Hofburg

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Hofburg
Residenza ufficiale dei
Presidenti federali dell'Austria
Wien Hofburg Nacht 2.jpg
Facciata della Hofburg sulla Michaelerplatz
Ubicazione
Stato Austria Austria
Land Wien Wappen Innere Stadt.png Innere Stadt
Località Vienna
Coordinate 48°07′20.28″N 16°12′56.88″E / 48.1223°N 16.2158°E48.1223; 16.2158Coordinate: 48°07′20.28″N 16°12′56.88″E / 48.1223°N 16.2158°E48.1223; 16.2158
Informazioni
Condizioni In uso
Inaugurazione 1913
Uso Residenza ufficiale del Presidente federale dell'Austria
Realizzazione
Architetto Filiberto Luchese, Lodovico Burnacini, Martino Carlone, Domenico Carlone, Lukas von Hildebrandt, Joseph Emanuel Fischer von Erlach, Johann Fischer von Erlach
Proprietario Stato austriaco
 

Il complesso della Hofburg si trova a Vienna ed è stato il centro del potere austriaco per più di sei secoli, insieme al più periferico e meno antico Castello di Schönbrunn. Parte del palazzo è oggi la residenza e luogo di lavoro del presidente dell'Austria.

Costruito a partire dal XIII secolo, il complesso della Hofburg venne espanso nei secoli grazie alla dinastia degli Asburgo per quasi otto secoli resse le sorti dell'Austria, del Sacro Romano Impero, dell'Impero austriaco e dell'Impero austro-ungarico.

L'area dove oggi sorge la Hofburg era occupata da strutture come documentato già dal 1279.[1] Il complesso è costituito da una serie di residenze a palazzi tra loro apparentemente distaccati, la Cappella Imperiale (Hofkapelle o Burgkapelle), il Naturhistorisches Museum ed il Kunsthistorisches Museum, la Biblioteca Nazionale Austriaca (Hofbibliothek), il tesoro imperiale (Schatzkammer), il Burgtheater, la Scuola di cavalleria spagnola (Hofreitschule), le stalle imperiali (Stallburg e Hofstallungen), ed il centro congressi Hofburg.

La Hofburg si affaccia sulla Heldenplatz realizzata sotto il regno dell'imperatore Francesco Giuseppe come parte di quello che divenne noto come Kaiserforum, un progetto mai completato.

Numerosi architetti lavorarono per l'espansione e la costruzione della Hofburg, tra cui l'architetto ed ingegnere italiano Filiberto Luchese (che curò il Leopoldischiner Trakt), Lodovico Burnacini e Martino Carlone e Domenico Carlone, gli architetti barocchi Johann Lucas von Hildebrandt e Joseph Emanuel Fischer von Erlach (l'ala della Cancelleria Imperiale e la scuola di cavalleria invernale), Johann Fischer von Erlach (la biblioteca), e gli architetti della grandiosa Neue Burg costruita tra il 1881 ed il 1913.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Pianta generale del palazzo di Hofburg.
1 Ala Svizzera, 2a Chiesa degli agostiniani, 2b Monastero degli agostiniani, 3 Stallburg, 4 Amalienburg, 5 Ala Leopoldina, 6 Ala Redouten, 7 Scuola di cavalleria invernale, 8 Biblioteca Imperiale, 9 Ala Agostiniana, 10 Palazzo dell'Arciduca Alberto (formalmente Palazzo Tarouca-de Sylva), 11 Ala della Cancelleria Imperiale, 12 Festsaal - Sala delle Feste, 13 Ala di San Michele, 14 Ala della Neue Burg, 15 Corps de Logis, 16 Casa delle Palme e Casa delle Farfalle, A Corte interna del castello, B Ballhausplatz - Corte della casa del ballo, C Corte di San Michele, D Schweizerhof - Corte svizzera, E Josephplatz, F Albertinaplatz, G Burggarten - Giardino del castello, H Heldenplatz (formalmente Piazza esterna del castello)
I vari stati della costruzione sono suddivisi cronologicamente con colori diversi:
XIII - XVII secolo
XVIII secolo
XIX - XX secolo

