra cui il rafforzamento delle leggi contro la schiavitù, la cooperazione con meccanismi delle Nazioni Unite e l'istituzione di comitati provinciali per la lotta alla tratta di esseri umani. Tuttavia, gli osservatori internazionali continuano a considerare tali progressi insufficienti e ne monitorano costantemente l'applicazione.
Economia
[modifica | modifica wikitesto]La Mauritania è uno dei paesi più poveri dell'Africa. La maggior parte della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà, il PIL pro capite annuo è di circa 1600 dollari[10]. La precaria stabilità della regione e le disuguaglianze sociali e economiche hanno inoltre contribuito all'impoverimento della nazione.
La Mauritania è dotata di un certo quantitativo di riserve di petrolio e di gas nelle acque territoriali, oltre che di una discreta quantità di oro e di diamanti. È a tali riserve che essa affida le proprie speranze di rilancio economico.
Importante centro economico a nord del Paese sull'oceano Atlantico è Nouadhibou, collegato a Las Palmas (Canarie) con un volo Air Mauritanie di 1 ora e 15 minuti. Non secondario è lo scalo e l'attività legata alla ferrovia della SNIM, la società nazionale mineraria, che con un treno, considerato il più lungo al mondo (2,4 km per 254 vagoni), trasporta i minerali ferrosi dall'interno (Zouerat) al porto. La miniera a cielo aperto di Zouerat è considerata una delle più grandi miniere attive di ferro al mondo.
Agricoltura e allevamento
[modifica | modifica wikitesto]Dei 103 milioni di ettari di superficie territoriale, tre quarti sono costituiti dal deserto del Sahara, il resto ricade nel Sahel. I pascoli occupano il 38% della superficie totale, mentre i terreni coltivabili non superano i 500 000 ettari (ovvero lo 0,5% del totale). La superficie coperta da foreste supera appena i 200 000 ettari[11][12].
L'agricoltura è concentrata nel meridione del Paese, lungo il fiume Senegal e i suoi affluenti, dove si coltivano riso e altri cereali, fagiolo dell'occhio e ortaggi. In seccagno, sul 40% dell'area coltivata, si coltivano sorgo, miglio, mais, leguminose da granella e arachide. Nelle oasi, la palma da datteri è coltivata in associazione principalmente con ortaggi e foraggi (erba medica). La quasi totalità della produzione è destinata al consumo interno[11][13].
L'allevamento, soprattutto di piccoli ruminanti (15,6 milioni di capi nel 2012), bovini (1,7 milioni di capi) e cammelli (1,4 milioni di capi), praticato in forma estensiva soprattutto nella zona saheliana, è la principale attività del settore rurale[13][14].
Pesca
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La pesca e il commercio dei prodotti ittici sono la principale attività del Paese, disponendo di uno dei mari più pescosi al mondo.
Produzione, commercio e sicurezza alimentare
[modifica | modifica wikitesto]Il prodotto interno lordo (PIL) per abitante si aggira sui 1600 dollari all'anno[10] con una partecipazione del settore agricolo del 14,9% nel 2012. Nello stesso anno, il settore impiega il 50% della popolazione attiva, senza apprezzabili differenze di genere (donna 55,5%)[15]. Importatore netto di frumento, riso, zucchero, oli e latte in polvere, il Paese esporta prodotti dell'allevamento (8 milioni di dollari nel 2011) e della pesca (140 milioni di dollari nel 2010)[16][17].
Il 31,9% della popolazione vive sotto la soglia della povertà (nel 2019)[18]che colpisce in particolare la popolazione rurale (59,4%)[19]. Secondo il Programma Alimentare Mondiale, il 20-30% della popolazione soffre di forti problemi alimentari[20].
