Sahara Occidentale

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Sahara Occidentale
LocationWesternSahara.png
Stati Sahara Occidentale Sahara Occidentale (Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi)
Marocco Marocco
Superficie ca 266 000 km²
Abitanti ca 385 000
Lingue arabo
Nome abitanti sahrawi
Wi-map.png

Il Sahara Occidentale è una regione del Nordafrica attualmente sotto l'occupazione del Marocco[1]. Ex colonia spagnola, il territorio è conteso tra il Marocco e il Fronte Polisario, che ne ha dichiarato l'indipendenza proclamando la Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi[2][3][4].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

È stata una colonia spagnola con il nome di "Sahara Spagnolo" dal 1884 fino al 14 novembre 1975, quando la Spagna fu cacciata con la Marcia Verde effettuata dal Marocco; nel 1976 il territorio fu spartito tra il Marocco (che annesse la regione settentrionale nota come Saguia el Hamra e parte della regione meridionale nota come Tiris el Gharbia) e la Mauritania (che annesse la parte meridionale del Tiris el Gharbia); nel periodo 1976-1979, quindi, la Mauritania esercitò la propria sovranità sul Tiris el Gharbia, ma, a fronte dei problemi procurati dalla guerriglia, nel 1979 rinunciò alla sovranità sul detto territorio, che fu annesso dal Marocco (militarmente più forte e in grado di respingere la guerriglia), andando a costituire la nuova provincia denominata Oued ed-Dahab. Il 27 febbraio 1976 è stata proclamata la Repubblica Democratica Araba Sahrawi dal Fronte Polisario guidato da Mohamed Lamine Ould Ahmed e sostenuta dall'Algeria.

Allo stesso tempo la Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi (RADS) ha proclamato l'indipendenza, avviando relazioni diplomatiche con diversi stati - principalmente africani e sudamericani - ed è stata riconosciuta dall'Unione africana, ma non dalla Lega Araba che non riconosce né il Fronte Polisario ne la (RADS) e non dall'Organizzazione delle Nazioni Unite, che ha inserito il territorio nella Lista dei territori non autonomi[5] nel 1963 grazie alla domanda presentata dal Marocco contro l'occupazione spagnola del Sahara occidentale, Ifni e Tarfaya[6].

Il Marocco domina la maggior parte del territorio (sinistra), mentre il Fronte Polisario controlla una zona dell'entroterra ed una sottile striscia di terra al confine meridionale con la Mauritania.

La guerriglia contro il Marocco è terminata con il cessate il fuoco del 1991, in cambio della promessa di celebrare un referendum sullo statuto definitivo del Sahara Occidentale deciso dall'ONU nel gennaio 1992. Il referendum non si è tuttavia ancora tenuto e nel 2004 la durata della missione ONU (MINURSO) nel paese è stata prorogata per consentire l'esame di una nuova proposta di pace, che prevedeva un referendum entro 5 anni, durante i quali l'area sarebbe stata soggetta ad una "Autorità del Sahara Occidentale" guidata da un esecutivo eletto dalla popolazione sahrawi.

Nell'aprile 2007 l'ONU ha ribadito l'impegno a favore di una soluzione politica definitiva[7], che tuttavia non è stata ancora concordata tra le parti.

L'unico censimento condotto nel 1974 dalla Spagna fissa il numero dei Sahrawi (gli abitanti del Sahara Occidentale) in 74.902, mentre il censimento effettuato dall'ONU in vista del futuro referendum fissava, nel 2000, gli aventi diritto al voto in circa 84.200.

Il Sahara Occidentale è nella lista delle Nazioni Unite dei territori non autonomi. All'ONU il Sahara Occidentale detiene un posto di osservatore.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La principale risorsa economica del Sahara Occidentale, oltre alla pesca e alla pastorizia nomade, è l'estrazione di fosfati, di cui il sottosuolo è ricco. La principale miniera, a cielo aperto, è a Bou Craa e collegata al mare, per il trasporto marittimo, con un nastro trasportatore della lunghezza di circa 100 chilometri che è il più lungo al mondo. La miniera, la più vasta del mondo su una superficie di 250 chilometri quadrati, è al centro di una vasta regione stimata in 1200 chilometri quadrati. Il minerale estratto ha una densità pari all'85% di fosfato di calcio. Questa, come tutte le altre attività economiche e commerciali, è controllata dal Marocco (che è, con la produzione del Sahara Occidentale, il terzo produttore mondiale di fosfati). Le Nazioni Unite hanno ribadito l'illegalità dello sfruttamento delle risorse naturali del Sahara Occidentale da parte del Marocco. Vengono stimate importanti riserve petrolifere e di gas, il cui sfruttamento è bloccato da decisioni delle Nazioni Unite che consigliano di fermarsi alla fase della ricerca.

Il Sahara è un paese di sole e di acqua ed il futuro mondiale avrà bisogno di questi due fattori per privilegiare lo sviluppo. I Sahrawi in esilio nei campi per rifugiati[8] a Tindouf producono la maggior parte dell'energia da tecnologia solare e, se un giorno potrà tenersi il referendum per l'autodeterminazione, ci sarà un ritorno di profughi che in misura maggiore di altri popoli saranno abituati all'uso di questa tecnologia. L'acqua potabile è presente in un'importante falda freatica sottostante a una vasta porzione del paese. La presenza di numerosi pozzi e guelta sul territorio nascono da questa falda. Si può stimare l'importanza di una simile risorsa per analogia con lo sfruttamento di una simile falda nel sud della Libia, che è stata canalizzata verso le zone abitate del paese creando migliori condizioni per lo sviluppo.

Caratteristiche del territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del Sahara Occidentale è per la maggior parte desertico o semidesertico con ampie aree di superfici rocciose o sabbiose. L'uso del suolo è il seguente:

  • Seminativi: 0%
  • coltivazioni permanenti: 0%
  • pascoli permanenti: 19%
  • foreste e terreno boscoso: 0%
  • altri: 81%

Ha un clima caldo, arido desertico.

Le coltivazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel Sahara Occidentale ci sono gravi problemi di irrigazioni, per questo motivo le coltivazioni sono quasi assenti.

La fauna[modifica | modifica wikitesto]

All'estremo sud del paese, a La Guera, si segnala la più folta colonia al mondo di foche monache.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Risoluzione delle Nazioni Unite, 1966 (PDF), daccess-dds-ny.un.org.
  2. ^ Cfr. il Manuale interistituzionale di convenzioni redazionali dell'Unione europea
  3. ^ Cfr. in AA.VV. Africa e Mediterraneo: cultura, politica, economia, società. Edizioni 16-19, Istituto sindacale per la cooperazione allo sviluppo, Lai-Momo, 1996.
  4. ^ Cfr. in AA.VV. L'Universo. Istituto geografico militare, Vol. 78, edizioni 3-4, p 533.
  5. ^ La lista delle Nazioni Unite dei Territori non indipendenti
  6. ^ Transnational Institute | Vers la fin du conflit au Sahara occidental
  7. ^ Adopted by the Security Council at its 5669th meeting, on 30 April 2007
  8. ^ Foto dei campi dei rifugiati Saharawi

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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