Il complesso di edifici è stato costruito nei secoli senza un progetto di base e lo si può facilmente notare dando uno sguardo alla planimetria generale dell'edificio. Il singolare progetto che emerge ancora oggi è quindi frutto dell'inclusione di diverse strutture preesistenti ad ogni ampliamento, con l'intento di includere ma nel contempo di preservare le strutture in ogni nuova progettazione. Dal 1438 al 1583 e dal 1612 al 1806, infatti, il palazzo fu sede dei re e degli imperatori del Sacro Romano Impero e della nazione germanica, poi degli imperatori d'Austria sino al 1918. Al giorno d'oggi il palazzo è sede dei presidenti federali d'Austria.

Ala Svizzera[modifica | modifica wikitesto]

Il nucleo più antico è lo Schweizerhof, fortezza costruita intorno al 1275 e probabilmente eretta già dai Babenberg o da Ottocaro II di Boemia. Precedentemente il castello dei governanti dell'Austria era posto nella piazza attualmente detta "Am Hof" che si trova presso lo Schottenstift (Monastero Scozzese).

La parte più antica del castello è senz'altro quella oggi rappresentata dalla Corte Svizzera (Schweizerhof). Qui si trova infatti una cappella gotica (Burgkapelle), risalente al XVI secolo, ed il tesoro imperiale (Schatzkammer),[2] che, tra gli altri oggetti, conserva le insegne imperiali del Sacro Romano Impero (Reichskleinodien) e dell'Impero d'Austria. La Cappella Musicale Imperiale (Hofmusikkapelle) è collocata anch'essa in quest'area. La Corte Svizzera venne costruita durante il regno dell'imperatore Ferdinando I in stile rinascimentale. Essa è nota in particolare per la Porta degli Svizzeri (Schweizertor) realizzata in mattoni rossi e neri che riporta i titoli dell'imperatore Ferdinando I ed il suo stemma contornato dall'ordine del Toson d'oro. La parte inferiore accoglieva le cucine imperiali.

Stallburg[modifica | modifica wikitesto]

Anche se non fisicamente connesse al resto del complesso, le Stalle Imperiali (Stallburg) della Hofburg vennero originariamente costruite come residenza per il principe ereditario Massimiliano II, dal momento che si dice che Ferdinando I non volesse vivere sotto lo stesso tetto col figlio il quale aveva dimostrato inclinazioni favorevoli a tollerare i protestanti. Questa struttura successivamente accolse la collezione d'arte dell'arciduca Leopoldo Guglielmo d'Austria, fratello dell'imperatore Ferdinando III. Questa stessa collezione dal 1889 è stata spostata al Kunsthistorisches Museum e ne costituisce il nucleo principale. Solo successivamente quindi l'area venne adibita a stalle imperiali ed attualmente conserva questo uso per la Scuola d'equitazione spagnola (Spanische Hofreitschule).

Amalienburg[modifica | modifica wikitesto]

Attraversando la Porta degli Svizzeri si accede all' Amalienburg, così chiamata in amore di Amalie Wilhelmine, vedova dell'imperatore Giuseppe I. Ad ogni modo, all'epoca dell'imperatrice, quest'ala esisteva già da più di un secolo, dal momento che venne costruita come residenza per l'imperatore Rodolfo II in stile tardo-rinascimentale. Da notare la presenza di una piccola torre a cupola che ospita un orologio astronomico sulla facciata.