Fonti fossili
[modifica | modifica wikitesto]Greater Tortue Ahmeyim è un impianto per la produzione di gas naturale liquefatto situato al largo della Mauritania e del Senegal, e gestito dalla British Petroleum in collaborazione con Kosmos Energy. L'inizio della produzione è previsto per il primo trimestre del 2025.[21]
Commercio
[modifica | modifica wikitesto]La Cina è il primo partner commerciale della Mauritania, primo paese sia per le esportazioni sia per le importazioni. Altre importanti controparti commerciali della Mauritania sono gli Emirati Arabi Uniti, la Svizzera, il Canada, la Spagna, il Marocco e la Francia.[18]
Ambiente
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La flora e fauna della Mauritania riflette la transizione graduale tra i paesaggi iper-aridi del Sahara e le savane semi-aride del Sahel, in un contesto ambientale segnato da forti escursioni climatiche, scarsità idrica e pressioni antropiche. Sebbene la biodiversità non sia particolarmente elevata rispetto ad altri paesi africani, la Mauritania ospita una serie di ecosistemi caratteristici, spesso di rilevanza ecologica regionale o globale, come il Banc d'Arguin lungo la costa atlantica e le oasi montane dell'Adrar.[22]
Ambienti naturali
[modifica | modifica wikitesto]Il territorio mauritano è dominato da paesaggi desertici e semi-desertici, con ampie distese di sabbia, rocce e altopiani spogli, interrotti occasionalmente da depressioni e letti fluviali stagionali. Nella parte meridionale, in prossimità del confine con il Senegal e il Mali, si estende una fascia saheliana più umida, che ospita savane aride e corsi d'acqua stagionali come il fiume Senegal. Le aree costiere, seppur aride, sono influenzate dalla corrente fredda delle Canarie, che favorisce la produttività marina e la presenza di estese lagune salmastre.[22]
Flora
[modifica | modifica wikitesto]La vegetazione della Mauritania è strettamente legata alla distribuzione delle precipitazioni. Nelle regioni settentrionali e centrali del paese, la flora è estremamente scarsa e comprende per lo più piante erbacee annuali e arbusti spinosi resistenti alla siccità, come diverse specie di acacie e calotropi. Le oasi ospitano coltivazioni di palma da dattero e piccoli appezzamenti agricoli, mentre le montagne dell'Adrar e del Tagant conservano nuclei relitti di vegetazione arborea e arbustiva, residui di epoche climaticamente più favorevoli. Nella fascia meridionale, la copertura vegetale diventa più continua e articolata. Le savane saheliane sono dominate da graminacee stagionali e da alberi come la Balanites aegyptiaca, il tamarindo, il karité e il baobab, anche se la densità e la diversità vegetale restano limitate rispetto ad altre aree del Sahel. Lungo il fiume Senegal e nei bacini temporaneamente inondati crescono specie idrofile, tra cui canne, giunchi e altre piante palustri, che offrono habitat vitali per la fauna acquatica e aviaria.[22]
Fauna
[modifica | modifica wikitesto]La fauna della Mauritania riflette le condizioni ecologiche estreme e la relativa scarsità di habitat stabili. Nelle regioni desertiche si incontrano specie altamente adattate alla vita in ambienti aridi, tra cui la gazzella dorcade, il lupo africano, la volpe pallida, il fennec e numerosi piccoli roditori notturni. I rettili sono ben rappresentati, con diverse specie di lucertole, gechi, serpenti e varani. Le aree saheliane ospitano una fauna più variegata, comprendente antilopi come la redunca e il kob, facoceri, manguste, iene e una ricca comunità di uccelli. Tuttavia, molti grandi mammiferi sono oggi rari o localmente estinti, a causa della caccia e della perdita di habitat. I leoni, ad esempio, un tempo presenti nella regione meridionale, sono oggi considerati estirpati a livello nazionale. Una particolare importanza riveste l'avifauna, in parte residente e in parte migratrice. La Mauritania si trova infatti lungo le rotte migratorie afro-europee, e ospita, soprattutto lungo la costa atlantica, grandi concentrazioni di uccelli acquatici. Il Parco nazionale del Banc d'Arguin, riconosciuto come patrimonio mondiale dell'umanità dall'UNESCO, è una delle più importanti aree di sosta e nidificazione per limicoli e altri uccelli marini a livello globale. Vi si possono osservare fenicotteri, pellicani, spatole, aironi, gabbiani, sterne e numerose specie di trampolieri. Le acque costiere della Mauritania sono tra le più pescose dell'Africa, grazie alla risalita di acque fredde che stimola una grande produttività planctonica. Questo ambiente marino sostiene una ricca fauna ittica e cetacea, comprendente delfini, balene e foche monache, oltre a numerose specie commerciali di pesci e crostacei.[22]
