Casa Bianca

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Casa Bianca
Residenza ufficiale del Presidente degli Stati Uniti d'America
WhiteHouseSouthFacade.JPG
Ubicazione
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Località Washington
Indirizzo 1600 Pennsylvania Ave NW, Washington, DC 20500,
Stati Uniti d'America
Coordinate 38°53′51.61″N 77°02′11.58″W / 38.897669°N 77.03655°W38.897669; -77.03655Coordinate: 38°53′51.61″N 77°02′11.58″W / 38.897669°N 77.03655°W38.897669; -77.03655
Informazioni
Condizioni in uso
Costruzione 1792 - 1800
Stile Palladianesimo,
Architettura neoclassica
Uso Residenza ufficiale del Presidente degli Stati Uniti d'America
Altezza 21 m circa
Piani 4
Area calpestabile 5100 m² circa
Realizzazione
Architetto James Hoban
Proprietario Stati Uniti d'America

La Casa Bianca (in inglese White House) è la residenza ufficiale e il principale ufficio del presidente degli Stati Uniti.

Insieme alla Blair House, adibita a ospitare le delegazioni in visita di Stato, e al Number One Observatory Circle, che funge da residenza per il vicepresidente degli Stati Uniti, è una delle tre residenze ufficiali più importanti in Washington D.C.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il francese Pierre L'Enfant progettò la città di Washington DC come una grande scacchiera, il cui fulcro era l'Executive Mansion (l'attuale Casa Bianca), collegata con un viale di 120 metri alla sede del Congresso, il Campidoglio. Entrambe le costruzioni furono abbozzate dal francese, che però venne rimosso dall'incarico. Vincitore del concorso che venne subito bandito fu James Hoban, che progettò una sontuosa villa il cui tema principale fu la forma ovale dei due saloni e un ordinato stile neoclassico, di ispirazione inglese.

Facciata nord della Casa Bianca

Giudicata enorme (Thomas Jefferson, che sarà in seguito il suo secondo inquilino, la criticò così: "[...] non è necessaria una casa grande abbastanza per due Imperatori, un Papa e un Dalai Lama") e nonostante i costi più alti del previsto, la costruzione fu comunque realizzata, seppur privata dei portici e del terzo piano.

George Washington morì durante il completamento del tetto e la casa venne inaugurata nel 1800. Quando venne eletto Thomas Jefferson, nel novembre del 1800, fu proprio lui a richiedere ulteriori ingrandimenti e abbellimenti, come i porticati agli ingressi Nord e Sud e le ali Est ed Ovest, oltre a serre e gabbie per orsi bianchi (doni di esploratori) tutti progettati dall'americano Benjamin Latrobe. Sempre nel periodo del suo mandato furono anche arredati gli appartamenti con mobili francesi.

Ma tutto fu di breve durata, perché nel 1812, durante la guerra anglo-americana, l'Executive Mansion venne data alle fiamme dalle truppe inglesi. L'incendio risparmiò solamente le pareti esterne, anche quelle malandate. Venne richiamato Hoban, che restaurò sommariamente la Casa Bianca (termine che stava diventando di uso comune), giusto in tempo per venire letteralmente demolita negli interni da migliaia di simpatizzanti del presidente Andrew Jackson nel 1829.

Casa Bianca di notte (ala ovest)

Ristrutturata nel corso degli anni, la Casa Bianca vide l'avvicendarsi di presidenti come James Monroe, William Henry Harrison, Abraham Lincoln, Millard Fillmore (la cui moglie iniziò la Biblioteca presidenziale) e finalmente Chester A. Arthur, che, non volendo mettere piede nella "baracca", ne comandò una totale ristrutturazione, che venne continuata anche dai suoi successori.

Nel XX secolo il presidente Franklin Delano Roosevelt commissionò un importante ammodernamento di pavimenti, solette e strutture che migliorò l'abitabilità della famiglia presidenziale. Tuttavia dopo l'elezione di Harry S. Truman, nel 1945, la Casa Bianca venne completamente ricostruita (ad eccezione delle mura perimetrali esterne) riportandola ai progetti neoclassici di Latrobe e Hoban. Durante questo periodo l'amministrazione Truman si dovette trasferire a Blair House che fino ad allora era stata utilizzata per ospitare le delegazioni di altri paesi in visita ufficiale. Durante l'amministrazione Eisenhower fu introdotto l'uso del Marine One sui giardini della Casa Bianca. Durante l'amministrazione Kennedy le stanze furono completamente riarredate con nuovi mobili e pezzi d'arte.

Ogni presidente ha a disposizione 100.000$ per modificare elementi strutturali della residenza. Inoltre il presidente può arredare le stanze private e i propri uffici a suo piacimento e aggiungere nuovi spazi. Per esempio, il presidente Obama ha fatto costruire un campo da basket.

Caratteristiche e struttura[modifica | modifica wikitesto]

Comprende un complesso architettonico il cui centro è un palazzo bianco di stile neoclassico situato al numero 1600 della Pennsylvania Avenue NW, Washington, e si estende su una superficie di 6.100 (o 5.100 ).[1] La Casa Bianca conta 132 stanze.

Costruita sulle orme dello stile palladiano, la villa si presenta come un grande parallelepipedo appoggiato sulla base lunga, con al centro due piccoli bracci costituiti dai porticati degli ingressi nord e sud. Le ali laterali sono visibili solo dall'ingresso sud. Due ordini di finestre, al piano terra con cornici di gusto rinascimentale, quelle del piano nobile semplici ed eleganti nello stesso tempo.

Tra una finestra e l'altra dell'intero edificio sono presenti eleganti lesene ioniche. Il tetto è contornato da un'elegante balaustra. L'ingresso nord presenta un alto pronao sorretto da otto snelle colonne ioniche con frontone triangolare. Il lato sud presenta una forma absidale che segue le forme interne della famosa Blue Room. Non si situa qui invece lo Studio Ovale del presidente, come molti credono; questo infatti è posto nella West Wing della Casa Bianca. L'aspetto esterno nel complesso è di un edificio imponente ma leggero. Gli interni sono nel complesso eleganti ma non ricchi di decorazioni come i contemporanei palazzi europei, sottolineando che si tratta di una residenza presidenziale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Quirinale, la residenza più vasta del mondo, loveforitaly,it. URL consultato il 18 luglio 2013 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2013).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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