Ala Leopoldina[modifica | modifica wikitesto]

Ala Leopoldina

La connessione tra l'Amalienburg e la Corte degli Svizzeri è rappresentata dall'Ala Leopoldina eretta negli anni '60 del Seicento dall'imperatore Leopoldo I. L'architetto fu l'italiano Filiberto Lucchese, ma dopo l'assedio del 1683 ad opera dei Turchi della città di Vienna, l'ala venne ricostruita ad opera di Giovanni Pietro Tencalla con un ulteriore piano. Malgrado la struttura architettonica differente, l'ala ha ancora uno stile tardo-rinascimentale. Qui sono collocati gli uffici del presidente austriaco. La sezione inferiore erano un tempo utilizzate per accogliere l'enorme cantina della Hofburg. In quest'area nel 1667 venne chiamato il pittore Carpoforo Tencalla dall'imperatrice Eleonora Gonzaga ad ornare di affreschi due sale, conferendogli il ruolo di pittore di corte.

Ala della Cancelleria Imperiale[modifica | modifica wikitesto]

Reichskanzleitrakt (Ala della Cancelleria Imperiale)

L'area della Scuola di cavalleria invernale (Winterreitschule) dalle Stallburg (dove si riunì il primo parlamento austriaco nel 1848) era attigua all'ala della Cancelleria Imperiale (Reichskanzleitrakt). Questa venne originariamente progettata da Johann Lucas von Hildebrandt ed in seguito riadattata per fare spazio alla sala riunioni del Consiglio Aulico (Reichshofrat), agli uffici del Vice Cancelliere Imperiale (Reichsvizekanzler), e dall'Arcicancelliere Imperiale (Reichserzkanzler) che fu per lungo tempo il primo ministro del Sacro Romano Impero. Dopo la fine del Sacro Romano Impero, la casa ospitò gli appartamenti di duca di Reichstadt, figlio di Napoleone e dell'arciduchessa Maria Luisa d'Austria, e poi del futuro imperatore Francesco Giuseppe I.

Biblioteca Imperiale[modifica | modifica wikitesto]

La sala principale della Biblioteca Imperiale

Originariamente una struttura a sé stante, la Biblioteca Imperiale (Hofbibliothek) venne fondata da Carlo VI ed ospitata inizialmente in quella che oggi è nota come Prunksaal, curata dalla Biblioteca Nazionale Austriaca (Österreichische Nationalbibliothek). La costruzione del nuovo edificio iniziò grazie al genio dell'architetto Johann Bernhard Fischer von Erlach e terminata dal figlio Joseph Emanuel nel 1735. La sala, di straordinaria bellezza, accoglie la biblioteca del principe Eugenio di Savoia ed ospita un grande affresco al soffitto dipinto da Daniel Gran e statue degli imperatori del Sacro Romano Impero ad opera di Paul Strudel. La decorazione esterna con figure d'ispirazione classica venne eseguita da Lorenzo Mattielli nel 1726. Sopra l'entrata principale realizzò una statua di Pallade Atena nell'atto di guidare una quadriga. Sulla parte sinistra del frontone del tetto è posta la statua di Atlante, fiancheggiato dalle personificazioni dell'Astronomia e dell'Astrologia, mentre sul lato opposto sta Gaia fiancheggiata dalle allegorie della Geometria e della Geografia.

Ala Agostiniana[modifica | modifica wikitesto]

Costruita appena adiacente alla Biblioteca Imperiale, l'Ala Agostiniana sorge in prossimità della Chiesa degli Agostiniani ed al relativo monastero che divenne parte del complesso con l'espansione progressiva della Hofburg. Il Palazzo dell'Arciduca Alberto (formalmente Palazzo Tarouca-de Sylva Palace), sede dell'Albertina Museum, è considerato parte della Hofburg per i suoi collegamenti col monastero degli agostiniani. Alcuni membri della famiglia degli Asburgo, sul finire dell'Ottocento, occuparono quest'ala come ad esempio l'arciduca Alberto d'Asburgo e poi suo nipote Federico d'Asburgo-Teschen, da cui appunto il nome.