Conservazione
[modifica | modifica wikitesto]La biodiversità della Mauritania è oggi minacciata dalla desertificazione, dal sovrapascolo, dalla deforestazione e dall'espansione delle attività agricole e minerarie. Tuttavia, il paese ha compiuto alcuni sforzi significativi in materia di conservazione ambientale. Il Parco nazionale del Banc d'Arguin, creato nel 1976, rappresenta il principale esempio di area protetta efficace, con una gestione condivisa tra autorità statali e comunità locali di pescatori Imraguen. Altre iniziative includono il Parco nazionale del Diawling, situato nella valle del fiume Senegal, e varie riserve forestali e faunistiche nella regione sud-orientale del paese. I programmi di conservazione sono spesso sostenuti da organismi internazionali e mirano anche alla tutela delle risorse idriche e degli habitat oasiani.[22]
Cultura
[modifica | modifica wikitesto]Arte
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Nei pressi di Nema, di notevole importanza è Kumbi Saleh, la capitale leggendaria dell'impero medievale del Ghana, nonché il sito archeologico più famoso della Mauritania. I primi ritrovamenti ebbero luogo nel 1913, e da allora è stata riportata alla luce un'imponente moschea, ciò che dà corpo all'ipotesi che migliaia di persone abbiano un tempo popolato la città, rendendola per l'epoca una delle più grandi del mondo. Di grande importanza artistica sono i dipinti rupestri trovati a Bir Moghrein risalenti al sec. XVI a.C. I reperti archeologici rinvenuti presso Kumbi Saleh, Aoudaghost e Azougui, sono esposti al museo nazionale di Nouakchott. Di notevole interesse culturale la biblioteca di Oualâta con antichi manoscritti. Il museo di Zouerate è organizzato in tre sale. La prima è dedicata alla preistoria, la seconda conserva documenti e oggetti mauritani contemporanei, la terza sala è dedicata alla miniera (la SNIM, Società Nazionale delle Industrie Minerarie, che ha finanziato la realizzazione del museo).
Patrimoni dell'umanità
[modifica | modifica wikitesto]Alcuni siti della Mauritania sono stati iscritti nella Lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.
Produzione letteraria
[modifica | modifica wikitesto]Tra gli scrittori mauritani affermatisi nel XXI secolo possiamo ricordare Mohamedou Ould Slahi.
Musica
[modifica | modifica wikitesto]Per quanto concerne il campo musicale Malouma Mint El Meidah è forse la più famosa cantante mauritana[23]
Cinema
[modifica | modifica wikitesto]In campo cinematografico la Mauritania ha avuto importanti riconoscimenti internazionali come con il regista Abderrahmane Sissako i cui film Aspettando la felicità (2002) e Timbuktu hanno ricevuto vari premi. Timbuktu, tra l'altro, è stato il primo film della Mauritania candidato per l'Oscar al miglior film straniero nel 2014.
Tradizioni
[modifica | modifica wikitesto]La Guetna o fête des dattes (festa dei datteri) è una festa che si svolge tra luglio e agosto, in concomitanza con la raccolta dei datteri nelle oasi. In questo periodo le famiglie lasciano le città o gli accampamenti per riunirsi nei palmeti (attrezzati con capanne) dove, in un ambiente festoso, si celebrano matrimoni e hanno luogo i concerti dei griot. Come nella maggior parte dei Paesi musulmani anche in Mauritania è praticata la tradizione religiosa del henné.
Cucina
[modifica | modifica wikitesto]Ricorrenza nazionale
[modifica | modifica wikitesto]- 28 novembre: عيد الاستقلال : si celebra l'indipendenza dalla Francia nel 1960.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Seconda lingua parlata da buona parte della popolazione e prevalente nell'amministrazione, nell'educazione e nell'economia
- ↑ (EN) Population growth rate, su CIA World Factbook. URL consultato il 28 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 4 maggio 2012).
- ↑ mauritaniano, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato l'8 marzo 2018.
- ↑ Dati dal Fondo Monetario Internazionale, ottobre 2013, su imf.org.
- ↑ Tasso di fertilità nel 2011, su data.worldbank.org. URL consultato il 12 febbraio 2013.
- ↑ NTC - Bancadati, su nessunotocchicaino.it. URL consultato il 7 aprile 2021.