La Chiesa degli Agostiniani dal suo assorbimento nel complesso venne usata come chiesa di corte, anche per i matrimoni come quello famoso tra Francesco Giuseppe e l'imperatrice Elisabetta (la famosa Sissi). Dietro la Loretokapell si trova la Herzgruft, una cripta semicircolare separata da una porta in ferro dove sono conservati 54 cuori di membri della casata d'Asburgo, conservati in urne d'argento.[3]

Ala Redouten[modifica | modifica wikitesto]

L'ala Redouten

Maria Teresa nel corso del suo regno convertì il teatro di corte risalente al XVII secolo in una sala per concerti e danze nota col nome di Redoutensaele. Il progetto iniziale venne redatto da Jean Nicolas Jadot de Ville-Issey, mentre la facciata venne realizzata ad opera di Nicolò Pacassi e Franz Anton Hillebrandt. Il nome deriva dalla parola francese Redoute, che significa ballo in maschera, eventi che qui spesso si tenevano. Johann Strauss fu direttore musicale dei balli di corte proprio in questa stanza e sempre qui ebbero udienza artisti del calibro di Joseph Haydn, Niccolò Paganini e Franz Liszt. La première della sinfonia n.8 di Beethoven ebbe qui luogo nel 1814. Qui si svolse anche la "Danza del Congresso", una grande festa tenutasi in occasione del Congresso di Vienna ad inizio Ottocento.

Il 27 novembre 1992 l'intera Redoutensaele venne seriamente danneggiata da un incendio e la ricostruzione richiese cinque anni in tutto, riaprendo i battenti nel 1998 e divenendo parte del centro congressi della Hofburg.

Ala di San Michele[modifica | modifica wikitesto]

Ercole uccide l'idra, statua della facciata esterna presso la Michaelerplatz

L'Ala di San Michele, anch'essa progettata da Joseph Emanuel Fischer von Erlach, serviva da comunicazione tra la Scuola di Cavalleria Invernale e la Cancelleria Imperiale. Ad ogni modo, a causa del Teatro Imperiale (Burgtheater) nel mezzo dell'area, questi progetti rimasero incompiuti sino a quando Ferdinand Kirschner non costruì l'ala tra il 1889 ed il 1893, modificandoli in parte alle nuove esigenze.

Già tra il 1763 ed il 1769, Nicolò Pacassi aveva connesso la Biblioteca Imperiale con altre parti della Hofburg sfruttando quest'area e creando l'attuale Josephsplatz, una delle più belle locations di Vienna. Dopo la ristrutturazione dell'Albertina negli anni '20 dell'Ottocento ad opera di Joseph Kornhäusel, anche questa area venne connessa alla Hofburg.

Sala delle Cerimonie - Ala Montoyer[modifica | modifica wikitesto]

Il "Naso della Hofburg", nome popolare dato a quest'ala, è riferito alla forma della Zeremoniensaal o Sala delle Cerimonie appunto. Essa venne costruita dall'imperatore Francesco II grazie all'architetto belga Louis Montoyer all'inizio del XIX secolo. Il soprannome le deriva dal fatto che l'area era chiaramente visibile dalla piantina del complesso ed appariva proprio come un gomito di naso. Il soffitto del salone è ornato da 26 lampadari di cristallo con 1300 candele ed ha un aspetto solenne. 24 colonne corinzie rivestite di gesso dipinto a finto marmo, contribuiscono ad innalzare idealmente la sala ed a darle un aspetto slanciato. Fu qui che Napoleone chiese ufficialmente la mano dell'arciduchessa Maria Luisa, figlia dell'imperatore Francesco II, e sempre qui per l'occasione si tenne un ballo di corte. Sotto il regno dell'imperatore Francesco Giuseppe, ogni anno il sovrano riceveva qui dodici poveri ai quali donava del denaro in segno di carità per il prossimo.

Heldenplatz[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1809, una parte dell'antico bastione adiacente il vecchio castello venne demolito durante le guerre napoleoniche. Si creò così uno spazio nel quale venne inglobata la Burgtor, la porta del palazzo. Nelle nuove mura erette nel 1817, trovarono spazio tre nuove aree: il giardino privato del castello (Burggarten), la Heldenplatz o Piazza degli Eroi ed il Volksgarten (Giardino del Popolo) col Tempio di Teseo (Theseustempel), disegnato assieme alla Burgtor da Peter von Nobile.

Nella Piazza degli Eroi trovano spazio anche le statue dei due più importanti feldmarescialli austriaci nel corso dei secoli, il principe Eugenio di Savoia e l'arciduca Carlo d'Asburgo, da cui appunto il nome stesso della piazza.

Il Neue Burg[modifica | modifica wikitesto]

Il Neue Burg di notte

Con l'allargamento della città di Vienna a seguito della demolizione delle mura cittadine negli anni '60 dell'Ottocento, la Hofburg stessa conobbe una grande espansione. Venne pianificata la realizzazione del Kaiserforum e della Ringstraße, coi musei gemelli (Kunsthistorisches Museum e Naturhistorisches Museum). Come ideale completamento di questo progetto che solo in parte sarà poi portato a termine, abbiamo il Neue Burg che è oggi la facciata più nota della Hofburg. Completata nel 1913, l'ala sud-occidentale (Neue Burg) ospita attualmente alcuni musei (l'Ephesos Museum, la Collezione di Armi e Armature, la Collezione di Antichi strumenti musicali ed il Museo di Etnologia) così come le sale di lettura della Biblioteca Nazionale Austriaca ed il Centro Congressi Hofburg.

Il 15 marzo 1938, Adolf Hitler proclamò dal balcone di quest'area l'"Anschluss" dell'Austria al Terzo Reich.

La Josefsplatz[modifica | modifica wikitesto]

Statua dell'imperatore Giuseppe II nella Josefsplatz

Una delle statue più note della Hofburg è senz'altro quella dell'imperatore Giuseppe II ad opera di Franz Anton von Zauner che si trova proprio al centro della Josefplatz che da lui prende il nome, assieme alla statua dell'imperatore Francesco I all'interno della Innerer Burghof (Corte Interna del Castello) ad opera di Pompeo Marchesi. In essa si trovano anche due fontane, la prima a rappresentare il Potere del Mare ad opera di Rudolf Weyr e la seconda il Potere della Terra di Edmund Hellmer.

Complesso della Hofburg[modifica | modifica wikitesto]

Facciata della Hofburg sul versante del parco

La facciata principale della Hofburg dà sulla Josefsplatz, dove si erge la statua di Giuseppe II. L'edificio che vi si affaccia ospita la Biblioteca Nazionale, nella Prunksaal o Sala d'Onore. Guardando il complesso dalla Josefsplatz, la parte sinistra è costituita dalla Augustinerkirche, in stile gotico, dove sono conservati i cuori degli Asburgo e dove si può ammirare il monumento funebre a Maria Cristina di Antonio Canova; e dall'"Albertina", che ospita una vasta collezione di stampe, acquerelli, disegni e fotografie tra cui opere di Albrecht Dürer, Michelangelo e Picasso. La parte destra è costituita dalla Stallburg, ora parte del Museo Lipizzano, e dal Maneggio d'inverno, dove i sovrani addestravano cavalli di Lipizza (ma di origine spagnola e del Regno di Napoli), e dove tenevano gli esercizi equestri. Il vasto parco del complesso, che si estende dietro i palazzi che compongono la facciata e dietro le viscere della struttura costituite dal nucleo dello Schweizerhof, fu realizzato dopo che Napoleone Bonaparte durante l'occupazione di Vienna fece abbattere le mura della città. Il parco è arricchito dalle statue di Francesco I e di Mozart, e da un complesso di serre realizzato nei primi del Novecento in Jugendstil. Il cortile interno è invece occupato dalla Heldenplatz (piazza degli eroi), su cui si affaccia l'ala della Neue Burg: al centro dei due cerchi che formano la piazza sono poste le statue del principe Eugenio di Savoia e dell'arciduca Carlo.