- ↑ hdr.undp.org, http://hdr.undp.org/en/media/HDI_2008_EN_Tables.pdf.
- ↑ Walk Free Foundation, Global Slavery Index 2013, pag. 33
- ↑ it.uni24k.com, https://it.uni24k.com/u/8133/.
- 1 2 Mauritania - PIL pro capite, su it.tradingeconomics.com.
- 1 2 FAOSTAT (FAO) Data Base della FAO – Ressources http://faostat.fao.org/site/377/default.aspx#ancor Archiviato il 26 giugno 2014 in Internet Archive.
- ↑ Ahmedou Ould Soule, Mauritania Country Pasture/Forage Resource Profile, FAO, Table 1 http://www.fao.org/ag/AGP/AGPC/doc/Counprof/mauritania/mauritania.htm Archiviato il 19 giugno 2017 in Internet Archive.
- 1 2 Ahmedou Ould Soule, Mauritania Country Pasture/Forage Resource Profile, FAO http://www.fao.org/ag/AGP/AGPC/doc/Counprof/mauritania/mauritania.htm Archiviato il 19 giugno 2017 in Internet Archive.
- ↑ Copia archiviata, su faostat.fao.org. URL consultato il 1º maggio 2014 (archiviato dall'url originale il 17 gennaio 2011).
- ↑ Mauritania Economy Profile 2013, Index mundi http://www.indexmundi.com/mauritania/economy_profile.html
- ↑ FAOSTAT (FAO) Data Base della FAO - Indicatori economici http://faostat.fao.org/CountryProfiles/Country_Profile/Direct.aspx?lang=en&area=136
- ↑ FAOSTAT (FAO) Data Base della FAO – Bilanci alimentari http://faostat.fao.org/site/368/DesktopDefault.aspx?PageID=368#ancor Archiviato il 9 ottobre 2016 in Internet Archive.
- 1 2 (EN) Mauritania - Economy, su CIA World Fact Book. URL consultato il 30 settembre 2025.
- ↑ Millennium Development Goals Indicators, UNDP http://unstats.un.org/unsd/mdg/Data.aspx Archiviato il 6 marzo 2014 in Internet Archive.
- ↑ World Food Programme, Mauritania – Overview http://www.wfp.org/countries/mauritania
- ↑ Fabio Lugano, Parte la produzione di Gas Naturale Liquefatto del grande giacimento GTA fra Mauritania e Senegal, su Scenari Economici, 10 febbraio 2025. URL consultato il 13 febbraio 2025.
- 1 2 3 4 5 (EN) Mauritania, su britannica.com.
- ↑ oasiscenter.eu, https://www.oasiscenter.eu/it/dal-palco-al-parlamento-malouma-voce-dei-poveri.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- La Geografia - dizionario enciclopedico - Gruppo Editoriale Fabbri, Bompiani, Sonzogno, Etas S.p.A., Milano (1984)
- Francesco Tamburini, "La repubblica Islamica della Mauritania (1984-2007): Da regime delle speranze democratiche tradite a laboratorio della democrazia africana?", in Africana, 2007, pp. 127–146.
- Francesco Tamburini, "La morte della prima democrazia araba", in Affari Esteri, n. 162, 2009, pp. 384–393.
- Andrea Menegatti, "Autoritarismo, partecipazione e fondamentalismo in Mauritania. L'Islam confrerico e la democrazia", in Afriche e Orienti, nº3/4 2010, pp. 154–174.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikizionario contiene il lemma di dizionario «Mauritania»
Wikinotizie contiene notizie di attualità sulla Mauritania
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sulla Mauritania
Wikivoyage contiene informazioni turistiche sulla Mauritania
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Mauritania, Repubblica islamica di, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Mauritania, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
- (IT, DE, FR) Mauritania, su hls-dhs-dss.ch, Dizionario storico della Svizzera.
- (EN) Charles Henri Toupet, Hubert Jules Deschamps, Alfred G. Gerteiny e Charles C. Stewart, Mauritania, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Hubert Jules Deschamps, Alfred G. Gerteiny, Charles C. Stewart e Charles Henri Toupet, Mauritania, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- (EN) Mauritania, su Mindat.org.
- (EN) Mauritania, su Comic Vine, Fandom.
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