Appartamenti e tesori della Hofburg[modifica | modifica wikitesto]

La Hofburg e la Heldenplatz
La Hofburg dalla Josefplatz

Negli edifici più interni della Hofburg si possono visitare gli appartamenti di Stato e la collezione di tesori imperiali (una delle collezioni più ricche e suggestive al mondo[senza fonte]).

Gli appartamenti conservati sono quelli appartenuti all'imperatore Francesco Giuseppe e a sua moglie, l'imperatrice Elisabetta di Baviera detta "Sissi" o "Sisi", nonché le stanze dove dimorò per circa un anno l'eccentrico zar Alessandro durante il Congresso di Vienna. Gli appartamenti di Sissi sono quelli che attirano maggiormente l'attenzione dei visitatori per le loro curiose eccentricità, tra cui gli attrezzi ginnici con cui l'imperatrice si allenava quotidianamente.

La notevole collezione dei tesori di Stato include dalla stanza 1 alla 8 i tesori dell'Impero austriaco, dalla stanza 9 alla 12 i tesori del Sacro Romano Impero, dalla sala 13 alla 16 i tesori della cosiddetta "dote di Borgogna". La sala 5 è dedicata a Napoleone, con ritratti dell'imperatore dei francesi e della moglie Maria Luisa e la sfarzosa culla del figlio. Pezzi di eccezionale valore storico e artistico sono la Corona del X secolo con cui venivano incoronati gli imperatori del Sacro Romano Impero, i simboli del potere asburgico (scettro e sfera imperiali usati durante le incoronazioni), il "vello d'oro" appartenuto all'ordine omonimo.

Concerti nella Hofburg[modifica | modifica wikitesto]

Concerto classico della Wiener Hofburg Orchestra nella grande Festsaal (sala delle feste) dell'Hofburg di Vienna.

Il 30 dicembre 1636 avvenne la prima assoluta di Ballo in onore dell'Imperatore Ferdinando III della casa d'Austria di Claudio Monteverdi. Il 26 marzo 1660 avvenne la prima assoluta dell'oratorio Il sacrifizio d'Abramo di Leopoldo I d'Asburgo, nel 1662 la prima assoluta di Mercurio esploratore, nel 1666 Le lagrime di San Pietro di Giovanni Felice Sances e Nettunno e Flora festeggianti di Antonio Cesti e nel 1667 Galatea di Pietro Andrea Ziani e Le disgrazie d'Amore di Cesti.

Il 12 luglio 1668 avviene l'inaugurazione del Theater an der Cortina im Hofburg da 1000 posti con Il pomo d'oro di Cesti e nello stesso anno la prima assoluta di Il Ciro vendicatore di se stesso di Antonio Draghi, nel 1669 Chi più sa manco l'intende di Draghi, nel 1671 L'aviditа di Mida di Draghi, nel 1673 Il gior della speranza e La Tessalonica di Draghi e nel 1675 I pazzi Abderiti di Draghi. Le sale della Hofburg fanno da scenario ai concerti di musica classica del Wiener Hofburg Orchester da maggio a dicembre. Il programma è composto dalle più note melodie dei valzer e delle operette di Johann Strauss, Franz Lehár e arie da opere di Wolfgang Amadeus Mozart. L'orchestra è composta da 36 musicisti e sei cantanti solisti internazionali da tutte le orchestre viennesi sotto la direzione musicale di Gert Hofbauer.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Aeiou-Hofburg-English, "Hofburg, Wien" (history), Encyclopedia of Austria, Aeiou Project, 2006.
  2. ^ La Schatzkammer è affiliata al Kunsthistorisches Museum
  3. ^ Die Herzgruft in der Loretokapelle, su Augustinerkirche.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (DEEN) Richard Kurdiovsky (a cura di), The office of the Austrian Federal President at the Vienna Hofburg, Wien, Christian Brandstätter Verlag, 2008, ISBN 978-3-85033-161-6.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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